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l’Ideale Politico

di Redazione | in: Editoriali

Replica all’articolo di PGC “Faccia @ Faccia”


Mammamia PGC

Non conosco il signor Marzialetti nè tantomeno , credo, la sua faccia.

Non conosco nessuna faccia, credo, a cui abbinare il nome del signor Mariani.

Mi dispiace per tali signori Pedraccini e  Cantalamessa, non creduti.

Sì, di Confederazioni qualche cosa ne so, per anni e anni avendo trattato con quelle sindacali nazionali degli operatori petroliferi in un’altra mia vita anteriore alla presente. E di Lectio Magistralis ne ho udite molte negli ultimo tredici anni accademici…Poi, di interventi ecologici – chè di ecoideali ogni fede politica vuole essere intrisa – sono piene le fosse, sono stracolmi gli alvei di una Comunicazione che quasi sempre millanta come ecologico solo l’economico e che l’economico sia per pochi sembra ormai la regola.

Di certo, percepisco che sei arrabbiato ad un punto che ti si sopprime la vena lirica, ti si blocca il moto poetico, ti si penalizza il canto dell’animo: ciò non deve assolutamente perdurare anzi deve finire immediatamente.

E’ lo scotto, caro PGC, che ognuno di noi deve pagare se è permeato da un ideale, da un ideale politico in particolare, maturato e plasmato dal tempo e dalle esperienze: in allegato, Ti racconto del mio sperando di contribuire a farTi riacquisire il sorriso.

FDA




l’Ideale Politico 

E’ mia moglie la donna che amo.

Per la sua fedeltà, bontà, discrezione, razionalità, delicatezza, comprensione, pazienza, capacità di sopportazione e, non ultima peculiarità, perché è la madre dei miei figli. Mi ha dato un maschio, nato in Santomartire, che le assomiglia come una goccia d’acqua (bello, buono e bravo) e una figlia che assomiglia tutta a me (incredibilmente bella, particolarmente buona, assolutamente brava).

Giocoforza, formiamo una bella coppia e fomentiamo le invidie dei vicini di casa che si sfogano rigandoci la macchina.

Sì, abbiamo avuto anche noi – come tutti – dei bassi, tutto sommato poca cosa.

“ Ti lascio PER SEMPRE e me ne vado di casa, bruto!” mi disse lei, ad esempio, dopo soli tre mesi dal viaggio di nozze.

“ Aspetta un attimo” le proposi “ non fare cose affrettate”.

La sua Razionalità l’ha portata a soppesare il passo, fanno adesso giusto quarant’anni.

“ Dopo quello che mi hai fatto, cerco un uomo e ti tradisco” mi disse in un altro frangente.

“ Non ti ho fatto niente” giurai (è vero, lo giuro) ma non mi crede anc’or oggi.

La sua Fedeltà e la sua Capacità di sopportazione le hanno fatto superare l’ostacolo, perdonandomi il peccato (mi si creda, inesistente).

“ Non si dice così, caro, ma così! Non ci si muove così, ma così!”

La sua Delicatezza mi ha cambiato lentamente ma totalmente nel dire e nei modi e, credo, nell’intimo: non riesco più a dire “affanculo” ma esclamo “oh, perbacco!; non gesticolo né scuoto più la testa né spalanco la bocca quando parlo ma mi trattengo, senza dimostrare sforzo, come quelli di Cambridge; mangio la mela sbucciandola con coltello e forchetta, senza toccarla con le dita. Dio!

“ Attento, tesoro, mai di petto, mai! Con serenità , con rispetto, sottovoce”.

La sua Discrezione è assoluta, invincibile, splendida.

“ Vedi, se è avvenuto questo, accettiamolo, pensiamo che non sia una cosa cattiva,comunque sopportabile! “.

La sua Pazienza è sconcertante, inattaccabile.

“ Amore, bisogna dare” esplicitò fin dai primi anni del contratto matrimoniale “bisogna dare a chi non ha…”

Rovistai segretamente fra le sue cose per mesi, non trovai l’ombra di un catechismo, mi convinsi che era Buona, nell’animo. Eravamo sposati da quasi dieci anni, ormai.

“ Sei cambiato “ mi dicevano gli amici, spaventati. Ero spaventato anch’io, porcavac…perbacco!, anch’io.


Ricordo come fosse un giorno di primavera di oltre trent’anni fa, nella mente serpeggiava lo stesso fremito che coinvolgeva la natura in risveglio, passeggiavamo sulla spiaggia dorata di Santomartire dalle sabbie finissime, vicini, appena sfiorandoci con le dita, era bello vedere la danza dei capelli sul suo volto, gli occhi assumerle il colore del mare. L’indomani avremmo dovuto votare per le Politiche. Eravamo ancora giovani.

Mi disse: “ Avvicinati che ti dico una cosa all’orecchio”

“ Strano” pensai “ non c’è nessuno ed il rumore della risacca non permetterebbe ad alcuno di sentire…”

Avvicinai la testa alla sua bocca e lei mi parlò.

Quando finì, avevo gli occhi fuori dalle orbite mentre cercavo di m metterla a fuoco e sentii il suono della mia voce, quasi stridulo, affermare: “Sì! Lo farò! Ho capito bene! Quello che vuoi tu!”.

Lei mi aveva detto: “ Porcacciuta di una miseriaccia boia, provati a non farlo e ti strappo il senso della vita che hai sotto la pancia e ti faccio scordare com’è fatta! Hai capito bene chi si vota domani o non hai capito un cazzo?”

E’ così che votai ed abbracciai l’ideale politico che adesso è inviso al sovrano.

Per lei, mia moglie, la donna che amo.


11.11.2009, FDA





28 novembre 2009 alle 9:47 | Scrivi all'autore | | stampa stampa | Invia ad un amico Invia ad un amico |

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