Due pesi e due misure
di Redazione | in: Cronaca e Attualità, Oblò: Appunti e SpuntiNella vecchia Magna Italy, patria di malviventi e furfanti legalizzati, culla del “diritto e del rovescio” e della dottrina dei “due pesi e due misure”, in cui regna sovrano il delitto, vincono i misfatti dei prepotenti e delle canaglie, in cui i crimini economici di classe sono eletti a norma di legge, è possibile che accada di tutto. E’ possibile anche che un cialtrone, divenuto ministro della Repubblica, si alzi un bel dì dal morbido guanciale, non ancora desto e cosciente, e decida di emanare una direttiva tesa a perseguire “i docenti assenteisti e inadempienti”. Come se i poveri insegnanti “bricconcelli”, già bistrattati, malpagati e mortificati, disorientati da “riforme” e “controriforme” varate dal ministro di turno che vuole passare alla “storia”, fossero l’unico problema della scuola pubblica italiana.
Dopo aver declamato l’ennesimo pistolotto demagogico e populista, propinando un altro stratagemma sotto mentite e velenose spoglie ideologiche al fine di blandire e distrarre i mass-media e l’opinione pubblica, si concede l’ennesimo regalo alle scuole private. Davvero un’idea originale degna del mitico Don Abbondio. E’ facile sparare a zero nel mucchio dei miserabili, additandoli come capro espiatorio di colpe commesse da altri soggetti, potenti e privilegiati, veri malfattori e banditi superprotetti dall’ordine costituito. Ma chissà perché le stesse regole sanzionatorie non valgono, ad esempio, nei confronti di un parlamentare assenteista, per giunta inquisito e condannato in via definitiva, o verso un ministro inetto e lassista o, peggio ancora, ladro e furfante?
Il sistema politico ed economico vigente è organizzato in modo tale da preservare e far prevalere sempre il privilegio e l’arbitrio di classe, i soprusi e le angherie commesse dai più forti, le truffe e i raggiri perpetrati dai lestofanti. Anzi, in politica e nel campo degli affari capita che il malandrino più incallito ed abusato (adopero un eufemismo lessicale) faccia carriera e venga premiato dal successo, divenendo addirittura capo del governo.
Lucio Garofalo
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