Atletica, tricolori cadette/i a Cles

Cles, 2016-10-07 – Cerimonia di apertura tricolori cadette/i

 

 

 

 

 

 




Sold out il primo Fashion show dell’Accademia di Belle Arti di Macerata

Macerata – Talento, colore, bellezza. In una parola: moda. Ecco il primo Fashion show dell’Accademia di Belle Arti di Macerata che oggi ha aperto al pubblico un’aula Svoboda interamente ripensata per ospitare la sfilata grazie al lavoro degli studenti e dei docenti di Scenografia. Tra flash, video e applausi a scena aperta è andato sold out l’evento che ha trasformato l’impegno quotidiano degli studenti del dipartimento di Fashion design di Abamc in un vero e proprio spettacolo.

 

A introdurre il pomeriggio la direttrice Paola Taddei: «E’ il primo Fashion show e abbiamo deciso di farlo in grande – ha detto Taddei – coinvolgendo vari dipartimenti e laboratori della nostra accademia. Sono contenta di mostrare alla città il lavoro che si svolge nei nostri laboratori. Anche i tessuti e i loghi che vedrete sono stati realizzati in Accademia. Questa è la nostra energia creativa che ha sempre più spazio nelle Marche e non solo». La prima sfilata ha portato in passerella sette “quadri” a tema, presentati dall’attrice e doppiatrice Roberta Sarti. I temi trasformati in abiti e colori sono stati infinity, extasy, sublime, insinctive, organic ed eternity. «Una sfilata bellissima», l’ha definita l’ospite d’onore di questo pomeriggio, Lia Luzzatto, saggista, giornalista e consulente cromatica dell’Accademia del lusso di Milano, che nel suo intervento ha raccontato con immagini e parole la storia del colore nella moda. A chiudere il pomeriggio la sfilata dell’ex studentessa dell’Accademia di Belle Arti di Macerata, la pluripremiata Farwa Zulfiqar che ha presentato la sua collezione dal mood orientale e dai colori mediterranei. Regista delle sfilate il docente Andrea Chemelli. Un altro grande evento targato Abamc nel giro di due giorni: mercoledì è stata inaugurata la mostra di Nicola Maria Martino negli spazi della galleria dell’Accademia in piazza Vittorio Veneto.




50 anni senza Luigi Tenco

 

 

LA RASSEGNA DELLA CANZONE D’AUTORE GLI DEDICA UNA SERATA

 

CON MORGAN, NOEMI, CELESTINI, MARINA REI, ROY PACI,

 

BOCEPHUS KING E ALTRI, CON L’ORCHESTRA SINFONICA DI SANREMO

 

 

 

IL CALENDARIO COMPLETO DELLE SERATE DAL 20 AL 22 OTTOBRE

Sanremo – Sarà una serata d’eccezione su Luigi Tenco e le sue canzoni a chiudere la quarantesima edizione del Premio Tenco, la Rassegna della canzone d’autore, in programma dal 20 al 22 ottobre al Teatro Ariston di Sanremo.

Tante le tonalità con cui il Club Tenco ha deciso di dipingere un ritratto del grande cantautore piemontese: si va dall’inventiva musicale di Morgan all’intensità interpretativa di Noemi, dal canto attoriale di Ascanio Celestini all’esuberanza di Roy Paci, dal rap di contenuti di Kento all’anima energica di Marina Rei. E ancora: il suono canadese di Bocephus King, la forza espressiva di Diego Mancino, la creatività de Gli Scontati, la personalità suggestiva di Alfina Scorza sino a una recente scoperta del Club che torna per la quarta volta consecutiva in una manifestazione del “Tenco”: Vanessa Tagliabue Yorke. Ciascun cantante eseguirà due brani di Tenco. Ma non basta: gli artisti saranno accompagnati dall’Orchestra Sinfonica di Sanremo, con gli arrangiamenti, la sezione ritmica e la direzione di Mauro Ottolini, prestigioso musicista jazz aperto ad ogni contaminazione.

La serata ha una caratteristica ben precisa: tutti gli interpreti invitati hanno meno di 50 anni, sono cioè nati dopo il 27 gennaio 1967, il giorno della tragica scomparsa di Luigi Tenco, proprio a Sanremo. Ciò per dimostrare come le generazioni di artisti arrivate dopo di lui possano impadronirsi di un repertorio dal valore perenne. Da qui il titolo “Come mi vedono gli altri… quelli nati dopo”, la cui prima parte è la citazione di una sua canzone. Sottotitolo: “50 anni senza Luigi Tenco”.

Da questo evento verranno ricavati degli speciali televisivi grazie alla produzione di iCompany.

Riguardo invece alle prime due serate della Rassegna, al cast si aggiungono il giovane Ivan Talarico e, nel ruolo di “tappabuchi” (a cui saranno affidati gli interventi umoristici nei cambi palco), la Bandakadabra, che si esibirà anche in strada durante il giorno.

Ecco il cast completo, in ordine alfabetico.

Giovedì 20 ottobre: Bombino, Motta (Targa Tenco miglior disco d’esordio), Nuova Compagnia di Canto Popolare, Pino Pavone, Otello Profazio (Premio Tenco alla carriera), James Senese & Napoli Centrale (Targa Tenco miglior disco in dialetto), Ivan Talarico, Peppe Voltarelli (Targa Tenco miglior disco di interprete).

Venerdì 21 ottobre: Enzo Avitabile & Amal Murkus, Claudia Crabuzza (Targa Tenco miglior disco in dialetto), Niccolò Fabi (Targa Tenco miglior disco assoluto delll’anno), Lula Pena, Stan Ridgway (Premio Tenco alla carriera), Gianluca Secco. E consegna della Targa Tenco per la canzone “Bomba intelligente”.

Sabato 22 ottobre: Ascanio Celestini, Kento, Bocephus King, Diego Mancino, Morgan, Noemi, Roy Paci, Marina Rei, Gli Scontati, Alfina Scorza, Vanessa Tagliabue Yorke. Con l’ Orchestra Sinfonica di Sanremo diretta da Mauro Ottolini.

Nelle tre sere incursioni della Bandakadabra.

Presenta le serate Antonio Silva.

Il Premio Tenco andrà, oltre che a Otello Profazio e Stan Ridgway, anche a Sergio Staino.

La “Rassegna della canzone d’autore” è organizzata dal Club Tenco con il contributo del Comune di Sanremo, del Casinò di Sanremo e di SIAE, con il sostegno di Coop Liguria e Nuovo Imaie.

Radio ufficiale è Radio1 Rai, che trasmetterà in diretta le tre serate dalle 23 alle 24 all’interno del programma “King Kong”, condotto da Silvia Boschero, a cura di Timisoara Pinto. Media partner è Rockol.it.

Biglietti e abbonamenti si possono acquistare alla cassa del Teatro Ariston (Via Matteotti 107, Sanremo – Tel. 0184 507070) tutti i giorni dalle 16 alle 21, anche telefonicamente. I singoli biglietti possono essere acquistati anche on line attraverso www.clubtenco.it e www.premiotenco.it

Biglietti: poltronissima 45 euro + 5 euro prevendita, poltrona I settore 35+ 4, poltrona II settore 25+4, galleria 25+4, ultime 6 file galleria 20+4. Abbonamenti: poltronissima 90 + 9, poltrona I settore 70+ 6, poltrona II settore 54+6, galleria 54+6, ultime 6 di galleria 44+6.




Lo Sferisterio fa da ponte tra Macerata, le Marche e Zagabria

 

Trionfo per lo spettacolo di Pier Luigi Pizzi in scena al Teatro Nazionale Croato di Zagabria. Presenti numerosi Ambasciatori e il Ministro degli Esteri croato. Si lavora già per il prosieguo della collaborazione

 

Macerata 07/10/2016 – Madama Butterfly incanta e appassiona Zagabria. L’opera di Giacomo Puccini, riallestimento dello spettacolo di Pier Luigi Pizzi che debuttò allo Sferisterio nel 2009 e poi ripreso ad Ascoli, Fano e Fermo lo scorso autunno, ha ricevuto oltre 15 minuti di applausi da parte degli spettatori del Teatro Nazionale Croato, dove è andata in scena mercoledì sera.

Molto apprezzati i protagonisti italiani, a partire dal soprano Donata D’Annunzio Lombardi, nel ruolo di Butterfly, Massimiliano Pisapia in quello di Pinkerton, Giuseppe Altomare (Sharpless), e Annunziata Vestri (Suzuki). Ovazione per Pier Luigi Pizzi e per il direttore Nikša Bareza. Alla produzione hanno partecipato anche solisti locali, oltre all’orchestra e al coro del Teatro Nazionale. Inoltre sei figure tecniche dello Sferisterio hanno fatto da guida ai colleghi croati nelle fasi di allestimento (scene, costumi e luci) e di gestione dello spettacolo (direzione di scena). Il sovrintendente, Luciano Messi, ha seguito personalmente la trasferta a Zagabria per coordinare sul luogo tutto gli aspetti della produzione.

“Lo Sferisterio si conferma ancora una volta ambasciatore della cultura italiana e dell’identità della città di Macerata e delle Marche – ribadisce Messi –. Inoltre, progetti come questo sono portatori anche di altri valori: artisti e tecnici italiani e croati hanno infatti lavorato per due settimane fianco a fianco, condividendo i rispettivi metodi di lavoro e imparando a conoscersi reciprocamente giorno dopo giorno. Tutto questo crea i presupposti per una collaborazione reale, in grado di integrare e valorizzare entrambi i gruppi e di protrarsi nel tempo, non solo tra i due teatri, ma anche e soprattutto tra i territori e le persone. Questo Teatro ci ha accolti con grande disponibilità ed entusiasmo, che siamo certi di aver ricambiato con un prodotto artistico di grande livello.”

L’opera, che ha registrato il tutto esaurito sia per la prima che per la replica di questa sera, è stata realizzata nell’ambito delle manifestazioni previste in occasione del 20° anniversario del “Trattato tra la Repubblica Italiana e la Repubblica di Croazia sui diritti delle Minoranze” (5 novembre 1996) e si colloca nel quadro dell’Accordo bilaterale tra l’Italia e la Croazia in materia di cooperazione culturale e di istruzione.

Tra il pubblico, presenti vari rappresentanti istituzionali tra cui il Ministro degli Esteri croato Miro Kova?, l’Ambasciatore italiano Adriano Chiodi Cianfarani, quello tedesco Thomas E. Schultze, l’Ambasciatrice americana Julieta Valls Noyes e quella israeliana Zina Kalay Kleitman. Lo spettacolo ha coinvolto il Teatro Nazionale Croato e il Macerata Opera Festival, ed è stato realizzato in collaborazione con il Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale italiano, l’Istituto Nazionale di Cultura Italiana a Zagabria, l’Unione Italiana, l’Università Popolare di Trieste. Da ieri, la notizia della Madama Butterfly rappresentata in terra croata è anche sulla home page del sito della Farnesina, www.esteri.it.

“Sarebbe interessante se questa prima esperienza potesse portare ad un rapporto costante con il Teatro Nazionale di Zagabria – dichiara il presidente dell’Associazione Arena Sferisterio Romano Carancini -, in modo che ogni anno le opere rappresentate dallo Sferisterio e dalla Rete Lirica delle Marche vengano portate in scena anche in Croazia. Voglio ringraziare l’Ambasciatore italiano Adriano Chiodi Cianfarani per il ruolo centrale e decisivo che ha avuto. Grazie al suo impulso e al suo coordinamento è stato possibile portare una nostra produzione a Zagabria”. Sono già allo studio varie ipotesi di collaborazione sia per il 2017 che per il 2018, anno in cui verrà celebrata la cultura italiana in Croazia: un’occasione per ribadire come il melodramma rappresenti la nostra identità nazionale.

E proprio riguardo all’identità italiana, anche il portale della Lingua Italiana ha scelto l’immagine dello Sferisterio per promuovere il convegno Italiano lingua viva del 17 e 18 ottobre a Firenze e che andrà online in quei giorni.




Terremoto Ussita, Visso e Castelsantangelo: camminiamo sperando… domenica 9 ottobre

Camminiamo e speriamo che Ussita, Visso e Castelsantangelo rientrino nell’area del cratere sismico per ricostruire l’Alto Nera

In attesa dell’uscita del nuovo decreto del Ministero il Sindaco di Ussita ribadisce l’importanza vitale per la sopravvivenza della vallata turistica dell’ inserimento dei Comuni dell’Alto Nera nell’area del cratere sismico: a rischio la sopravvivenza dell’area che si basa esclusivamente su un’economia turistica

Domenica prossima 9 ottobre al via l’iniziativa a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto “Camminiamo insieme per ricostruire e prevenire”. Un grande evento di solidarietà a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto per mantenere i riflettori puntati su Ussita, Visso e Castelsantangelo sul Nera comuni con un’inestimabile patrimonio naturalistico – turistico, che hanno riportato gravissimi danni al capitale immobiliare, votato unicamente a scopo turistico.

Cammineremo sperando che la nostra voce sia ascoltata, – ha dichiarato il Sindaco di Ussita Ing Marco Rinaldi– e che il decreto che il governo sta per emanare sul terremoto riconosca gli ingenti danni materiali che il sisma ha fatto nel nostro territorio sede di numerosi epicentri e includa Ussita, Visso e Castelsantangelo nell’area del cratere sismico. La comunità dell’Alto Nera, grazie all’immenso patrimonio naturalistico e culturale del territorio, ubicato nel cuore del Parco dei Sibillini, vive da sempre di turismo, e oggi a causa dei gravissimi danni edilizi riportati, rischia la sopravvivenza se non rientra nell’area del cratere sismico. Solo attraverso la ricostruzione completa e la messa a norma del patrimonio immobiliare presente, l’area può sperare di far tornare i turisti nelle infrastrutture ricettive e nella seconde case e solo così la vallata potrà ricominciare a lavorare e a vivere.”

L’iniziativa di domenica prossima, Patrocinato dal Parco Nazionale dei Monti Sibillini, dai comuni di Castelsantangelo sul Nera, Ussita e Visso e organizzato da UssitAttiva, dalla Pro Loco delle Valli Castellane, dall’Associazione Operatori Turistici Alto Nera e dalla Sipem, (Società Italiana di Psicologia dell’Emergenza), ha accresciuto consensi e prenotazioni da tutta Italia, di settimana in settimana, per sostenere le popolazioni dei territori colpiti dal terremoto. Le camminate partiranno da Piazza dei Cavallari a Ussita alle ore 10.30, da Frontignano alle ore 11.00 e da Piazza dei Martiri Vissani a Visso alle 10.30, per confluire al parco comunale di Castelsantangelo sul Nera dove è previsto un pranzo conviviale con i prodotti del territorio. A seguire si parlerà di come “Imparare a convivere con il terremoto in maniera consapevole” insieme ad un esperto della Sipem Marche e insieme ad altre associazioni ci si confronterà anche sulla prevenzione antisismica. Camminate facili e aperte a tutti, grandi e bambini di circa 7 km, con una durata di 2h. Si camminerà insieme agli abitanti del posto in nome della solidarietà, per mantenere vivo il territorio immerso nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini.




Subbuteo, al via la Coppa Italia al PalaSpeca

 

Si parte domani con i tornei individuali e si prosegue domenica 9 con le finali open e i tornei giovanili a squadre

 

San Benedetto del Tronto, 2016-10-07 – È tutto pronto al Palasport “Bernardo Speca” per ospitare domani sabato 8 e domenica 9 ottobre la Coppa Italia di Calcio da tavolo Subbuteo.

 

Il primo evento della stagione sportiva 2016/2017, organizzato dalla Federazione Italiana Sportiva Calcio da tavolo (Fisct) in collaborazione con il Comune di San Benedetto del Tronto, con il patrocinio dell’Associazione italiana cultura e sport (AICS) e la collaborazione della Stemar Viaggi, darà largo spazio ai giovani.

 

La giornata di sabato 8 ottobre sarà riservata ai tornei individuali femminili e under 19, under 15 e under 12 e le relative premiazioni. Inoltre si terranno le qualificazioni dei tornei open, veterani e cadetti.

 

Subbuteo

Subbuteo

Mentre domenica 9 ottobre sul parquet del PalaSpeca si sfideranno i giovani per le categorie a squadre juniores (under 19) e primavera (under 15 e under 12). Inoltre si disputeranno anche i quarti di finale, le semifinali e le finali dei tornei open, veterani e cadetti.

Grande soddisfazione da parte della Fisct per la partecipazione di 120 atleti di tutte le categorie e 11 team Juniores e Primavera provenienti da tutta Italia.

 

“Siamo fieri dei nostri ragazzi – spiega il presidente Fisct Maurizio Cuzzocrea – molti dei quali provenienti dalla felice esperienza dei Mondiali in Belgio a settembre e siamo certi che offriranno un grande spettacolo sui campi verdi. Come sempre San Benedetto ci accoglie a braccia aperte e attendiamo con grande trepidazione l’assegnazione del titolo di Città Europea dello Sport, che sappiamo avverrà a giorni, nella certezza che l’occasione potrebbe essere importante anche per organizzare una nuova manifestazione internazionale nella Riviera delle Palme. Dopo il successo ottenuto dal Campionato del Mondo 2015 – conclude Cuzzocrea – che ha visto arrivare a San Benedetto atleti provenienti da tutte le Federazioni internazionali, dal Giappone al Brasile, dalla Tunisia agli Stati Uniti, organizzare una nuova manifestazione di ampio respiro sarebbe una nuova opportunità di visibilità per la Città e per la Federazione”.




L’Istituto Confucio inaugura Ink Hub laboratorio di ricerca sulla china e sulla calligrafia cinese

 

Per l’occasione l’11 e il 12 settembre si terrà il convegno “L’identità espressiva del tratto. Percorsi visivi tra calligrafia e pittura cinese”.

 

Macerata – Con il convegno “L’identità espressiva del tratto. Percorsi visivi tra calligrafia e pittura cinese” che si terrà martedì e mercoledì, 11 e 12 ottobre 2016, a Villa Cola, l’Istituto Confucio dell’Università di Macerata inaugura il laboratorio permanente di ricerca Ink Hub, una piattaforma per promuovere e valorizzare forme d’arte che individuano nell’inchiostro il loro principale mezzo espressivo, fornendo un contributo specialistico per lo studio della pittura e della calligrafia cinese.

 

“Siamo il primo Istituto ad attivarci in modo sistematico in questo settore degli studi cinesi – spiega il direttore Giorgio Trentin -. Il lavoro di Ink Hub ruoterà, a partire da questo convegno, intorno alle figure di Elena Macrì, storica dell’arte ed esperta di calligrafia, e del nostro maestro calligrafo Zhao Yun. Il laboratorio sarà un centro per attività di ricerca scientifica, convegnistica, laboratoriale e seminariale, rivolto sia a una platea di addetti ai lavori sia alle persone semplicemente interessate a questo aspetto fondamentale della cultura e dell’espressione artistica cinese. Ink Hub organizzerà diversi appuntamenti di studio, esposizione e workshop nel corso dell’anno”.

Nell’immaginario artistico cinese, la calligrafia e la pittura sono da sempre considerate le forme d’arte più nobili e, insieme con la poesia, costituiscono i principali strumenti espressivi del letterato. I contributi del convegno intendono aggiungere un ulteriore tassello alla riflessione teorica sull’argomento e, attraverso un ampio excursus storico-artistico, si propongono di esaminare la relazione che intercorre tra pratica calligrafica e pratica pittorica, indagandola nel suo divenire temporale e analizzando le modalità secondo cui tali pratiche si pongono in continuità con la tradizione classica, come esse si relazionano alle istanze culturali ed artistiche del presente ed il dialogo che hanno instaurato con l’arte occidentale.

 

I lavori si apriranno martedì 11 ottobre alle 10 con i saluti dei direttori dell’Istituto Confucio Giorgio Trentin e Yan Chunyou e di Elena Macrì. Seguiranno gli interventi di Zhao Yun, Elena Macrì, Lia Wei, Antonello Tolve, Marco Meccarelli, Adriana Iezzi, Paola Billi e Nicola Piccioli. Si riprende il giorno successivo a partire dalle 10 con il workshop dimostrativo a cura di Zhao Yun, la performance artistica di Paola Billi e Nicola Piccioli, la proiezione del documentario “Fabienne Verdier – Peindre l’instant” di Mark Kindel. Il programma completo è disponibile sul sito confucio.unimc.it.




UniCam ad Arquata per la Notte dei ricercatori

 

Camerino, 7 ottobre 2016 – Quest’anno l’Università di Camerino ha “Spostato la Notte dei ricercatori qualche giorno più in là”, parafrasando il titolo del celebre libro di Mario Calabresi.

Come di consueto ormai da diversi anni Unicam organizza un evento in occasione della Notte dei ricercatori, iniziativa promosso dalla Commissione Europea con l’obiettivo di migliorare nell’opinione pubblica la comprensione del ruolo esercitato dai ricercatori nella società, nonché di suscitare interesse nei giovani verso la professione del ricercatore.

Quest’anno l’appuntamento ufficiale è stato il 30 settembre ed i ricercatori Unicam avevano scelto di organizzare le attività per i bambini ed i ragazzi della scuola di Arquata del Tronto. In quella data però gli studenti erano invitati a Sondrio per la cerimonia di apertura dell’anno scolastico, per questo Unicam ha voluto comunque organizzare l’evento “spostandolo” di una settimana.

“Researchers are among us” e in questo momento, il posto più giusto per scoprire, giocare, parlare di ricerca è questo, anche…una settimana dopo!

 

Grazie alla disponibilità della Dirigente Scolastica Patrizia Palanca, nella mattinata di oggi, gli animatori del Museo delle Scienze, i geologi ed i veterinari dell’Università di Camerino hanno quindi incontrato gli studenti dell’istituto comprensivo di Arquata del Tronto. I piccoli ricercatori hanno avuto l’opportunità di cimentarsi in esperimenti e attività scientifiche che li hanno visti veri e propri protagonisti: si è passati dai “Cioccocontinenti” alla lettura animata della favola “Lupetto va in letargo”, fino a vedere il funzionamento di un sismografo e discutere sul perché la terra provochi brutte esperienze come quelle che purtroppo stanno vivendo dopo il sisma del 24 agosto scorso.

 

Al termine della mattinata i ricercatori dell’Università di Camerino hanno rilasciato ai loro piccoli colleghi il diploma di “piccolo ricercatore”.




Fermo pesca, verso un modello di gestione alternativo con il progetto EcoSea

Commissione tecnico scientifica regionale della pesca: nessun anticipo di prelievo per i lumachini.

 

 

Ancona, 2016-10-07 – Nelle Marche non ci sarà un anticipo dell’avvio della pesca dei gasteropodi (lumachini). Intanto la Regione, prima e unica del Mediterraneo, sta studiando modelli alternati al tradizionale fermo pesca – che ogni anno blocca l’attività delle marinerie per più di un mese – in quanto nei prossimi anni la Commissione europea non destinerà più fondi per una misura molto discussa, che ha riscosso consensi da parte di molte marinerie, ma anche forti critiche dagli operatori del settore turistico. Le due questioni sono state affrontate dalla Commissione tecnico scientifica regionale per la pesca, nel corso di una seduta presso la sede della Giunta regionale. Le attività di prelievo dei lumachini inizieranno, come già previsto, il 1° novembre, mentre alcune marineria marchigiane chiedevano un anticipo a ottobre, considerando che quelle confinanti o hanno iniziato la pesca (Rimini il 1° ottobre) o lo faranno nei prossimo giorni (Pescara il 15 ottobre). La Commissione, con votazione, ha espresso parere contrario all’anticipo nelle Marche, impegnando però la Regione ad attivarsi presso il ministero della Pesca per una regolamentazione uniforme della materia che consenta un’oculata gestione della risorsa. Entro la seconda decade di gennaio 2017 la Giunta regionale condividerà con la Commissione le richieste da trasmettere a Roma. Le autorità competenti sono state invitate a effettuare controlli per scongiurare sconfinamenti delle imbarcazioni nei tratti di mare di competenza delle marinerie marchigiane.

La Commissione ha anche avviato lo studio di modalità alternative al fermo pesca. Nell’ambito del progetto  EcoSea (che vede la collaborazione di sei Regioni italiane, due Contee croate e l’Albania), le Marche, in previsione di un ormai prossimo pensionamento della misura, hanno individuato un modello bioeconomico che consente di delineare anticipatamente scenari e impatti sulle attività ittiche. L’obiettivo, è stato detto, è quello di rottamare il vecchio fermo biologico con soluzioni “chiave in mano” alternative. I costi del fermo pesca non sono più sostenibili e le risorse finanziarie disponibili, nei prossimi anni, non saranno sufficienti a remunerare la sospensione delle attività. L’idea è quella di non sospendere tutta la pesca, ma le attività in alcune aree. Con il modello ideato è possibile stimare preventivamente gli effetti, sociali ed economici, di ciascuna scelta e valutare soluzioni alternative al fermo pesca. “Nasce un modello marchigiano di gestione delle risorse ittiche unico nel Mediterraneo – ha commentato l’assessora alla Pesca, Manuela Bora – Un modello avanzato, ideato dall’Università di Copenaghen per il Mare del Nord, che noi vogliamo tarare per i nostri mari, in collaborazione con i partener del progetto EcoSea”. Il modello è stato costruito simulando i comportamenti di ogni imbarcazione sulla base dei cinque scenari individuati. “Abbiamo così risposte dirette e con valori comparabili per ogni soluzione scelta – spiega il dirigente del servizio Pesca, Uriano Meconi – Potremo disporre anticipatamente di una banca dati attendibile che aiuterà a individuare la soluzione migliore per la salvaguardia e la gestione economica delle risorse ittiche”.




dalla Regione Marche

2016-10-07

AVVIATO OGGI IN REGIONE IL PROGETTO EUROPEO “TRAM” PER LA MOBILITA’ SOSTENIBILE URBANA

 

 

Le amministrazioni pubbliche locali, le imprese, il mondo accademico e i cittadini devono lavorare insieme e in sinergia per realizzare modelli di mobilità sostenibile. Va in questa direzione il Progetto Tram che ha preso il via questa mattina a Palazzo Raffaello. Un  progetto, nell’ambito del primo bando Interreg Europe, che per i suoi contenuti tematici si è posizionato al secondo posto su 261 presentati in tutta Europa. Insieme alla Regione Marche, capofila del progetto, erano presenti le delegazioni di Regione dell’Andalusia (Spagna), Regione di Blekinge (Svezia), Municipalità di Miskolc della Contea di Rank (Ungheria) e Agenzia di Sviluppo Regionale del Nord ovest (Romania). All’evento sono state presentate anche le prime cinque buone pratiche europee in tema di mobilità urbana sostenibile, individuate dai partner del progetto. L’iniziativa, della durata di cinque anni con un budget di 1,264 milioni di euro finanziati da risorse europee, si inserisce nella tematica della mobilità sostenibile e vuole offrire risposte concrete al dibattito sulle politiche ambientali locali, nazionali e internazionali volte a ridurre l’impatto ambientale delle emissioni di carbonio. TRAM punta a contribuire allo sviluppo di un sistema di trasporto Europeo più competitivo, più efficiente dal punto di vista delle risorse e orientato alla riduzione delle emissioni, migliorando l’efficacia delle politiche regionali e locali in tema di mobilità urbana dei cinque partner. Erano presenti tra gli altri Paride Prussiani, responsabile della segreteria dell’assessore ai Trasporti Angelo Sciapichetti, oggi impegnato nelle zone terremotate, Mauro Terzoni, dirigente Autorità di gestione Por Fesr e Fse Regione Marche, Cinzia Montironi dell’ufficio Viabilità e gestione del trasporto della Regione Marche, Maria Isabel Fiestas Carpena, del governo regionale dell’Andalusia (Spagna), Mathias Roos della Regione Blekinge (Svezia), Istvan Nagy della Municipalità di Miskolc – Contea di Rank (Ungheria), Ovidiu – Vasile Guler dell’Agenzia di Sviluppo Regionale del Nord ovest (Romania).

Commissione tecnico scientifica regionale della pesca: nessun anticipo di prelievo per i lumachini.

Fermo pesca, verso un modello di gestione alternativo con il progetto EcoSea

 

Nelle Marche non ci sarà un anticipo dell’avvio della pesca dei gasteropodi (lumachini). Intanto la Regione, prima e unica del Mediterraneo, sta studiando modelli alternati al tradizionale fermo pesca – che ogni anno blocca l’attività delle marinerie per più di un mese – in quanto nei prossimi anni la Commissione europea non destinerà più fondi per una misura molto discussa, che ha riscosso consensi da parte di molte marinerie, ma anche forti critiche dagli operatori del settore turistico. Le due questioni sono state affrontate dalla Commissione tecnico scientifica regionale per la pesca, nel corso di una seduta presso la sede della Giunta regionale. Le attività di prelievo dei lumachini inizieranno, come già previsto, il 1° novembre, mentre alcune marineria marchigiane chiedevano un anticipo a ottobre, considerando che quelle confinanti o hanno iniziato la pesca (Rimini il 1° ottobre) o lo faranno nei prossimo giorni (Pescara il 15 ottobre). La Commissione, con votazione, ha espresso parere contrario all’anticipo nelle Marche, impegnando però la Regione ad attivarsi presso il ministero della Pesca per una regolamentazione uniforme della materia che consenta un’oculata gestione della risorsa. Entro la seconda decade di gennaio 2017 la Giunta regionale condividerà con la Commissione le richieste da trasmettere a Roma. Le autorità competenti sono state invitate a effettuare controlli per scongiurare sconfinamenti delle imbarcazioni nei tratti di mare di competenza delle marinerie marchigiane.

La Commissione ha anche avviato lo studio di modalità alternative al fermo pesca. Nell’ambito del progetto  EcoSea (che vede la collaborazione di sei Regioni italiane, due Contee croate e l’Albania), le Marche, in previsione di un ormai prossimo pensionamento della misura, hanno individuato un modello bioeconomico che consente di delineare anticipatamente scenari e impatti sulle attività ittiche. L’obiettivo, è stato detto, è quello di rottamare il vecchio fermo biologico con soluzioni “chiave in mano” alternative. I costi del fermo pesca non sono più sostenibili e le risorse finanziarie disponibili, nei prossimi anni, non saranno sufficienti a remunerare la sospensione delle attività. L’idea è quella di non sospendere tutta la pesca, ma le attività in alcune aree. Con il modello ideato è possibile stimare preventivamente gli effetti, sociali ed economici, di ciascuna scelta e valutare soluzioni alternative al fermo pesca. “Nasce un modello marchigiano di gestione delle risorse ittiche unico nel Mediterraneo – ha commentato l’assessora alla Pesca, Manuela Bora – Un modello avanzato, ideato dall’Università di Copenaghen per il Mare del Nord, che noi vogliamo tarare per i nostri mari, in collaborazione con i partener del progetto EcoSea”. Il modello è stato costruito simulando i comportamenti di ogni imbarcazione sulla base dei cinque scenari individuati. “Abbiamo così risposte dirette e con valori comparabili per ogni soluzione scelta – spiega il dirigente del servizio Pesca, Uriano Meconi – Potremo disporre anticipatamente di una banca dati attendibile che aiuterà a individuare la soluzione migliore per la salvaguardia e la gestione economica delle risorse ittiche”.