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dall’OdG delle Marche

di Redazione | in: Cronaca e Attualità
Ordine dei Giornalisti delle Marche

Ordine dei Giornalisti delle Marche

Corso propedeutico al giornalismo


E’ organizzato da Ancona dall’Associazione Nie Wiem. Lezioni tutti i mercoledì a partire dal 5 ottobre. Quota ridotta per gli iscritti all’Ordine delle Marche.




Sono aperte le iscrizioni al Corso propedeutico per giornalisti organizzato dall’Associazione Nie Wiem, nell’ambito del suo Centro di arti e scienze applicate (Casa), con il Patrocinio dell’Ordine dei giornalisti delle Marche e curato da Filippo Brunamonti. Attraverso un modulo didattico che alterna lezioni teoriche, dimostrazioni pratiche e workshop tenuti da tre importanti firme giornalismo italiano (Giulio Borrelli, Barbara Gruden e Giovanna Botteri), i partecipanti al Corso
saranno avviati alle tecniche base di giornalismo ed informazione, con una
guida autorevole al mercato free-lance multimediale e gli strumenti per
sostenere le prove di selezione alle Scuole di giornalismo.

Il corso si svolgerà ogni mercoledì a partire dal 5 ottobre 2011 dalle 18,30 alle
20,30 alla Casa delle culture di Ancona in via Vallemiano 46 (ex-mattatoio, di
fronte alla Coop).
Questo il programma:




  • Il ruolo e la funzioni e del giornalista (principi generali; informazione-comunicazione; ordinamenti professionali).



  • La notizia web: come cambia il concetto di informazione.



  • La struttura del servizio: fonti, titolazione, trattamento e impaginazione



  • I generi giornalistici nei nuovi scenari della comunicazione



  • Tecniche di scrittura



  • Espedienti giornalistici



  • Tecnica dell’intervista



  • Fotoreportage e giornalismo grafico



  • La deontologia professionale e l’etica del giornalismo



  • Radio, televisione, micro citizen journalism



  • I blog fanno notizia



  • Il giornalismo dopo Wikileaks



  • Il corrispondente dall’estero



  • Il giornalismo ambientale: terremoti, tsunami e radiazioni



  • Il giornale va a Scuola



  • Presentarsi alle Redazioni

     1° Workshop: Da Vespa a Minzolini, l’Ammiraglia Rai in guerra – Giulio Borrelli – Capo dei corrispondenti Rai ed ex direttore del Tg1.

    2° Workshop: Reportage di guerra – Barbara Gruden – Inviata Giornale radio Rai

    3° Workshop: L’ultima frontiera – Giovanna Botteri – Corrispondente Rai da New York (in collegamento Skipe)

    ll responsabile del corso: Filippo Brunamonti è giornalista professionista, critico cinematografico e scrittore. Ha lavorato alla Rai Corporation di New York. Scrive per il Gruppo Espresso. Si è formato professionalmente all’Istituto per la formazione al giornalismo (Ifg) di Urbino.

    lndicazione ai partecipanti: Persone con una forte motivazione al giornalismo e curiose di analizzare e capire la realtà attraverso gli “attrezzi del giornalista” Si consiglia di arrivare muniti di un computer portatile. Minimo 10 partecipanti per
    l’attivazione. Massimo 15.

    Durata: 8 incontri da 2 ore (per un totale di 16 ore) – Tutti i mercoledì dal 5 ottobre al 30 novembre 2011 – Date workshop da definire durante il corso

    Luogo: Casa delle Culture, via Vallemiano 46, Ancona (ex-mattatoio, di fronte alla
    Coop).

    Quando: Ogni mercoledì dalle 18,30 alle 20,30.

    Incontro di presentazione: Mercoledì 21 settembre, ore 18.30, Casa delle Culture

    Inizio corso: Mercoledì 5 ottobre, ore 18.30, Casa delle Culture

    Costo: 350 euro. Sconti (300 euro) per il socio “bibliofilo” Nie Wiem (tessera a Euro 9); 300 euro agli iscritti all’Ordine dei Giornalisti delle Marche.

    Informazioni e moduli di iscrizione:corsi.casa@gmail.com | 333 7959380

    Organizzazione: Associazione Nie Wiem – www.niewiem.org – Casa – Centro di arti e scienze applicate



Il portale del “precariato”


Istituito dal Consiglio nazionale dell’Ordine: una “casa” per mettere in rete le esperienze di collaboratori, corrispondenti, precari, free lance, partite Iva.




Un nuovo portale nazionale per la dignità della professione giornalistica. L’indirizzo è precariato.odg.it. Una “casa” per mettere in rete le esperienze di collaboratori, corrispondenti, precari, free lance, partite iva. Tutti insieme, accomunati dall’appartenenza all’Ordine dei giornalisti, con lo scopo di condividere esperienze, dare consigli e vie di uscita per fronteggiare una precarizzazione sempre più stringente che riguarda l’intera categoria. Il portale è uno degli obiettivi che si è posto il gruppo di lavoro sul precariato del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti.




In rete esperienze, fatti, notizie raccolte e pubblicate per dare consapevolezza ai colleghi. Un aiuto per uscire da situazioni a volte kafkiane, a volte di profondo disagio personale. Giornalisti uniti in un network nazionale, sotto l’egida dell’Ordine, per la dignità della professione, contro lo sfruttamento.




Un primo importante passaggio – ha detto il coordinatore del gruppo di lavoro Odg, Fabrizio Morviducci – per noi determinante in vista della manifestazione nazionale che stiamo organizzando a Firenze il 7-8 ottobre. Voglio ringraziare gli altri componenti del gruppo: Antonella Cardone, Alessandro Mantovani, Cosimo Santimone, Massimiliano Saggese, Paolo Tomassone, Francesca Cantiani, Domenico Guarino per il primo traguardo raggiunto. Il nostro portale è una realtà, uno strumento che resterà a disposizione di tutti i colleghi, che vivrà quanto più loro vorranno utilizzarlo.




La parola precariato non mi piace – ha detto il Presidente nazionale dell’Ordine, Enzo Iacopino – perché è una semplificazione a fronte di una complessità sempre maggiore nei ruoli della nostra professione. L’abbiamo scelta per convenzione chiedendo a tutti i colleghi, i free lance, i corrispondenti, i liberi professionisti del giornalismo un po’ di comprensione, e soprattutto la condivisione dei valori di fondo che sono alla base di queste nostre scelte e saranno a fondamento della carta deontologica che sarà scritta a Firenze, auspicabilmente da tutti e da tanti, il 7-8 ottobre



Premio Enzo Baldoni


Quattro le sezioni; domande entro il 30 settembre. Al vincitore il finanziamento (10 mila euro) di un viaggio inchiesta. Duemila euro ai vincitori di sezione.


L’edizione 2011 del Premio giornalistico istituito in memoria di Enzo Baldoni e dedicato anche agli altri reporter italiani caduti sui fronti di guerra, Almerigo Grilz, Guido Puletti, Dario D’Angelo, Marco Luchetta, Alessandro Ota, Ilaria Alpi, Marcello Palmisano, Antonio Russo, Maria Grazia Cutuli, Raffaele Ciriello e Fabio Polenghi, ha, come le precedenti edizioni, lo scopo di mettere in luce servizi e inchieste che testimoniano l’impegno legato ai temi della pace, dello sviluppo sostenibile e dell’affermazione dei diritti universali, sociali e civili. 


Il concorso è articolato in 4 sezioni:


  • stampa e agenzia di stampa



  • radio e televisione



  • internet



  • fotografia 



La partecipazione è riservata a giornalisti iscritti all’Albo e a fotografi che, attraverso i media, hanno raccontato i processi di dialogo e di comprensione tra diverse culture, etnie e religioni. I servizi devono essere stati prodotti nel periodo dal 16 giugno 2010 al 15 giugno 2011.


Al vincitore andrà un finanziamento di un viaggio-inchiesta del valore di 10.000 euro, mentre i vincitori di sezione riceveranno un premio pari a 2.000 euro a titolo di riconoscimento del lavoro svolto. La Giuria del Premio è presieduta da Severino Salvemini (Professore ordinario all’Università Bocconi di Milano). Il termine per l’invio delle domande è il  30 settembre 2011 entro le ore 12



La mostra di Caldarola


Inaugurata la rassegna d’arte itinerante che in otto mesi toccherà otto città. Potrà essere visitata fino al 2 ottobre. Originale allestimento: cinquanta opere in sei sale.




Una riflessione sulla libertà di stampa. E’ ciò che intendono proporre l’Ordine dei giornalisti delle Marche e la Comunità dei Monti Azzurri con la mostra inaugurata a Caldarola nelle stupende sale del Palazzo dei Cardinali Pallotta. Alla cerimonia di inaugurazione hanno partecipato il Sindaco, Mauro Capenti, il Presidente della Comunità montana dei Monti Azzurri, Giampiero Feliciotti, il Presidente dell’Ordine dei giornalisti delle Marche, Gianni Rossetti, consiglieri dell’Ordine (regionale e nazionale), molti artisti.




E’ in pericolo o in discussione questo diritto nel nostro paese? Senza pensarci molto dovremmo rispondere di no. Perché è garantito dalla Costituzione a tutti i cittadini (articolo 21), rafforzato per l’arte e gli artisti dall’articolo 33 (“L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento”). La realtà quotidiana ci dimostra invece che non sempre è così. Non lo è per i giornalisti ai quali si vorrebbero imporre “bavagli” in nome e per conto di altre presunte libertà. Non lo è per gli artisti che spesso subiscono condizionamenti o sono costretti a scelte non volute.




La mostra di Caldarola, prima tappa di un viaggio che durerà otto mesi, invita a pensare e riflettere su un bene primario di ogni società democratica. Otto tappe fino a maggio 2012, con nuove opere che si aggiungeranno alle cinquanta presentate a Caldarola. Una iniziativa che ha il patrocinio del Consiglio nazionale dell’Ordine, della Regione (Giunta e Consiglio) e il sostegno di Banca Marche.




Dopo Caldarola (dove resterà aperta fino al 2 ottobre) la mostra sarà trasferita ad Ascoli Piceno (dal 7 al 23 ottobre), nella galleria d’arte contemporanea Osvaldo Licini. Poi Fermo (Palazzo dei Priori, sala degli stemmi, dall’ 11 al 27 novembre); Ancona (Mole vanvitelliana, sala Seritery dal 2 al 18 dicembre); Senigallia (Chiesa dei cancelli dal 6 al 29 gennaio 2012); Pesaro (Prefettura, sala Laurana dal 10 al 26 febbraio 2012); Firenze (marzo 2012) e infine Roma (Palazzo Lina Cavalieri sede Banca delle Marche, aprile 2012).




Una cinquantina gli artisti, tutte firme prestigiose: Mario Agostinelli (Macerata), Vittorio Amadio (Castel di Lama), Renzo Barbarossa (Fabriano), Ezio Bartocci (Jesi), Sirio Bellucci (Belvedere di Fabriano), Mauro Brattini (Civitanova), Patrizia Calovini (Tarquinia), Gaetano Carboni (Ascoli Piceno), Carlo Cecchi (Jesi), Sauro Ciuffolotti (Jesi), Luciano Collamati (Jesi), Silvio Craia (Corridonia), Isabella Crucianelli (Macerata), José Van Roy Daly (Perpignan), Giovanni Di Francesco (Jesi), Anna Donati (iskra) (Potenza Picena), Maria Cristina Fioretti (Montemarciano), Ferdinando Franguelli (Ancona), Giuliano Garattoni (Pesaro), Melita Gianandrea (Vasto), Andrea Granchi (Firenze), Guelfo Bianchini (Fabriano), Carlo Iacomucci (Macerata), Floriano Ippoliti (Ancona), Cristina Kanaan (Monsampolo del Tronto), Giannetto Magrini (Jesi), Bruno Mangiaterra (Loreto), Marisa Marconi (Castel di Lama), Alessandro Marcucci Pinoli (Pesaro), Franco Morresi (Civitanova), Leonardo Nobili (Montelabbate), Corrado Olmi (Jesi), Luigi Pennacchietti (Jesi), Riccardo Piccardoni (Urbino), Annalisa Piergallini (Ascoli Piceno), Nazzareno Rocchetti (Filottrano), Mario Sasso (Staffolo), Luca Sguanci (Pesaro), Stefano Tonti (Falconara Marittima), Franco Torcianti (Osimo), Luca Zampetti (Camerino), Franco Zingaretti (Fabriano).


Gli artisti, come i giornalisti interpretano gli umori, le aspettative, le speranze e i sogni della gente. E gli artisti, più dei giornalisti, ne rappresentano i sentimenti e li esprimono senza i vincoli dell’obiettività ai quali sono tenuti gli operatori dell’informazione.


Le opere sono diverse nelle dimensioni, nelle tecniche, negli stili, nel messaggio. Alcune semplici e intuitive, altre più forti. Alcune opere raccontano storie personali, anche drammatiche. Una pittrice – ad esempio – è la figlia di un giornalista ungherese messo in carcere dal regime per avere espresso il proprio dissenso contro le scelte del potere.


Decifrare, comprendere, assimilare questa enorme spinta creativa è già un’occasione di crescita, una straordinaria avventura intellettuale. Sono opere che fanno pensare, che coinvolgono lo spettatore attivo, che riflette, che accetta la provocazione, interessato a instaurare, anche criticamente, un proprio rapporto personale con la realtà che ci coinvolge e condiziona. Il percorso della conoscenza è una sfida. L’arte raccoglie la sfida e propone, a chi sa osservare e partecipare, una originale lettura dei temi della contemporaneità. In questo caso l’arte assume anche un significato sociale, non in senso ideologico, ma aprendo un varco fra sentimento e significato.


Con questa mostra l’Ordine dei giornalisti delle Marche e i partner che lo affiancano non vogliono proporre la loro idea di libertà, né vogliono assecondare malumori e malesseri che pervadono la società in questo difficile momento storico, perché – come sostiene George Orwell, scrittore e giornalista britannico – “la vera libertà di stampa è dire alla gente ciò che la gente non vorrebbe sentirsi dire”. Comunque sarebbe già un grosso risultato se si riuscisse a ottenere l’obiettivo indicato da Osvaldo Licini: “Obbligare a pensare…”

Omaggio dell’arte alla libertà di espressione Omaggio dell’arte alla libertà di espressione

Omaggio dell’arte alla libertà di espressione Omaggio dell’arte alla libertà di espressione

Omaggio dell’arte alla libertà di espressione Omaggio dell’arte alla libertà di espressione

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13 settembre 2011 alle 14:42 | Scrivi all'autore | stampa stampa | |

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