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2017-07-17

PESARO, ROCCA COSTANZA SCENA APERTA VENERDÌ 21 LUGLIO

SPAZIO ALLA DANZA CON TRAVIATA DI MONICA CASADEI

 

 

Spazio alla danza venerdì 21 luglio a Pesaro per Rocca Costanza Scena Aperta – promossa da Comune di Pesaro e AMAT – con Traviata di Artemis Danza su coreografie di Monica Casadei. L’ospitalità dello spettacolo dà avvio al percorso che porterà al debutto in prima assoluta de Il barbiere di Siviglia in forma di danza che la stessa Monica Casadei presenterà a Pesaro il 3 marzo 2018 in occasione del 150° anniversario della morte di Rossini.

 

Traviata – un rutilante gioco di effetti – è il primo capitolo di un progetto firmato da Monica Casadei, eclettica coreografa emiliana, dedicato al celebre maestro Giuseppe Verdi, che si propone di tradurre nel linguaggio della danza i melodrammi più celebri del più amato compositore italiano, esplorandone emozioni e passioni. In Traviata il dramma di Violetta è reso dal dialogo strettissimo tra danza e musica, in cui la storia acquisisce un valore universale e contemporaneo, storia in cui vibra il sentimento amoroso di chi spera, legato tragicamente alla sensazione di sapere che tutto finisce, mentre si consuma il conflitto tra singolo e società, pubblica facciata e privato sentire. Gli spettacoli di Artemis viaggiano in vari teatri in Italia e all’estero, ogni coreografia studiata e provata con i danzatori della compagnia si apre al territorio che la accoglie, attraverso il progetto Anime di Artemis incontrando allievi, danzatori, attori che entrano come parte viva e attiva nello spettacolo. Sono laboratori gratuiti dedicati a far conoscere l’identità coreografica di Monica Casadei e di Artemis nei quali si apprende, si danza e si sviluppa la conoscenza necessaria per partecipare allo spettacolo attraverso inserimenti coreografici appositamente valutati e preparati.

 

“Aver conversato con Monica Casadei sul debutto di Traviata – afferma Francesca Pedroni studiosa e critico di danza -, ci ha catapultati all’interno di un viaggio coreografico in cui la danza e l’opera duettano dando corpo a un fluire di immagini sbrigliato da qualsiasi volontà di aderenza didascalica, eppure legato a doppio filo al dramma di Violetta. Viaggio in cui vibra il sentimento amoroso di chi spera, legato tragicamente alla sensazione di sapere che tutto finisce, mentre si consuma il conflitto tra singolo e società, pubblica facciata e privato sentire. Ci vuole coraggio e determinazione, ma la Casadei, coreografa volitiva e combattiva, accetta la proposta di intraprendere un triennale progetto coreografico dedicato al celebre compositore di Busseto. Un “corpo a corpo”, nato dal fatto di misurarsi con una musica che non possiamo pensare slegata dalle scene, complice un artista, Verdi, drammaturgo ancor prima che compositore. Per Traviata, quell’Amami, Alfredo, quel libiam ne’ lieti calici, quel croce e delizia, quel sì, piangi, quell’è tardi, qualunque sia la taratura della passione per il bel canto di chi legge, sono parole che si legano nella memoria a voci, ad arie, musiche, storie, teatri, a partire dalle pagine del libro, fonte dell’opera verdiana. Alfredo e Violetta si mischiano nella mente con Marguerite e Armand, i protagonisti dello struggente romanzo La Dame aux camélias di Alexandre Dumas figlio, 1848, una storia, scriveva il suo autore, che ha un solo merito: “quello di essere vera”. Perché è la società reale con il suo conformismo di copertura che pulsa nelle pagine di Dumas e in Marguerite, nome di fantasia sotto cui si nascondeva quella Marie Duplessis, morta di tisi, sepolta a Montmartre e amata dal giovane scrittore. Romanzo che diventa prima dramma teatrale, poi opera lirica, poi balletto. Da Eleonora Duse a Sarah Bernhardt, da Maria Callas a Alessandra Ferri, Marie/Marguerite/Violetta con la voce, il canto o l’emozione del corpo che danza ha fatto piangere intere generazioni. La Traviata di Monica Casadei è letta dal punto di vista di Violetta. Violetta, appunto, contro tutti. Violetta al centro di una società maschilista espressa da un coro in nero”.

 

Coreografia, regia, scene, luci e costumi dello spettacolo sono di Monica Casadei, le musiche di Giuseppe Verdi, l’elaborazione musicale di Luca Vianini, la rammaturgia musicale di Alessandro Taverna. Lo spettacolo è prodotto da Compagnia Artemis Danza/Monica Casadei in coproduzione con Fondazione Teatro Comunale di Ferrara. La Compagnia Artemis Danza collabora con i centri antiviolenza d’Italia per la sensibilizzazione del pubblico sulla violenza contro le donne con il progetto Body of evidence.

 

Informazioni: AMAT 071 2072439; Pesaro biglietteria Tipico.tips 0721 34121, biglietteria Rocca Costanza 366 6305500 dalle ore 20.30. Inizio spettacolo ore 21.30.


GIOVEDÌ 20 LUGLIO, VILLAinVITA FERMO FESTIVAL

PENSIERI E PAROLE, OMAGGIO A LUCIO BATTISTI

DI PEPPE SERVILLO, JAVIER GIROTTO, FABRIZIO BOSSO

FURIO DI CASTRI, RITA MARCOTULLI, MATTIA BARBIERI

 

 

Uno straordinario ensemble di musicisti – Peppe Servillo (voce), Javier Girotto (sax), Fabrizio Bosso (tromba), Furio Di Castri (contrabbasso), Rita Marcotulli (pianoforte), Mattia Barbieri (batetria) – attende il pubblico di VillainVita Fermo Festival promosso dal Comune di Fermo e dall’AMAT giovedì 20 luglio a Villa Vitali con Pensieri e parole. Lo spettacolo è un omaggio a Lucio Battisti e offre un’intensa interpretazione dell’autore più intimo, lirico e personale della canzone italiana. Popolare e sofisticato, italiano e solitario, Lucio Battisti è costruttore e inventore di una canzone che resta intimamente patrimonio di tutti, incrociando sensibilità e pensieri musicali diversi. “Cantare nuovamente le sue canzoni, da Mogol a Panella, è la possibilità per noi di rileggere una nostra storia minore e quotidiana che tanto ci suggerisce e commuove”, affermano gli interpreti.

 

Una sfida particolarmente impegnativa per l’assoluta particolarità del repertorio, l’originalità delle canzoni, il loro essere così diverse tra di loro nella musica e nei testi, così intrise da un’inesauribile vena compositiva da rendere arduo il lavoro di affrontarle senza farne delle vere e proprie “cover”.

Una sfida vinta attraverso gli arrangiamenti innovativi di Javier Girotto e il genio teatrale e musicale di Peppe Servillo che riescono tracciare un nuovo cammino, suggestivo e inaspettato, attraverso venti grandi canzoni di Lucio Battisti. Da Il mio canto libero a Penso a te ,quasi tutte su testi di Mogol, un percorso ricco di sapori latini, ritmi avvolgenti, storia, emozioni e grande pathos. Un altro quadro che Servillo aggiunge alla sua preziosa galleria dedicata alla grande canzone d’autore dopo L’uomo in frac.

Il gruppo di musicisti si mette al servizio di questo straordinario autore, abbattendo i confini che separano il mondo della canzone da quello del jazz e all’improvvisazione per portare il pubblico in un territorio aperto: quello della grande musica e della magia dei suoni.

 

Pensieri e parole è realizzato in collaborazione con ATER Associazione Teatrale Emilia Romagna

 

Informazioni: AMAT 071 2072439, biglietteria del Teatro dell’Aquila 0734 284295, la sera di spettacolo dalle ore 20 biglietteria a Villa Vitali 0734 226166. Inizio spettacolo ore 21.30.

 

 

 

 

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17 luglio 2017 alle 12:23 | Scrivi all'autore | | |
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