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Relazioni affettive e drammi familiari, che cosa scatta nella nostra testa?

di | in: Cronaca e Attualità, L'Esperto Risponde

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San Benedetto del Tronto – Due sconvolgenti drammi familiari  a poche ore l’uno dall’altro hanno insanguinato il nostro territorio tra Marche e Abruzzo ( la tragedia di Chieti ed il femminicidio di Porto Sant’Elpidio). Alla base di queste tragedie raramente  c’è un problema di “Hardware” ( qualcosa di fallato  nel fisico della persona), ma solitamente, esiste un problema di “Software” cioè di CULTURA, di “mappe mentali” che la persona utilizza per orientarsi nella vita al fine di  decidere come comportarsi e cosa provare di fronte agli eventi. Nel 2018 la gran parte di persone utilizza ancora  mappe mentali fallate che inducono a  scelte controproducenti, impediscono la resilienza e promuovono intolleranza verso il diverso e  le avversità della vita… Mappe mentali infettate da virus che impediscono di attuare nella pratica obiettivi come l’ Amore, il reciproco rispetto, il perdono,  l’ accettazione di limiti, debolezze e  fallimenti… MAPPE che incastrano  in relazioni soffocati dove è impossibile attivare il reciproco rispetto.


L intensità del dolore che si prova davanti alle avversità della vita non è responsabilità  delle avversità che capitano ( è infatti  assolutamente inevitabile  che nella vita le cose vadano prevalentemente  in modo diverso da come le si vorrebbe)  Ma  delle MAPPE MENTALI che si utilizzano per INTERPRETARLE:  i contesti in cui si hanno credenze assolute (cioè credenze con un grado di convinzione estremo, uno dei peggiori “virus”),  sono ambiti di debolezza della persona, perché creano DIPENDENZA ed impediscono di piegarsi al piano B (di riorganizzare la vita  in un modo diverso dal piano A quando questo non è perseguibile). I SUICIDI e gli OMICIDI vanno intesi come atti conseguenti all’ estremo dolore provato per la  disattesa di modelli assoluti  (l’intensità del dolore, infatti, è sempre coerente con il grado di convinzione della credenza disattesa): l estremo  dolore e  risentimento  che ne derivano può indurre ad azioni estreme contro gli altri e contro se stessi, che possono essere intesi  sia come  FUGA dal dolore che come VENDETTA per il torto subito.  Il vero Killer, quindi  è nella mente, nelle mappe “infestate da virus” con cui ancora oggi si gestiscono le relazioni e che si continuano a tramandare di generazione in generazione. E’ necessario attivarsi su più fronti  per debellare  l’ analfabetismo psicologico,  senz altro divulgando  “mappe mentali sane” attraverso le quali i genitori possano assicurare una base sicura ai loro figli e ideando  efficaci occasioni di “bonifica dei  virus”  che infettano le mappe mentali della gran parte di persone,  che siano però efficaci e soprattutto fruibili da tutti: Bisognerebbe istituire la figura dello “psicologo di base” e rendere la figura dello psicoterapeuta fruibile a tutti:  quando tutte le varie modalità a disposizione per liberarsi dal dolore non funzionano, il sistema principe cui bisogna ricorrere  è infatti la psicoterapia, una strategia purtroppo ancora oggi solo di Elite.

(Vedi “Rischio suicidario” 2014 Youcanprint; “Alle radici della relazione malata” 2017 Youcanprint)

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23 Maggio 2018 alle 11:06 | Scrivi all'autore | | |

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