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SOLITUDINE COME ISOLAMENTO? ASSOLUTAMENTE NO, GRAZIE!

di Redazione | in: Cronaca e Attualità, Oblò: Appunti e Spunti

12 dicembre 2009 13.35
R: ” IL CAVALIERE INESISTENTE “

 

SOLITUDINE COME ISOLAMENTO? ASSOLUTAMENTE NO, GRAZIE!
 
Sai, PGC, che feed-back ricevo dalle Tue parole, al di là di un rassegnato sarcasmo frammisto ad una disincantata indignazione?
E’ di ” solitudine “: intendimi, tutt’altro che melanconica o rinunciataria, senz’altro orgogliosa e sicura, vincente.
 
Ma, a proposito di “Solitudine”:
Amici, ascoltatemi tutti!
Con troppo ritardo vengo a conoscenza dell’esistenza  di una pubblicazione bimestrale titolata “UT”, edita da “Ediland Edizioni”. Roba d’avanguardia, ogni numero dedicato ad un tema, ogni tema sempre diverso da quelli del numero precedente e seguente.
Si riesce ad acquistarla, a prezzo così salato che bisogna essere pazzi per pagarlo, in solo quattro librerie (una di Urbino-La Goliardica, una di Ascoli- Rinascita, due di Santomartire-La Bibliofila e Nuovi Orizzonti) e presso lo studio del Grafico compositore creativo (Poliedro Design, Via toscana 104c).
E’ stampata  su cartoncino leggero colorato tenue-pastello, piccolo il formato (21 x 14,5 cm), 12 facciate in tutto di cui 4 dedicate alle titolazioni, ai riferimenti, all’incredibile prezzo.
Restano solo 8 paginette su cui stampano scritti, prosa , poesie.
Ma è roba eccezionale, è, eccezionale! Credete, amici, fantastica!
Sono stato omaggiato dell’ultimo numero edito con a tema conduttore “ LA FOLLIA “.
Ci ha scritto  dentro gente sicuramente non sana di mente anzi sicuramente permeata da tare ma, salta subito all’occhio, che sa e che sente, che sa scrivere – intendo – e che sente le campane mentre scrive.
Ho letto dell’apotropaicismo di Oreggia Vincenzo-Maria (egregio, potrò discuterne con Lei?); del ripensarsi guardando lontano di Lenti Maria (potrà insegnarmi quanto, raffinata e gentilissima?).
Ho preso atto dell’analisi di Lolli Francesco che porta a chi sia e dove dimori il folle ( illustre, se Lei non è psichiatra è psicologo o forse sociologo: sbaglio? In tutti i casi è uno psicotico fantastico!).
Ho ascoltato la canzone di Narducci Mario (stimato, vorrei essere intonato come Lei!) ed il grido montante di Santoni Lucillo (ho temuto e provato paure sentendola, signore: segni di vita peraltro).
E, sì, infine, ho ri-preso con-tatto col realismoscetticodecadente di Camaioni Piero-Giorgio (in sottofondo sento, di Giorgio – a lenire la materialità del quadro – uno di quei tanghi struggenti che lui sa far uscire lavorando con le mani quel suo  pianoforte nero con i battiti del cuore a vista…).
 
Adesso ho saputo che il prossimo numero di UT avrà come punto di riferimento “LA SOLITUDINE”.
Forse solitudine è diventare vecchi accorgendosi di figli lontani? Forse, ottomano, avere una sola moglie? Sicuramente, passeggiare sulla banchina della Stazione ferroviaria di Santomartire mimando il treno-stop.
In realtà, non so bene cosa sia, ma rifiuto di pensarla decadente, triste, malinconico-brumo-nebbiosa, lacrimevole.
Comunque, potrei vincerla quando  mi trovassi a scrivere di mio,  accanto a quelli sopra.
 
FDA




12 dicembre 2009 alle 23:19 | Scrivi all'autore | stampa stampa | Invia ad un amico Invia ad un amico |
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