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Grido d’allarme di Confindustria Ascoli Piceno

di Redazione | in: Cronaca e Attualità
Confindustria Ascoli Piceno

Confindustria Ascoli Piceno

ASCOLI PICENO – Il grido d’allarme di Confindustria Ascoli Piceno questa volta si fa più incisivo. Segnala infatti che, anche se spiacevoli per tutti, non devono meravigliare i provvedimenti assunti da molte realtà produttive del Piceno che intervengono sulla forza lavoro con azioni di riduzione, messa in mobilità e quanto altro necessario per garantire la sopravvivenza dell’azienda nella competizione sui mercati di riferimento. E’ infatti compito di un imprenditore responsabile quello di cercare di risanare la situazione il più possibile per tempo e di non nascondere la testa nella sabbia – come sarebbe forse più facile fare in alcune circostanze – al fine di limitare al massimo i danni per la maggior parte dei suoi collaboratori.

Sono anni che questa organizzazione e gli imprenditori aderenti evidenziano al sindacato e alle maestranze la perdita di competitività e di attrattività del territorio: è un’amara riflessione ma corrisponde alla realtà.


Per avere una prospettiva diversa e migliore si deve assicurare una maggiore competitività delle imprese in termini di riduzione del costo del lavoro per unità di prodotto.

La crescita della produttività, al di là dei fattori esterni che la influenzano, passa quindi necessariamente in tutte le aziende attraverso il recupero dell’efficienza e, in quelle che hanno contrattazione aziendale, anche per il tramite di un vincolo indissolubile ed inequivoco tra salario aggiuntivo distribuito e miglioramenti effettivamente conseguiti in ordine appunto alla riduzione del costo del lavoro per unità di prodotto .

Solo in questo modo si realizza un vantaggio competitivo per le aziende; è la creazione di vantaggio competitivo, infatti, l’unico fattore realmente in grado di garantire un futuro alle nostre imprese e ai lavoratori: gli incentivi sono temporanei, i finanziamenti devono essere restituiti, ma il vantaggio competitivo, preservabile se basato su elementi solidi e duraturi come la produttività, consente alle aziende di allungare le proprie prospettive ed i propri orizzonti.

Concretamente, è necessario passare ad una nuova e più consapevole fase di gestione dei rapporti di lavoro: non è assolutamente pensabile, infatti, che lo scenario auspicato possa realizzarsi se non abbandonando prioritariamente una serie di consuetudini e comportamenti negativi che purtroppo quotidianamente si registrano nelle realtà produttive picene: assenteismo – anche dei singoli – scarsa propensione ad aumentare le ore di lavoro quando servono, limitata disponibilità alla mobilità interna in caso di effettive necessità, rifiuto di lavorare il sabato, solo per citarne solo alcuni.

Affrontare e risolvere queste criticità è ormai divenuto imprescindibile e non più rinviabile.




3 febbraio 2012 alle 22:57 | Scrivi all'autore | stampa stampa | |

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