Inagurata Piattaforma Laser all’Urologia dell’Area Vasta 3

Macerata, 2018-10-12 – CERISCIOLI: “SIAMO TRA LE PRIME REGIONI D’ITALIA CHE CENTRANO L’OBIETTIVO NAZIONALE E LO FACCIAMO CON I CONTI A POSTO”

IL PRESIDENTE DELLA REGIONE HA INAGURATO LA PIATTAFORMA LASER LUMENIS PULSE 120H MOSES

“Un’apparecchiatura tecnologicamente avanzata che attraverso un laser e’ in grado di effettuare non solo un intervento chirurgico, ma anche abbreviare i tempi di degenza. Con lo spirito di collaborazione tra pubblico e privato si possono raggiungere importanti traguardi. Abbiamo investito 30 milioni in 3 anni nella sanita’ maceratese per tecnologie che qualificano il servizio offerto ai cittadini e siamo tra le prime regioni d’Italia che centrano l’ obiettivo nazionale e lo facciamo avendo i conti a posto. Quando si ha una squadra efficiente e’ possibile dare alla comunita’ risposte di alto livello e qualità”.> Così il presidente della Regione Marche è intervenuto all’ospedale di Macerata all’inagurazione  della Piattaforma Laser Lumenis Pulse 120 h Moses donata dalla Fondazione  Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata al servizio di Urologia dell’Area Vasta 3. La strumentazione  è utilizzatat per il trattamento della calcolosi e dei tessuti molli attraverso l’innovativa ed esclusiva tecnologia “Lumenis” che consente all’operatore di ottimizzare la trasmissione dell’energia laser e contollare la retropulsione dei calcoli. Inoltre il laser Pulse 120 Moses esprime la sua migliore prestazione nella tecnica HoLep per l’enucleazione dell’adenoma prostatico consentendo procedure rapide, precise ed efficaci in associazione al morcellatore Versacut. Con esso è possibile anche effettuare la vaporizzazione HoLap del tessuto prostatico.




Lo psicologo delle cure primarie

LO PSICOLOGO DELLE CURE PRIMARIE

Ascoli Piceno – L’Organizzazione mondiale della sanità ha definito la salute uno “stato di benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia”. Ne deriva che la prevenzione, la medicina del territorio, l’alta specializzazione e soprattutto il trattamento del disagio psicologico sociale e l’umanità delle cure vanno individuati come gli ambiti prioritari in cui collocare le risorse per rilanciare una sanità qualitativamente di buon livello.

Per questo – ha commentato il vice Presidente del Consiglio regionale, Piero Celani – sono rilevanti il ruolo e le funzioni dello psicologo delle cure primarie, definito anche psicologo di base. Una figura professionale caratterizzata dal legame con il territorio e dalla stretta collaborazione con il medico di base”.

Il problema era già stato sollevato dl dott. Fabrizio Volpini, medico, e presidente della IV Commissione permanente della Regione Marche, con una mozione che riguardava, appunto, l’istituzione della figura dello psicologo delle cure primarie da affiancare al medico di base.

I pazienti che accedono al servizio di base o dal medico specialista soffrono spesso di disturbi psicosomatici o di comportamenti ed abitudini dannose per la loro salute o, ancor peggio, di vere e proprie dipendenze patologiche.

Per questo la prevenzione del disagio la promozione della salute è dunque una componente imprescindibile ed integrante della tipica azione “sanitaria”, assieme a componenti quali la diagnosi e la terapia e contribuisce a costruire la sua identità complessiva, rendendola efficace.

Lo psicologo – dice Piero Celani – non si deve occupare soltanto di curare ma anche e soprattutto di prevenire ed educare al benessere. Con questo progetto vorremmo arrivare a migliorare la qualità di vita di ogni persona che accede al servizio e, di conseguenza, dei loro familiari”.

Dello psicologo delle cure primarie se ne parlerà nel corso di un convegno in programma sabato 13 ottobre, dalle ore 9.00 alle ore 13.00, presso la Bottega del Terzo Settore in corso Trento e Trieste.

Un convegno al quale prenderanno parte illustri professionisti che porteranno il contributo dei loro pareri e che vede come moderatrici le dottoresse Raffaella Bartolini e Maria Cristina Urizar, psicoterapeute e socie fondatrici dell’Associazione Psy Alchimia.

Dopo la presentazione del progetto a cura della dott.ssa Cinzia Valenti, psicoterapeuta e presidente dell’associazione Psy Alchimia, sarà la volta del prof. Luigi Solano, docente della Scuola di Specializzazione in Psicologia della Salute, Dipartimento di Psicologia Dinamica e Clinica Università Sapienza di Doma e membro ordinario della Società Psicoanalitica italiana, che tratterà il tema “Lo Psicologo di base nell’assistenza primaria: il modello della copresenza con il medico”.

Seguiranno la dott.ssa Lucia Di Furia, direttrice Agenzia regionale sanitaria della Regione Marche con una relazione su “Panorama attuale nella Regione Marche sulla mozione approvata il 10 maggio 2016 a sostegno dell’istituzione della figura dello psicologo delle cure primarie” e il dott. Alessandro Suardi, consigliere dell’Ordine degli psicologi Regione Marche che tratterà “Lo psicologo delle cure primarie nel panorama nazionale e internazionale”.

Sarà quindi la volta dell’avv. Sarah Perrucci, amministratore di sostegno, sul “Ruolo dello Psicologo delle cure Primarie nella Volontaria Giurisdizione” mentre le conclusioni saranno tratte dal dott.Fabrizio Volpini, presidente della IV Commissione Consiliare permanente della Regione Marche.

L’iniziativa è patrocinata e sostenuta dall’Assemblea legislativa delle Marche.




Ambliopia: parte da Ascoli la raccolta dati nazionale per la prevenzione

“Occhio pigro”, parte da Ascoli la raccolta dati del progetto nazionale

Screening gratuiti, l’11 ottobre, per bambini e adulti nel centro “Officina dei Sensi” che sta già raccogliendo decine di prenotazioni anche da fuori provincia

Ascoli Piceno, 9 ottobre 2018 – E’ stato presentato questa mattina nel corso della conferenza stampa promossa dall’Unione italiana ciechi e ipovedenti, sezione di Ascoli e Fermo, il progetto nazionale che parte dal capoluogo piceno e toccherà altre 7 città italiane e che riguarda i bambini fino a 30 mesi.

Presenti all’incontro con la stampa: Gigliola Chiappini, vice presidente Uici sezione territoriale di Ascoli Piceno e Fermo, Alessandra Comini, responsabile per l’Ipovisione, Chiara Marchegiani, Ortottista, Donatella Ferretti, vice sindaco di Ascoli Piceno, e Etta Cesari della cooperativa Habilis.

Screening su larga scala per bambini sotto i 30 mesi e una raccolta dati al servizio della ricerca scientifica per verificare l’incidenza delle patologie legate alla vista e, in particolare, dell’Ambliopia, disturbo più comunemente conosciuto come ‘occhio pigro’.

Parte da Ascoli Piceno la raccolta dati della campagna nazionale di prevenzione Amgo “A me gli occhi” promossa nelle Marche dalla sezione interprovinciale di Ascoli e Fermo dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti in collaborazione con CBM Italia Onlus, organizzazione umanitaria impegnata nella cura e nella prevenzione della cecità e disabilità evitabile nei Paesi del Sud del mondo.

Le visite gratuite – spiega Gigliola Chiappini, vice presidente Uici Ascoli e Fermo – si svolgeranno giovedì 11 ottobre, in occasione della Giornata Mondiale della Vista, presso il centro ‘Officina dei Sensi’, in via Copernico, 8, nel capoluogo piceno, per poi approdare in altre sette città italiane: Roma, Bologna, Genova, Catania, Torino, Massa Carrara e Savona e i dati che saranno raccolti verranno trasmessi all’Istituto Cavazza di Bologna che coordina il progetto a livello nazionale. Le statistiche sull’incidenza del disturbo permetteranno di calibrare meglio la prevenzione che nel caso delle patologie oculari è di primissima importanza”.

L’ambliopia – sottolinea Chiara Marchegiani, Ortottista – consiste in un ridotto sviluppo della funzione visiva in uno o in entrambi gli occhi a causa di un difetto visivo presente nella prima infanzia, periodo durante il quale si compie lo sviluppo e la maturazione del sistema visivo. Se non trattata tempestivamente questa condizione può dare origine a un difetto permanente. Per questo è importante sottoporre al controllo i bambini nei primi mesi di vita, quando la malattia è asintomatica e non c’è altro modo per registrarla”.

Il Comune di Ascoli Piceno ha inviato circa 500 lettere ad altrettante famiglie con bambini sotto i 30 mesi, invitando al controllo. E la stessa iniziativa è stata avviata anche sul territorio di Maltignano e Folignano.

Siamo sempre molto vicini alle attività dell’Uici – commenta il vice sindaco di Ascoli Piceno, Donatella Ferretti – perché è fondamentale sostenere la prevenzione e fare di tutto per offrire alle persone con disabilità ogni strumento utile a garantire un’esistenza quanto più vicina alla normalità”.
Per l’11 ottobre – spiega Mirco Fava, tra i responsabili del progetto – prevediamo all’Officina dei Sensi la presenza di almeno un centinaio di bambini. Stanno già arrivando numerose richieste anche da fuori provincia. A disposizione dei piccoli, dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 19.00, ci saranno due ortottiste e due oculisti. Dall’andamento registrato negli scorsi anni, al 30 per cento dei bambini visitati è assegnato un codice giallo e al 3 per cento un codice rosso. I codici rossi dall’ortottista passano direttamente all’oculista per una visita più approfondita, mentre i codici gialli sono richiamati, sempre per un controllo gratuito, nelle settimane successive”.

Con 450 soci iscritti, 1.200 persone, sul territorio, con disabilità riconosciuta e più di 1.700 visite effettuate lo scorso anno all’interno delle scuole, la sezione territoriale dell’Uici di Ascoli Piceno e Fermo in occasione della Giornata Mondiale della Vista propone il controllo gratuito anche per gli adulti. “Dopo i 40 anni – raccomanda Alessandra Comini, responsabile per l’Ipovisione – è sempre auspicabile iniziare a programmare visite periodiche. Non dimentichiamo che molte patologie non presentano sintomi e che in 80 casi su cento, con controlli periodici, si possono prevenire”.

Molto significativa, per la campagna 2018, la collaborazione con CBM Italia Onlus, l’organizzazione umanitaria internazionale impegnata nella cura e nella prevenzione della cecità e disabilità evitabile nei Paesi del Sud del mondo. CBM è un’organizzazione attiva dal 1908, composta da 10 associazioni nazionali (Australia, Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Italia, Kenya, Nuova Zelanda, USA, Sud Africa e Svizzera) che insieme sostengono progetti e interventi di tipo medico-sanitario, di sviluppo ed educativoDal 1989 CBM è partner dell’Organizzazione Mondiale della Sanità nella lotta contro la cecità prevenibile e la sordità. Opera nei Paesi nel Sud del mondo in sinergia con i partner locali in un’ottica di crescita e sviluppo locale e lo scorso anno ha raggiunto oltre 35 milioni di persone attraverso 530 progetti in 54 Paesi di tutto il mondo (Info: www.cbmitalia.org).

Da 110 anni CBM si prende cura della vista delle persone che vivono in Africa, Asia e America Latina – spiega Massimo Maggio, Direttore CBM Italia Onlus -. È nei Paesi del Sud del mondo che vive l’89 per cento delle persone cieche e ipovedenti. Essere al fianco dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti è per noi importante. La vista è un bene prezioso ed è importante averne cura fin da piccoli: è con questo obiettivo che, all’interno della Campagna ‘A me gli occhi’ nata dall’Istituto dei Ciechi Cavazza, cercheremo di sensibilizzare il pubblico su quanto facciamo nei Paesi del Sud del mondo dove essere cieco significa rischiare di morire ogni giorno a causa di incidenti e maltrattamenti”. CBM Italia sarà presente durante gli screening con attività di sensibilizzazione sulla vista nei Paesi del Sud del mondo rivolte ai bambini e alle famiglie.




La realizzazione del nuovo ospedale Salesi è una realtà

Pubblicato il bando di gara da oltre 56 milioni

Il PRESIDENTE CERISCIOLI: “ UN TRAGUARDO MOLTO IMPORTANTE AFFIDARE I LAVORI,  PROMESSE MANTENUTE”  

Michele Caporossi: “Sarà all’avanguardia in Italia anche nella concezione di superamento dei reparti e  secondo una logica dei percorsi di intensità di cura.  E’ dai tempi della frana di Ancona che non si vedeva un intervento finanziario così poderoso per un’opera sanitaria nel capoluogo.”

Ancona, 2018-09-22 – “Quella di oggi è una giornata speciale, storica: abbiamo completato il nostro compito, la parte “ politica”, ora la palla passa in mano ai tecnici.”  Ha esordito così, con visibile soddisfazione,  il presidente della Regione , Luca Cerisciolialla conferenza stampa per annunciare e informare sulla pubblicazione nelle gazzette ufficiali del bando di gara europeo per l’affidamento dei lavori di realizzazione della nuova struttura ospedaliera materno-infantile “ G. Salesi” a Torrette. “Un percorso di tre anni – ha proseguito Ceriscioli – siamo dovuti ripartire da zero rispetto al vecchio iter procedurale e progettuale e ad un finanziamento che c’era sulla carta ma non effettivo.  Abbiamo reperito i 46 milioni necessari per i lavori ma anche gli altri per l’IVA a nostro carico, in tutto 56 milioni. Si è riprogettato l’intero intervento, da quel protocollo firmato con il Comune di Ancona che sanciva una promessa: un impegno molto intenso e complesso da parte della struttura regionale e della Stazione unica appaltante della Regione che ha lavorato benissimo e in tempi stretti. C’è stata una forte volontà di arrivare a questo traguardo perché consapevoli che il Salesi rappresenta una realtà di eccellenza strategica che andava mantenuta ad Ancona ma a servizio di tutta la regione e di una gran parte dell’Italia centrale. Sarà una struttura funzionale e all’avanguardia, progettata già per l’alta qualità dei servizi. Importante anche la “vision” del nuovo ospedale che già dalla collocazione fisica rappresenta plasticamente il senso della struttura: autonoma come deve essere un ospedale pediatrico, ma strettamente connessa all’Ospedale regionale per tutto ciò che sarà di servizio al Salesi. Da adesso  – ha concluso Ceriscioli – entriamo nell’ ‘avventura’ di costruire un’opera pubblica in Italia, ma contiamo che tutto proceda secondo i tempi e le modalità previste: dopo il ricevimento delle offerte entro il 31 ottobre prossimo, l’ aggiudicazione dei lavori entro dicembre e l’avvio a primavera 2019. Da lì la ditta aggiudicataria avrà tempo circa tre anni e mezzo per terminarli e vigileremo che sia così.”

 

Il presidente Ceriscioli ha anche ringraziato il Comune di Ancona, per cui era presente l’assessore Emma Capogorossi –  per la fattiva collaborazione in tutto questo complesso iter, “non una collaborazione di facciata ma concreta e una via preferenziale in tutti gli adempimenti connessi per arrivare insieme a questa meta ambiziosa e ambita da chi aveva a cuore il destino di questo Ospedale . Per la riconversione della vecchia struttura dell’ “Ospedaletto dei bambini” – a cui sarà assegnata tra breve una nuova Risonanza magnetica che sarà poi trasferita nel nuovo ospedale – ha aggiunto il Presidente – pensavo ad appartamenti per studenti universitari. Perché il capoluogo regionale assuma sempre di più la veste di città universitaria che attualmente non è così percepita e sviluppi percorsi di scambio di accoglienza anche con università straniere. Tra l’altro la struttura è in una posizione panoramica  eccezionale della città e sarebbero davvero residenze molto desiderate. ”

Il direttore generale dell’Azienda Ospedali riuniti di Ancona , Michele Caporossi ha rilevato che “ dai tempi della frana di Ancona , nel 1982 ,  che non si registrava un intervento finanziario così poderoso per costruire un’opera pubblica sanitaria nel capoluogo regionale. Dai tempi cioè di quando si cominciò a costruire l’Ospedale di Torrette.  Con la realizzazione del nuovo Salesi si compirà il completamento del “vero” Ospedale regionale ed è dal 1992 che non si costruiscono in Italia ospedali pediatrici specializzati, secondo la concezione che non servivano. C’è una rete quindi molto limitata in Italia e il Salesi , già altamente specializzato, sarà all’avanguardia rispetto agli altri con un bacino di utenza di circa 7 milioni di persone che avranno a disposizione equipe mediche qualificatissime. Una grande conquista anche sotto il profilo del superamento della logica dei reparti per approdare a quella moderna e innovativa dei percorsi multidisciplinari secondo i gradi intensità delle cure, una logica che soddisfa le economie di scala e di scopo. Un cambio di passo, dunque, nella mentalità assistenziale che porta a maggiore efficienza e maggiore qualità delle prestazioni erogate.“

L’assessore comunale Emma Capogrossi , oltre alla soddisfazione espressa per la conclusione di un iter complesso  ha detto che “ oggi è una gran bella giornata perché quello che sembrava impossibile, adesso è possibile, avendo fatto squadra. Quasi la realizzazione di un sogno per chi ha a cuore la salute dei bambini anconetani e marchigiani.”

In allegato le slide con le schede informative sull’iter di realizzazione del nuovo Ospedale Salesi

Scarica le slide presentate oggi alla conferenza stampa regionale per conoscere più in dettaglio il progetto (28Mb).




Inaugurazione reparto di oncologia a Marche Nord

PRESENTAZIONE DEL NUOVO ACCELERATORE PER TRATTAMENTI STEREOTASSICI

 

Pesaro, 2018-09-22 – Cresce il Polo Onco-Ematologico di Marche Nord, dal punto di vista tecnologico e strutturale. Da una parte c’è la riqualificazione del reparto di degenza di Oncologia, dall’altra la recente attivazione e messa in opera dell’acceleratore lineare per trattamenti stereotassici al servizio dell’Unità operativa di Radioterapia, un’apparecchiatura di ultima generazione che fa slittare il servizio di Radioterapia in vetta alle classifiche dei centri più all’avanguardia d’Italia. Investimenti pubblici di oltre tre milioni e seicento mila euro.

 

“L’azienda ospedaliera Marche Nord negli ultimi anni si è attrezzata di grandi tecnologie. Grazie alla possibilità che abbiamo avuto di investimenti straordinari in tutta la sanità regionale – spiega il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli – Qui si è concretizzato attraverso la robotica, la chirurgia di altissimo livello  e oggi con la radioterapia stereotassica, la possibilità di fare trattamenti radioterapici  estremamente mirati di grandissima qualità, si allarga  l’offerta di risposte che siamo in grado di dare in questa struttura. Le nuove tecnologie si affiancano a spazi che accolgono sempre meglio le persone, con molto attenzione all’aspetto dell’ umanizzazione e della  qualità dei servizi . Investimenti che accompagnano un’azienda che sempre più ottiene risultati  importanti come quello di quest’anno sulla mobilità passiva che è migliorata di 10 milioni di euro. Erano anni che si verificava questa tendenza e se si continua in questa direzione saremo in grado di dare risposte sempre più qualificate ai marchigiani e ai pesaresi nel loro territorio”.

In merito al nuovo ospedale il presidente Ceriscioli ha aggiunto: “il prossimo step della sanità regionale è l’avvio del percorso di realizzazione del nuovo ospedale. Siamo all’ultima valutazione tecnica obbligatoria che va fatta prima di mettere in gara l’intera procedura. Le scelte sono state fatte anche in termini di equilibrio, con un forte investimento che viene fatto qui che permetterà di avere una struttura di eccellenza non solo come edificio ma anche sotto il profilo dell’organizzazione e ricollocazione dei servizi,  con un piano strategico molto forte. Abbiamo lavorato in questi anni sul contenuto con professionisti e tecnologie e il personale che è aumentato di cento unità per realizzare un contenitore , sapendo di metterci dentro tanta qualità”.

 

“Un investimento importante sul nostro territorio per la salute in termini di nuove tecnologie e luoghi più adeguati – aggiunge il sindaco di Pesaro Matteo Ricci – un ringraziamento al presidente Ceriscioli e all’azienda che hanno reso possibile questo. Un investimento che avviene in un luogo dove sorgerà il nuovo ospedale sul quale da parte della regione c’è finalmente un disegno chiaro. Ci vorrà del tempo, ma la strada è chiara e ci consente di lavorare al meglio in questo periodo transitorio”.

 

“Più tecnologie, più servizi ma anche un nuovo reparto che consente una maggiore umanizzazione del percorso – afferma il direttore di Marche Nord Maria Capalbo – inoltre      il nuovo acceleratore lineare Versa HD è un’apparecchiatura di ultima generazione che fa slittare il servizio di Radioterapia in vetta alle classifiche dei centri più all’avanguardia d’Italia che consente di colpire i tumori di piccole dimensioni – con radiazione di dosi elevatissime – senza toccare i tessuti sani, e riducendo significativamente il numero di sedute di trattamento. Un trattamento che porta un beneficio enorme per il paziente: si ottiene un risultato di qualità migliorando il percorso in termini di qualità della vita del paziente per i minori effetti collaterali”.

 

Il presidente si è poi recato al convegno per i trent’anni dell’oncologia, a Palazzo Montani Antaldi. Nell’occasione Ceriscioli ha premiato la dottoressa Giuseppina Catalano, che avviò il reparto nel 1987.

 

SCHEDA-ONCOLOGIA
Il reparto di degenza ha cambiato volto: 8 camere, 6 singole e 2 doppie, tutte dotate di nuovi servizi igienici con doccia. Non solo: un bagno assistito per il lavaggio di pazienti con impossibilità a deambulare con apposita barella, una nuova area relax per pazienti e familiari con macchine di distribuzione di alimenti e bevande, un’area riservata e protetta per i colloqui tra medici e familiari e un impianto di diffusione sonora per permettere agli ospiti dell’unità di ascoltare musica all’interno della propria stanza. Ovviamente l’intervento ha riguardato anche il rifacimento e messa a norma dei gas medicali, l’adeguamento al progetto antincendio in vigore per l’ospedale di Muraglia, l’acquisto di nuovi arredi – in particolare dei letti di degenza – e la riqualificazione della pavimentazione e del perimetro strutturale. Un lavoro di ristrutturazione importante per un reparto che ospita pazienti critici, che oltre ad aver bisogno delle migliori cure offerte dalla medicina moderna, devono vivere la loro permanenza in ospedale in ambienti accoglienti e confortevoli. La ristrutturazione, che ha interessato una superficie complessiva di  410 mq, ha richiesto un impegno economico pari ad oltre 330mila euro, finanziati dalla regione Marche.

 

ALCUNI NUMERI SULL’ONCOLOGIA DI MARCHE NORD

L’Oncologia di Marche Nord – presente sia sullo stabilimento ospedaliero di Pesaro che su quello di Fano – ha il numero maggiore di ricoveri in Day Hospital delle Marche, circa 1500 l’anno: ogni giorno varcano la porta del servizio, per sottoporsi al trattamento chemioterapico, in media 19 pazienti a Pesaro e 23 a Fano. Inoltre solo l’Oncologia di Pesaro e quella di Ancona hanno posti letto per la degenza ordinaria.

 

L’ONCOLOGIA COMPIE 30 ANNI – IL CONVEGNO SUI PERCORSI DIAGNOSTICO TERAPEUTICI ASSISTENZIALI

A margine dell’inaugurazione del nuovo reparto di degenza della Oncologia di Pesaro, si tiene a Palazzo Montani Antaldi un convegno sui percorsi diagnostico terapeutici assistenziali attivi in Azienda. Un’occasione di confronto sui trattamenti in corso e sull’approccio multidisciplinare alle neoplasie a trent’anni dalla nascita del reparto di Oncologia. Spiega il primario Rodolfo Mattioli: “Durante il convegno, che vede al centro del dibattito e del confronto i vari Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali attivati, verranno affrontati anche le attività che ruotano intorno all’assistenza e all’umanizzazione al paziente affetto da patologia neoplastica. Da segnalare il trattamento di  150 pazienti con il sistema DigniCap, un caschetto che previene la caduta dei capelli nelle donne colpite da tumore al seno in terapia chemioterapica. Spazio verrà dato anche al nuovo ambulatorio delle terapie orali domiciliari attivato a Pesaro, e il nostro staff medico e infermieristico ha partecipato al corso di formazione all’interno del progetto nazionale Hucare sull’umanizzazione dell’assistenza oncologica”.

 

 

RADIOTERAPIA

Si chiama Versa HD ed è il nuovo acceleratore lineare, con annessa Tac e lettino adattabile, che dalla fine di marzo è operativo all’interno del reparto diretto da Feisal Bunkheila. Un’apparecchiatura di ultima generazione che fa slittare il servizio di Radioterapia in vetta alle classifiche dei centri più all’avanguardia d’Italia. In parole molto semplici, Versa HD riesce a colpire i tumori di piccole dimensioni – con radiazione di dosi elevatissime – senza toccare i tessuti sani, e riducendo significativamente il numero di sedute di trattamento. Installato, collaudato e messo al lavoro in tempi record (circa 3 mesi), alla fine di marzo è stato trattato il primo paziente affetto da tumore alla prostata. Ma il nuovo acceleratore si presta al trattamento delle neoplasie cerebrali, di fegato, polmone e pancreas e rappresenta una efficace alternativa all’asportazione chirurgica nei pazienti con rischio operatorio elevato o che rifiutano un approccio invasivo.

Un investimento della Regione Marche di oltre tre milioni di euro per una tecnologia di ultima generazione che va ad implementare il parco macchine, già consistente e di qualità, della Radioterapia, oggi al servizio del territorio e centro di riferimento anche per i pazienti provenienti da fuori regione. Una inversione di tendenza, in realtà, cominciata diversi anni fa.

 

DETTAGLIO DEGLI INVESTIMENTI

Nel dettaglio, gli investimenti complessivi per gli interventi strutturali al reparto di Oncologia, finanziati con fondi della Regione Marche, sono stati pari a euro 331.571,64, più l’acquisto di nuovi arredi per un importo di euro 118.884.

L’acceleratore lineare Versa HD per attività di stereotassi ha richiesto un impegno economico, sempre garantito con fondi regionali, pari a euro 3.175.492.

 

 




50 anni di Inrca

CON TECNOASSISTENZA E NUOVO OSPEDALE SI GUARDA AL FUTURO
Ceriscioli: “Insieme per costruire risposte importanti sull’invecchiamento”
Bernabei: ”Un tesoro delle Marche avanguardia per la ricerca in Italia”

Ancona, 2018-09-21 – Il primo progetto in Italia di tecnoassistenza con monitoraggio quotidiano a casa del paziente anziano in ogni angolo delle Marche e la ripresa sin da lunedì prossimo dei lavori a Camerano nel cantiere per la costruzione del nuovo Inrca.  A 50 anni dal suo riconoscimento come Istituto nazionale di ricerca e cura dell’anziano, l’Inrca di Ancona guarda al futuro con nuovi progetti all’avanguardia. Dei traguardi raggiunti e dei percorsi di innovazione intrapresi, si è parlato oggi nel corso di una conferenza stampa.

“I 50 anni dell’Inrca – ha detto il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli – meritano una degna celebrazione. Si tratta infatti di una tappa importante per un istituto che risiede nelle Marche, ad Ancona. Figlio di una storia nata qui da un antico ospizio per gli anziani più poveri si è trasformato in un importante centro di ricovero, cura, sperimentazione e ricerca per quel che riguarda il problema dei problemi che è l’invecchiamento. Si può vivere a lungo, abbiamo tanti ultracentenari in Italia e nelle Marche, ma bisogna anche vivere bene. Per farlo sono necessari quegli strumenti di salute che possono accompagnarci nei nostri bisogni, da quelli in casa a quelli più complessi che presuppongono interventi e operazioni.  L’Inrca oggi ha una attività importante dal punto di vista dei ricoveri e della ricerca ed è sempre più un punto di riferimento a livello regionale per le parti più avanzate e sperimentali. L’Istituto lavora infatti su un progetto importante come quello della telemedicina e tecnoassistenza che permette anche a chi abita nelle zone più remote della regione di essere costantemente monitorato dall’Inrca. Quindi 50 anni da ripercorrere con uno sguardo grato rivolto a chi ha costruito questa realtà, ma anche con lo sguardo rivolto al futuro di chi sa che, affrontando il tema dell’invecchiamento e dell’anziano, si possono costruire risposte importanti per i cittadini delle Marche e del nostro Paese”.

“In Italia – ha proseguito il presidente dell’Inrca Roberto Bernabei  – contiamo 17mila ultracentenari. All’inizio del secolo scorso erano 40. Di questi, 1000 hanno 105 anni e 20 oltre i 110. Le Marche in questo contesto sono la regione più longeva d’Italia.  Con questi dati è facile capire l’importanza dell’Inrca non solo come azienda sanitaria, ma come Istituto di ricerca e cura, meno sclerotico di un’Accademia, perché capace di adattarsi con maggior facilità e meno cavilli, all’evoluzione dei tempi. L’Inrca è un tesoro delle Marche che deve essere difeso  nel suo ruolo di avanguardia in Italia nella assistenza di quegli anziani che hanno costruito il benessere nel nostro Paese e che oggi meritano ogni cura. Con  la Regione abbiamo una perfetta unità di intenti in questo senso”.
A questo proposito Bernabei ha presentato in anteprima il primo progetto in Italia di “tecnoassistenza” che  ha lo scopo di realizzare, presso l’Inrca, una moderna rete di servizi, non solo per la refertazione degli esami più comuni ma anche per la gestione condivisa e multidisciplinare del paziente anziano fragile.
“Si intende sviluppare – ha aggiunto Bernabei – un modello di presa in carico dei pazienti anziani con patologie croniche basato sulla tecnoassistenza erogato dal sistema sanitario della Regione al fine di garantire un’assistenza degli anziani, attraverso un apposito kit, sostenibile ma anche equa, continua, capillare e tempestiva. Il progetto è rivolto ai soggetti anziani ultrasettantacinquenni nella Regione Marche ed in particolare ai residenti nelle aree interne o nei piccoli Comuni con maggiore difficoltà a raggiungere i centri erogatori di servizi ed ai pazienti in dimissione ospedaliera per: scompenso cardiaco, BPCO, malattie cerebrovascolari (vedi slides) ”.

Il direttore generale Gianni Genga da parte sua ha ricordato che l’Istituto “è unico a livello nazionale per la sua articolazione interregionale in tre Regioni. “L’Inrca – ha sottolineato – gestisce in totale 5000 posti letto, 8000 ricoveri e 800 dipendenti e un budget che per le Marche ammonta a 70milioni di euro”.  Genga ha quindi annunciato la ripresa dei lavori al cantiere di Camerano per la costruzione del nuovo ospedale da 300 posti letto e la ristrutturazione della struttura di Appignano che comincerà nel prossimo novembre.

Il direttore scientifico Fabrizia Lattanzio ha illustrato le linee di ricerca e i progetto in corso (vedi brochure, ndr)  e “le forti potenzialità di questo Istituto che partecipa ad una competizione spinta a livello nazionale con altri 50 istituti e che quest’anno ha registrato il 100% nelle valutazioni di performance anche per quanto riguarda la dimensione assistenziale”. “Lavorando all’Inrca – ha detto – si sviluppa un forte senso di appartenenza e un orgoglio che vogliamo trasmettere ai tanti giovani su cui abbiamo investito per ideare progetti sempre più innovativi e utili alla popolazione”.

Il delegato per l’Inrca con sede in Calabria Franco Pacenza ha voluto in conclusione testimoniare “l’interesse della Regione Calabria soprattutto adesso – ha evidenziato – che sono stati risolti definitivamente i contenziosi con le passate amministrazioni. Una situazione, che apre la strada ad un futuro di proficua collaborazione interregionale”.

La cerimonia ufficiale per i 50 anni dell’Inrca si terrà il 19 ottobre prossimo. Nell’occasione i cittadini potranno effettuare un “longevity check up” in uno stand in piazza Roma ad Ancona. Invitati inoltre come relatori Luigi Ferrucci, ex dipendente Inrca  e oggi direttore dell’Istituto Nazionale per l’Invecchiamento negli Stati Uniti e Ezio Giacobini massimo esperto mondiale di Alzheimer.

clicca l’allegato: Bernabei

 




Intesa storica tra Ospedali Riuniti e Istituto Nazionale Tumori

L’Azienda Ospedaliera Universitaria marchigiana è la prima realtà a siglare una convenzione con il prestigioso istituto milanese per l’applicazione di protocolli condivisi e metodologie integrate. Obiettivo? Garantire ai cittadini marchigiani le stesse opportunità di diagnosi e cura delle patologie tumorali disponibili a Milano

Ancona, 5 settembre 2018 – Da oggi i cittadini marchigiani potranno trovare nella loro regione le stesse opportunità di diagnosi e cura dei tumori disponibili a Milano. Accade grazie alla storica convenzione tra l’Azienda Ospedaliera Universitaria Ospedali Riuniti di Ancona e l’Istituto Nazionale Tumori di Milano, la maggiore istituzione oncologica pubblica italiana, che consente di unire queste due realtà nelle strategie e nelle linee operative per aumentare l’accessibilità, la qualità ed i contenuti di ricerca con il massimo beneficio atteso per i pazienti, al di là della residenza di origine. Le Marche sono la prima regione a formalizzare una concreta cooperazione con il prestigioso Istituto lombardo da sempre in prima linea per combattere le più diverse forme di patologia tumorale, consolidando le basi di un rapporto che, così sancito, consentirà di affinare e rafforzare gli strumenti, clinici e della ricerca, a disposizione della lotta ai tumori. Ricerca, oncologia toracica e tumori rari sono in sostanza le macro aree in cui potrà essere applicata l’intesa tra Ospedali Riuniti ed Istituto Nazionale Tumori, articolata in una serie di punti cardine come il completamento dei percorsi di diagnosi e cura dei pazienti con neoplasie toraciche e con tumori rari afferenti ai due Enti; il confronto collegiale dei casi clinici degli stessi pazienti anche mediante teleconsulto; l’allineamento agli standard dei migliori centri europei attraverso l’integrazione di esperienze e competenze dei due Enti; l’attivazione di progetti congiunti di ricerca clinica, sperimentale e transnazionale, volti al miglioramento della pratica assistenziale e delle conoscenze scientifiche e la relativa promozione di attività di fundraising; l’organizzazione di attività didattiche, formative ed educazionali, da realizzare anche in collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche.

Oggi grazie a questa convenzione – ha dichiarato Michele Caporossi, Direttore Generale di Ospedali Riuniti di Ancona, ogni cittadino marchigiano troverà da noi le stesse opportunità di diagnosi e cura disponibili a Milano”.

Ancora oggi, soprattutto per quanto riguarda le cure oncologiche, il paziente molte volte è costretto a spostarsi dalla propria Regione di residenza, con carichi di difficoltà elevati dal punto di vista umano – ha aggiunto Stefano Manfredi, Direttore Generale INTUna delle soluzioni affinché questo tipo di emigrazione si esaurisca, è la creazione di Reti tra Centri oncologici, come quella che da oggi unisce il nostro Istituto milanese con il Centro anconetano. I vantaggi sono a 360 gradi: il paziente riceve lo stesso trattamento che avrebbe in INT ma è vicino a casa, con minori difficoltà burocratiche, coi familiari vicini, e l’eventuale coordinamento del medico di medicina generale”.

Nella lotta contro le diverse forme di patologia tumorale – ha sottolineato Sauro Longhi, Rettore dell’Università Politecnica delle Marche la stessa Università, sin dalla sua fondazione, ha sempre collaborato con strutture assistenziali regionali, prima con l’Ospedale Oncologico F. Angelini, ora con l’Azienda Ospedaliera Universitaria Ospedali Riuniti, sviluppando attività di ricerca ed assistenziale di primissimo livello. Pertanto l’accordo con l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano permetterà un ulteriore rafforzamento di queste attività con un chiaro beneficio per tutti i pazienti della Regione”.

L’accordo tra Ospedali Riuniti di Ancona-UNIVPM e Istituto Nazionale dei Tumori – ha spiegato Rossana Berardiviene formalizzato ora, ma nasce e sancisce rapporti di collaborazione e stima che da anni legano noi professionisti delle due Istituzioni, con l’obiettivo comune di offrire le migliori terapie ai pazienti e di favorire la ricerca scientifica in un ambito importante quale quello oncologico. Le principali aree che implementeremo, in virtù di questa convenzione, saranno proprio quella della ricerca clinica, per consentire ai pazienti l’accesso alle terapie innovative ancora in fase sperimentale, dell’elaborazione di progetti scientifici congiunti, del trattamento delle neoplasie rare, che globalmente rappresentano un terzo circa di tutti i tumori, e dei tumori toracici, per cui entrambe le strutture hanno avviato analoghi percorsi diagnostico-terapeutici ed assistenziali”.

Un’intesa veramente storica per le Marche: oltre a essere la prima Regione a formalizzare una cooperazione con il prestigioso Istituto, vengono assicurate opportunità di diagnosi e, conseguentemente di cura, all’avanguardia a livello internazionale. La sanità marchigiana compie un ulteriore salto di qualità nella capacità di risposta alle esigenze di salute dei cittadini” ha detto la Vice presidente Regione Marche Anna Casini.

Presente anche il Preside della Facoltà di Medicina Univpm Marcello D’Errico che ha sottolineato come in Italia si investa ancora troppo poco in spesa sanitaria.

Nel contesto attuale sempre più complesso che rende difficile offrire un’assistenza di qualità senza ostacoli e barriere di tipo sociale e geografico, è sicuramente da incentivare questo tipo di iniziative che ha come peculiarità di andare oltre la collaborazione tra professionisti, diventando collaborazione tra Istituzioni di Ricerca ed Enti Assistenziali – ha sottolineato Giovanni Apolone, Direttore Scientifico INTQuesto ha permesso di mettere a punto i migliori percorsi condivisi diagnostici e terapeutici, senza scordarsi della ricerca: ormai siamo consapevoli che attraverso i progetti di ricerca etici offriamo al paziente una chance di ricevere terapie innovative e la miglior cura possibile”.

In Istituto abbiamo fatto molta attività di  rete sia per garantire l’omogeneità delle cure che  per rendere disponibili, a tutti, i nostri programmi di ricerca – chiarisce Filippo de Braud, Direttore Dipartimento di Oncoematologia INT –  Questa  nostra attitudine si “sposa” con quella dell’ospedale anconetano che ha istituito una rete oncologica nella regione Marche e che, nella figura della professoressa Berardi, ha sempre cercato di implementare le  collaborazioni per facilitare i percorsi di cura dei Pazienti oncologici e la formazione culturale sia dei medici che degli stessi pazienti. La nostra collaborazione nasce molti anni fa quando ho creato il primo network Italiano per gli studi con nuovi farmaci e da allora si è rafforzata nel tempo. Considero quindi questo accordo il coronamento di uno dei miei principali obbiettivi nell’interesse del diritto alla miglior qualità di vita e di assistenza dei nostri pazienti e ammiro i nostri Dirigenti Amministrativi che lo hanno sostenuto e formalizzato in una realtà concreta. Sono sicuro che sarà un modello che si diffonderà rapidamente”.  

Questo che a tutti gli effetti è un gemellaggio tra due importanti realtà, l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e l’Azienda Ospedaliero – Universitaria Ospedali Riuniti di Ancona, è il frutto di un lungo rapporto di stima e di amicizia che mi lega alla professoressa Berardi – è intervenuta Marina Chiara Garassino, Responsabile Oncologia Toraco Polmonare della Divisione di Oncologia Medica 1 dell’Istituto Nazionale dei Tumori di MilanoInsieme abbiamo pubblicato dei lavori scientifici sui timomi, una patologia oncologica rara, e abbiamo condiviso le riflessioni sulla migrazione sanitaria che ancora caratterizza il nostro Paese. Questo ha portato allo sviluppo di percorsi diagnostico terapeutici simili per i pazienti affetti da neoplasie toraciche, con la medesima qualità elevata in entrambe le Strutture. La comunanza di intenti è anche nell’ambito della ricerca e ci ha permesso di vincere recentissimamente un finanziamento importante da parte di AIFA, che permetterà di trattare le neoplasie timiche con una molecola sperimentale, il ramucirumab e di avere fondi per conoscere meglio dal punto di vista biologico questa patologia rara”.

La convenzione, riconoscendo formalmente questa cooperazione biunivoca e paritaria, permette in definitiva sia di aumentare le possibilità di risposta alla patologia, in termini clinici e di ricerca, dal punto di vista medico e scientifico, sia di rendere minimi i disagi agli stessi pazienti e alle famiglie, evitando, salvo esigenze particolari e specifiche, spostamenti, viaggi e trasferte, attraverso l’applicazione di protocolli condivisi e metodologie integrate. Resta quindi anche e soprattutto il cittadino al centro di questa cooperazione che si pone il duplice obiettivo di strutturare e rendere standard un percorso comune costruito sul confronto sanitario continuo – e non più episodico – le cui ricadute investono l’assistenza e la cura dei pazienti, nonché la partecipazione ai bandi e ai progetti, in particolare di carattere europeo, dove la sinergia tra Enti e la relativa messa in comune delle competenze rappresenta storicamente un potenziale valore aggiunto per la loro aggiudicazione. Gli Ospedali Riuniti e le Marche, insomma, continuano anche in virtù della collaborazione sancita con l’autorevole istituto milanese, a porsi come un’eccellenza nazionale anche in campo oncologico, aprendo di fatto nuove e benauguranti prospettive di assistenza per i propri cittadini.




La Carovana del Cuore sulle spiagge di Grottammare e San Benedetto

Da lunedì 20 a mercoledì 22 agosto 2018

Campagna di sensibilizzazione della Fondazione Paoletti per promuovere il diritto all’educazione

  

 

San Benedetto del Tronto – San Benedetto del Tronto – L’educazione è il principale strumento che consente all’uomo di progredire come individuo e come insieme. Ecco perché da 14 anni Fondazione Patrizio Paoletti realizza la Carovana del Cuore, una delle campagne di sensibilizzazione più longeve d’Italia, il cui principale obiettivo è promuovere il diritto all’educazione, soprattutto nell’infanzia.

 

L’iniziativa torna anche quest’anno sui litorali di tutta Italia, da Nord a Sud, grazie all’impegno di 120 volontari contraddistinti dall’ormai tradizionale maglietta arancione, che percorreranno a bordo dicamper un lunghissimo itinerario costiero, attraversando numerose città e località marittime.

La Carovana del Cuore si svolge da luglio a settembre. In questi giorni il camper si trova nelle Marche: in particolare lunedì 20 agosto i volontari saranno a Grottammare, mentre martedì 21 e mercoledì 22 a San Benedetto del Tronto .

Durante il loro percorso i volontari incontrano sulle spiagge e nelle piazze migliaia di persone per sostenere il valore dell’educazione, intesa come processo continuo che dall’infanzia accompagna la persona per tutta la vita, quale leva fondamentale garantire alle future generazioni un mondo sostenibile e di pace. Chi sceglierà di sostenere la campagna riceverà in dono il braccialetto arancione Vivi Appassionatamente, segno distintivo dell’incontro con la Fondazione e i suoi progetti.

 

Fondazione Paoletti, istituto di ricerca riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione, da 17 anni opera in campo neuroscientifico e psicopedagogico per rendere l’educazione e la didattica più innovative ed efficaci. Ad oggi è attiva con oltre 20 progetti educativi in quattro continenti, dall’Italia alla Repubblica Democratica del Congo, da Haiti all’India, realizzando interventi scolastici e sociali dedicati a migliaia di bambini, insegnanti, genitori, educatori e operatori sociali.

Il calendario completo con tutte le tappe è disponibile sul sito www.carovanadelcuore.org.

 

 




Le performance nella sanità delle Marche

INDICI SANT’ANNA SANITA’ MARCHE CONFERMANO INVERSIONE TENDENZA

“Volendo entrare nel merito degli ultimi dati presentati dal Sant’Anna relativi all’anno 2017, è necessario evidenziare che il “bersaglio” prodotto rappresenta la fotografia annuale rilevata dallo studio. È importante, invece, mettere a confronto le fotografie dei diversi anni per vedere il comportamento nel tempo. Di seguito sono riportati i bersagli degli ultimi tre anni, dal 2015 al 2017”. Lo spiega il consigliere con delega alla sanità Fabrizio Volpini in merito allo studio delle performance sanitarie dell’Istituto Sant’Anna di Pisa. “In termini generali – aggiunge – si può immediatamente osservare che i diversi indicatori di sintesi evidenziano, complessivamente, un progressivo spostamento verso il centro; in particolare, gli indicatori sulla fascia rossa più esterna, che evidenziano le criticità maggiori, man mano si riducono. Come riportato nello stesso studio, gli indicatori migliorati, cioè che presentano un trend positivo, sono passati dal 48,1% del 2016 al 50% del 2017, mentre gli indicatori peggiorati, che cioè presentano un trend negativo, sono passati dal 34,6% del 2016 al 30,5% del 2017. Dall’analisi dei singoli indicatori emergono inoltre alcuni elementi interessanti. La copertura vaccinale (B7), evidenzia una situazione di criticità, ma è in miglioramento. I tempi di attesa al Pronto soccorso per i codici gialli e verdi, costituiscono effettivamente una criticità. Non a caso, questo punto è stato ampiamente sottolineato negli incontri di ascolto per la stesura del nuovo piano sanitario regionale. Anche in merito alle cure domiciliari, i dati evidenziano un tendenziale miglioramento. Per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro, i dati della Regione si avvicinano alla media delle Regioni, anche se sicuramente è necessario intervenire per migliorare la situazione. Sui percorsi oncologici si dimostrano nella media, ma sono migliorati i tempi di attesa della chirurgia oncologica. L’integrazione ospedale territorio ha visto un netto miglioramento”. “In sostanza – conclude Volpini – se è vero che alcune situazioni presentano ampi margini di miglioramento, è evidente che tale percorso è già in atto proprio grazie alle politiche messe in atto da questa legislatura. I dati confermano che si è invertita la tendenza in tutte le situazioni di criticità.  Un’occasione importante sarà la preparazione del nuovo piano sanitario regionale, l’attenzione sarà focalizzata proprio a risolvere le principali situazioni di criticità, verso le quali deve quindi essere prodotto uno sforzo comune, della Regione e di tutti gli interlocutori coinvolti, per individuare e mettere in atto azioni mirate ed efficaci”.

Le performance nella sanità delle Marche

 




Le performance nella sanità delle Marche

Segreterie regionali CGIL CISL UIL Marche

Ancona, 1 agosto 2018

(Analisi dei dati MeS – S. Anna – Scuola Universitaria Superiore Pisa)

Sono stati pubblicati i primi report dell’indagine della Scuola Universitaria Superiore S. Anna di Pisa, che analizza le performance dei sistemi sanitari di un network di 12 regioni, valutando circa 300 indicatori relativi al 2017 dai quali emerge un quadro articolato che merita alcune riflessioni.

L’indagine infatti, indica i punti di forza del sistema sanitario marchigiano, tra i quali prioritariamente l’appropriatezza prescrittiva diagnostica, gli screening oncologici, l’efficacia assistenziale delle patologie croniche, la degenza media.

Ma la giusta attenzione deve essere dedicata soprattutto ai punti di debolezza da superare al più presto e la predisposizione del Piano Socio Sanitario rappresenta l’occasione migliore per programmare interventi e azioni coerenti con tale obiettivo.

La prima serie di criticità evidenziate riguarda i Pronto Soccorso. con il problema dei tempi di attesa, che conferma le difficoltà rispetto alla tempestiva gestione delle casistiche meno urgenti (codici verde e giallo) le cui performance sono valutate come molto scarse: in particolare, le Marche sono la regione del network con la più bassa percentuale di accessi con codice giallo, che sono trattati entro 30 minuti dal momento dell’accettazione (48,4%, a fronte di una media delle regioni esaminate del 72,2%). I dati sono notevolmente differenziati tra le diverse strutture ospedaliere: nelle Marche le performance peggiori sono di Macerata e Fermo.

Critica anche la percentuale di accessi al Pronto Soccorso con codice verde visitati entro un’ora (56,4%, rispetto alla media del 68,9%); Senigallia (33,5%) e INRCA sono le strutture ospedaliere con i risultati peggiori.

Molto critica anche la percentuale di abbandoni dal Pronto Soccorso, ovvero il numero di pazienti che lasciano spontaneamente la struttura dopo l’accettazione, prima di essere visitati dal medico o dopo la visita ma prima della chiusura della cartella clinica. Anche in questo caso, le Marche registrano una performance peggiore (6,9%, a fronte di una media del 4,1%),. Jesi e S. Benedetto del T. sono le strutture marchigiane con le performance peggiori.

Nel 2017, nelle Marche si registra un basso tasso di ospedalizzazione, tuttavia si rileva un’elevata percentuale di ricoveri oltre soglia per pazienti anziani, ovvero ricoveri con una durata superiore rispetto al tempo massimo previsto per la gestione di uno specifico quadro clinico. Una maggiore offerta di assistenza domiciliare, tuttora insoddisfacente, potrebbe contribuire a migliorare la presa in carico post-ricovero. Ma anche la performance relativa agli anziani in cure domiciliari risulta essere la più bassa del network: 2,9% a fronte di una media del 7,5%.

Sotto la media è anche il tasso di anziani over 65 ammessi in RSA (8,9 per mille a fronte di una media dell’11,8): Ascoli Piceno e San Benedetto del T. sono i territori con i valori più bassi.

Complessivamente critica, inoltre, l’appropriatezza prescrittiva farmaceutica ed è considerato molto critico anche il consumo di farmaci oppioidi, che rappresenta la presa in carico delle condizioni di dolore dei pazienti: nelle Marche si registra il più basso utilizzo per 1000 abitanti. Fabriano e Pesaro le realtà con i valori peggiori.

Preoccupante anche la situazione della copertura vaccinale, con il valore più basso delle regioni esaminate, in particolare la copertura vaccinale antinfluenzale degli anziani, quella contro il papilloma virus; quella contro morbillo, parotite e rosolia.

Nell’ambito della prevenzione collettiva, la situazione della sicurezza sul lavoro registra valori tra i peggiori delle regioni in esame: dato particolarmente preoccupante alla luce dell’aumento del numero di infortuni denunciati.

Per quanto riguarda i percorsi oncologici, i tempi di attesa per gli interventi chirurgici sono complessivamente nella media, ad eccezione degli interventi relativi al tumore alla mammella, al retto e al polmone: valori tra i peggiori delle regioni esaminate.

Aspetti critici anche nella gestione del percorso materno-infantile: nel 2017 si conferma un frequente ricorso al parto cesareo.

Critiche anche l’appropriatezza medica e quella chirurgica, ovvero, non sempre le prestazioni sono erogate con le giuste tempistiche ed utilizzando tecniche e modalità clinicamente consolidate.

Questi dati pongono l’accento sui punti deboli del sistema sanitario marchigiano, in particolare l’insufficienza della strutturazione dei servizi territoriali e di integrazione socio-sanitaria..
Inoltre, la trasformazione dei piccoli ospedali in strutture territoriali va compensata con ulteriori importanti investimenti sulla
rete dell’emergenza sanitaria, a partire da un s potenziamento delle Potes e della dotazione di Mezzi di Soccorso Avanzato.

La riorganizzazione del sistema di cure primarie e intermedie va sostanziata dalla strutturazione effettiva degli Ospedali di Comunità e accompagnata da un concreto sviluppo delle Case della Salute, da localizzare sul territorio regionale, privilegiando le aree oggi più svantaggiate.

Vanno poi adottate azioni efficaci per le riduzione dei tempi di attesa e potenziato il sistema di prevenzione.

CGIL CISL UIL Marche

(D. Barbaresi, S. Rossi, G. Fioretti)

Le performance nella sanità delle Marche

di  | in: Benessere e Salute

Le performance nella sanità delle Marche 2017

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INDICI SANT’ANNA SANITA’ MARCHE CONFERMANO INVERSIONE TENDENZA

“Volendo entrare nel merito degli ultimi dati presentati dal Sant’Anna relativi all’anno 2017, è necessario evidenziare che il “bersaglio” prodotto rappresenta la fotografia annuale rilevata dallo studio. È importante, invece, mettere a confronto le fotografie dei diversi anni per vedere il comportamento nel tempo. Di seguito sono riportati i bersagli degli ultimi tre anni, dal 2015 al 2017”. Lo spiega il consigliere con delega alla sanità Fabrizio Volpini in merito allo studio delle performance sanitarie dell’Istituto Sant’Anna di Pisa.

“In termini generali – aggiunge – si può immediatamente osservare che i diversi indicatori di sintesi evidenziano, complessivamente, un progressivo spostamento verso il centro; in particolare, gli indicatori sulla fascia rossa più esterna, che evidenziano le criticità maggiori, man mano si riducono. Come riportato nello stesso studio, gli indicatori migliorati, cioè che presentano un trend positivo, sono passati dal 48,1% del 2016 al 50% del 2017, mentre gli indicatori peggiorati, che cioè presentano un trend negativo, sono passati dal 34,6% del 2016 al 30,5% del 2017. Dall’analisi dei singoli indicatori emergono inoltre alcuni elementi interessanti. La copertura vaccinale (B7), evidenzia una situazione di criticità, ma è in miglioramento. I tempi di attesa al Pronto soccorso per i codici gialli e verdi, costituiscono effettivamente una criticità. Non a caso, questo punto è stato ampiamente sottolineato negli incontri di ascolto per la stesura del nuovo piano sanitario regionale. Anche in merito alle cure domiciliari, i dati evidenziano un tendenziale miglioramento. Per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro, i dati della Regione si avvicinano alla media delle Regioni, anche se sicuramente è necessario intervenire per migliorare la situazione. Sui percorsi oncologici si dimostrano nella media, ma sono migliorati i tempi di attesa della chirurgia oncologica. L’integrazione ospedale territorio ha visto un netto miglioramento”. “In sostanza – conclude Volpini – se è vero che alcune situazioni presentano ampi margini di miglioramento, è evidente che tale percorso è già in atto proprio grazie alle politiche messe in atto da questa legislatura. I dati confermano che si è invertita la tendenza in tutte le situazioni di criticità.  Un’occasione importante sarà la preparazione del nuovo piano sanitario regionale, l’attenzione sarà focalizzata proprio a risolvere le principali situazioni di criticità, verso le quali deve quindi essere prodotto uno sforzo comune, della Regione e di tutti gli interlocutori coinvolti, per individuare e mettere in atto azioni mirate ed efficaci”.