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Not In My Back Yard ! (NON NEL MIO CORTILE!)

di Redazione | in: Cactus, Cronaca e Attualità, Oblò: Appunti e Spunti, Quelli che...

“Vadano a farla lontano da qui!”.  La protesta, s´intende. Quella dei ragazzi dell´AIP  (”Attacca l´Industria della Pelliccia”). 

Questo, all´osso, il senso dei mugugni: inviati come commenti alla stampa, o borbottati coraggiosamente sotto-traccia, come usa qua, “perché-se-no-mi-fanno-la-rappresaglia“. Netta maggioranza i secondi, of course.


Irritati i negozianti della zona, i residenti, i giornalisti con gli uffici proprio lì sopra, i passanti e i benpensanti, per quegli scostumati dell´AIP coi loro megafoni, gli slogan, la rabbia contro il massacro di animali. Ignari forse che “gli animali sono stati creati dal Padreterno per riscaldare e nutrire gli umani” (sic!): suggestiva filosofia d´impronta paleolitica e di involontaria sconfortante comicità…


Come biasimare i benpensanti, infastiditi da tanta animosità contro i poveri commercianti? Vendono pellicce? ‘Mbè? “pagano l´affitto“, perciò se gli piace possono vendere pure pelle umana, tutto regolare. Devono campare pure loro, no? E poi le pellicce danno lavoro, e si sono sempre vendute. Quei quattro sfigati perditempo vadano a protestare contro “chi fa lavorare i bambini“, contro “chi compra dai cinesi“, contro “i musulmani che sgozzano i maiali” (sic!), contro “quelli che non si sanno vestire“, contro “quelli che non capiscono un tubo di abbigliamento“, o…o… insomma vadano a protestare contro chi gli pare purchè altrove, purchè NON NEL MIO CORTILE!…  E poi, “chi li manovra?”…Ben vengano gli squadroni di poliziotti in assetto di guerra a sorvegliarli, `sti sovversivi, niente niente qualcuno è un terrorista col marsupio esplosivo.  


 

E dire che sono tolleranti, lì intorno. Non un bah per un intero anno di lavori e rumori e puzza e sporco e indolenza per fare piazza Matteotti più bella e più grande che pria. Non un boh per i latrati della musica montebella di radiazzurra sparata a palla ogni giorno che dio manda. Non un buh per le sfilate festaiole rompitimpani di patron San Benedettomartire [in giorno di lutto nazionale per Messina]. Ma tolleranza zero per quei petulanti ragazzacci che non lo sballo o lo sbevazzo o il farsi di qualcosa  come gli altri, ma il rompere l´anima altrui con le idee, i principi, i diritti di quello e di quell´altro. Ma via, l´onesta gente ha altro per la testa che 40 milioni di animali  uccisi ogni anno per far pellicce. Gridare “assassini” a chi li ammazza, a chi ci commercia e a chi se ne adorna! Ma va!… Fatti più in là, va´ a strillare in periferia, va´ in campagna a parlare agli uccelli, va´ dove i probi cittadini non ti sentano!

[E poi, il Padreterno non li ha informati, `sti ignorantoni, che "gli animali sono stati creati per riscaldare e nutrire gli umani"?]


  

Qualcosa ci accomuna agli animali vitalmente. Essi sono i nostri primi fratelli

(Enzo Bianchi, scrittore, fondatore e priore della comunità monastica di Bose, membro dell´Académie Internationale des Sciences Religieuses (Bruxelles); membro dell´International Council of Christians and Jews (Londra); membro della redazione della rivista teologica internazionale Concilium; membro della redazione della rivista biblica Parola Spirito e Vita, eccetera eccetera eccetera….)



SAN BENEDETTO DEL TRONTO, 7.11.´09         SDG    



Gentile Professoressa Di Giuseppe, stimatissima amica Sara,

Tutto sommato anche a me sono simpatici questi giovani i quali, a mio modesto avviso, dovrebbero - oltre che manifestare – anche avanzare delle proposte fattive così  da far acquisire alla loro protesta  una diversa valenza, una motivazione più pregnante, una razionalità più incisiva.

D’altra parte, un’intera fascia di mercato è investita dal business della pelliccia e non è pensabile che solo gridando la propria rabbia si risolva tout-court il grave problema che tocca gli animali chiamati,appunto, da pelliccia quando c’è dietro un’ industria mondiale sempre ultima a vedere la crisi, quando c’è dietro un importante target – femminile maggioritariamente – di Clienti-consumatori frementi di essere delicatissimamente accarezzati sul collo e riscaldati nelle membra.

Eppure, il problema c’è tutto e sembra massimizzare quelle situazioni squilibrate che la vita così spesso ci presenta , felicità prodotta per gli abbienti a costo di grandi dolori per gli esseri deboli.


Però, cara Sara, qualcosa sembra muoversi, la nicchia dei bempensanti si sta velocemente allargando anche nello stesso ambito dei potenziali acquirenti di pellicce, gli industriali del settore iniziano ad avere preoccupazioni sulle pianificazioni future delle vendite,  non si visualizza  più un mercato incrementale, ci si prepara al “mantenimento”: è un marketing di difesa quello intravisto? Pare che sì, di difesa.

Ma, come tutti sanno, è in questi scenari che la creatività, solo la creatività,  salva dalla recessione.


Mio figlio Luca, che lavora in Belgio nel limitrofo settore del Tessile per una grandissima industria internazionale italiana, ha avuto sentore come  movimenti, fermenti, attivismi, studi, test abbiano già da tempo investito i grandi industriali  della pelliccia e ora sia scesa quella particolare (e a lui nota)  calma serena che precede un gran lancio commerciale mondiale. Mio figlio è più che convinto che ci sia stata una grande scoperta industriale e stia per essere lanciato su tutti i mercati un nuovo eccezionale prodotto che soppianterà totalmente la pelliccia classica e salverà tutti gli animali fornitori.

Lui, mio figlio, non conosce alcun dettaglio tecnico strutturale della scoperta ma ha avuto una soffiata interessantissima: il nome del prodotto che per primo verrà immesso sul mercato internazionale di qui a pochi giorni e che  incredibilmente appare giocato su di un assemblaggio grammaticale anglo-latino:

“Phyca’s pilus”. 

Ma non diciamolo ancora a nessuno.
 

Franco , Veneziano del sestriere di Dorsoduro, votante SSQ (Siamo Sempre Qui,  ex PD)




7 novembre 2009 alle 13:41 | Scrivi all'autore | | stampa stampa | Invia ad un amico Invia ad un amico |
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