Sense Of Akasha “Splendid Isolation”
di David Cresta | in: Primo Piano, RecensioniEtichetta: Ivo Records
Brani: Ingredients For Total Chaos / Wounded Fools / The Real Unreal / Uneasy Dreams / Splendid Isolation / You’re Free and That Is Why Tou Are Lost / Notes From the Recovery Room / The Happy Melancholic
A meno che non ti chiami Tortoise o Mogwai, ci vuole un gran coraggio oggi per fare un disco post-rock. Gli altoatesini Sense Of Akasha hanno personalità da vendere e portano avanti il proprio percorso artistico con l’autorità dei grandi. Così, a tre anni di distanza dall’apprezzato “People Do Not Know Who Rules”, tornano a dare elettricità ai sentimenti con il nuovissimo “Splendid Isolation”, una raccolta di otto composizioni che proseguono nel riconoscibile solco estetico della band ma marcano anche un innalzamento dell’asticella.
Il respiro internazionale della proposta trova gli apici nell’iniziale Ingredients For Total Chaos, inno alla confusione con i muri di chitarre che sovrapponendosi alle voci distorte creano un senso di spaesamento assolutamente irresistibile, nella più sognante Wounded Fools, perfetto esempio di easy-listening non banale, e nella conclusiva The Happy Melancholic, tripudio di ebow e archi per una traccia che difficilmente lascerà indifferenti.
Meno convincente invece la lunga (più di dodici minuti!) title track, in cui la band sembra guardarsi troppo allo specchio e così facendo mette alla prova la pazienza dell’ascoltatore. E’ solo un piccolo neo, però: i Sense Of Akasha superano brillantemente la difficile prova del secondo album. E, dopo aver ascoltato e riscoltato “Splendid Isolation”, aspettiamo già con impazienza il terzo.



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