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2019-02-20

Misure per una nuova governance per la ricostruzione

Ceriscioli: “Al governo chiediamo di trasformare queste proposte in norme per accelerare i processi e rispondere ai bisogni dei cittadini”

Una serie di proposte condivise per una “decisa accelerata” alla ricostruzione: le ha illustrate questa mattina il presidente della Regione, Luca Ceriscioli, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Raffaello con il direttore dell’Ufficio speciale per la ricostruzione Cesare Spuri.

“Il sottosegretario Vito Crimi si è impegnato formalmente a guardare insieme il prossimo passaggio normativo. Noi arriviamo preparati perché questi emendamenti sono indicazioni condivise con il tavolo tecnico dei sindacati e delle categorie economiche. Non solo ma abbiamo già scritto le specifiche proposte di modifica al decreto legge” ha detto Ceriscioli.

“Governance significa soprattutto rispettare gli interlocutori che stanno sul territorio perché portatori di una competenza importante. Per dare maggiore velocità, trasparenza e garantire imparzialità  nella ricostruzione leggera privata e produttiva chiediamo di introdurre l’attività di autocertificazione del professionista e la designazione di un soggetto terzo sorteggiato da un albo speciale con ruolo di controllore – dice Ceriscioli -. Questo è un meccanismo molto dinamico che non perde di vista il valore  e l’importanza dei controlli ma lo fa con una macchina che cammina. Una forte semplificazione sbloccherebbe la ricostruzione leggera che, ad oggi, ha le stesse procedure della ricostruzione pesante che ha regole peggiori di quelle ordinarie.

Chiediamo anche una deroga al Codice degli Appalti restando comunque dentro le norme europee: procedure negoziate per opere fino a 5 milioni.

Se questa istanza non venisse accolta sarebbe un paradosso, soprattutto se pensiamo che il ponte di Genova, un’opera da 200 milioni di euro, ha avuto una deroga eccezionale.

Vogliamo assicurare la possibilità di lavorare alle imprese del territorio nelle opere pubbliche: proponiamo infatti una riserva da inserire nelle procedure negoziate.

Almeno la metà di tutti i lavori che saranno necessari per la ricostruzione sarà assegnata alle imprese delle 4 regioni del cratere.

Vogliamo poter reclutare personale, da mettere a disposizione dell’Ufficio per la Ricostruzione, in forme più flessibili perché il meccanismo della mobilità da altri enti non funziona. Potremmo avere a costo zero 100 persone in più che lavorano con risorse già stanziate. Chiediamo anche lo sblocco dei 40 milioni di euro messi a disposizione dalla Camera dei deputati per investimenti sul personale, il ripristino dell’intesa con le Regioni per l’approvazione delle ordinanze, e lo stanziamento di fondi statali per l’attuazione del Patto per la Ricostruzione”, ha concluso Ceriscioli.

 

LE PROPOSTE

Il quadro normativo proposto coinvolge l’edilizia privata e produttiva, le opere pubbliche, il personale degli uffici speciali. Nel settore edilizio gli interventi verranno programmati all’insegna della velocità, trasparenza e imparzialità. Si liberano i vincoli nella scelta delle imprese che verranno individuate direttamente senza gara e la banca effettuerà i controlli antiriciclaggio sui beneficiari.

Si assicura maggior tutela ai lavoratori con una verifica dell’applicazione dei contratti collettivi di lavoro, con particolare attenzione al settore edilizia. Garantiti i lavoratori distaccati con  la stessa tutela contributiva dei lavoratori dell’impresa esecutrice.

È prevista una sanatoria edilizia per tutti gli edifici privati danneggiati dal sisma e non si potrà più presentare progetti per singola unità abitativa negli edifici con più appartamenti.

Si favorirà il rilancio economico e produttivo con un contributo (60%) anche per le attività che avevano stabilimenti non funzionanti alla data del sisma.

La realizzazione delle opere pubbliche sarà accelerata, garantendo la possibilità di lavorare alle imprese del territorio, aumentando i soggetti attuatori qualificati (enti pubblici economici, università, aziende sanitarie e ospedaliere), introducendo misure negoziate per l’affidamento degli incarichi di architettura e ingegneria e dei lavori (criterio del minor prezzo, con automatica esclusione delle offerte anonime).

Verranno potenziati gli uffici speciali per la ricostruzione, recuperando le somme non spese e consentendo ai Comuni di assumere 100 persone aggiuntive senza spendere di più. A questo scopo saranno sbloccati 40 milioni del Fondo della Camera da investire sul personale.

È previsto, infine, il ripristino dell’intesa con i presidenti delle Regioni per l’approvazione delle ordinanze, insieme alla costituzione del Tavolo istituzionale per lo sviluppo delle aree terremotate, composto dal presidente del Consiglio dei ministri, dal Commissario straordinario, dai presidenti delle Regioni e rappresentanti Anci (Comuni) e Upi (Province).


 FONDI TPL. DICHIARAZIONE DELL’ASSESSORE ANGELO SCIAPICHETTI

“Per entrare nel merito di quanto sia efficiente il servizio di Trasporto Pubblico Locale nelle Marche e di quanto riceva dallo Stato per il suo funzionamento rispetto alle altre Regioni, occorre basarsi su elementi oggettivi, senza facili demagogie”. Lo afferma l’assessore regionale ai Trasporti Angelo Sciapichetti, in risposta alle dichiarazioni rilasciate alla stampa dal senatore del Movimento 5 Stelle Giorgio fede.

“È vero – prosegue l’assessore – il sistema regionale dei trasporti si regge con il trasferimento di risorse, in termini pro capite, più basso d’Italia, circa 65 € ad abitante contro i 95 € della media nazionale. Lo ritengo molto iniquo ed al limite dell’incostituzionalità. Se il sistema regge è proprio perché ha raggiunto un livello di efficienza molto elevato e non disperde nulla delle poche risorse che ha. Sono molto grato agli addetti ai lavori marchigiani ed ho una grande stima di tutti i lavoratori che ogni giorno a bordo dei bus fanno il massimo. Non lo dico io che siamo efficienti, lo dicono esperti e studi importanti, lo dice il MEF ad esempio. Lo dimostra il fatto che quando si stabilì di quantificare il riparto del Fondo nazionale sulla base della spesa storica, prima del 2013, la Regione Marche ha ottenuto così poco, ovvero spendevamo poco perché virtuosi e poco ci hanno dato. Siamo una regione dove si registra una delle più alte velocità commerciali, dove le percorrenze svolte da ogni autista è di massimo rispetto, per questo va detto grazie in primis agli autisti.  Negli ultimi anni la Regione si è battuta molto per risalire questa china e nell’attesa di trovare maggiore equità, ha sostenuto il settore con pesanti contributi gravanti sul proprio bilancio. La Regione ora sostiene il settore con circa il 20% di risorse regionali aggiuntive oltre a quello che riceve dallo Stato, altre Regioni ci mettono zero. Questo mi sembra già indicativo.

Personalmente ho superato la fase dei lamenti fini a se stessi, non serve a nulla. Ci proviamo ad ogni occasione, pur essendo una piccola Regione. Il percorso per avere un riparto del fondo nazionale più generoso, visto che il saldo per lo Stato doveva rimanere invariato, ha trovato ovviamente l’ostruzionismo di tutte le altre Regioni che avrebbero dovuto rinunciare ad una fetta della loro torta per dare qualche cosa alle Marche, tra l’altro in un meccanismo, quello di revisione del riparto, che avrebbe dovuto trovare l’intesa con tutti Governatori in sede di Conferenza Stato – Regioni. A partire dall’ultima legislatura regionale lo sforzo si è intensificato e si è lavorato più strategicamente ad una riforma complessiva del sistema. Questo stava accadendo, con la revisione delle modalità di riparto varata dal DL 50/2017 e da un Ministero dei Trasporti guidato da Delrio. Il precedente Governo nazionale è riuscito a varare finalmente, con un’intesa travagliatissima dove le Marche hanno dato molto, i tanto attesi costi standard per i trasporti. Questo meccanismo avrebbe permesso progressivamente di abbandonare il riparto effettuato con la spesa storica premiando veramente i più virtuosi in termini di efficienza e scaricando sulle Regioni sprechi, clientelismo e inefficienze di ogni sorta.

Purtroppo con il cambio di Governo nazionale tutto ciò si è arenato e non si riesce a capire che direzione sta prendendo il nuovo esecutivo. Ai parlamentari di maggioranza che ora strillano, vorrei chiedere perché il Ministero a guida Toninelli non sta portando avanti la riforma che è prevista dalla Legge. Che fine hanno fatto i decreti attuativi che dovevano iniziare ad applicare i costi standard già da quest’anno per il riparto del Fondo? Ai parlamentari di maggioranza suggerisco di rileggersi l’art. 27 del DL 50/2017 e il DM 157/2018 firmato da Graziano Delrio. Che fine hanno fatto? E’ quindi colpa della Regione se non si attuano i costi standard e si rimane con la spesa storica?

Noi siamo per attuare detta riforma, altre Regioni ovviamente no, in ogni caso vorrei chiedere ai parlamentari quale è la posizione dell’attuale ministero sul tema. Come Regioni abbiamo chiesto ufficialmente per almeno tre volte un incontro al Ministro a partire dall’estate scorsa, tutto tace. Vi chiedete ancora perché c’è la massima cautela nel partire con le nuove gare in Regione Marche? A casa mia prima di fare una spesa si guarda quanto c’è sul conto corrente, ma in questo caso il cassiere non risponde. Non parliamo di noccioline, il costo del sistema è enorme e non sostenibile dai bilanci regionali, almeno secondo il modello attuale di fiscalità.

La Regione sta facendo molto con quello che può, nonostante i terremoti, nonostante le incertezze finanziarie e normative. Per fare alcuni esempi un piano di investimenti per il rinnovo del materiale rotabile che non ha eguali, 45 milioni complessivi per arrivare a togliere dalla circolazione tutti i bus fino all’euro 2, sostituendo quasi un quinto di tutta la flotta regionale. Ci siamo concentrati oltre che sulle risorse statali, non sempre facilmente utilizzabili, anche su quelle regionali del POR che avrebbero potuto essere destinate diversamente. Sta partendo anche un’altra stagione di investimenti per il miglioramento dell’accessibilità al servizio, come la messa in sicurezza delle fermate e le dotazioni per il rifornimento dei mezzi. Sul fronte delle tecnologie innovative sono stati previsti dalla Regione quasi 4 milioni di euro per implementare il sistema di bigliettazione elettronica regionale, per oltre 7 milioni d’investimento in accordo con i gestori dei servizi. In ultimo sulle politiche di agevolazione tariffarie, ricordo che il bilancio regionale mette a disposizione circa 4 milioni di euro ogni anno per tutelare le categorie deboli”.

 

 

 

PRODUZIONE CINEMATOGRAFICA E AUDIOVISIVI, LA REGIONE METTE A DISPOSIZIONE 1 MILIONE E 200 MILA EURO

Il bando già consultabile scadrà il 30 aprile. Finanzierà film, fiction, documentari girati nelle Marche, con premialità per chi occupa maestranze locali e racconta i territori colpiti dagli eventi sismici.  

Valorizzare e promuovere il territorio regionale e il suo patrimonio identitario, culturale, turistico e cineturistico attraverso opere cineaudiovisive. E’ la finalità che si propone il bando POR MARCHE FESR 2014/2020 – ASSE 3 – OS 8 – AZIONE 8.1, pubblicato dalla Regione Marche e che finanzierà con 1 milione e 200 mila euro le produzioni di imprese del settore  “Attività di produzione cinematografica, di video e di programmi televisivi” che siano produttori unici o produttori maggioritari dell’opera audiovisiva per cui si chiede il finanziamento.  Il bando è già consultabile per parteciparvi fino al 30 aprile prossimo e prevede un contributo a fondo perduto attraverso il rimborso del 50% delle spese sostenute o da sostenere nelle Marche in tutte le fasi realizzative del prodotto.

“Con questo bando – ha sottolineato l’assessore regionale al Turismo-Cultura, Moreno Pieroni – anche per il 2019 vogliamo incrementare la competitività della filiera cine-audiovisiva, nell’intento complessivo ed organico di favorire e sviluppare un’attività cinematografica e audiovisiva locale strutturata e continuativa. Ma i criteri di finanziamento prevedono alcune premialità significative, fino a raggiungere il 70% del rimborso, per quei progetti che nello sviluppo narrativo includano le aree colpite dal sisma e offrano occasioni di impiego di maestranze locali, convinti che anche questo settore possa costituire una leva occupazionale soprattutto per giovani professionalità marchigiane.”

In particolare, le risorse sono ripartite per categorie di prodotto audiovisivo:

  1. a)       € 1.000.000,00 per la categoria “FILM E SERIE TV”;
  2. b)       €    100.000,00 per la categoria “DOCUMENTARIO, CORTOMETRAGGIO”;
  3. c)       €    100.000,00 per la categoria “FORMAT”.

L’azione prevede, dunque, contributi a fondo perduto attraverso il rimborso del 50% delle spese sostenute nelle Marche in tutte le fasi realizzative del prodotto audiovisivo (sviluppo e pre-produzione; produzione e post-produzione; distribuzione e promozione) che possono essere spese per personale dipendente a tempo determinato o indeterminato; spese per prestazione da lavoratori autonomi coinvolti nella realizzazione della opera audiovisiva e residenti nelle Marche; spese connesse alla fornitura di beni e servizi resi da operatori economici localizzati nelle Marche; spese sostenute in strutture ricettive delle Marche. Per tali progetti saranno riconosciute ammissibili le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2018 ma i progetti non devono essere stati portati materialmente a termine o completamente attuati prima che il beneficiario abbia presentato domanda. Sono ammissibili con regime in esenzione anche le spese che saranno sostenute per i progetti che prenderanno avvio in data successiva a quella di presentazione della domanda, già dal giorno successivo. Per le domande valutate con un certo punteggio (e che entreranno in una graduatoria) si potrà raggiungere la misura del 70% delle spese sostenute nelle Marche in tutte le fasi realizzative del prodotto audiovisivo se sarà valorizzato oggettivamente ed inequivocabilmente il patrimonio identitario delle Marche (professionale, artistico, culturale, storico, ambientale, paesaggistico, enogastronomico, artigianale), offrendo concrete occasioni di impiego e professionalizzazione alle maestranze locali e includendo nello sviluppo narrativo l’area interessata dagli eventi sismici del 2016.

Allegati:

Decreto POR FESR Azione 8.1 bando filiera cineaudiovisiva
Bando POR FESR Azione 8.1 bando filiera cineaudiovisiva

Il bando è consultabile al link:  http://www.regione.marche.it/Entra-in-Regione/Bandi/id_7590/1715    

 

 

Manuela Bora: “Basta disinformazione sui fondi europei”

 

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20 Febbraio 2019 alle 17:06 | Scrivi all'autore | | |

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