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Un profeta che guarda al passato: lo Storico Francesco Barbagallo

di | in: Interviste, Primo Piano

Storia Contemporanea dal 1815 ad oggi – F. Barbagallo

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di Raffaella Milandri

 

2017-10-28 – Ho avuto il grande piacere e l’onore di leggere e di conoscere Francesco Barbagallo, Professore Emerito di Storia contemporanea nell’Università di Napoli. Ho trovato il suo sapere e il suo modo di analizzare la storia decisamente illuminanti; la Storia Contemporanea del secolo passato mi ha sempre lasciato l’impressione di essere lacunosa, piena di ombre, troppo vicina a noi per essere interpretata in modo obiettivo. I testi del Professor Barbagallo mi hanno colpito per l’acume e la obiettività. “Lo storico è un profeta che guarda all’indietro”
diceva Friedrich Schiller: motivo per cui, gli ho voluto porgere alcune domande sul presente e perché no, sul futuro. Ne è uscita una intervista di elevata attualità.


Professore, quale periodo storico La ha più affascinata da studioso? E perchè?

Da giovane sono stato affascinato dalla partecipazione delle Brigate Internazionali alla guerra civile spagnola, dalla resistenza armata al nazifascismo e dall’impegno romantico dei giovani nelle battaglie risorgimentali.

E in quale periodo storico Le piacerebbe vivere, o fare un salto nel tempo, potendo scegliere ?

Come Woody Allen vivrei con piacere a Parigi tra gli artisti della Belle Epoque.

Crede che questo attuale momento storico sia preludio a grandi cambiamenti? Quali per esempio?

Questo è certo un periodo di grandi cambiamenti. Distinguerei però tra i progressi scientifici e medici che migliorano le condizioni e la qualità della vita e i guasti prodotti da una comunicazione globale, che privilegia il narcisismo degli incompetenti e la disinformazione criminale.

Quali sono i Paesi chiave che stanno dando una impronta maggiore all’attuale frangente storico?

Certamente la Cina che, miscelando il peggio del comunismo e il peggio del capitalismo, è riuscita a creare la più grande potenza economica e geopolitica del XXI secolo, proponendosi come erede legittima dei fasti dell’Impero di Mezzo.

Senza voler fare previsioni, ma guardando al quadro internazionale, crede che ci sia il germoglio di un ritorno alla decentralizzazione con poteri sempre maggiori alle regioni e alle realtà locali?

Vedo piuttosto una tendenza prevalente all’accentramento delle grandi entità superstatali. Decentramento e localismi mi sembrano tentativi subalterni di resistenza ai processi globali.

Siamo in un periodo di “cose mai viste”. Quale La colpisce maggiormente, da studioso?

Mi colpisce il declino della democrazia come processo di elevamento morale e culturale prima che politico, intimamente connesso col precipizio delle masse e delle presunte élites in un baratro di egotismo narcisistico e di volgarità compiaciuta.

Trump e Kim Jong Un : ci sono i presupposti storici per un conflitto?

Sono due marionette che esprimono al meglio il degrado attuale della politica ridotta a squallido avanspettacolo.

Si poteva prevedere negli anni addietro questa crisi del valore delle istituzioni? sarà necessario un ritorno all’autoritarismo come appare succeda in Spagna?

A mio parere tutto comincia nel 1975 col Rapporto della Commissione Trilaterale sulla Crisi della democrazia, che auspicava la riduzione della partecipazione democratica liquidata in termini economicistici come “eccesso della domanda”. La trasformazione della Cina comunista in grande potenza capitalistica e la scomparsa dell’Unione Sovietica hanno completato il processo di globalizzazione, che ha sostituito il potere del capitale finanziario al dominio della politica. La fine delle ideologie ha comportato la scomparsa dell’etica e la dissoluzione della politica. Il XXI secolo appare per ora dominato dalle guerre e dal terrore, nonché dalle crisi economiche e dalla diffusione della povertà nei paesi un tempo avanzati. La contemporanea fuoriuscita dal sottosviluppo di molti paesi per lo più asiatici non è accompagnata dalla costruzione di regimi politici capaci di soddisfare le esigenze primarie e le legittime aspettative delle popolazioni.

Professor Francesco Barbagallo

Nota biografica di Francesco Barbagallo

Nato a Salerno nel 1945, si laurea in Giurisprudenza nell’Università di Napoli nel luglio 1967. Assistente ordinario di Storia moderna nell’Università di Napoli dal 1969, è professore incaricato di Storia delle istituzioni politiche nell’Università di Salerno dal 1972 e ordinario di Storia dei movimenti e dei partiti politici nel 1980.

Dal 1981 al 2015 è stato ordinario di Storia contemporanea nell’Università di Napoli. Ora professore emerito. E’ stato, per dodici anni, direttore del Dipartimento di discipline storiche e, per sei anni, presidente del Corso di laurea magistrale in Scienze storiche dell’Università di Napoli Federico II.

Dal 1983 al 2016 è stato direttore della rivista <Studi Storici>.

Tra le sue opere si segnalano:

Lavoro ed esodo nel Sud 1861-1971, Guida 1973.

Stato, Parlamento e lotte politico-sociali nel Mezzogiorno 1900-1914, Università di Napoli 1976.

Il Mattino degli Scarfoglio, Guanda 1979.

Francesco S. Nitti, Utet 1984.

L’azione parallela. Storia e politica nell’Italia contemporanea, Liguori 1990.

La modernità squilibrata del Mezzogiorno d’Italia, Einaudi 1994.

La formazione dell’Italia democratica, in Storia dell’Italia repubblicana, coordinata da F. Barbagallo, I, Einaudi 1994, pp. 1-128.

Da Crispi a Giolitti. Lo Stato, la politica, i conflitti sociali, in Storia d’Italia, a cura di G. Sabbatucci e V. Vidotto, Laterza, 1995, pp. 3-133.

Napoli fine Novecento. Politici, camorristi, imprenditori, Einaudi 1997.

Il potere della camorra (1973-1998), Einaudi 1999.

L’Italia contemporanea. Storiografia e metodi di ricerca, Carocci 2002.

L’Italia repubblicana. Dallo sviluppo alle mancate riforme (1945-2008), Carocci 2009.

Storia della camorra, Laterza 2010.

La questione italiana. Il Nord e il Sud dal 1860 a oggi, Laterza 2013.

Napoli, Belle Epoque 1885-1915, Laterza 2015.

Ha curato le opere collettanee:

Camorra e criminalità organizzata in Campania, Liguori, Napoli 1988.

Storia dell’Italia repubblicana, voll. 3, t. 5, Einaudi 1994-1997.

Ha curato le edizioni di:

P. Villari, Le lettere meridionali e altri scritti sulla questione sociale in Italia, Guida 1979.

G. Fortunato, Scritti politici, Di Donato 1981.

F.S. Nitti, Il Mezzogiorno in una democrazia industriale. Antologia degli scritti meridionalistici, Laterza 1987.

Caro Berlinguer. Note e appunti riservati di Antonio Tatò a Enrico Berlinguer, Einaudi 2003.

Napoli, La Belle Epoque – F. Barbagallo

 

 

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28 Ottobre 2017 alle 17:38 | Scrivi all'autore | | |

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