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“Siren Fest, evento di grande suggestione”: il bilancio di DNA Concerti

di | in: Interviste, Primo Piano

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E’ stata la più bella sorpresa dell’estate 2014: tra cartelloni ridimensionati e rassegne che scompaiono, la città di Vasto è stata il teatro, dal 24 al 27 luglio, di un festival nuovo di zecca, coronato da uno strepitoso successo di critica e pubblico. Organizzato da DNA Concerti, il Siren Festival ha portato in Abruzzo musicisti acclamati come The National e Mogwai, headilner delle serate del 25 e del 26 luglio, uno degli autori simbolo della canzone d’autore degli ultimi anni, John Grant, e musicisti interessanti come Fuck Bottons, Dry The River, The Drones, Tycho e tutti gli altri che si sono esibiti nel centro di Vasto, tra diverse location ricche di fascino come Piazza del Popolo, il Cortile d’Avalos, il Giardino d’Avalos e l’Arena delle Grazie. Smaltita la sbornia d’entusiasmo post-festivaliero, abbiamo rivolto alcune domande a Pietro Fuccio di DNA Concerti.

 

Qual è il bilancio della prima edizione del Siren Festival?
E’ estremamente positivo. Per noi è stato un impegno enorme e forse siamo stati troppo “dentro” alla cosa per farci un’idea corretta, ma direi che i commenti arrivati da tutte le parti mi sembrano molto incoraggianti.
Quanto hanno contribuito le splendide location alla riuscita del Festival?
La cosa di cui siamo più fieri è di essere riusciti ad utilizzare praticamente tutta la città come sede del festival. La risposta comunque è: moltissimo. In Italia non si può sperare di fare un festival grande come il Primavera, per mille motivi, ma allo stesso tempo l’Italia può essere il paese ideale per fare un evento relativamente piccolo ma di grande suggestione.
Credo che anche i musicisti siano stati felici di esibirsi in location così suggestive, non è così?
Assolutamente, tutti ci hanno coperto di complimenti per la scelta dei luoghi.
Musicalmente, qual è stato il momento più emozionante del Festival?
Credo che la serenata di Matt Berninger (The National) alla signora di Piazza del Popolo resterà l’immagine del Siren per gli anni a venire. Ma anche Fuck Buttons e Tycho che si esibiscono in un luogo come il Palazzo D’Avalos sono stati momenti fortissimi.
Ci sono stati, invece, aspetti che non vi hanno convinto?
Il rapporto con le attività locali, che, come accade quasi dappertutto, sembrano far finta di non capire cosa è successo e cosa gli abbiamo portato.
Ci sarà il Siren Fest nel 2015?

Assolutamente sì per quanto ci riguarda! Speriamo che anche le istituzioni, come sembra, siano dello stesso avviso.
(pl)

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4 Agosto 2014 alle 19:19 | Scrivi all'autore | | |

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