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Y20 Sydney, intervista a Martina Pirani

di | in: InformaGiovani, Interviste

Martina Pirani

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2014-08-06 – Abbiamo intervistato Martina Pirani che al summit giovanile di Sydney, dal 12 al 15 luglio, ha fatto parte della commissione sullo sviluppo sostenibile occupandosi del cambiamento climatico, della riduzione degli sprechi, delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica.

 

– Che cos’è il Y20?
Il Y20 (acronimo di Youth20) è il gruppo di lavoro giovanile ufficiale del G20. Fornisce una piattaforma per giovani dei Paesi del G20 per comunicare con i leader mondiali su questioni che di anno in anno vengono stabilite in Agenda dal Paese ospitante, sia sollevando preoccupazioni che proponendo soluzioni. Il Y20 è molto più di un singolo evento, è un esercizio lungo un anno per costruire la capacità della gioventù del G20 di capire e contribuire all’agenda del G20.
– Da chi era composta la delegazione italiana?
La delegazione italiana, oltre che da me (23 anni, unica studentessa del gruppo), era composta da Giovanni Porcellana (ingegnere nucleare al CERN di Ginevra), Mirco Bulega (dopo la laurea alla Bocconi e alla Stockholm School of Economics ora analista finanziario a Londra presso una banca d’investimento), Chiara Ratzenberger (laureata in Commercio internazionale e operatrice nel settore import-export verso il Medioriente) e Susanna Ferro (communication officer presso il capitolo italiano di Transparency International).
– Da chi sei stata selezionata?
Sono stata selezionata dalla Yas (Young Ambassadors Society), un’associazione di studenti con sede a Roma Tor Vergata, e dal Ministero degli Affari Esteri, che ha effettuato la “scrematura” finale tra le tante applications che erano arrivate.


– Come si è svolto il Summit?
I temi trattati quest’anno erano crescita e creazione di lavoro, mobilità e cittadinanza globale, sviluppo sostenibile.
Dopo mesi di negoziazioni condotte attraverso una piattaforma online chiamata Yammer tra tutti noi delegati dei vari Paesi del G20, abbiamo dapprima selezionato tre raccomandazioni prioritarie da consegnare agli Sherpa ed ai Finance Deputies che si sono riuniti a Melbourne il 23 e 24 giugno 2014, per poi continuare i confronti suddivisi in tre commissioni distinte, una per ogni tema in Agenda. Siamo così arrivati ai giorni del summit a Sydney (dal 12 al 15 luglio), dove abbiamo perfezionato le raccomandazioni, sia nei contenuti che nella loro formulazione. Abbiamo discusso e votato più volte, al fine di ridurre il numero delle proposte (fino a portarlo a 5 per commissione) nonché la loro lunghezza. Il lavoro maggiore in questo senso è stato nella mia commissione, quella sullo sviluppo sostenibile, dove, grazie ad un fantastico lavoro di negoziazione, fusione di idee e punti di vista siamo riusciti a passare da ben 14 proposte alle 5 richiesteci dalla Presidenza Australiana!
– Qual è stato l’outcome finale?
Abbiamo prodotto un Comunicato Finale di 3 pagine, contenente proposte puntuali, concrete ed attuabili, così come auspicato anche dal Primo Ministro australiano Tony Abbott. Il Comunicato è stato già presentato al Tresurer l’On. Joe Hockey e sarà consegnato ai leaders del G20 che si riuniranno a Brisbane a Novembre. Come delegazione italiana torneremo questo autunno presso alcuni Ministeri (a maggio avevamo incontrato rappresentanti istituzionali e consiglieri diplomatici a Palazzo Chigi, Ministero degli Affari Esteri, Ministero del Lavoro e Ambasciata Australiana) a riportare in prima persona l’esperienza e ad illustrare il lavoro svolto dalla nostra delegazione.
– Hai incontrato delle difficoltà? Se sì, quali?
Nella mia commissione c’è stato un ampio dibattimento su alcuni punti (es. liberalizzazione del commercio), perché ovviamente i Paesi hanno esigenze e problematiche diverse e non esiste una politica one-size-fits-all, che possa andar bene per tutti. C’è stato quindi un grande lavoro di mediazione e discussione per tentare di accogliere quante più posizioni possibili, coniugandole tra loro in maniera armonica.
– Cosa ti ha lasciato questa esperienza?
Nuovi contatti, amicizie e una maggiore consapevolezza del lavoro che c’è dietro ad accordi internazionali, specialmente quando coinvolgono così tanti Paesi, sia sviluppati che in via di sviluppo.
– Cosa c’è nel tuo futuro? Hai intenzione di intraprendere la carriera diplomatica?
Per ora penso a laurearmi, dato che ad ottobre conseguirò la laurea specialistica in Scienze dell’Economia, con indirizzo Sostenibilità ambientale dei sistemi economici, a Firenze. Nel frattempo, sto cercando di organizzare un tirocinio in Europa, sui temi della Politica Agricola Comune e dell’ambiente. Dopodiché si vedrà, lascio aperta ogni porta, specialmente in un periodo di forte disoccupazione giovanile come questo!
– Hai parlato di Politica Agricola Comune. E’ da poco stato pubblicato il nuovo PSR (Piano di Sviluppo Rurale) della Regione Marche. Qual è secondo te la situazione dell’agricoltura nella nostra Regione?
Penso che si debba recuperare l’idea dell’agricoltore come protettore del suolo. Tutelare l’agricoltura, infatti, significa anche salvaguardare il territorio in cui viviamo. Stiamo pagando sempre di più gli effetti del cambiamento climatico (basti pensare alle piogge torrenziali di questi mesi e alle recenti esondazioni, ad esempio, del Misa a Senigallia) e l’abbandono dei campi e dei casolari, modelli agricoli di tipo intensivo che riducono al minimo la presenza dell’uomo, sostituito dalle macchine, non fanno altro che aggravare la già delicata situazione.
– Ripeteresti l’esperienza? Cambieresti qualcosa? Hai suggerimenti?
Decisamente sì, la ripeterei perché è un’occasione di arricchimento interiore prima ancora che una grandissima esperienza formativa. Inviterei solo il Governo italiano a considerare in futuro l’idea di sponsorizzarla, dato che siamo stati praticamente gli unici a doverci pagare il viaggio per raggiungere l’Australia, nonostante si tratti di un evento ufficiale istituito dal gruppo del G20.

 

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7 agosto 2014 alle 1:14 | Scrivi all'autore | | |

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