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Acque (potabili?)

di Redazione | in: Cactus, Oblò: Appunti e Spunti, Primo Piano, Quelli che...

Gentile Professoressa,

Mi confesso  fan della Sua prosa. Superba, nello stile. Fulminante, nei contenuti.

klikka il link:

http://www.facebook.com/profile.php?ref=name&id=1254115765#/notes/il-mascalzone/te-lo-do-io-il-marchio-fuori-onda/209534781792

 

Nel caso specifico, vista l’enorme quantità di studi sulle origini di provenienza delle merci, alimentari e non, quello di cui Lei  scrive altro non appare che l’ennesimo. Forse, al loro sorgere, ne sarebbero bastati solo alcuni a livello nazionale, standard su base settoriale, a cui poi far riferimento per  trasferirne le applicazioni di marketing alle esigenze territoriali locali. Ma tant’è, gira così.

Interessante sarebbe conoscere l’entità globale degli stanziamenti UE previsti/ richiesti per il progetto specifico oltre quelli destinati all’elaborazione triennale del piano di marketing affidata all’Ateneo.

E, ancor più interessante, sarebbe (sarà) seguire le effettive risultanze economico/operative una volta implementato il progetto verso le previsioni di pianificazione approvata.

 

La questione, poi, degli elenchi telefonici mondati dalle voci di normale riferimento pubblico rasenta l’ilarità (riuscendo a superare il subitaneo moto di rabbia cieca che prende quando abbiamo necessità  d’immediato contatto).

 

Veda l’allegato, gentile Professoressa.

 

Spero di rileggerLa presto.

Suo

FDA


 

05 dic 2009 

ACQUE (POTABILI?)

 

In attesa di acquisire definitiva residenza in Santomartire (città che il coniuge ogni sera, intimandomi di alzare lo sguardo al vessillo che garrisce sulla sommità del torrione-simbolo, mi fa giurare d’amare e di non abbandonare mai più), mantengo ancora casa alla periferia di Roma nel territorio dei cosiddetti Castelli. Lo scorso Venerdì 27 novembre , per festeggiare il primo anno di vita di una nipotina adorata, là sono tornato con mia moglie, pronti a  ricevere molti ospiti il giorno dopo.

In casa mancava totalmente l’acqua: a sentire i vicini, mancava da oltre 36 ore, senza alcun preavviso. 

” Vedi?” ha detto mia moglie ” a Santomartire non sarebbe successo! Adesso cosa facciamo?”

Nelle pagine bianche e gialle non c’era il riferimento locale Acea. Abbiamo tentato con gli uffici comunali che stanno sotto la dicitura Municipio: un’intera pagina e mezza di “ Ufficio di via Saluzzo, 13”, “ Ufficio di via Matteotti , 87”, Ufficio di P.zza Garibaldi (dove non c’è?),1 senza alcun riferimento a quale settore amministrativo gli uffici fossero preposti.

Abbiamo telefonato ad un Ufficio a caso: appena  iniziato a spiegare la nostra esigenza, uno mi ha detto di essere Giovanni, buogiorno, che l’unica cosa che sapeva era di non sapere nulla in merito a quanto chiedevo e consigliava di rivolgersi all’ufficio comunale Relazioni col Pubblico di cui non sapeva il numero telefonico (bastardo, non aveva voglia di cercarlo) ma che doveva trovarsi vicino alla nota pizzeria l’Egiziano in via…in via…ma bastava andare al centro e chiedere al vigile urbano.

L’abbiamo fatto immediatamente, siamo scesi al centro con la macchina. Il vigile urbano ci ha reso noto che la Pizzeria aveva cambiato gestione e da una settimana si chiamava “dar Burino” e che sì, effettivamente, vicino c’era l’ufficio che cercavamo ma eravamo sicuri di dover recarci là? Ci lavoravano in tre ma non entrava mai nessuno: avesse potuto, là gli sarebbe piaciuto “lavorare”!

Effettivamente, l’ufficio era vuoto e, entrando, abbiamo interiorizzato l’espressione incredula dei tre funzionari seduti, silenti, a tre piccole scrivanie: oltre che increduli sembravano terrorizzati, forse dalla domanda latente che aleggiava sulle labbra mie e di mia moglie: poteva costringerli ad alterare il loro status vitae.

Con la gola ormai secca ho iniziato a parlare : “ Acqua…manca l’acqua nella zona in cui abitiamo, la Selvotta…”. Ci hanno dato soddisfazione lasciandoci parlare senza interrompere ma  senza poterci dare alcun  aiuto immediato:

“ Dovete scrivere in questo modulo quello che avete raccontato!“ ha detto uno dei tre in perfetto dialetto locale porgendoci un foglio intestato  Comune di , addì…, il sottoscritto…, di sesso…, alto cm…, peso kg…, colore degli occhi…, colore dei capelli…,  lisci-ricci-semicalvo-calvo (barrare)…, a conoscenza della pena che gli verrà comminata in caso di dichiarazione mendace…, nato a…, residente a…, documento valido…codice fiscale…, tessera sanitaria…., celibe-nubile (barrare), coniugato con cognome e nome del coniuge…., sesso…, alto cm…, peso kg…, ecc. ecc. DICHIARA…

Ho riempito il modulo con un’agitazione montante che mi faceva tremare la penna dichiarando “ Manca l’acqua a casa”.  Alla fine, uno dei tre funzionari, preso e letto il modulo ha esclamato: “ Quindi, la papera non galleggia!”

“ Come ha detto, scusi?” ha chiesto mia moglie.

“ Manca l’acqua , no? Non galleggia la papera quindi!” ha risposto quello.

“ Mi prende in giro?” ha detto mia moglie rivolgendosi a me.

“ Può telefonare all’Acea?” ho chiesto all’uomo.

“ Adesso no. Dobbiamo prima protocollare la denuncia e poi…” ha guardato l’orologio “ domani vediamo di chiamare l’Acea…”

“Possiamo avere almeno il numero telefonico?”

“ Non siamo autorizzati a…” stava rispondendoci quello quando uno degli altri due che sentivano lo ha copiato su un post-it:

“ Lascia perdere, Giorgio” ha detto rivolto al collega “ ecco qua , signore”  rivolto a me porgendo il foglietto.

“ Ma è un numero verde!” ho esclamato leggendo “ Potrei cortesemente telefonare da qui?”


L’espressione tragica di mia moglie li ha impietositi e mi hanno concesso di telefonare: dall’altra parte c’era l’Acea centrale operativa Italia, il service era al Nord, non avevano notizie di guasti nella nostra zona, si sarebbero informati per poi richiamarci…lunedì prossimo, in linea di massima.

Dove avrebbero fatto pipì, l’indomani, i nostri ospiti? Una trentina di persone con bambini, dove?

Mentre uscivamo dall’ufficio col sangue agli occhi, quello della papera che non galleggiava mi ha apostrofato col suo solito sarcasmo:

“ Guardi che Lei ha scritto sul modulo,  il sottoscritto Franca e non …Franco: era nervoso mentre scriveva?”

“ No” gli ho risposto aprendo la porta e dando il passo al coniuge “ Sono trans!”.

Mentre risalivamo in macchina, con mia moglie abbiamo deciso per un ultimo tentativo.

L’acqua che ci arriva in casa è detta “dei Cappuccini”: perché la condotta è alimentata da un’antichissima fonte che sgorga nei pressi di un antico convento, dei Cappuccini, appunto. La centrale ed il serbatorio di raccolta sorgono accanto al monastero, non distante dal sito  “la Selvotta” dov’è la nostra casa: ci siamo diretti là.

Nel percorso, ci siamo anche resi conto che il vigile urbano ci aveva multato (maledetto) e il modulo di conto corrente per l’ammenda ci salutava da  sotto il tergiscristallo:

“ Piove sul bagnato” ha detto mia moglie “ a Santomartire non l’avrebbero fatto!”

“ Ma se c’è un vigile perennemente in agguato fra gli alberi di V.le Alcide! Arriva con la bici e si apposta già di primo mattino!”  ho risposto, nervosissimo.

“ Ma non quando manca l’acqua!” ha puntualizzato lei. E’ sempre stata così.

Siamo arrivati ai Cappuccini. Nel cortiletto della centrale idrica sembrava essersi data convegno tutta l’Acea!

Erano almeno in otto-dieci, in tuta blu con il brand sulla schiena:  siccome era già mezzogiorno e dieci, ad eccezione di uno, tutti gli altri stavano addentando grandi pani farciti della locale porchetta. Non sembravano, almeno a prima vista, prostrati dal lavoro e parlavano fra loro a bocca piena nell’idioma locale.

Ci siamo avvicinati al digiunante: due minuti per spegargli il tutto e venire a conoscenza che era il responsabile territoriale locale Acea ed avere conferma che era a conoscenza delle sofferenze provocate dal servizio deficitario dovuto alla ricerca delle cause di perdite nelle condutture ed essere rassicurati sul ripristino della fornitura di lì a qualche ora.

La gentilezza fatta persona, quell’uomo. Che ci ha dato  il numero del proprio cellulare per ogni evenienza anche futura. Pioveva (perché sul bagnato piove sempre) ma mia moglie, guardando un cielo che più plumbeo non poteva, ha detto che intravvedeva il sereno come quello che brilla a Santomartire e si estende sempre, a nord, fino alla Perla.

Non sono passate tre ore dall’incontro che l’acqua è tornata a casa nostra,  mai così tanta e a pressione forte e costante, ho sentito mia moglie sotto la doccia esclamare, gioiosamente esagerata “ Niagara! Come il Niagara!”. E’ sempre stata così.


Oggi che scrivo è sabato 6 dicembre. Ieri sono dovuto correre ai Castelli Romani perché i vicini ci hanno telefonato che dal locale caldaia della nostra casa usciva un fiume d’acqua. Mentre raggiungevo lo stato dei luoghi lo raggiungeva anche il mio iodraulico locale che avevo avvertito subito. Si erano aperte le valvole di sicurezza degli impianti sia termico che idraulico della casa così evitando di far saltare le tubazioni interne.

“ Una pressione fortissima hanno dato in mandata, quelli dell’Acea” ha sentenziato l’idraulico “ Sembra il Niagara!”.  Ma, per fortuna, è riuscito a risistemare e mettere il tutto in sicurezza.

Mentre lavorava, ho ricevuto una telefonata.

“ Il sig. Franco? “ mi ha chiesto, chiamandomi per nome, una voce giovanile, simpatica “ Sono Alessia dell’Ufficio Viabilità del Comune…”

“ Cazzo, cos’ho fatto adesso?” mi sono chiesto subdorando sanzioni automobilistiche.

“ Signor Franco” ha continuato quella “ Volevo confermarle che oggi ho ricevuto la segnalazione della mancanza d’acqua in casa sua  da parte del nostroUfficio Relazioni col Pubblico e provvederò domani a segnalare il guasto al servizio nazionale Acea!”.

Non mi riusciva di proferir verbo. Ero ammutolito, letteralmente.


“ Signor Franco? Signor Franco ? Mi sente?” continuava quella.

“ Ha detto ufficio Viabilità?”

“ Certo, signore, è l’ufficio Viabilità che  è stato preposto al servizio idrico!”

“ Avrei dovuto saperlo, signorina?” ho chiesto.

“ Ma…effettivamente…lo sappiamo noi…” la ragazza era in fortissime difficoltà, fortissime.

“ Chi lo sa della cittadinanza? Avete pubblicizzato con delle affissioni?”

“ Non so…non credo…ha ragione, signore”

“ E lei telefona oggi a distanza di sette giorni dalla denuncia per dirmi che provvederà alla segnalazione domani? Ho capito bene?”

“ Mi spiace, signor Franco…il ritardo…il protocollo della denuncia…io non so…io… Signor Franco, cosa devo fare?”

“ Niente signorina!”

“ Ma non posso! Cosa scrivo adesso sul modulo … c’è la sua denuncia…”

“ Ha lì il modulo, signorina?”

“ Sì, qui sulla scrivania di fronte a me…”

“ Può scrivere?” parlavo con una voce secca, sentivo la gola arsa ed un nervosismo montante.

“ Sì, posso…”

“ Allora scriva sul modulo, grande, tutto in maiuscolo…CONTATTATO TELEFONICAMENTE IL CITTADINO RESIDENTE, HA RISPOSTO PERSONA SCONOSCIUTA ASSERENDO CHE LO STESSO, DOPO SEI GIORNI DALLA DENUNCIA DI TOTALE CARENZA D’ACQUA PRESSO LA PROPRIA ABITAZIONE, E’ MORTO. MORTO DI SETE. IL RIPRISTINO DELLA FORNITURA NON E’ PIU’ DI SUO INTERESSE”

Lei è scoppiata  in una risata squillante, di cuore!:

“ Signor Franco, che simpatico, signor Franco! Ah, come mi piacerebbe conoscerla!”

Sentendola, così spontanea, ho percepito il dissolversi del nervosismo che mi aveva aggredito.

Le funzionarie comunali sono senz’altro così spontanee anche a Santomartire e a Perla , ho pensato.






5 dicembre 2009 alle 21:24 | Scrivi all'autore | | stampa stampa | Invia ad un amico Invia ad un amico |
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