San Benedetto: storia, cultura, tradizioni

Nel corso dell’anno scolastico 2018-2019 la classe IV B del Liceo Scientifico Statale Benedetto Rosetti di San Benedetto del Tronto ha proseguito l’attività di Alternanza Scuola-Lavoro con la testata www.ilmascalzone.it , seguendo il progetto “Dalla realtà alla scrittura”.

Gli alunni, nel loro percorso, hanno avuto anche modo di compiere un viaggio nella storia di San Benedetto, visitando luoghi e conoscendo figure che hanno plasmato l’identità collettiva sambenedettese, che i ragazzi hanno reso nei testi proposti. 

Per affrontare il lavoro la classe ha avuto come preziose e competenti guide il dottor Giuseppe Merlini, responsabile dell’Archivio Storico Comunale della città, il professor Giancarlo Brandimarti, già docente di storia e filosofia del Liceo Rosetti, il signor Vincenzo Rossi, dell’Associazione Culturale “Amici del paese Alto”. A loro va il più sentito ringraziamento da parte degli alunni stessi e della docente tutor per l’ASL, Elena Cardola.

 

 

8.  La pesca e le imbarcazioni storiche

 

Un ruolo di primo piano nell’evoluzione storica della marineria sambenedettese è assunto dalle varie tipologie di imbarcazioni che si sono susseguite nel corso dei secoli. Quelle che maggiormente hanno caratterizzato le coste picene sono quattro, tra cui le più note sono paranza e lancetta.

Nel 1765 arrivò sulla costa fermana, dalla Puglia, la paranza, barca di 25-30 tonnellate, lunga 15 metri e larga 5 metri. Era caratterizzata da una chiglia piatta e una prua arrotondata che le permettevano di approdare sulla spiaggia e mostrare alle onde una minor resistenza. Disponeva poi di un albero di legno di larice e un’antenna di 26-28 metri. Poteva accogliere varia attrezzatura, come cime, reti, vele di ricambio o la spera, ossia un’ancora legata al contrario che impediva che la barca andasse troppo veloce. Riusciva così ad affrontare periodi di pesca della durata di quindici giorni con calate di varia durata, anche se molti sono stati i naufragi registrati in quel periodo.

Il nome paranza deriva da “paro”, che significa “paio”; infatti la pesca veniva effettuata a coppia, affinché le paranze riuscissero a fare un presa maggiore e sfruttassero il vento. Le due barche si disponevano parallelamente, tenendo e trascinando entrambe in poppa due capi della rete. Quella principale aveva poi il compito di issare a bordo il pesce pescato. Questo tipo di pesca non era però accettato da tutti, e lo Stato Pontificio vietò quindi di uscire a coppia affinché si evitasse lo spopolamento del mare.

L’ equipaggio totale era di circa diciotto uomini tra cui il parone, che guidava la barca principale, affiancato dal sottoparone. Ciò che distingueva principalmente le due imbarcazioni era la vela: la prima aveva la punta rossa, la seconda invece nera. È con l’ascesa in Italia di Napoleone che nasce l’iconografia delle vele. Quando egli arrivò a San Benedetto sostenne infatti che “ogni legno”, ovvero ogni barca, dovesse avere un simbolo di riconoscimento, disegnato con nero di seppia e terra colorata, come vuole la tradizione. In questo modo dalla spiaggia si poteva associare direttamente la paranza al proprietario e quindi al suo equipaggio, e questo era di grande aiuto anche per le mogli o i bambini che aspettavano ansiosamente il loro marito o padre sulla riva.

Nel 1765 si diffuse anche un’altra tipologia di imbarcazione, chiamata lancetta, che differiva molto dalla paranza. Infatti, mentre quest’ultima effettuava lunghi periodi in mare, la lancetta era destinata a una pesca giornaliera, da circa le 4 del mattino fino alle 5 del pomeriggio, per cui il pesce era ritenuto più fresco e genuino. La pesca poteva avvenire con una rete a strascico, in coppia o singolarmente, e l’equipaggio non contava più di 4 persone. Inoltre era anche più piccola: pesava circa 3 tonnellate e la sua lunghezza variava da 7 a 10 metri. Le due barche, che da lontano potevano sembrare simili, si differenziavano anche per la tipologia di vela, in quanto la paranza ne aveva una triangolare, detta latina, mentre l’altra presentava una vela trapezoidale.

L’evoluzione di queste imbarcazioni, che culmina con l’introduzione del motore nel 1912 da parte di don Francesco Sciocchetti, ha consentito al porto di San Benedetto del Tronto di assumere una notevole importanza a livello nazionale.

Irene Aquaro – Alessia Schiavi

IV B Liceo Scientifico Statale Rosetti

 

 

 

 

 

 

 

 

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2019-03-01 – Gli studenti della classe 4B del Liceo Scientifico Benedetto Rosetti stanno collaborando con la testata giornalistica Il Mascalzone.it per il progetto di alternanza scuola lavoro “Dalla realtà alla scrittura. Gli alunni sono impegnati nella stesura di articoli  sulla base delle esperienze affrontate previste dal progetto nell’arco dell’anno scolastico. Obiettivo è quello di potenziare le competenze comunicative, attraverso attività di scrittura e documentazione foto/video, per vivere la realtà con maggior consapevolezza.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

San Benedetto: storia, cultura, tradizioni

 

 

 

 

 

 

 

 

Di seguito le fonti cui gli studenti si sono rifatti per la stesura dei loro testi.

Bibliografia

  • Associazione dei comuni Ambito 22, Ruralità e marineria. Collina e costa del Piceno tra storia e presente, Ripatransone, Gianni Maroni Editore, 1993.

  • Banca Popolare di San Benedetto del Tronto, Poesie in vernacolo sambenedettese, a cura di Giorgini C., Liburdi E., Marchegiani A., Pompei G., Vandolini L., 1974.

  • Città di San Benedetto del Tronto, A casa di Bice. Breve guida del palazzo Picentini, a cura di Giuseppe Merlini, Acquaviva Picena, FastEdit, 2012.

  • Città di San Benedetto del Tronto, Vista porto. Breve guida del “Museo del mare”, a cura di Giuseppe Merlini, Acquaviva Picena, FastEdit, 2012.

  • Città di San Benedetto del Tronto, San Benedetto del Tronto, città adriatica d’Europa, a cura di Giuseppe Merlini, Acquaviva Picena, FastEdit, 2014.

  • Città di San Benedetto del Tronto, Sudèndre. Breve guida del “Paese Alto”, a cura di Giuseppe Merlini, Acquaviva Picena, FastEdit, 2016.

  • Merlini G., Adriatic Seaways. Le rotte dell’Europa adriatica, Acquaviva Picena, Fast Edit, 2008.

  • Romani G., Cronistoria di una radiodatazione, in Archivio Storico Diocesano San Benedetto del Tronto, San Benedetto. Il martire e la sua città, Edizioni diocesane San Benedetto del Tronto, 2004.

Sitografia

Fonti orali

  • Giancarlo Brandimarti

  • Giuseppe Merlini

  • Vincenzo Rossi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 




Lo Sferisterio a scuola: oltre duemila gli studenti coinvolti

Le attività per le scuole sono realizzate con il sostegno di Trevalli Cooperlat
Fra le novità uno spettacolo musicale ideato per i bambini fino a 3 anni

 

 Macerata, 1 marzo 2019 – Prendono il via il 5 marzo al Teatro Lauro Rossi gli spettacoli legati al percorso formativo “Lo Sferisterio a scuola”, ideato dall’Associazione Arena Sferisterio per coinvolgere tutti gli ordini scolastici, con proposte differenziate secondo l’età e i programmi di studio: come nasce uno spettacolo, come si analizza un’opera lirica, come la si mette in scena, sono alcuni gli argomenti attorno ai quali si svolgono le diverse iniziative pensate e condotte da esperti di musica e di didattica.

Fondamentale per lo svolgimento del progetto “Lo Sferisterio a scuola” è il contributo di Trevalli Cooperlat che sostiene tutto il percorso con particolare attenzione all’educazione dei più piccoli. Inoltre, grazie a Trevalli, Children Partner del Festival, è stata confermata la promozione dedicata ai bambini e ai ragazzi al di sotto dei 14 anni che, se accompagnati da un adulto con un biglietto intero per uno spettacolo d’opera del Festival, entrano con un euro.

Il progetto “Lo Sferisterio a scuola”, iniziato nei mesi scorsi con la formazione dei docenti e attività in classe, prevede per gli studenti delle scuole primarie e secondarie inferiori le attività di “Opera Domani”, un format ideato da As.Li.Co che da decenni porta in tutta Italia (e non solo) l’opera in classe e in famiglia, invitando tutti in teatro per far crescere il pubblico di domani. Si tratta di un percorso formativo in cui sono coinvolti anche gli insegnanti e in cui vengono approfonditi tutti gli aspetti della messa in scena di un’opera lirica: dalla musica alla drammatizzazione.Declinazione di “Opera Domani” per il pubblico dei piccoli compresi fra i 3 e i 6 anni è “Opera Kids”, primo spettacolo ad andare in scena, che propone L’elisir d’amore. Pene di cuore del coniglio Nemorino, ispirata alla celebre opera di Donizetti, in scena il 5 e il 6 marzo al Teatro Lauro Rossi (in doppia recita alle 9 e alle 10.30).

Novità assoluta del 2019 è “Opera Baby” con lo spettacolo Carmen. Rose rosse per te dedicato ai bambini fino a 3 anni: il 22 marzo il palcoscenico del Teatro Lauro Rossi, per l’occasione trasformato in uno spazio adatto a questo tipo di esperienza, ospiterà i piccolissimi spettatori e le loro famiglie coinvolte attraverso gli asili nido. Il progetto propone anche percorsi di pedagogia del gioco e della musica per educatori e genitori. Lo spettacolo sensoriale è dedicato alle suggestive atmosfere della Carmen di Bizet e avrà come protagonista una ballerina che danzerà sulle note eseguite dal vivo da un fisarmonicista.

Sempre il Teatro Lauro Rossi ospiterà il 4 aprile (alle 9 e alle 11.00) la lezione-concerto 4 stagioni del “prete rosso”: Vivaldi e il desiderio di bellezza, spettacolo realizzato in collaborazione con la Scuola civica di musica “Stefano Scodanibbio” che proporrà alle scuole secondarie di primo grado l’ascolto e la spiegazione delle celebri composizioni vivaldiane eseguite dall’Orchestra Giovanile Vivaldi.

Per gli studenti delle scuole secondarie superiori tornano le conferenze spettacolo a cura di Fabio Sartorelli – didatta della musica con esperienze anche all’Accademia della Scala – che, insieme a cantanti e pianista, farà conoscere in modo originale e coinvolgente le opere che compongono il cartellone 2019 del Macerata Opera Festival alle quali gli under30 potranno partecipare a luglio in occasione delle anteprime. Oltre alle due date maceratesi del primo e del 2 aprile, le conferenze coinvolgeranno anche le scuole della provincia al Teatro Persiani di Recanati (8 aprile) e al Teatro Vaccaj di Telentino (9 aprile).

Chiude il calendario L’elisir d’amore. Una fabbrica di idee, titolo dedicato sia agli studenti fra i 6 e i 13 anni che alle famiglie: un’opera lirica interattiva che si risolverà grazie al coinvolgimento del pubblico degli studenti che interpreteranno alcuni cori e svolgeranno attività ludico-didattiche a tema; a Macerata sarà in scena a Lauro Rossi il 6 giugno alle 11.00 e alle 14.30 per le scuole e alle 20.30 per una recita aperta alle famiglie.

 




Open day per riscoprire l’arte salvata dal sisma

Il progetto “Restauri e devozione” del #masterplanterremoto apre i laboratori di restauro alla comunità

Camerino – Il Progetto “Restauri e devozione” dell’Università di Camerino, realizzato insieme alla Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno nell’ambito del #masterplanterremoto è entrato nel pieno delle sue attività di restauro e recupero di molte opere d’arte del territorio.

Innanzitutto, sono state eseguite le indagini diagnostiche preliminari per acquisire i dati necessari per la corretta programmazione e strategia di intervento conservativo e di restauro e, a oggi, sono stati avviati anche i lavori di restauro delle opere selezionate per il progetto: Apparizione della Madonna a San Filippo Neri, Pala, Olio su tela; Sant’Antonio con Bambino Gesù in braccio, statua lignea decorata; Santa Lucia, statua lignea decorata; Madonna in Trono con Bambino Gesù, statua in terracotta decorata; San Michele Arcangelo, dipinto su tela, da Spelonga.

Nel corso delle indagini diagnostiche e delle attività conservative e di restauro, si sta inoltre acquisendo una vasta documentazione fotografica e storico-artistica, che sarà presentata nella fase finale del progetto. Entro quest’anno più della metà dei lavori sulle opere saranno ultimati, per concludersi definitivamente entro il 2020.

Tra le azioni programmate ci sono, inoltre: l’avvio dei laboratori d’arte e di interpretazione da marzo e giugno prossimi, l’inizio dell’attività di mappatura della devozione popolare che sarà presentata entro la fine di quest’anno e, nel corso dei prossimi mesi, il lavoro già in atto sarà ulteriormente arricchito con scansioni tridimensionali delle statue e consulenze storico-artistiche sulle seguenti opere: San Michele Porchiano, Vergine Del Soccorso da Montemonaco e Spelonga, Statua Santa Lucia da Vezzano, Sant’Antonio da Montegallo, San Filippo Neri da Arquata.

Il progetto ha l’obiettivo di costruire un ponte tra generazioni e riscoprire e tramandare contenuti storici, artistici e culturali, raccontati da esperti nel settore e attraverso la collaborazione della Rete Ecomuseale dei Sibillini. Al centro ci sono 7 comuni del territorio piceno e il restauro di oggetti di valenza storico-artistica, di forte valore affettivo e devozionale.

L’intento è fortemente partecipativo e vuole coinvolgere la popolazione locale, a questo proposito è stato organizzato per venerdì prossimo, 8 marzo, un Open Day presso i Laboratori di Tecnologie e diagnostica per la conservazione e il restauro, in via Pacifici-Mazzoni ad Ascoli Piceno, dedicato alla comunità del cratere. La giornata sarà preziosa per fare il punto sulle attività avviate, attraverso un excursus sulla diagnostica scientifica e sui lavori di restauro delle opere.




Giocavolley con oltre 100 squadre di 14 società a Fermo

Fermo – Il gioco e lo sport sono stati protagonisti alla palestra Leti di Fermo di una delle edizioni più partecipate del Giocavolley, manifestazione che unisce lo spirito giocoso ai primi rudimenti della pallavolo. Oltre 100 squadre di 14 società di pallavolo per una partecipazione di circa 230 bambini  divisi in 3 categorie sono numeri altissimi per una rassegna svoltasi al chiuso di un impianto sportivo indoor, senza citare l’ingente pubblico di genitori che assisteva alle partite dagli spalti della palestra. Per i numeri toccati a Fermo, sotto l’egida di Volley Angels Project con la collaborazione della Fermana Volley e la disponibilità di tanti allenatori e dirigenti delle società partecipanti, sembrava di essere a un torneo primaverile all’aperto, segnale di una grande vitalità dell’intero movimento pallavolistico. Tutto si è reso possibile per la disponibilità last minute del comune di Fermo, che ha messo a disposizione la palestra di via Leti, per dimensioni e caratteristiche più adatta a manifestazioni di questa grandezza rispetto all’impianto di Porto San Giorgio nel quale originariamente si doveva disputare l’evento. Questo l’elenco delle squadre partecipanti al Giocavolley organizzato da Volley Angels Project a Fermo. Incontra volley Castel di Lama, Pagliare volley, Don Celso volley, Scuola di pallavolo Fermana, Pallavolo Fermana,  Folly volley Petritoli, Sibillini volley, Pallavolo Rapagnanese, Emmont volley, Circolo volley Monte Urano, Athena Volley San Benedetto, più le squadre di Volley Angels Project provenienti da Porto San Giorgio, Porto S. Elpidio e Acquaviva Picena. Corale la partecipazione organizzativa della Volley Angels con il coinvolgimento di allenatori e giocatrici delle varie squadre, nonché dei genitori che hanno preparato una sontuosa merenda, apprezzata da tutti i partecipanti. Domenica 24 marzo una nuova tappa del Giocavolley si terrà al Palasport di Acquaviva Picena, sempre per l’organizzazione di Volley Angels Project.




Calcio a 5 over 40, la Sordapicena vince triangolare internazionale a Budapest

Budapest – Ancora un successo per la formazione sambenedettese di calcio a 5 over 40 Sordapicena. I rossoblù del presidente Fausto Lucidi si sono imposti a Budapest nel Torneo Triangolare Internazionale Deaf Futsal che vedeva in gara, oltre alla Sordapicena, altre due squadre ungheresi, la Salgotarjani Hse e la Ssc Budapest. I sambenedettesi hanno prima sconfitto la Salgotarjani Hse per 6-3, grazie alle doppiette di Scabò e Subrani e alle marcature di Camassa e Senese e poi, dopo che il match tra le due formazioni magiare aveva visto la netta affermazione della Salgotarjani per 9-2. Illuminati e compagni si sono ripetuti battendo la Ssc Budapest 7-5. Le reti di questa partita sono state siglate da Camassa (3), Scabò (2) e Subrani(2). Questa la formazione della Sordapicena che ha preso parte al torneo di Budapest. Ferrucci, Camassa, Subrani, Senese, Huszar, Scabò, Illuminati e Barchetta. «Questa vittoria – ha fatto sapere il presidente Lucidi – ci inorgoglisce tantissimo e voglio pertanto inviare le mie congratulazioni ai giocatori e all’allenatore della nostra squadra». La Sordapicena disputerà il prossimo campionato italiano Fssi di calcio a 5 over 40 (fase finale alla quale parteciperanno 8 squadre) a Modena dal 29 al 31 marzo prossimi.

 




dall’Amat

2019-03-01

ASCOLI MUSICHE, LUNEDÌ 4 MARZO AL TEATRO VENTIDIO BASSO

TOQUINHO IN CONCERTO CON 50 ANNI DI SUCCESSI

Lunedì 4 marzo Ascoli Musiche – su iniziativa del Comune di Ascoli Piceno con l’AMATAtena e Medusa Eventi – ospita una leggenda vivente della musica internazionale, Toquinho. Accordi e armonie uniche faranno rivivere i grandi successi mondiali dell’artista accompagnato dalla sua inconfondibile chitarra. Il maestro ripercorrerà la sua carriera attraverso le sue indimenticabili canzoni dando vita a uno spettacolo all’insegna della storia della musica brasiliana e mondiale, un’emozione unica e irripetibile.

Dopo il successo del 2017 Toquinho ritorna in Europa con un omaggio alla musica brasiliana, 50 Anni di successi, e un tributo a tutti quei grandi amici con cui Toquinho ha condiviso tanta musica e tanta poesia. Accompagnato dal talento delle cantante Greta Panettieri proporrà i duetti che lo hanno reso celebre in Italia e non solo. La “saudade” di Tom Jobim, che quest’anno avrebbe compiuto 90 anni, e del suo grande amico e collaboratore Vinicius de Moraes, di Baden Powell, Carlos Lyra, Chico Buarque, Menescal e tanti altri, si trasforma sul palco in uno spettacolo di grande fascino. Il concerto entra direttamente in quell’anima poetica della Bossa Nova e nella magia inconfondibile degli “Afro Sambas”, ripercorrendo tutti i brani che hanno fatto innamorare il pubblico in tutto il mondo. Milioni di appassionati hanno dentro il cuore le melodie di La voglia e la pazziaL’incoscienza e l’allegriaSenza pauraSamba della BenedizioneSamba per ViniciusAquarello, solo per citarne alcune delle canzoni legate alla carriera di grandi successi dell’artista. Toquinho, oppure «Toco», come amava chiamarlo Vinicius De Moraes, con la sua voce calda e quel tocco delicato sulla chitarra, è l’espressione più pura e veritiera della forza e della storia musicale del Brasile. Come diceva Vinicius de Morais “la vita, amico, è l’arte dell’incontro”.

Nonostante i genitori brasiliani di nascita, il cognome di Toquinho denuncia origini italiane. Il nonno paterno era infatti nativo di Torino e la nonna paterna era nata in Calabria; i nonni materni venivano invece da Mantova. Da piccolo era chiamato da tutti Toninho, diminutivo di Antonio. Fu sua madre a trasformare il nomignolo nel vezzeggiativo Toquinho, dopo averlo visto accennare a lievi passi di danza. L’artista crebbe nel clima musicale degli anni Cinquanta in cui fiorivano le sperimentazioni del pianista Johnny Alf e dei cantanti Dick Farney e Lúcio Alves. Al loro fianco si sviluppavano i germi della bossa nova, grazie ai contributi, fra gli altri, di João Gilberto, Tom Jobim, Vinicius de Moraes, Ronaldo Bôscoli, Roberto Menescal, Carlos Lyra, Baden Powell. Dopo avere imparato a suonare la chitarra sotto la guida del virtuoso strumentista e compositore Paulinho Nogueira, non ancora ventenne decise di intraprendere la carriera musicale dopo aver conosciuto Chico Buarque de Hollanda. A metà degli anni sessanta, Toquinho esordì come compositore scrivendo Lua Cheia e venne a contatto con l’ambiente artistico e intellettuale che si era radunato a Rio de Janeiro. Lì ebbe occasione di crescere culturalmente e musicalmente grazie alle collaborazioni con gli artisti che qualche anno prima avevano dato vita al sound innovativo. L’incontro che segnò la sua carriera avvenne nel 1969; Toquinho strinse amicizia con il poeta Vinicius de Moraes e si legò a lui in un sodalizio artistico di lunga durata. Gli anni settanta lo videro allontanarsi dal Brasile per sfuggire alle pesanti conseguenze del colpo di Stato militare che limitava la libertà di espressione. Assieme a Chico Buarque approdò in Italia che divenne la sua seconda patria. Dopo un breve rientro nel paese natale, ritornò in Italia dove fu raggiunto da Vinicius e dove lavorò anche con Sergio Endrigo e Sergio Bardotti, oltre a registrare le popolari incisioni con il poeta brasiliano e Ornella Vanoni. Nel 1983 ha ottenuto un notevole successo con l’album Acquarello, scritto insieme a Maurizio Fabrizio e Guido Morra e acclamato sia in Italia che in Sudamerica.

Per informazioni: biglietteria del teatro 0736 298770. Inizio concerto ore 21.15.

RECANATI, LA DOMENICA AL PERSIANI

IL 3 MARZO LE LACRIME DEL PRINCIPE

 

Domenica 3 marzo prosegue a Recanati La domenica al Persianirassegna di teatro per ragazzi promossa dal Comune con l’AMAT che rinnova l’invito alle famiglie con un cartellone per grandi e piccini. In scena lo spettacolo Le lacrime del principe della Compagnia Mattioli (inizialmente annunciato per il 17 marzo).

La Compagnia Mattioli porta in scena Le lacrime del principe liberamente ispirato a Il mago dei colori di Arnold Lobel, uno spettacolo di Monica Mattioli in scena con Massimo Prandelli che offre ai bambini, ma non solo, un tuffo nel mondo dei colori e delle emozioni più diverse: noia, paura, felicità, tristezza, amore e rabbia.

Tanto ma tanto tempo fa, i colori non esistevano ancora e tutto quello che non era bianco e nero, era grigio. Per questo era chiamato il periodo grigio del mondo. A quel tempo, che piovesse o splendesse il sole, non c’era nessuna differenza. In un regno viveva un principe, che quando era piccino aveva una voce incantevole. Con il passare degli anni in quel regno tutto grigio e nero la voce del principe si affievolì fino a scomparire. E non solo… più passava il tempo e più il principe si sentiva stanco con solo una gran voglia di dormire. Un giorno mentre il principe stava sonnecchiando dalla noia si accorse che dagli occhi stava uscendo del liquido trasparente; in quel regno nessuno mai aveva perso l’acqua dagli occhi. L’acqua usciva dai rubinetti, dalle fontane, scorreva nei fiumi, stava nei laghi, ma mai negli occhi. Da quel giorno la vita del principe e dei bambini del regno iniziò a cambiare.

Lo spettacolo nasce dalla collaborazione con insegnanti e bambini della scuola dell’infanzia e i bambini di 2° elementare che hanno donato a questa nuova storia molti dei loro pensieri legati al loro vissuto emozionale e alla loro piccola ma grande esperienza di vita.

La collaborazione artistica al progetto – realizzato in collaborazione con Teatro in-folio – Residenza Carte Vive –

è di Monica Parmagnani, il disegno luci di Cinzia Airoldi.

Per informazioni: biglietteria del teatro 071 7579445. Inizio spettacolo ore 17.

 

 

 

 

 

MATELICA, DOMENICA 3 MARZO AL TEATRO PIERMARINI

A TEATRO COME I GRANDI CON OMBRE DI RUVIDO TEATRO

Domenica 3 marzo al Teatro Piermarini di Matelica con Ombre di Ruvido Teatro va in scena il primo appuntamento della rassegna dedicata ai più giovani A teatro come i grandi promossa dal Comune e dall’AMAT e realizzata in collaborazione con Ruvido Teatro.

Atmosfere irreali per corpi e oggetti in movimento, immagini rarefatte al buio “abitano” lo spettacolo che conduce dentro un mondo fantastico, fatto di corpi in movimento ed effetti luminosi, figurazioni fluorescenti capaci di librare nell’aria e di costruire figure e geometrie attraverso l’uso di oggetti che si trasformano e assumono immagini ricche di suggestione. Tre attori in scena suggeriscono attraverso il movimento del corpo e gli oggetti un mondo fantastico di suggestioni e atmosfere, creando figurazioni e immagini luminose. Lo spettacolo si sviluppa in cinque quadri distinti: segmenti del corpo formano immagini suggestive sullo sfondo nero, veli bianchi trasportano lo spettatore nel profondo degli abissi marini, figurazioni geometriche si rivelano con l’uso sapiente di bastoni fluorescenti, tra movimento ed evoluzione.

Ideazione e regia dello spettacolo sono di Fabio Bonso, in scena con Deborah Biordi e Francesco Mentonelli.

Informazioni: biglietteria Teatro Piermarini 0737 85088. Inizio spettacolo ore 17.

GIOVEDÌ 7 MARZO A URBINO PER TEATROLTRE

ERECTUS DELLA COMPAGNIA ABBONDANZA – BERTONI

La Compagnia Abbondanza/Bertoni, una delle realtà artistiche più prolifiche del panorama italiano della danza, presenta giovedì 7 marzo al Teatro Sanzio di Urbino Erectus, un lavoro intenso dal grande potere evocativo proposto nel cartellone di TeatrOltre, il più grande palcoscenico italiano per le più importanti esperienze dei linguaggi contemporanei promosso dall’AMAT e dai Comuni del territorio con il contributo di Regione Marche e MiBAC.

“Proseguiamo nella traduzione stenografica e minuziosa di una partitura musicale in segno scenico: nel tentativo di trasformare musica e corpi in suono da vedere. Abbiamo trovato – affermano i coreografi Michele Abbondanza e Antonella Bertoni – la musicalità necessaria nel genere del free jazz, segnatamente nell’album storico (1956) di Charles Mingus: Pithecanthropus erectus. In scena quattro danzatori, per dare forma, in questa seconda parte, a un punto di vista (inteso anche come “stato” e “posizione”), maschile. Attraverso il genio di Charles Mingus e la sua sperimentazione e polistrumentismo, tentiamo un possibile poliformismo del marziano maschio del ventunesimo secolo. In ascolto di questo “libero jazz” restituiamo corpi in libertà, sfrontatezza e rottura delle convenzioni. Attraverso una musica dalla radice nera, disfiamo e mescoliamo i codici della danza (bianca) che vengono riconosciuti a tratti, ma composti in modo selvatico, libero, imprevedibile; come “risputati” da questi danzatori in libertà che portano un background diverso tra di loro. È uno scardinare la disciplina dentro cui si muove l’umano, verso un’origine di spaccatura, di nascita, di uomo nuovo, dionisiaco. La pelle degli interpreti è ancora una volta l’unico abito scenico: la nudità per superare il concetto di danzatore e arrivare a vedere l’uomo”.

Progetto, regia e coreografia dello spettacolo – che prevede scene di nudo integrale – sono di Michele Abbondanza e Antonella Bertoni, le coreografie sono realizzate in collaborazione con i danzatori Marco Bissoli, Nicola Simone CisterninoCristian Cucco, Nicolas Grimaldi Capitello, le luci sono di Andrea Gentili, la regia video è di Sebastiano Luca Insinga, realizzazione video di Jump Cut. Lo spettacolo è prodotto da Compagnia Abbondanza/Bertoni con il sostegno di MiBAC- Direzione Generale per lo spettacolo dal vivoProvincia autonoma di Trento – Servizio attività Culturali, Comune di Rovereto Assessorato alla Cultura, Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e RoveretoRegione autonoma Trentino Alto Adige/Sudtirol.

Per informazioni e biglietti 071 2072439, 0722 2281. Inizio spettacolo ore 21.




Musicultura, a Enzo Savastano Un certain Regard per la migliore esibizione

MUSICULTURA Audizioni live del Festival 2019

 

Premio del pubblico a Gli amici dello zio Pecos di Osimo

Macerata, 2019-03-01 – Enzo Savastano conquista la giuria di Musicultura e si aggiudica il Premio Un Certain Regard per la migliore esibizione della serata. L’ artista beneventano, seguitissimo dal popolo del web, con i suoi testi ironici, cantati in puro stile neomelodico, ha divertito il pubblico con una satira sui temi sociali della vita dell’italiano medio, accompagnato dai suoi musicisti: Ignazio Toro (batteria), Antonello Duraturo (basso), Lello Sorice & Santo Subito (saxophones), Domi Esposto (percussioni), Paolo Freud (pianola) e Paolo Battello (chitarra elettrica)

In stile a metà tra Elio e le storie Tese e Checco Zalone, ma in maniera educata, Enzo Savastano ha proposto Amico Zampognaro”, dedicata ai zampognari e a tutte le loro sofferenze, in quanto “non si vive solo di zampogna”, “Le mogli dei cantanti famosi” che sono delle mogli a metà tempo, dice il testo ironico e allegro di Savastano che ha chiuso la sua performance con “Una canzone Indie”. Nel dialogo con la giuria, Enzo Savastano si è tolto i suoi occhiali da sole ed è uscito dal personaggio, è stato Antonio De Luca ha parlare del suo progetto nato con Valerio Vestoso. Savastano è un personaggio nato per gioco che con una sagace ironia, offre al pubblico una nuova liturgia, una visione diversa da cui osservare il nostro paese. “Uno degli aspetti più belli dell’essere Enzo Savastano” – ha raccontato Antonio – è che proprio tutti stanno al gioco e si offrono discepoli al suo cospetto”. 

Il favore del pubblico con il Premio Val Di Chienti è andato a suon di grandi applausi alla band Osimana Gli Amici dello Zio Pecos, composta da Francesco Zagaglia (voce, chitarre, synth), Thomas Bellezze (voce, chitarre), Luca Pucci (voce, contrabbasso) e Nicola Emiliani (voce, batteria). Attesissimi, hanno divertito ed entusiasmato i presenti con un “pop d’autore” offrendo “Le azioni noiose”, “Noventasei” e “Officina” il racconto di un amore semplice non necessariamente quello per una donna, ma quello che ci fa evadere. “Ci lega un amicizia forte e nel tempo abbiamo cambiato molti generi musicali, – hanno raccontato – facevamo folk a volte cantavamo anche in dialetto perché il pubblico ce lo chiedeva. Oggi siamo in una nuova fase e per noi è intrigante “infilzare” le giuste parole in italiano nei testi e nelle musiche pop.”

Applausi anche per Foscari, il cantautore campano che crede fortemente che l’instabilità quotidiana ed emotiva sia una fonte per conoscere i propri orizzonti e limiti, questo il tema del suo primo brano “Stabile non è” , ha eseguito poi “ Giorno” e “Stendhal” ,   tre brani tra pop e cantautorato, conditi da sonorità contemporanee tratti dal disco I giorni del rinoceronte, un invito all’ osservazione e alla solitudine  per conoscersi e per poter stare meglio con gli altri quando si torna nel gruppo. 

Manuel Finotti classe’95, cantautore di Latina, ha proposto a Musicultura “21 Marzo” giorno del suo compleanno, un brano che è una sorta della sua carta di identità, e “Forse dovremmo parlare” ha chiuso l’esibizione con “Sotto l’arcobaleno” una canzone melodica e nostalgica che Finotti dedica ai suoi nonni, in segno di ammirazione e stima per la loro felice e duratura unione.

Arianna Poli ventenne, di Ferrara, accompagnata dalla sua chitarra ha presentato: “Non ti conosco” una separazione forzata da una persona a lei cara “Interludio”, un brano scritto durante gli esami di maturità, in cui Arianna era sovrastata dallo studio e “In questi casi si dice buona fortuna” come un giro di parole, che si fa quando non si sa che cosa dire, allora magari si dice ‘buona fortuna’ e basta!

Sul palcoscenico di Musicultura di domani sabato 2 marzo Roberto Michelangelo Giordi di Napoli, Sorelle Prestigiacomo di Trapani, Francesco Sbraccia di Teramo, Caleido di Misterbianco CT e Zic di San Casciano in Val di Pesa Firenze.

Sarà possibile seguire la diretta streaming delle serate sulla pagina facebook di Musicultura

CALEDARIO AUDIZIONI LIVE MUSICULTURA

Giovedì 28 febbraio

ENZO SAVASTANO

GLI AMICI DELLO ZIO PECOS

ARIANNA POLI

MANUEL FINOTTI

FOSCARI

Venerdì 1 marzo

CLAUDIA COTTI ZELATI

LETTERA 22

FEDERICO BIAGETTI

LUCREZIA

GERARDO POZZI

Sabato 2 marzo

ROBERTO MICHELANGELO GIORDI

SORELLE PRESTIGIACOMO

FRANCESCO SBRACCIA

CALEIDO

ZIC

Sabato 9 marzo

FRIGO

LARA MOLINO

ALBERTO NELLI

EMI

DODICIANNI

Domenica 10 marzo

ZARAT

ROMITO

MICHELE BARBATO

LAVINIA MANCUSI

FEDERA & CUSCINI

GLI ARTISTI CONVOCATI ALLE AUDIZIONI

Maffei Spritz Band (Bolzano), Michele Barbato (San Marzano sul Sarno, SA) Federico Biagetti (Pontremoli, MS), Luca Bocchetti (Roma), Boco (Torgiano, PG), Noemi Bruno (Cosenza), Caleido (Misterbianco, CT), Cane Sulla Luna (Terni), Davide Ceddia (Bari), Chiaradia (Farra di Soligo, TV), Claudia Cotti Zelati (Roma), Dodicianni (Pineta di Laives, BZ), Emi (Pesaro – Rimini), Federa & Cuscini (Napoli), Manuel Finotti (Latina), Rebecca Fornelli (Bari), Foscari (Roma), Frigo (Firenze), Roberto Michelangelo Giordi (Napoli), Gli Amici Dello Zio Pecos (Ancona), IBeatiPaoli (Palermo), Lene (Milano), Lettera 22 (Recanati, MC), Francesco Lettieri (Giugliano, NA), Libero Ozio (Lucca) Lo Straniero (Asti), Lucrezia (Bologna), Lavinia Mancusi (Roma), Meezy (Foggia), Claudia Megrè (Napoli), Lara Molino (San Salvo, CH), Musaica (Roma), NaElia (Catania – Roma), Luciano Nardozza (Casalpusterlengo, LO), Alberto Nelli (Pisa), Nòe (Menfi, AG), Numa (Sant’Oreste, RM), Paolo Antonio (Catania), Matteo Perìfano (Benevento), Francesca Romana Perrotta (Cesena), Arina Petrillo (Polla, SA), Arianna Poli (Ferrara), Gerardo Pozzi (Vittorio Veneto, TV), Andrea Riso (Reggio Calabria), Vincenzo Romano (Salerno), Romito (Quarto, NA), Enzo Savastano (Benevento), Francesco Sbraccia (Teramo), Sorelle Prerstigiacomo (Trapani), Micaela Tempesta (Napoli), Michele Tiso (Como), Regione Trucco (Torino), Zarat (Napoli), Zic (San Casciano in Val di Pesa, FI)

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Tamberi in finale europea a Glasgow

L’azzurro supera 2,25 e vola nella top eight continentale indoor del salto in alto

Glasgow, 2019-03-01 – Il volo di Gianmarco Tamberi oltre l’asticella, e nella finale europea del salto in alto, è l’immagine di copertina della prima sessione di gare ai Campionati Europei indoor di Glasgow. Il marchigiano accede al turno decisivo di sabato 2 marzo (ore 19 italiane) grazie alla misura di 2,25, superata al secondo dei tre tentativi a disposizione, assicurandosi senza particolari difficoltà la top-eight continentale. Domani sera a sfidarsi per il podio ci saranno molti dei favoriti della vigilia, incluso l’azzurro, che della stagione europea è il capolista, con i 2,32 saltati agli Assoluti di Ancona. E per quel che si è visto, il pronostico appare apertissimo. La progressione di Tamberi si apre a quota 2,16, che l’azzurro supera senza patemi, così come accadrà successivamente con l’asticella issata a 2,21. Alla misura successiva, 2,25, arriva il primo errore di Gimbo. Ce la fanno subito solo il polacco Silwester Bednarek e l’ucraino Andrii Protsenko (entrambi nel gruppo dell’italiano), mentre Tamberi si affida al secondo salto per ottenere bandiera bianca dai giudici.
A conti fatti, in dieci superano i 2,25 (non ce la fa il bielorusso Maksim Nedasekau, uno degli uomini di maggior calibro tra gli iscritti), e passano ad affrontare la misura di qualificazione di 2,28. In realtà, per il computo degli errori sulle misure più basse, diventa una lotta a tre, che coinvolge il tedesco Przybylko, il russo Ivaniuk e il ceco Bubek: in palio due posti. Il tedesco ce la fa, unico a superare i 2,28, e agguanta la finale, mentre gli altri due sono eliminati. Quelli più sicuri della qualificazione (tra loro Tamberi, quarto in classifica), si esibiscono nel frattempo in svariate modalità di infrazione, per “spendere” i tentativi in attesa della fine della gara. Alla fine è festa per gli otto qualificati, con Gimbo che si esibisce anche nel classico salto mortale sui sacconi.
“La pedana è pazzesca, una delle migliori per le mie caratteristiche – dichiara Tamberi – e quindi domani non avremo scuse… mi piace mettermi un po’ di pressione addosso! L’unico salto che ho veramente sbagliato è stato il 2,25 alla prima prova, l’ho voluto forzare un po’. È stata una giornata particolare perché fino alla fine non sapevamo con che misura si potesse andare in finale. Eravamo indecisi se saltare o non saltare a 2,28, dopo il 2,25, perché a quel punto ero terzo in classifica e la probabilità che tutti gli altri potessero farcela a 2,28 era molto bassa. E infatti ci siamo praticamente fermati, dicendoci che se ci fosse stato bisogno l’avremmo saltato alla terza prova. Sensazioni? Qualificazione e finale non c’entrano nulla, di solito nel primo turno faccio sempre tanta fatica. So che in finale si avranno sensazioni molto più positive. Oggi mi sentivo molto rilassato, molto tranquillo… quindi fly down per ora, e domani fly high”.
TV E STREAMING – Gli Europei indoor di Glasgow saranno trasmessi integralmente in diretta streaming su RaiSport web con i seguenti orari: venerdì 1 marzo 10.55-15.15 e 19.10-23.00, sabato 2 marzo 10.55-14.00 e 18.40-22.00, domenica 3 marzo 10.45-14.40 e 18.55-22.00. In tv su RaiSport: venerdì 1 marzo 10.50-13.10, sabato 2 marzo (gare di venerdì 1 marzo) 01.15-4.20, domenica 3 marzo 12.10-12.55 e 23.00-01.00. Diretta tv su Eurosport 1-2: venerdì 1 marzo 10.45-12.00, 14.00-14.45, sabato 2 marzo 18.45-20.20, 20.20-22.00, domenica 3 marzo 13.00-14.30, 18.45-22.00. Diretta streaming integrale su Eurosport Player.

RISULTATI:
https://www.european-athletics.org/competitions/european-athletics-indoor-championships/2019/schedules-results/

LINK ALLE FOTO (autore Giancarlo Colombo/FIDAL)
Gianmarco Tamberi:
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Carnevale montefiorano: pronti, partenza, via!

Domenica 3 marzo la prima sfilata del Carnevale montefiorano

Montefiore dell’Aso, 01-03-2019 – Prenderà il via domenica 3 marzo (martedì 5 marzo la seconda sfilata) la 38° edizione del Carnevale montefiorano, organizzato dalla Pro Loco in collaborazione con l’Amministrazione Comunale

Saranno 8 i carri allegorici che parteciperanno all’evento, oltre ai gruppi mascherati. 7 provenienti dalla contrade montefiorane ed uno esterno. Questi carri che parteciperanno alla sfilata che avrà inizio alle 14.30 con partenza da via Trieste: via Trieste con The A-Team, San Giovanni Band con Buon compleanno Topolino, Piazza della Repubblica con Bohemian Rhapsody –Freddy Mercury, via Gentile con La casa de Papel, Molino & Marconi con Il Safari, Piazza Antognozzi con La Principessa sul pisello, il carro dei bambini con I Lego, il carro di Rotella con I Pompieri.

Stretta la collaborazione con i carristi che si sono dichiarati fin da subito disponibili a sostenere la Pro Loco per la buona riuscita del carnevale. Fondamentale anche la collaborazione con le Forze dell’Ordine, Polizia Municipale, Giacche verdi ed altre associazioni che supporteranno sul fronte sicurezza, Croce Verde con un presidio operativo, Associazioni Maialata in Piazza e Infiorata per la logistica.

Alle 13.00 le strade di accesso al percorso saranno chiuse con blocchi e varchi dove del personale incaricato dalla Pro Loco effettuerà i controlli sui visitatori al fine di garantire una maggiore tutela verso tutti i partecipanti. Saranno due i gazebo allestiti dalla Pro Loco con panini e focacce.

Info facebook Pro loco Montefiore dell’Aso




I Centri per l’Impiego presenti alla “Fiera del Lavoro” di San Benedetto

San Benedetto del Tronto – Un’occasione concreta e immediata per trovare lavoro nel settore turistico balneare è quanto si è avuta, ieri, nel corso della I edizione della “Borsa del lavoro” tenutasi a San Benedetto del Tronto. All’iniziativa, organizzata dall’Ente Bilaterale Turismo in collaborazione con Confcommercio, sindacati (Filcams Cgil – Fisascat Cisl – Uiltics Uil), Regione Marche e Istituto Alberghiero “Buscemi”, ha visto la partecipazione di ben 40 imprese della costa e del capoluogo (hotel, bar, ristoranti, stabilimenti balneari, ecc.) alla ricerca di personale dipendente in vista dei prossimi mesi.

Un ruolo strategico e di supporto all’evento lo hanno svolto i Centri per l’impiego della provincia di Ascoli Piceno che hanno assistito gli interessati fornendo utili informazioni sui servizi promossi dalla Regione Marche nel campo dell’orientamento, della formazione professionale e delle politiche attive del lavoro. Personale dei CPI ha, inoltre, raccolto nominativi e candidature per altri profili professionali ricordando a tutti gli interessati la possibilità di recarsi (orario dalle ore 9 alle 12,30) negli uffici regionali (martedì al CPI di Via Mare a S. Benedetto e il mercoledì al CPI di via Kennedy ad Ascoli P.) per presentare il curriculum vitae od effettuare altre pratiche amministrative relative al servizio incrocio domanda e offerta.

Al termine della manifestazione è stata espressa soddisfazione da parte dei responsabili dei Centri per l’Impiego della provincia che hanno sottolineato la validità e le finalità di un progetto che ha inteso rafforzare il dialogo fra tutti i soggetti coinvolti (enti istituzionali, imprese, cittadini) in un’ottica di condivisione e crescita.