Benvenuto e Buona Navigazione, sono le ore 08:20 di Dom 20 Ott 2019

Gianni Marcantoni, “Poesie di un giorno nullo”

di | in: Cultura e Spettacoli, Interviste

Gianni Marcantoni

Cupra Marittima, 2015-10-10 – È uscito in questi giorni il nuovo libro di Gianni Marcantoni, poeta di Cupra Marittima, dal titolo “Poesie di un giorno nullo” edito da Vertigo, giungendo così alla sua quarta pubblicazione. Subito l’attenzione si posa sull’immagine di copertina, già di per sé molto suggestiva ed allusiva, che utilizza uno scatto eseguito dallo stesso autore del libro, nella quale si vede centralmente una panchina vuota sotto ad un’albero, immersa solitaria nel verde.

Gianni Marcantoni, "Poesie di un giorno nullo"

Gianni Marcantoni, “Poesie di un giorno nullo”


Il poeta ha iniziato a pubblicare i suoi versi su alcuni siti internet già da alcuni anni, per poi proseguire con le pubblicazioni anche di aforismi, e di quattro raccolte poetiche. Ha ottenuto di recente degli importanti premi e riconoscimenti partecipando a concorsi letterari nazionali ed internazionali, come il premio di poesia “Versi d’agosto” lo scorso anno a Vallefiorita (CZ), nel quale si è classificato primo assoluto con la poesia “E’ la notte la sua cupola”, mentre di recente è giunto finalista con l’opera “In dirittura” pubblicata nel 2013, al premio letterario “Giovane Holden” tenutosi questo settembre a Lucca. Questo nuovo libro rappresenta invece l’ultima fatica raggiunta dal poeta, un lavoro durato a lungo in cui le poesie, a tratti visionarie, a tratti vicine alla prosa poetica, appaiono come un viaggio introspettivo e riflessivo all’interno dell’animo umano, dove il lettore viene messo davanti ai temi più profondi e centrali dell’esistenza umana, quali la vita, la morte, il dolore, la perdita, la natura ed il paesaggio, la solitudine, ma anche l’amore, la speranza, il sogno, i rapporti fra persone, nelle loro numerose sfaccettature. Temi che parlano della vita di ciascuno, delle paure e delle incertezze che possono abitare “umanamente” in ogni persona, di cui troppo spesso si tace. Così Gianni Marcantoni ci conduce all’interno di un percorso di centoquattordici poesie, dove le emozioni e le parole creano dei versi strutturati musicalmente tra similitudini e metafore, in cui dall’inizio alla fine si avverte la stessa tensione emotiva provata dal poeta all’atto della composizione.

Gianni Marcantoni, cosa l’ha portata alla scrittura?

Scrivo ininterrottamente da quando avevo quindici anni, ma già anche prima mi ero imbattuto qualche volta nella scrittura di versi. Tutto è cominciato all’improvviso dentro di me, come una specie di folgorazione, una presa di coscienza totale che ha cambiato la mia esistenza, che mi ha portato immediatamente a scrivere il primo verso una sera del 1991, utilizzando il retro di un vecchio quaderno di scuola, per poi non smettere più, iniziando a pubblicare però solo nel 2008, ben diciassette anni più tardi.

Come nasce la sua poesia? Dove trova ispirazione?

Non so esattamente come, e da dove nasca la mia poesia, forse viene dettata dai miei stati d’animo, e può avvenire in qualunque momento della giornata, purché non mi senta mentalmente troppo stanco. Nasce dalla mia stessa vita, da tutto quello che si deposita dentro di me, e che poi ad un cetro punto vuole uscire in forma di poesia. Importante è che sia un atto naturale, sincero, ed empatico. La poesia la devi avere già dentro di te prima che nasca, altrimenti se deve essere un percorso costruito cerebralmente dal niente, con un utilizzo focalizzato soltanto sulla parola, sarà quella una poesia fine a sé stessa, che non avrà mai trasporto, che non susciterà mai emozioni in chi la legge. E’ importante dunque che la poesia abbia un messaggio, e che comunichi con immediatezza al lettore.

Cosa ci può dire del suo nuovo libro?

Questo nuovo libro è il risultato di molti mesi di scrittura, e di un’attenta rilettura dei testi. Proviene da un periodo di grande introspezione. Ho lasciato spazio ai miei sentimenti più profondi, di cui normalmente non parlo, e di cui normalmente non si può neanche parlare con gli altri. Pertanto nella mia parte più intima e silenziosa ho dato voce e forma a quello che è stato il mio stato d’animo in alcuni particolari momenti della vita; che mi hanno di conseguenza portato a fare delle riflessioni su ciò che possiamo percepire dello scorrere del tempo, dell’esistenza, su cosa diventa l’uomo dall’inizio alla sua fine. Aspetti e domande su tematiche che ci riguardano sempre da molto vicino. Scrivere è fondamentale per me, ed è anche un atto di coraggio, soprattutto quando si pubblica, quando cioè ci si mette in gioco davanti al lettore, sperando che questi versi possano suscitare in lui delle piacevoli emozioni.

© 2015, Press Too srl . Riproduzione riservata




10 ottobre 2015 alle 13:29 | Scrivi all'autore | stampa stampa | |

Argomenti Frequenti


Archivio


Ricerca personalizzata