Jen Beagin “Facciamo che ero morta”

Mona è una ventitreene disfunzionale che lavora come colf e, nel tempo libero, fa volontariato distribuendo siringhe agli eroinomani di Lowell, Massachusetts, che è il paese di Jack Kerouac ma, a parte questo, sembra il posto più sfigato d’America. E’ una ragazza solitaria, del tutto priva di autostima, parla continuamente con Dio chiamandolo “Bob”, da se stessa non si aspetta altro che fare una cavolata dietro l’altra. L’ultima che decide di combinare è innamorarsi di Mister Laido, uno dei tossici a cui distribuisce aghi puliti, che ha vent’anni più di lei e un’esistenza segnata dal dolore oltre che dalla dipendenza. Non può finire bene tra i due e difatti finisce male, sicché Mona sparisce dalla circolazione e si rifugia in un paesino del New Mexico abitato da fricchettoni e gente stramba. O forse strambi sono solo coloro che Mona è destinata ogni volta ad incontrare: un giovane gay di nome Gesù, una coppia anglo-giapponese, Nigel e Shiori, amante dei pigiami e della new age, una sensitiva di nome Betty che colleziona bambole inquietanti.
Con onestà, ma anche con sottile e a tratti irresistibile ironia, Jen Beagin scrive un romanzo d’esordio desolante e divertente, scatta una fotografia vivida di un universo
weird, di una gioventù vittima del proprio disorientamento. Il romanzo si aggiudica il Whiting Award 2017 per la narrativa e merita anche un seguito, appena uscito in America, Vacuum in the Dark.
Grazie all’edizione italiana di Einaudi (e all’ottima traduzione di Federica Aceto) anche i lettori italiani possono avvicinarsi ad una delle giovani scrittrici americane più acclamate delle ultime stagioni e scoprirne l’abilità nel lasciare che il pathos scolori sempre nella commedia.

 

 




Michael Imperioli “Il profumo bruciò i suoi occhi”

Chi lo immaginava che Michael Imperioli, meglio conosciuto come il Christopher Moltisanti della serie tv I Soprano, fosse un così abile narratore, capace di fare centro con il suo romanzo d’esordio?! Ambientato a New York nella torrida estate del 1976, Il profumo bruciò i suoi occhi svela la storia del giovane Matthew che, dopo la perdita del padre e del nonno, si trasferisce con la madre dal Queens a Manhattan. Non vuol dire soltanto attraversare l’East River, vuol dire una nuova vita.
Resoconto bruciato di un’adolescenza sull’orlo della distruzione familiare, di funesti riti di ingresso nel mondo dei grandi, di un’educazione reediana. Proprio così, perché ad un certo punto, Matthew si imbatte con uno strano uomo che vive nel suo stesso palazzo, uno che sfida il caldo con una giacca di pelle nera, “un tipo basso, smilzo, tutto vestito di nero con grandi occhiali da sole scuri e capelli cortissimi di un biondo sbiadito”: è Lou Reed. La più maledetta delle rockstar prende in simpatia Matthew e finisce per fargli da guida. Essendo l’autore di Heroin, Waiting For My Man e Vicious non si tratta di una guida lucida e moralizzante, ma bizzarra, sui generis, oltremodo efficace per illuminare una via, la sua via, ad un giovane disorientato di fronte alle cupezze della vita adulta.
Imperioli racconta di aver avuto l’idea per il romanzo nel 2013, quando il suo cruccio più grande era trovare un modo per entrare nella testa di un ragazzo dell’età di suo figlio, allora sedicenne, e cercare di comunicare con lui. Nello stesso periodo è venuto a mancare Lou Reed, a cui Imperioli era legato da un rapporto d’amicizia e reciproca stima. E’ venuto naturale immaginare una storia con l’ex Velvet Underground a fare da genitore surrogato, a parlare con un adolescente la lingua universale della giovinezza, quella del rock’n’roll.




Esclusiva, il Lungomare si confessa

 

SPECIALE LUDIBRIUM

Esclusiva – IL LUNGOMARE SI CONFESSA

Nella mia carriera di onesto lungomare ne ho viste tante, troppe ma mi accorgo ora che non è mai abbastanza.
I guai sono iniziati quando hanno deciso di “RIQUALIFICARMI”.

Lì ho capito come si può sentire un onesto lavoratore che dopo essere stato sottoposto ai lavori più usuranti e degradanti viene confinato in cassa integrazione.
Lì mi è stato chiaro che cosa ha provato Simonatettaronacoppadavis spogliarellistasoloperbeneficenza vedendo arrivare tutta quella concorrenza dall’est che ormai si svende solo a pagamento.
E se ci penso mi viene in mente Arturo che per chiamarsi Terry,  si è fatto/a  riqualificare a Casablanca, e non c’era né Bogart, nè quel fottutissimo pianista, Samuelediscorotto, ma solo aghi, bisturi, silicone e tariffe infami, senza pudore.

E così che mi sento io, ora.
Ma è bene che si sappiano le cose.

Riqualificare è come seppellire la storia soffocandola con lastroni patinati, oasi sintetiche,  luci simmetriche che servono solo ad abbagliare le coscienze di chi ha permesso negli anni andati, misfatti di ogni genere, scontornando una cartolina unica e preziosa per sovrascrivere sull’incanto: asfalto, corsie, parcheggi, piste ed altra roba simil-dovuta-alla-modernità.

Riqualificare è come aggrapparsi in molti allo sciacquone per spazzare via le nefandezze e le responsabilità, stando attenti a rimanere seduti al posto giusto, evitando di curare le emorroidi o le piaghe da decubito della “res publica”.

Riqualificare è la grottesca apologia di chi sfila impettito su quei lastroni a raccogliere immeritata gloria non avendo fatto – nulla – prima, per preservare la memoria.

Dov’erano i RIQUALIFICATORI quando mi cingolavano addosso latrando le ruspe  tranciandomi  impietosamente l’anima, dov’erano quando il nero magma ustionava a morte la terra soffocandomi il respiro con i rullo-compressori.

S’è fatto tardi, vedo gente torno al mio lavoro di onesto lungomare.
A presto e se venite da queste parti, – un consiglio: “grattatevi i grattini”.

“Es muss sein” – “così deve essere” – direbbe Kundera l’evaporatore di abissi, e… così sia.

 

ndr: un articolo © Cagliostro del 2007 ancora attuale

Cronaca e Attualità
Oblò: Appunti e Spunti
Cactus

 Articolo letto 397 volte. San Benedetto del Tronto il  5 giugno 07 alle 11:33

 

Lungomare: evoluzione o involuzione?

 




Lungomare: evoluzione o involuzione?

Avevamo un lungomare a quattro corsie di marcia e due file di parcheggi,

ora abbiamo due corsie di marcia e quattro file di parcheggi. 

 

San Benedetto del Tronto, 2018-06-16 – Avevamo un Lungomare fatto a regola d’arte, una opera d’arte. E le opere d’arte si restaurano. Non vogliamo entrare nel merito tecnico, perché forse non ne abbiamo le necessarie competenze, ma solo esprimere opinioni. Gli opinionisti adesso vanno di moda e proviamo a cimentarci. Negli ultimi anni il lungomare è andato anche lui di moda e ci si sono affannati politici ( di destra, sinistra, centro, centro destra, centro sinistra, gruppi misti, …) con tecnici di spessore per dare un nuovo volto stravolgendone l’aspetto originario e il tipo di fruizione. Ci teniamo a ripetere che le opere d’arte si restaurano. Ma questi soloni hanno pensato bene di farne una nuova opera d’arte venuta male. Parliamo adesso solo della fruizione perché il nuovo aspetto è sotto gli occhi di tutti e sfidiamo chiunque a sostenere che è migliore di prima. Avevamo dunque un lungomare a quattro corsie di marcia e due file di parcheggi, ora abbiamo due corsie di marcia e quattro file di parcheggi. Questo per rimanere al lungomare nord perché quello sud era stato ridotto addirittura ad una sola corsia di marcia parecchi anni fa. I parcheggi tutti rigorosamente blu per finanziare la nuova opera ma ci domandiamo se vengono rispettati ad esempio i parametri di legge e se nelle vicinanze alle distanze prescritte ci sono i prescritti parcheggi liberi. Sulle quattro corsie, secondo la nostra modesta opinione, si potevano fare due corsie riservate a mezzi pubblici, taxi ed emergenza per incentivarne appunto l’uso. Immaginiamo adesso la sola corsia intasata nelle ore di punta e l’ambulanza che deve passare per un soccorso, anzi non lo vogliamo neanche immaginare dove passerà perché ci avranno sicuramente pensato i soloni di turno. Bene, anzi male, per oggi basta così. Forse continueremo.

Esclusiva, il Lungomare si confessa

 

 




Leonard Michaels “Il club degli uomini”

Molti avevano amato Sylvia, romanzo autobiografico di Leonard Michaels pubblicato da Adelphi due anni fa. Ora Einaudi riporta in libreria (con la nuova traduzione di Katia Bagnoli) l’esordio dello scrittore ebreo-americano scomparso nel 2003, Il club degli uomini. Si tratta di un romanzo del 1981 che all’epoca fu finalista al National Book Award e che racconta di un gruppo di uomini borghesi che, nella California degli anni Settanta, decidono di vedersi a casa di uno di loro per chiacchierare in libertà delle proprie scappatelle e dei propri desideri, al riparo dalle orecchie di mogli e compagne. Sono professionisti rispettabili, chi medico, chi psicoanalista e così via, ma di fronte al confronto con altri esemplari di maschio l’unica attività in cui spiccano è quella di pavoneggiarsi. Le imprese (erotiche) raccontate assumono spesso i tratti dell’assurdo e non mancano mai di mostrare in filigrana l’enorme paura del fallimento che li attanaglia. Altro che le accuse di antifemminismo che qualcuno aveva rivolto al libro alla sua uscita, le centoquaranta pagine de Il club degli uomini sono semplicemente spietate nel mettere in luce le miserie del maschio di mezza età e l’incapacità di fronteggiare la sua crisi epocale.

 

 




“Tonya” di Graig Gillespie

La vita della pattinatrice statunitense Tonya Harding in un riuscito biopic firmato dall’australiano Graig Gillespie che ha ottenuto tre candidature all’Oscar e una statuetta per la migliore attrice non protagonista all’eccezionale Allison Janney.

 

Tonya racconta una storia che in America fece enormemente scalpore, mentre da noi forse in pochi la ricordano. Tonya Harding è una pattinatrice sul ghiaccio di Portland, Oregon, che nel 1994 finisce coinvolta nel cosiddetto scandalo Kerrigan. Il 6 gennaio, un mese prima dei Giochi Invernali di Lillehammer, l’amica rivale Nancy Kerrigan viene aggredita con una spranga sul ginocchio destro. Si scopre presto che il mandante dell’aggressione è Jeff Gillooly, ex marito della Harding, che avrebbe agito per togliere di mezzo una pericolosa avversaria di Tonya (ad oggi non è ancora ben chiaro se con il beneplacito di lei o meno). Dopo le Olimpiadi, alle quali la Kerrigan riesce comunque a partecipare aggiudicandosi la medaglia d’argento, la Harding, che a Lillehammer non va oltre l’ottavo posto, accetta di pagare una multa di 160000 dollari per non essere processata e finisce in questo modo la carriera, visto che la Federazione americana le revoca il titolo nazionale appena conquistato e la bandisce a vita dalle competizioni.
Il film di Graig Gillespie mette naturalmente questa torbida vicenda al centro del racconto, ma sa andare per fortuna oltre. La prima parte mostra allo spettatore l’infanzia di Tonya, la sua vita complicata, priva di amore, il rapporto con una madre anaffettiva prima e un compagno violento poi. Mostra anche la stima mai sbocciata da parte dei giudici e della Federazione americana, che vogliono che a rappresentare il loro Paese nel pattinaggio artistico sia un’atleta completamente diversa da Tonya, più elegante, più aggraziata, più educata. Tonya è lontana da questi standard, è una fumatrice e odia la parola femminile, ma non è una cattiva persona, o di sicuro non è una persona peggiore di quelle che la circondano, e come atleta vale le migliori: è la prima pattinatrice statunitense ad eseguire il triplo axel in una competizione ufficiale (la seconda al mondo dopo la giapponese It?). Ma chi è nata sotto una cattiva stella a volte è destinata unicamente a precipitare, e il regista è bravo a dettare i tempi della discesa con intelligente ironia, in alcuni casi degna dei fratelli Coen, come nelle scene dell’aggressione della Kerrigan, ai limiti del comico.
Aiutano la resa del film l’ottima sceneggiatura di Steven Rogers, basata sulle interviste fatte a alla Harding e a Gillooly e sul documentario della ESPN The Price of Gold, e le eccezionali interpretazioni di Margot Robbie nel ruolo di Tonya e di Allison Janney nel ruolo di sua madre LaVona (ruolo che le ha fatto vincere l’Oscar come migliore attrice non protagonista).

 

 

 




Samb – Vicenza: i convocati

 

La lista dei calciatori rossoblù che prenderanno parte alla 31a Giornata di Campionato contro i biancorossi

 

San Benedetto del Tronto, 2018-03-21 – La S.S. Sambenedettese comunica i 22 convocati da Mister Capuano per la 12a Giornata di ritorno di Serie C Girone B 2017/18 Sambenedettese-Vicenza di oggi, mercoledì 21 marzo, che si disputerà alle ore 18:30 presso il Riviera delle Palme:

1 Pegorin Fabio
2 Conson Diego
4 Gelonese Luca
5 Mattia Simone
6 Miceli Mirko
7 Di Massimo Alessio
8 Bove Gabriele
9 Bellomo Nicola   
10 Esposito Vittorio
11 Stanco Francesco
13 Di Pasquale Davide
15 Demofonti Marco
18 Candellori Kevin
19 Valente Nicola
22 Perina Pietro
23 Bacinovic Armin
26 Miracoli Luca
30 Tomi Giovanni
32 Patti Matteo
34 Haxhiu Lorian
35 Austoni Filippo
36 D’Intino Marco

 

 




Eloisa Atti “Edges”

Etichetta: Alman Music / Strade Blu Factory / Self
Brani: Each Man Is God / Moony / Blue Eyes Blue / Edges / The Rest of Me / The Careless Song / Sleepy Man / Without You / Cry, Cry, Cry / Love Signs / Henry’s Song / Lullaby to Myself
Produttore: Eloisa Atti

 

Eloisa Atti vuole fare l’americana. Ci mette tutta se stessa per immergersi nel mondo musicale d’oltreoceano, per percorrerne i chiaroscuri, considerando discese e risalite, rallentamenti e frenesie di un continente che non ha perso nulla del suo fascino. Eloisa riesce nell’impresa di essere un’americana d’elezione e di sfidare le leggi di gravità quando si muove in equilibrio fra tutti i generi di una terra che continua a sedurre con i suoi canti primordiali, più o meno rinvigoriti dalle varie ricette, tra country, roots, folk, blues, jazz.

E’ una musica evocativa, che richiama spazi enormi, che scompiglia la grigia quotidianità con l’elemento selvaggio; confezionata con cura artigianale, fino a creare un sound denso e allo stesso tempo arioso, libero di disperdersi into the wild. I confini del titolo sono solo pretesti per andare oltre qualsiasi steccato, geografico o mentale, per superare e superarsi nel proprio desiderio, fino ad intravedere la bellezza della verità. Dalle sonorità anni Cinquanta di Blue Eyes Blue al jazz di Rest Of Me, le canzoni si giovano di un sound brillante, grazie alla splendida band formata, oltre che da Eloisa, da Zeno De Rossi alla batteria, Stefano Senni al contrabasso, Emiliano Pintori all’organo e al piano e Marco Bovi (coautore di due brani) alle chitarre.




Samb – Reggiana 0 a 0: un pari che sta stretto

SAN BENEDETTO DEL TRONTO, 2018-02-10 – Finisce 0 – 0 una partita che la Samb ha dominato a livello di possesso palla e di occasioni da rete, anche se i rossoblu hanno tirato nello specchio soltanto due volte. Una Samb, dunque, che produce molto ma che non capitalizza: insomma, il problema che assilla i tifosi dall’inizio del campionato. Poca lucidità e precisione davanti alla porta avversaria, difficoltà a vincere partite casalinghe ampiamente alla portata.
Al 16′, sugli sviluppi di un calcio piazzato, Miceli calcia alto da buona posizione. Al 24′ Bellomo apre per Esposito, che di sinistro spara in curva sud. Al 26′ azione personale di Esposito, conclusa dal destro deviato in angolo da Facchin. Al 32′ Bellomo regala un pallone d’oro a Rapisarda, che di destro sfiora il palo. Al 40′ viene annullato un gol a Miceli che di testa insacca la porta della Reggiana, per un presunto fallo in area di Di Pasquale che nessuno, a parte l’arbitro, sembra aver visto.
Nella ripresa la musica non cambia. La Samb crea gioco, soprattutto grazie alla fantasia di Esposito e Bellomo, ma la Reggiana tiene botta. Al 58′ percussione di Rapisarda, fermato in corner: dal calcio d’angolo viene fuori un pericolosissimo colpo di testa di Miceli, che finisce a lato di un soffio. Quattro minuti più tardi è la Reggiana ad avere un clamoroso match-point in contropiede, ma Perina compie il miracolo. Nel frattempo, la sostituzione di Esposito e Bove e il calo di Bellomo spengono la creatività della Samb, e la partita arriva fino al triplice fischio senza regalare altre grosse emozioni.
In sala stampa l’allenatore Capuano, pur elogiando i suoi, si è lamentato per il troppo egoismo di alcuni che rende difficile le conclusioni a rete.

Prossimo appuntamento venerdì 16 febbraio, ore 20:45 ancora al Riviera per la 26a giornata, contro il Mestre

 

 

 

SAMB

Perina, Conson ©, Miceli, Bove (75’ Valente), Bellomo, Esposito (61’ Di Massimo), Di Pasquale, Rapisarda, Marchi (89’ Gelonese), Miracoli (61’ Stanco), Tomi

A disposizione: Pegorin, Ceka, Mattia, Demofonti, Candellori, Valente, Bacinovic, Patti, Aridità

Allenatore: Ezio Capuano
REGGIANA

Facchin, Genevier ©, Bovo, Cesarini, Altinier (63’ Cianci), Bastrini, Crocchianti, Panizzi, Ghiringhelli, Carlini (88’ Vignali), Cattaneo (63’ Riverola)

A disposizione: Viola, Bobb, Spanò, Rosso, Rocco, Lombardo, Narduzzo, Manfrin

Allenatore: Sergio Eberini
Arbitro: Lorenzo Maggioni di Lecco assistito da Andrea Zingrillo di Seregno e Robert Avalos di Legnano
Ammoniti: 17’ Bastrini (R), 20’ Esposito (S), 43’ Marchi (S)
Angoli: 7-4
Recupero: 0 + 4 min.
Spettatori 4.700 di cui 400 provenienti da Reggio Emilia.

 

 

 

Serie C Girone B 2017/18 – Risultati 25a G

SUDTIROL
GUBBIO 1:2
SANTARCANGELO
PADOVA 1:3
RENATE
TRIESTINA 1:3
ALBINOLEFFE
BASSANO 0:0
PORDENONE
FERALPISALò 0:3
SAMB
REGGIANA 0:0
RAVENNA
FANO 1:2
FERMANA
TERAMO 4:2

 

 

FotoCronaca

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nb: per immagini ad alta definizione scrivere a redazione@ilmascalzone.it

 

 

 

 

 

Serie C Girone B 2017/18 – Classifica 25a G

 

G

P.ti

V

N

P

Reti F/A

PADOVA

22

45

13

6

3

31:18

FERALPISALò

23

36

10

6

7

31:27

SAMB

22

35

9

8

5

26:17

REGGIANA

21

33

9

6

6

23:16

RENATE

22

33

9

6

7

23:21

BASSANO

23

33

9

6

8

22:19

SUDTIROL

22

31

8

7

7

23:20

ALBINOLEFFE

23

31

8

7

8

26:24

TRIESTINA

22

30

7

9

6

33:24

PORDENONE

22

30

7

9

6

27:27

FERMANA

23

30

7

9

7

21:21

MESTRE

22

28

7

7

8

23:22

VICENZA

21

27

7

6

8

22:23

GUBBIO

23

27

7

6

10

24:32

RAVENNA

22

23

6

5

11

19:28

SANTARCANGELO

23

23

6

6

11

22:43

TERAMO

22

22

4

10

8

23:29

FANO

22

19

4

7

11

17:25

MODENA

0

-3

0

0

0

0:0

 

 

Serie C Girone B 2017/18 – 26a G

SAMB
MESTRE -:-
TRIESTINA
ALBINOLEFFE -:-
FANO
VICENZA -:-
BASSANO
FERMANA -:-
GUBBIO
PORDENONE -:-
FERALPISALò
TERAMO -:-
PADOVA
RAVENNA -:-
REGGIANA
SANTARCANGELO -:-

 




Samb – Gubbio 1 a 1

 

 

San Benedetto del Tronto, 2018-01-27 – Il Gubbio sblocca la gara al 4st con un eurogol di Marchi che è stato bravo ad insaccare da centrocampo complici però un errore in fase di possesso di Bcinovic e di Perina che era troppo lontano dai pali. Poi è stato bravo Capuano con le sostituzioni che hanno letteralmente cambiato la partita. Con l’ingresso in campo al 7st di Esposito per Valente, Bellomo per Vallocchia, Marchi per Bacinovic, e al 19st di Di Massimo per Gelonese i rossoblu sono riusciti a pareggiare con Rapisarda al 35st che è stato devastante sulla fascia di competenza mettendo in area molte palle gol e concludendo appunto anche personalmente. Un’altra occasione mancata comunque per accorciare sul Padova che vince a Vicenza. Ma il campionato è lungo e l’occasione è propizia già dalla prossima gara che i rivieraschi andranno a giocarsela proprio in casa della capolista sabato 3 febbraio alle 16:30 allo Stadio Euganeo di Padova. Ma neanche il mercato e terminato e, dunque, tutti si aspettano da patron Fedeli l’agognato uomo gol per fare il salto di qualità.

 

 

Samb

Perina, Conson v©, Gelonese (66’ Di Massimo), Miceli, Di Pasquale, Rapisarda, Valente (46’ Esposito), Vallocchia (46’ Bellomo), Bacinovic © (46’ Marchi), Miracoli, Tomi

A disposizione: Pegorin, Ceka, Mattia, Bove, Demofonti, Tirabassi

Allenatore: Ezio Capuano
Gubbio

Volpe, Giacomarro (81’ Ricci), Malaccari, Marchi (92’ Jallow), Ciccone, Casiraghi (71’ Valagussa), Paolelli, Piccinni, Kalombo, Burzigotti, Sampietro

A disposizione: Costa, Pedrelli, Bergamini, Manari, Libertazzi, Battaiola

Allenatore: Dino Pagliari
Arbitro: Fabio Pasciuta di Agrigento assistito da Luca Bianchini e Lorenzo Biasini di Cesena
Marcatori: 49’ Marchi, 80’ Rapisarda
Ammoniti: 56’ Ciccone, 58’ Bellomo, 59’ Kalombo, 59’ Di Pasquale, 75’ Tomi
Angoli: 7 – 7
Recupero: 2 + 4 min.

 

Serie C Girone B 2017/18 – Risultati 23a G

SANTARCANGELO
ALBINOLEFFE 1:0
PORDENONE
BASSANO 1:1
SUDTIROL
TRIESTINA 2:1
FANO
FERALPISALò 1:1
MESTRE
FERMANA 0:1
SAMB
GUBBIO 1:1
RAVENNA
TERAMO 1:1
VICENZA
PADOVA 0:1

 

il Tempio del Tifo

 

FotoCronaca

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Serie C Girone B 2017/18 – Classifica 23a G

 

 

G

P.ti

V

N

P

Reti F/A

PADOVA

20

41

12

5

3

27:16

RENATE

20

33

9

6

5

21:16

SAMB

20

33

9

6

5

25:16

FERALPISALò

21

33

9

6

6

27:24

SUDTIROL

20

31

8

7

5

22:17

REGGIANA

19

29

8

5

6

21:15

BASSANO

21

29

8

5

8

21:19

ALBINOLEFFE

21

29

8

5

8

24:22

PORDENONE

20

27

6

9

5

26:24

MESTRE

21

27

7

6

8

23:22

TRIESTINA

20

26

6

8

6

30:23

FERMANA

21

26

6

8

7

16:18

VICENZA

20

24

6

6

8

19:22

RAVENNA

21

23

6

5

10

18:26

GUBBIO

21

23

6

5

10

20:29

TERAMO

20

22

4

10

6

21:24

SANTARCANGELO

21

22

6

5

10

20:39

FANO

21

16

3

7

11

15:24

MODENA

0

-3

0

0

0

0:0

Serie C Girone B 2017/18 – 24a G

GUBBIO
ALBINOLEFFE -:-
TERAMO
PORDENONE -:-
PADOVA
SAMB -:-
BASSANO
SUDTIROL -:-
FERALPISALò
VICENZA -:-
REGGIANA
RENATE -:-
TRIESTINA
MESTRE -:-
FERMANA
SANTARCANGELO -:-