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Riflessioni di un cattolico

di | in: Cronaca e Attualità, Oblò: Spunti, Appunti e Contrappunti

In questi giorni divampa violentissima la polemica sui preti pedofili, polemica che coinvolge – pure indirettamente – anche il Papa.

I preti sono persone come tutte le altre, come tali hanno le loro debolezze e possono sbagliare.

Stante il “canonico” voto di castità (voto, questo, che non trova riscontro nel Vangelo, ma che è stato introdotto in epoca più tarda), il peggior peccato che un religioso possa commettere è di natura sessuale.

Si va dalla semplice fornicazione alla omosessualità ed alla pedofilia.

L’omosessualità può, stante l’attuale Ordinamento Canonico, essere sanzionata sia che si esprima in atti esterni che in semplici “pensieri”.

Omosessualità riprovevole, per un prete, allo stesso modo della fornicazione “eterosessuale”.

L’attuale Papa, Benedetto XVI, ha vietato il seminario agli omosessuali, anche quando si tratti di un semplice tratto della personalità.


Qualcuno parla (Aldo Busi) di omofobia del Vaticano che, sembrerebbe, voglia colpire più l’omosessualità che la pedofilia.

Se il Papa tuona contro i “devianti”, il New York Time afferma che l’allora cardinale Ratzinger avrebbe coperto i pedofili per salvare la faccia della Chiesa.

Sembrerebbe che il Sommo Pontefice si trovi tra i lapidatori della adultera salvata da Cristo: il Papa è senza peccato?

O, per taluno, il moralismo papale è il marchio lasciato sul Papa dall’aver combattuto sotto Hitler nella Seconda Guerra Mondiale?

Hitler perseguitava, anche, gli omosessuali e questa “impronta” sarebbe rimasta su tutta la generazione cui appartiene l’attuale Papa.

La secolarizzazione della Società trova forza sia nella pedofilia che nella copertura della pedofilia stessa: i fedeli sono, di necessità, confusi e perplessi.

Il Cattolicesimo è una religione di Carità, ma i preti dovrebbero essere nel Mondo e non del Mondo.

Coprire i preti pedofili è contrario a Carità. Come sarebbe contrario a Carità che il prete faccia il gendarme od il politico.

Il prete di Strada, secondo taluno, come il prete “politico”, sconvolgerebbe il Popolo di Dio che vede non più il sacerdote come un essere “superiore”, ma come un semplice e “strano” assistente sociale.

Per costoro sbaglierebbe tanto il prete pedofilo che quello di Strada: entrambi, per opposti motivi, trascurerebbero la cura spirituale del gregge, che resta, comunque la prima priorità.

Sarà anche per questo “attivismo” improprio che crescono tutte quelle sette e religioni che minano, dal basso, la convivenza civile?


Giuseppe Angellotti

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31 marzo 2010 alle 22:18 | Scrivi all'autore | stampa stampa | |

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