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L’Uomo Fiammifero

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L’Uomo Fiammifero

Marco Chiarini: “L’Uomo Fiammifero” / Cinema Margherita 2 maggio 2013 h 21,30 / Cupramarittima

Proiezione con la partecipazione del regista

 

Che titolo! Mi si è scoperchiato di colpo un baule con almeno dieci anni di sogni fortissimi e odorosi, di emozioni polverose, di incontri fantastici o paurosi, di colori abbaglianti, di animali buoni e cattivi. Una miscela infiammabile che faceva i giorni lunghissimi, senza ore, e le notti misteriose, da guardare con occhi a cannocchiale. Io non l’avevo inventato né manco lo pensavo l’Uomo Fiammifero, però i fiammiferi in tasca ce li avevo sempre, come munizioni, e non mancavano nei nascondigli segreti, che mai nessuno scoprì. Il fuoco era per noi un’ossessione, una calamìta irresistibile, dovevamo sempre bruciare qualcosa, di piccolo o di grande, e fare fumo, tanto. Radunavamo rami paglia pezzi di recinti o di tetti, qualsiasi cosa potesse ardere e crepitare. Costruivamo capanne per poi bruciarle come i barbari. Naturalmente era proibitissimo. Ma non eravamo mai stati noi…


La nostra campagna degli anni ’50 era quasi uguale a quella degli anni ’80 di Marco Chiarini. Le ultime “campagne campagne” da vivere totalmente, sempre silenziose salvo quando vi passeggiavano i temporali. Le case distanti a due piani, colori stinti finestre piccole e coppi muschiati. Le voci lontane come canti. Lucciole a sciami nei cespugli. I rumori strani ma riconoscibili. L’immancabile fango come il Bostik, l’erba medica, l’uva e le ciliege da rubare, le lucertole da stanare, canne spine nidi…pure di vespe ahi! Anche noi stavamo alla larga dalla casa-del-cane-cattivo, masticavamo rami di liquirizia e terra, ci arrampicavamo dappertutto scorticandoci a sangue. Andare al fiume era irresistibile, quei lunghi mucchi di terra (la volpara) erano formidabili punti d’avvistamento, scorciatoie per il campo di fava, nascondigli per fionde, posti per bruciare qualcosa e far segnali, per costruire vulcani funzionanti (!)… Ognuno di noi era un bambino-fiammifero, forse per questo non arrivammo a sognare l’Uomo Fiammifero.

La nostra era la “penultima campagna”,senza la Polaroid, senza la Fiat 127 bianca (massimo la Topolino-giardinetta di legno), senza Adidas, il tascapane booh. Avevamo ancora tutti i capelli corti. Niente biciclettine, di nascosto sulla bici nera coi freni a bacchetta si pedalava furiosi infilati sotto alla canna, fino a sbattere. Papà c’aveva un Motom coi pedali al posto della Kawasaki verde “tre pistoni”. Nè d’estate né mai ci s’avvicinò una bambinetta per sfidarci o giocare. Ne avevamo tre a scuola, sui banchi loro. Le scarpe sì, erano a punta già allora, senza marca. Il cinema lo faceva Don Marino. Il sapore della vita era croccante, si giocava come a lavorare, si parlava l’indispensabile, più per difendersi e attaccare, si “scriveva”sui tronchi e per terra, mappe da caccia al tesoro, con segnati sempre i punti dove appicciare il fuoco… Si rubava spago e rame, ammatassati poi in gomitoli da “vendere”, bah… Non c’erano le girelleFerrero ma pane olio e pomodoro, vino cotto due dita, di rapina. Che paradiso.

Se c’era, a quel tempo l’Uomo Fiammifero era certo un ragazzo, ovvio che Simone più tardi lo avvisterà grande più di due metri e meno di tre, che accendeva le stelle, che mangiava pietra focaia e cortecce e beveva cherosene, che succhiava le uova col buco, che portava il frac e il papillon-cravattino sospettissimo. Ne parlarono anche i giornali, lo fotografarono nei boschi vicino alla volpara…

Oggi la campagna s’è estinta, anche nei film. Tranne in questo, per fortuna. E’ diventata come la città: case d’architetti mal ri-fatte con cani feroci alla catena, asfalto cemento macchine veloci SUV cancelli con telecamere. Vigne d’allevamento, frutta da Conad, ciclisti assatanati, B&B, pannelli solari che t’accecano. Incendi potenti e“dolosi”, mica fuocherelli magici. Taniche di benzina, non fiammiferi. Nessuno cerca più le impronte dell’Uomo Fiammifero. Sarà vecchissimo. Sarà pure morto.

 

 

Cupra, 4. 5. 2013                      PGC

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6 maggio 2013 alle 20:23 | Scrivi all'autore | stampa stampa | |

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