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guardie ecologiche

guardie ecologiche

Volontari Enalcaccia per far rispettare le norme su animali e verde

Opereranno a supporto della Polizia Municipale prevalentemente nelle prime ore del mattino e dopo le 20


Anche quest’anno il Comune di San Benedetto e l’Enalcaccia della provincia di Ascoli Piceno hanno siglato una convenzione che permetterà ai volontari dell’associazione venatoria, tutti in possesso della qualifica di guardie giurate volontarie zoofile, di supportare l’attività della Polizia Municipale per fa rispettare le norme contenute nel regolamento della tutela e benessere degli animali e quello per il verde.


Le guardie volontarie dunque avranno competenza a svolgere attività di prevenzione e, se necessario, di repressione (il titolo di guardia giurata consente infatti di elevare sanzioni) in materia di tutela del patrimonio verde cittadino e di corretta detenzione degli animali, sia per quanto concerne la rimozione degli escrementi in strada sia per assicurarsi che gli animali siano custoditi secondo le norme e non siano oggetto di maltrattamenti.


E’ importante sottolineare che le guardie zoofile di Enalcaccia, che agiranno in coppia e indosseranno divisa o giubbetto con apposite insegne, nonché di strumento per la lettura del microchip di cui ogni cane deve essere dotato, opereranno prevalentemente negli orari in cui la Polizia Municipale non è in servizio, cioè nelle prime ore del mattino e dopo le 20.


Il servizio sarà svolto, come detto, a titolo di volontariato: il Comune erogherà a Enalcaccia un rimborso per le spese sostenute per l’esecuzione del servizio (assicurazioni, carburante, ecc.) pari a 1.680 euro per circa 364 ore di lavoro annue.




Edificio con amianto, immediato sopralluogo della Polizia Municipale

Attenzione massima al problema: dal 2008 ad oggi emesse 100 ordinanze di rimozione


A seguito della notizia apparsa stamattina sulle pagine locali di un quotidiano relativamente ad un tetto in eternit su un immobile di via Bissolati, questa mattina il Servizio Tutela Ambientale della Polizia Municipale ha svolto un sopralluogo per verificare lo stato dei luoghi.


Dall’ispezione è emerso che lo stato di conservazione della copertura appare precario ma da informazioni assunte dall’amministratore del condominio si è riscontrato che stanno per iniziare lavori di ristrutturazione che comprendono la bonifica del tetto in questione. Dell’accertamento verrà comunque redatto un rapporto per le verifiche di legge che competono all’ASUR.


“Colgo l’occasione – afferma l’assessore all’ambiente Paolo Canducci – per ricordare che il Comune di San Benedetto del Tronto dedica da sempre molta attenzione al problema ed ogni volta che ha avuto conoscenza della presenza di amianto ha attuato azioni tese alla completa eliminazione, da parte dei possessori, di quello che si presenta in cattivo stato di conservazione. Basti considerare che dal 2008 al 2010 le ordinanze emanate in materia sono state 78, 22 dal 2011 ad oggi per un totale di 100. Questa d’altronde è una delle condizioni per ottenere e mantenere la Certificazione di Qualità Ambientale”.


La procedura è questa: quando i cittadini segnalano la presenza di amianto potenzialmente pericoloso, la Polizia Municipale – Servizio Tutela Ambientale Urbanistica e Gestione del Territorio insieme al Dipartimento di Prevenzione dell’ASUR Area Vasta 5 svolgono accertamenti tecnici in ordine, rispettivamente, alla proprietà ed alla regolarità edilizia dell’immobile ed alla caratterizzazione ed allo stato di conservazione dei materiali. Qualora l’ASUR ravvisi che esista un pericolo per la salute pubblica, il Sindaco prescrive ai proprietari con ordinanza l’esecuzione di interventi di bonifica. In caso di mancata ottemperanza, si procede alla denuncia all’Autorità Giudiziaria ai sensi dell’art. 650 c.p.


Ovviamente l’avvio della procedura di verifica non si conclude sempre con l’ordinanza di rimozione. Va ricordato infatti che la pericolosità dei materiali in cemento – amianto è direttamente connessa alla probabilità di una dispersione di fibre nell’aria e nel suolo dovuta ad una lunga esposizione agli agenti atmosferici o al danneggiamento della struttura. Se il materiale è in buone condizioni e non viene manomesso, è ragionevole escludere un pericolo di rilascio di fibre. Diviene quindi fondamentale verificarne lo stato di conservazione.


E’ ancora utile ricordare che questo controllo spetta al proprietario dell’immobile e/o al responsabile dell’attività che vi si svolge, il quale deve avvalersi di una figura responsabile con compiti di controllo e di coordinamento delle attività manutentive che interessano tali materiali. A questa persona il proprietario deve affidare il compito di mantenere i manufatti in amianto in buone condizioni, prevenire il rilascio e la dispersione secondaria di fibre, intervenire correttamente quando si verifichi un rilascio, verificarne periodicamente le condizioni sino a quando se ne renda necessaria la bonifica.


E’ un obbligo previsto anche per gli enti pubblici e infatti per i suoi immobili con amianto il Comune di San Benedetto del Tronto ha affidato l’incarico di “Responsabile Rischio Amianto” all’esterno.


Mercoledì 9 maggio si ricordano le vittime del terrorismo

A tutti coloro caduti per mano della violenza terroristica sarà dedicato il largo all’incrocio tra via San Giacomo e via Fratelli Cervi


Il 9 maggio è stato proclamato con legge n. 56 del 4 maggio 2007 “Giorno della memoria dedicato alle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice” .


Anche quest’anno la città di San Benedetto del Tronto intende celebrare la ricorrenza con una semplice cerimonia durante la quale sarà intitolato alle “Vittime del terrorismo e delle stragi” il largo situato a ridosso della spiaggia all’incrocio tra via San Giacomo e via Fratelli Cervi.


La cerimonia avrà luogo alle ore 10 e, con il Sindaco, interverrà il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ascoli Piceno dr. Michele Renzo.


La cittadinanza è invitata a partecipare.




4 maggio 2012 alle 15:28 | Scrivi all'autore | stampa stampa | |
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