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Philip Roth “Il grande romanzo americano”

di | in: Primo Piano, Recensioni

“Il grande romanzo americano” (Einaudi, 2014)

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Gil Gamesh, l’unico lanciatore che abbia mai provato a uccidere l’arbitro. Letteralmente. O l’ex carcerato John Ball, «il Babe Ruth della galera», il prima base che non ha mai battuto un fuoricampo da sobrio. Se non vi ricordate di loro, né dei Ruppert Mundy, la prima e unica squadra senzatetto di un campionato maggiore di baseball, non preoccupatevi: è colpa di un complotto comunista (e di uno scandalo capitalista) se la memoria della Patriot League è stata interamente cancellata dalla storia americana. Philip Roth trasforma il baseball da sport nazionale e mito intoccabile in un fuoco di fila di invenzioni comiche e personaggi che sarà difficile dimenticare.

 

Einaudi recupera finalmente un titolo rothiano del 1973 che, seppure non possa ambire al podio dei migliori romanzi dell’autore del New Jersey, rappresenta di sicuro un titolo di grande spessore che inspiegabilmente era rimasto fuori catalogo nel nostro paese per molti anni. Romanzo sportivo, che ruota attorno alle avventure picaresche di una squadra di baseball ai tempi della Seconda Guerra Mondiale, dosa con maestria patriottismo, ironia e memoria.

A raccontare in prima persona è Word Smith, vecchio giornalista sportivo con ambizioni letterarie convinto dell’esistenza di un complotto con l’obiettivo di cancellare dalla storia la terza lega professionistico di baseball, la Patriot League. Word Smith descrive personaggi bizzarri ma indimenticabili, con una lingua geniale, benché l’eccessivo tecnicismo, nonostante l’apprezzabilissima traduzione di Vincenzo Mantovani, rappresenti un limite per chi non conosce bene il gioco del baseball. Le vicende, in particolare, si concentrano attorno ai Ruppert Mundys, la squadra più grottesca della lega, privati del proprio stadio perché concesso all’Esercito e quindi costretti a giocare in una continua trasferta. I presupposti sono più che buoni per una delle letture più esilaranti e, allo stesso tempo, di alto valore letterario, che possa capitare di fare. Ovviamente, per la penna di Roth, la storia ambientata nel mondo dello sport è anche e soprattutto un’immagine veritiera dell’America, delle sue manie, della sua storia. Il baseball diventa così una lente deformante con cui raccontare ma soprattutto deridere il sogno americano.

© 2014, David Cresta. All rights reserved.




26 Dicembre 2014 alle 13:43 | Scrivi all'autore | | |

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