La Carovana del Cuore sulle spiagge di Grottammare e San Benedetto

Da lunedì 20 a mercoledì 22 agosto 2018

Campagna di sensibilizzazione della Fondazione Paoletti per promuovere il diritto all’educazione

  

 

San Benedetto del Tronto – San Benedetto del Tronto – L’educazione è il principale strumento che consente all’uomo di progredire come individuo e come insieme. Ecco perché da 14 anni Fondazione Patrizio Paoletti realizza la Carovana del Cuore, una delle campagne di sensibilizzazione più longeve d’Italia, il cui principale obiettivo è promuovere il diritto all’educazione, soprattutto nell’infanzia.

 

L’iniziativa torna anche quest’anno sui litorali di tutta Italia, da Nord a Sud, grazie all’impegno di 120 volontari contraddistinti dall’ormai tradizionale maglietta arancione, che percorreranno a bordo dicamper un lunghissimo itinerario costiero, attraversando numerose città e località marittime.

La Carovana del Cuore si svolge da luglio a settembre. In questi giorni il camper si trova nelle Marche: in particolare lunedì 20 agosto i volontari saranno a Grottammare, mentre martedì 21 e mercoledì 22 a San Benedetto del Tronto .

Durante il loro percorso i volontari incontrano sulle spiagge e nelle piazze migliaia di persone per sostenere il valore dell’educazione, intesa come processo continuo che dall’infanzia accompagna la persona per tutta la vita, quale leva fondamentale garantire alle future generazioni un mondo sostenibile e di pace. Chi sceglierà di sostenere la campagna riceverà in dono il braccialetto arancione Vivi Appassionatamente, segno distintivo dell’incontro con la Fondazione e i suoi progetti.

 

Fondazione Paoletti, istituto di ricerca riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione, da 17 anni opera in campo neuroscientifico e psicopedagogico per rendere l’educazione e la didattica più innovative ed efficaci. Ad oggi è attiva con oltre 20 progetti educativi in quattro continenti, dall’Italia alla Repubblica Democratica del Congo, da Haiti all’India, realizzando interventi scolastici e sociali dedicati a migliaia di bambini, insegnanti, genitori, educatori e operatori sociali.

Il calendario completo con tutte le tappe è disponibile sul sito www.carovanadelcuore.org.

 

 




Le performance nella sanità delle Marche

INDICI SANT’ANNA SANITA’ MARCHE CONFERMANO INVERSIONE TENDENZA

“Volendo entrare nel merito degli ultimi dati presentati dal Sant’Anna relativi all’anno 2017, è necessario evidenziare che il “bersaglio” prodotto rappresenta la fotografia annuale rilevata dallo studio. È importante, invece, mettere a confronto le fotografie dei diversi anni per vedere il comportamento nel tempo. Di seguito sono riportati i bersagli degli ultimi tre anni, dal 2015 al 2017”. Lo spiega il consigliere con delega alla sanità Fabrizio Volpini in merito allo studio delle performance sanitarie dell’Istituto Sant’Anna di Pisa. “In termini generali – aggiunge – si può immediatamente osservare che i diversi indicatori di sintesi evidenziano, complessivamente, un progressivo spostamento verso il centro; in particolare, gli indicatori sulla fascia rossa più esterna, che evidenziano le criticità maggiori, man mano si riducono. Come riportato nello stesso studio, gli indicatori migliorati, cioè che presentano un trend positivo, sono passati dal 48,1% del 2016 al 50% del 2017, mentre gli indicatori peggiorati, che cioè presentano un trend negativo, sono passati dal 34,6% del 2016 al 30,5% del 2017. Dall’analisi dei singoli indicatori emergono inoltre alcuni elementi interessanti. La copertura vaccinale (B7), evidenzia una situazione di criticità, ma è in miglioramento. I tempi di attesa al Pronto soccorso per i codici gialli e verdi, costituiscono effettivamente una criticità. Non a caso, questo punto è stato ampiamente sottolineato negli incontri di ascolto per la stesura del nuovo piano sanitario regionale. Anche in merito alle cure domiciliari, i dati evidenziano un tendenziale miglioramento. Per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro, i dati della Regione si avvicinano alla media delle Regioni, anche se sicuramente è necessario intervenire per migliorare la situazione. Sui percorsi oncologici si dimostrano nella media, ma sono migliorati i tempi di attesa della chirurgia oncologica. L’integrazione ospedale territorio ha visto un netto miglioramento”. “In sostanza – conclude Volpini – se è vero che alcune situazioni presentano ampi margini di miglioramento, è evidente che tale percorso è già in atto proprio grazie alle politiche messe in atto da questa legislatura. I dati confermano che si è invertita la tendenza in tutte le situazioni di criticità.  Un’occasione importante sarà la preparazione del nuovo piano sanitario regionale, l’attenzione sarà focalizzata proprio a risolvere le principali situazioni di criticità, verso le quali deve quindi essere prodotto uno sforzo comune, della Regione e di tutti gli interlocutori coinvolti, per individuare e mettere in atto azioni mirate ed efficaci”.

Le performance nella sanità delle Marche

 




Le performance nella sanità delle Marche

Segreterie regionali CGIL CISL UIL Marche

Ancona, 1 agosto 2018

(Analisi dei dati MeS – S. Anna – Scuola Universitaria Superiore Pisa)

Sono stati pubblicati i primi report dell’indagine della Scuola Universitaria Superiore S. Anna di Pisa, che analizza le performance dei sistemi sanitari di un network di 12 regioni, valutando circa 300 indicatori relativi al 2017 dai quali emerge un quadro articolato che merita alcune riflessioni.

L’indagine infatti, indica i punti di forza del sistema sanitario marchigiano, tra i quali prioritariamente l’appropriatezza prescrittiva diagnostica, gli screening oncologici, l’efficacia assistenziale delle patologie croniche, la degenza media.

Ma la giusta attenzione deve essere dedicata soprattutto ai punti di debolezza da superare al più presto e la predisposizione del Piano Socio Sanitario rappresenta l’occasione migliore per programmare interventi e azioni coerenti con tale obiettivo.

La prima serie di criticità evidenziate riguarda i Pronto Soccorso. con il problema dei tempi di attesa, che conferma le difficoltà rispetto alla tempestiva gestione delle casistiche meno urgenti (codici verde e giallo) le cui performance sono valutate come molto scarse: in particolare, le Marche sono la regione del network con la più bassa percentuale di accessi con codice giallo, che sono trattati entro 30 minuti dal momento dell’accettazione (48,4%, a fronte di una media delle regioni esaminate del 72,2%). I dati sono notevolmente differenziati tra le diverse strutture ospedaliere: nelle Marche le performance peggiori sono di Macerata e Fermo.

Critica anche la percentuale di accessi al Pronto Soccorso con codice verde visitati entro un’ora (56,4%, rispetto alla media del 68,9%); Senigallia (33,5%) e INRCA sono le strutture ospedaliere con i risultati peggiori.

Molto critica anche la percentuale di abbandoni dal Pronto Soccorso, ovvero il numero di pazienti che lasciano spontaneamente la struttura dopo l’accettazione, prima di essere visitati dal medico o dopo la visita ma prima della chiusura della cartella clinica. Anche in questo caso, le Marche registrano una performance peggiore (6,9%, a fronte di una media del 4,1%),. Jesi e S. Benedetto del T. sono le strutture marchigiane con le performance peggiori.

Nel 2017, nelle Marche si registra un basso tasso di ospedalizzazione, tuttavia si rileva un’elevata percentuale di ricoveri oltre soglia per pazienti anziani, ovvero ricoveri con una durata superiore rispetto al tempo massimo previsto per la gestione di uno specifico quadro clinico. Una maggiore offerta di assistenza domiciliare, tuttora insoddisfacente, potrebbe contribuire a migliorare la presa in carico post-ricovero. Ma anche la performance relativa agli anziani in cure domiciliari risulta essere la più bassa del network: 2,9% a fronte di una media del 7,5%.

Sotto la media è anche il tasso di anziani over 65 ammessi in RSA (8,9 per mille a fronte di una media dell’11,8): Ascoli Piceno e San Benedetto del T. sono i territori con i valori più bassi.

Complessivamente critica, inoltre, l’appropriatezza prescrittiva farmaceutica ed è considerato molto critico anche il consumo di farmaci oppioidi, che rappresenta la presa in carico delle condizioni di dolore dei pazienti: nelle Marche si registra il più basso utilizzo per 1000 abitanti. Fabriano e Pesaro le realtà con i valori peggiori.

Preoccupante anche la situazione della copertura vaccinale, con il valore più basso delle regioni esaminate, in particolare la copertura vaccinale antinfluenzale degli anziani, quella contro il papilloma virus; quella contro morbillo, parotite e rosolia.

Nell’ambito della prevenzione collettiva, la situazione della sicurezza sul lavoro registra valori tra i peggiori delle regioni in esame: dato particolarmente preoccupante alla luce dell’aumento del numero di infortuni denunciati.

Per quanto riguarda i percorsi oncologici, i tempi di attesa per gli interventi chirurgici sono complessivamente nella media, ad eccezione degli interventi relativi al tumore alla mammella, al retto e al polmone: valori tra i peggiori delle regioni esaminate.

Aspetti critici anche nella gestione del percorso materno-infantile: nel 2017 si conferma un frequente ricorso al parto cesareo.

Critiche anche l’appropriatezza medica e quella chirurgica, ovvero, non sempre le prestazioni sono erogate con le giuste tempistiche ed utilizzando tecniche e modalità clinicamente consolidate.

Questi dati pongono l’accento sui punti deboli del sistema sanitario marchigiano, in particolare l’insufficienza della strutturazione dei servizi territoriali e di integrazione socio-sanitaria..
Inoltre, la trasformazione dei piccoli ospedali in strutture territoriali va compensata con ulteriori importanti investimenti sulla
rete dell’emergenza sanitaria, a partire da un s potenziamento delle Potes e della dotazione di Mezzi di Soccorso Avanzato.

La riorganizzazione del sistema di cure primarie e intermedie va sostanziata dalla strutturazione effettiva degli Ospedali di Comunità e accompagnata da un concreto sviluppo delle Case della Salute, da localizzare sul territorio regionale, privilegiando le aree oggi più svantaggiate.

Vanno poi adottate azioni efficaci per le riduzione dei tempi di attesa e potenziato il sistema di prevenzione.

CGIL CISL UIL Marche

(D. Barbaresi, S. Rossi, G. Fioretti)

Le performance nella sanità delle Marche

di  | in: Benessere e Salute

Le performance nella sanità delle Marche 2017

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INDICI SANT’ANNA SANITA’ MARCHE CONFERMANO INVERSIONE TENDENZA

“Volendo entrare nel merito degli ultimi dati presentati dal Sant’Anna relativi all’anno 2017, è necessario evidenziare che il “bersaglio” prodotto rappresenta la fotografia annuale rilevata dallo studio. È importante, invece, mettere a confronto le fotografie dei diversi anni per vedere il comportamento nel tempo. Di seguito sono riportati i bersagli degli ultimi tre anni, dal 2015 al 2017”. Lo spiega il consigliere con delega alla sanità Fabrizio Volpini in merito allo studio delle performance sanitarie dell’Istituto Sant’Anna di Pisa.

“In termini generali – aggiunge – si può immediatamente osservare che i diversi indicatori di sintesi evidenziano, complessivamente, un progressivo spostamento verso il centro; in particolare, gli indicatori sulla fascia rossa più esterna, che evidenziano le criticità maggiori, man mano si riducono. Come riportato nello stesso studio, gli indicatori migliorati, cioè che presentano un trend positivo, sono passati dal 48,1% del 2016 al 50% del 2017, mentre gli indicatori peggiorati, che cioè presentano un trend negativo, sono passati dal 34,6% del 2016 al 30,5% del 2017. Dall’analisi dei singoli indicatori emergono inoltre alcuni elementi interessanti. La copertura vaccinale (B7), evidenzia una situazione di criticità, ma è in miglioramento. I tempi di attesa al Pronto soccorso per i codici gialli e verdi, costituiscono effettivamente una criticità. Non a caso, questo punto è stato ampiamente sottolineato negli incontri di ascolto per la stesura del nuovo piano sanitario regionale. Anche in merito alle cure domiciliari, i dati evidenziano un tendenziale miglioramento. Per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro, i dati della Regione si avvicinano alla media delle Regioni, anche se sicuramente è necessario intervenire per migliorare la situazione. Sui percorsi oncologici si dimostrano nella media, ma sono migliorati i tempi di attesa della chirurgia oncologica. L’integrazione ospedale territorio ha visto un netto miglioramento”. “In sostanza – conclude Volpini – se è vero che alcune situazioni presentano ampi margini di miglioramento, è evidente che tale percorso è già in atto proprio grazie alle politiche messe in atto da questa legislatura. I dati confermano che si è invertita la tendenza in tutte le situazioni di criticità.  Un’occasione importante sarà la preparazione del nuovo piano sanitario regionale, l’attenzione sarà focalizzata proprio a risolvere le principali situazioni di criticità, verso le quali deve quindi essere prodotto uno sforzo comune, della Regione e di tutti gli interlocutori coinvolti, per individuare e mettere in atto azioni mirate ed efficaci”.




L'”Ospedale dei Sibillini” è realtà

PRESENTATO IL PROGETTO DEL NUOVO OSPEDALE DEI SIBILLINI

AMANDOLA, 2018-07-27 – “Entro il 10 agosto 2018 avverrà la consegna del progetto definitivo per il nuovo ospedale per acuti ad Amandola. Si chiamerà Ospedale dei Sibillini in accordo con la sua mission: servire tutta l’area dell’entroterra. L’incontro per la validazione del progetto è fissata per il 2 agosto
La consegna del progetto esecutivo è prevista entro ottobre 2018 ed entro la fine dell’anno la pubblicazione del bando di appalto.
Obiettivo delle tappe come quella di stasera è vedere il progredire del progetto che consideriamo coerente ma quello che servirà verrà integrato.
Ci piacerebbe che tutte le opere della ricostruzione potessero essere cosi rapide, ma purtroppo non tutte hanno le stesse favorevoli condizioni (il Gruppo Kos Santo Stefano ha donato il progetto e la compagnia petrolifera Rosneft ha fatto la donazione  più importante fino ad oggi). Un grazie particolare va ai progettisti, al Consorzio di bonifica per l’impegno, a tutti quelli che hanno collaborato, mettendo anche cuore oltre alla competenze, in questa difficile situazione” .

Lo ha detto oggi il presidente della Regione Marche nel corso della presentazione dei lavori di ricostruzione di un nuovo complesso sanitario e socio-sanitario ad Enti e Istituzioni del territorio di riferimento riuniti nella sala del Consiglio comunale di Amandola. Presente anche l’assessore al Bilancio Fabrizio Cesetti.

Il costo previsto dei lavori è di 18 milioni di euro: 13 milioni saranno finanziati grazie alle risorse della Ricostruzione Sisma che la Regione Marche ha deciso di destinare alle opere sanitarie e gli altri 5 milioni sono la donazione della Compagnia petrolifera Rosneft.
“Il nuovo ospedale dei Sibillini sta diventando realtà – ha detto il sindaco di Amandola Adolfo Marinangeli – . Sono partite le fasi di esproprio. Il 13 agosto è fissata l’approvazione della variante allo strumento urbanistico in consiglio comunale. Grazie alla Regione, all’ Asur,  alla Kos per averci regalato il progetto, a tutti per l’incessante lavoro svolto. Grazie soprattutto al presidente Ceriscioli per averci creduto anche più di noi, per l’impegno costante e per tutto quello che ha fatto per noi”.

Il nuovo ospedale di Amandola sarà un edificio a misura d’uomo e di territorio con una struttura leggera su una superficie totale di 10.500 metri quadrati, massima altezza 2 piani fuori terra, architettura ispirata all’abitato storico. 60 i posti letto previsti più 20 per la RSA. Ci saranno il blocco operatorio, il punto di primo intervento Potes, l’area diagnostica e di terapia (Tac, radiologia e ambulatorio prelievi), un’area degenza con 23 posti letto per acuti e 10 posti letto per post acuti, un’area diurna e ambulatoriale (ambulatori chirurgici, medici, diagnostici, dialisi e riabilitazione) i servizi territoriali (continuità assistenziale, assistenza domiciliare integrata, prevenzione), l’area dei servizi sanitari e non (farmacia e cup). Il piano interrato ospiterà la cucina, il deposito farmaceutico, la morgue, gli impianti, gli spogliatoi centralizzati, altri servizi per il personale tipo la lavanderia e infine gli ambulatori veterinari che hanno necessità, per questioni igieniche, di dividersi con il resto della struttura. La distribuzione interna è stata determinata dalla necessità di dare al complesso massima fruibilità e collegamento ottimale tra i vari reparti. L’area di accoglienza, al piano terra, sarà costituita da spazi destinati agli ingressi, alle hall, alle attese, ai servizi destinati al pubblico e a quelli di tipo umanizzanti quali il bar e le aree relax.

L’area esterna sarà adibita a parcheggi, aree verdi, giardino terapeutico, aree di relax e di sosta, caricoscarico merci e alcune parti saranno adibite ad impianti.

Per assicurare all’edificio un ottimo comfort ed al tempo stesso una sicura sostenibilità energetica, l’edificio è stato concepito in modo tale da limitare le dispersioni termiche, ottimizzare l’irraggiamento naturale nella stagione fredda e schermare i raggi solari diretti in quella calda. Dal punto di vista strutturale, il complesso sarà principalmente costituito da pannelli portanti prefabbricati con getto di completamento in cantiere. I materiali di costruzione, saranno materiali innovativi.

Il nuovo edificio sarà spostato in un’area più piana in modo da essere più sicuro grazie alla scelta del terreno e più facilmente raggiungibile. Inoltre in questo modo i lavori avranno minori interferenze con la vita cittadina.

clicca l’allegato: OSPEDALE AMANDOLA_lug 2018 DEF

 




Diagnostica Sociale, nuova strumentazione “Fibroscan” in Asur Av 5

San Benedetto del Tronto 24 luglio 2018 – La Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno e la Primavera Cooperativa Sociale hanno presentato oggi presso la Aula Convegni dell’Ospedale Madonna del Soccorso di San Benedetto del Tronto, il progetto «Diagnostica Sociale» realizzato in collaborazione con la Asur Marche Area Vasta n. 5.
La Primavera Cooperativa Sociale è una ONLUS fondata dal 1997. Da sempre e sotto il controllo sanitario del Dipartimento di Salute Mentale dell’Asur Marche Area Vasta n. 5, la Cooperativa si occupa in modo esclusivo dell’inserimento lavorativo di giovani portatori di disagio mentale occupandoli nella coltivazione di piante e fiori in serra ed in piena aria. Per ogni anno, mediamente, la Cooperativa offre a questa utenza seimila ore di lavoro protetto.

Nell’intento di dare un maggiore contributo sociale e sanitario in favore di tali persone la Cooperativa, in collaborazione con l’Unità Operativa di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell’Ospedale Madonna del Soccorso di San Benedetto del Tronto, e con il Dipartimento dipendenze patologiche dell’Asur Marche Area Vasta n. 5, ha svolto una ricerca per individuare cosa potesse essere utile per loro.
La ricerca ha rilevato che in queste persone si manifestano con molta frequenza casi di infezione cronica HCV, d’altronde tale patologia rappresenta un problema sociale con 5.000/6.000 pazienti affetti nella Regione Marche, molto spesso ex o tutt’ora tossicodipendenti, alcolisti con associate problematiche psicometriche.
Dalla parte sanitaria è stato proposto l’acquisto della strumentazione diagnostica chiamata Fibroscan, un apparecchio molto simile ad un ecografo che permette di definire la misura della elasticità/rigidità del fegato e dunque la diagnosi precoce di epatopatie croniche virali e da fegato grasso (epatiti croniche, steatosi epatica non alcolica, obesità e diabete, malnutrizione proteico energetica, uso di sostanze o farmaci quali steroidi anabolizzanti, corticosteroidi, fosforo).
Sino ad oggi, in assenza di Fibroscan, per gli esami necessari, gli utenti della Provincia di Ascoli Piceno erano avviati verso altre Asur. Mentre per i soggetti normodotati tali trasferte non rappresentano un grave problema, per altre categorie di pazienti, provenienti quasi sempre da famiglie socialmente ed economicamente fragili, queste trasferte rappresentano un dramma. Spesso, per evitare tali trasferte, gli interessati (in qualche caso privi di patente di guida perché ritirata), nonostante le prescrizioni dei sanitari,
evitano la visita specialistica.
In questo contesto ed in coincidenza con la pubblicazione dell’Avviso per la presentazione di progetti nell’ambito “INTERVENTI SOCIO – SANITARI IN FAVORE DELLE CATEGORIE SOCIALI DEBOLI E QUALITA’ DELLA VITA” emanato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno nel 2017, la Primavera Cooperativa Sociale in qualità di capofila di una rete sociale che coinvolge in primo luogo la ASUR MARCHE AREA VASTA N. 5, ma anche Associazione Aniep, Associazione I Girasoli Onlus, Cooperativa Sociale Lella 2001, Cooperativa Sociale Le Sirene, Cooperativa P.A.G.F.Ha Onlus, Associazione Anffas Onlus, Ama Aquilone Cooperativa Sociale, ha presentato l’idea progettuale “DIAGNOSTICA SOCIALE”. Il progetto è stato valutato positivamente e sostenuto dalla Fondazione Carisap che, nel Piano Pluriennale 2017/2019, ha scelto di intervenire in ambito sanitario a sostegno di realtà non profit, a condizione che gli interventi si caratterizzino per una chiara connotazione sociale, in particolare su patologie che rappresentano malattie sociali e che coinvolgono maggiormente i soggetti deboli anche in funzione di prevenzione.
L’Asur Marche Area Vasta n. 5 sin dall’inizio ha condiviso il progetto sottoscrivendolo e contribuendo finanziariamente alla sua realizzazione.
Il progetto che ha un costo complessivo di € 120.000,00, è sostenuto dalla Fondazione Carisap per € 75.000,00 e dall’Asur Marche per i restanti € 45.000,00.

Slide allegate: fibroscan

 

 




Giornata inaugurativa al “Madonna del Soccorso”

Nuovi spazi e macchinari all’ospedale di San Benedetto.

Ceriscioli: “L’impegno preso si traduce in servizi ai cittadini”.

Casini:”Un mammografo importante con una possibilità diagnostica più accurata”.

 

C’erano anche Luca Ceriscioli ed Anna Casini con il Direttore dell’Asur Av 5 Giulietta Capocasa alle inaugurazioni delle nuove sedi di Pediatria, Cardiologia ad indirizzo riabilitativo del Madonna del Soccorso e alla presentazione di due nuovi Mammografi con Tomosintesi all’offerta in Area Vasta 5. 

CERISCIOLI: “LAVORANDO IN RETE LE MARCHE POTRANNO DIVENTARE UN’ECCELLENZA ASSOLUTA A LIVELLO SANITARIO”

 

San Benedetto del Tronto, 2018-07-13 – Questa mattina il presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli accompagnato dal direttore di Area Vasta 5 Giulietta Capocasa ha inaugurato all’ospedale di San Benedetto del Tronto i nuovi spazi dedicati alla Cardiologia ad indirizzo riabilitativo, alla Pediatria – Neonatologia e due nuovi mammografi dotati di tomosintesi. La performance del triennio 2015-2017 ha registrato un incremento di budget d’esercizio di oltre 16 mln e mezzo di euro, gli investimenti complessivi di oltre 30 milioni di euro, aumento del personale con 202 unità, incremento di attività ricoveri quasi 1.500 casi e incremento di posti letto pari a 113.

“Sono numeri chiarissimi – ha detto Ceriscioli –  i trasferimenti nazionali sono sempre gli stessi e la storia di questi tre anni è una storia che parla della scelta di questa amministrazione di utilizzare fondi che non riuscivano a essere spesi e che sono stati messi dentro il sistema per rispondere ai bisogni di salute dei cittadini. Abbiamo investito 200 milioni in tecnologie, abbiamo assunto 1200 professionisti.  Nel 2015 eravamo sette milioni sotto il tetto della soglia di spesa, oggi 10 milioni sopra e questo testimonia il nostro investimento continuo nella sanita pubblica. Nel 2020 dobbiamo rientrare nel tetto senza penalizzare i servizi e questa questione è sul tavolo con il sindacato. Il nodo delle Liste di attesa va affrontato e risolto perché dobbiamo essere certi che il cittadino sceglie il professionista non lo fa perché non trova risposta nel servizio pubblico che ha capacità e qualità per dare risposte. Siamo molto soddisfatti per il lavoro svolto e devo dire che il nuovo ospedale che si farà e questa struttura offriranno una moltiplicazione notevole in termini di efficacia ed efficienza dei servizi sanitari. Sommeremo le due eccellenze: la qualità dei servizi come oggi rappresentata da questi progetti e una struttura nuova per la comunità. Il modello marchigiano è formidabile perché noi siamo abbastanza grandi da poter fare cose importanti e abbastanza piccoli per gestirle bene. Dobbiamo sicuramente curare ancora qualche segmento del percorso sanitario, però grazie al contributo di tutti e al modo di lavorare in rete potremmo diventare un’eccellenza assoluta. Gli investimenti effettuati permettono la crescita della risposta sanitaria sul posto in connessione con l’intero sistema sanitario”. La cardiologia può finalmente contare su una nuova riacquisita identità, dal punto di vista logistico,  strutturale e soprattutto a livello di posti letto che sono passati da 9 a 18, di cui 4 di terapia intensiva. Anche gli spazi dedicati alla Pediatria – Neonatologia sono stati ristrutturati all’insegna dell’accoglienza a misura di bambino e di prestazioni sanitarie sempre più qualificate. Colori, materiali, stanze dedicate ai piccoli; ma anche degenza pediatrica ordinaria, osservazione breve intensiva (OBI), consulenza pediatrica H 24 per il Pronto Soccorso, Fast Track pediatrico (percorso veloce dei bambini che accedono al P.S. con patologie minori). Infine, due nuovi mammografi dotati di tomosintesi assicurano sensibilità e specificità elevate nell’individuazione delle lesioni mammarie. Le immagini digitali così prodotte possono essere elaborate, teletrasmesse ed archiviate. Vengono pertanto potenziate le possibilità diagnostiche, con una tecnologia avanzata, sia nella prevenzione (screening mammografico) sia nel percorso della Breast-Unit (Unità Senologica), con la presa in carico di pazienti sintomatiche. La mammografia fa parte delle metodiche diagnostiche comprendenti ecografi dedicati alla Senologia, attività di Senologia Interventistica (biopsie) e RM mammaria.

 

 

 

Si è conclusa la ristrutturazione degli spazi dedicati alla Cardiologia ad Indirizzo Riabilitativo (CR) dell’AV5, ospitata all’interno del 3° piano dello S.O. Madonna del Soccorso.

La cardiologia dello stabilimento ospedaliero di San Benedetto del Tronto può finalmente contare su una nuova riacquisita identità, dal punto di vista logistico, strutturale e soprattutto a livello di posti letto che sono passati da 9 a 18, di cui 4 di terapia intensiva.

Con l’odierna inaugurazione è stato aggiunto un altro importante tassello al processo di riattivazione dei posti letto dello Stabilimento Ospedaliero che passa dai 217 del 2015 agli attuali 251 (+34 posti letto) con un trend di avvicinamento a quanto previsto dalla DGRM 735/2013.

Le altre aree maggiormente potenziate da questo punto di vista, sono state: Geriatria e Lungodegenza, Medicina, Neurologia, Pediatria e Psichiatria.

Anche gli spazi dedicati all’UOC di Pediatria – Neonatologia AV5 presso lo S.O. di SBT sono stati ristrutturati, all’insegna dell’ accoglienza a misura di bambino e di prestazioni sanitarie sempre più qualificate. Colori, materiali, stanze dedicate ai piccoli; ma anche degenza pediatrica ordinaria, osservazione breve intensiva (OBI), consulenza pediatrica H 24 per il Pronto Soccorso, Nido/Rooming-in, congiuntamente all’espletamento di attività ambulatoriali: Allergologia e Broncopneumologia, Gastroenterologia, Genetica clinica, Infettivologia perinatale, Nefrourologia, Neurologia pediatrica, Neonatologia, Follow up neonatale, Fast Track pediatrico ( percorso veloce dei bambini che accedono al P.S. con patologie minori)

Il numero dei piccoli degenti è passato dai 644 del 2016 ai 744 del 2017. Nel primo semestre del 2018 i bimbi ricoverati sono già stati 405, su un bacino d’utenza di n. 26758 soggetti compresi in un’età tra 0 e 14 anni

In Patologia Neonatale, riattivata nell’agosto del 2017, sono stati ricoverati 105 piccoli, con una bassa incidenza <20% dei ricoveri rispetto ai nati. I posti letto sono in totale 12.

Aggiunti due nuovi Mammografi all’offerta in Area Vasta. Gli apparecchi, della ditta Fuji Film, sono dotati di tomosintesi e installati negli Stabilimenti Ospedalieri di Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto. Assicurano sensibilità e specificità elevate nell’individuazione delle lesioni mammarie. Le immagini digitali così prodotte possono essere elaborate, teletrasmesse ed archiviate. Vengono pertanto potenziate le possibilità diagnostiche, con una tecnologia avanzata, sia nella prevenzione (screening mammografico) sia nel percorso della Breast-Unit (Unità Senologica), con la presa in carico di pazienti sintomatiche.

La mammografia fa parte delle metodiche diagnostiche comprendenti ecografi dedicati alla Senologia, attività di Senologia Interventistica (biopsie) e RM mammaria. La Diagnostica Senologica è parte integrante dell’attività diagnostico-terapeutica multidisciplinare insieme alla Chirurgia, Oncologia, Medicina Nucleare, Anatomia Patologica e Radioterapia. Si garantisce così un approccio multidisciplinare alla patologia del seno, come previsto dalle Linee Guida Regionali, Nazionali ed Internazionali, alle quali l’AV5 si allinea grazie ad un’offerta ed una organizzazione complete.

Attivato un servizio da APP MOBILE: SOLARIQ, scaricabile gratuitamente e disponibile per Android, iOS e Windows Phone, che consente di ridurre efficacemente il tempo di attesa degli utenti che si rivolgono agli sportelli dell’anagrafe assistiti di Ascoli Piceno e di San Benedetto Tr. per effettuare:

  • Scelta o revoca del medico di base e pediatra

  • Richiesta di esenzione

Lo slogan è: “l’app SOLARIQ fa la coda al posto tuo”. Il sistema infatti avvisa, tramite una notifica sullo smartphone dell’approssimarsi del proprio turno.

L’app consente di:

  • ricercare le strutture abilitate vicino ;

  • scoprire in anticipo il numero di persone in attesa;

  • richiedere o prenotare un servizio;

  • essere aggiornato in tempo reale sull’andamento della coda

ZEROCODALAB, è invece rivolto agli utenti del Laboratorio Analisi che vedono semplificato, velocizzato e programmato il proprio percorso di accesso alle prestazioni laboratoristiche presso gli stabilimenti ospedalieri di SBT e AP

Si tratta di un sistema di accoglienza e prenotazione online applicato ai punti prelievo degli stabilimenti ospedalieri dell’AV5 che gestisce autonomamente tempo di attesa e accesso diretto al servizio di Laboratorio, consentendo al cittadino di effettuare personalmente la propria prenotazione da remoto attraverso molteplici device e/o canali (es. smartphone, P.C.) arrivando in sede solo qualche minuto prima la chiamata.

Concretamente:

  • Sia di persona che tramite un Totem collocato in sala di attesa, o APP installata sullo smartphone o personal computer via Web, l’interessato può prenotare online giorno, ora e sede di accesso al laboratorio analisi.

  • La modalità di prenotazione è sincronizzata con il sistema di chiamata del punto prelievi e dotata di una funzione di controllo che consente di monitorare e visualizzare il numero di utenti prenotati e lo stato di affollamento del punto prelievi.

  • Gli utenti non prenotati on line, rimangono presi in carico secondo le modalità tradizionali

Semplificare e celerizzare l’accesso all’accettazione della prestazione; migliorare l’efficienza di risorse e processi attraverso una gestione programmata del flusso di utenti, migliorare visibilmente la qualità percepita del servizio: questi gli obiettivi di entrambe le iniziative.

Per saperne di + clicca le relazioni tecniche allegate: relazioni inaugurazioni 13 luglio 2018

Performance triennio

Fotocronaca


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Salute, bene comune

LE RISPOSTE NECESSARIE PER LA SANITA’ DELLE MARCHE

Ancona, 2018-07-10 –Salute, bene comune. 1978-2018: 40 anni dalla nascita del Servizio sanitario nazionale è il titolo dell’iniziativa che si è svolta oggi ad Ancona, all’Auditorium “Montessori” della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Politecnica delle Marche, promossa da CGIL, CISL e UIL e dove sono intervenuti Rosy Bindi, ex Ministro della Sanità, Claudio Maria Maffei, Blog Marche Sanità e la Segretaria nazionale CGIL, Rossana Dettori.

Al centro del dibattito, introdotto dalla relazione di Graziano Fioretti, Segretario Generale UIL Marche e presieduto da Sauro Rossi, Segretario Generale della CISL Marche, a un anno dall’avvio della vertenza regionale sulla sanità, CGIL CISL UIL Marche pongono le tante questioni ancora aperte in tema di salute: dal necessario rafforzamento dei Servizi territoriali e dell’integrazione socio-sanitaria al potenziamento della prevenzione, allo sviluppo delle Case della Salute e delle cure primarie e intermedie. Tra le priorità, ci sono anche la riduzione dei tempi di attesa e della mobilità sanitaria, la qualificazione della rete dell’emergenza-urgenza e della rete ospedaliera, l’adeguamento degli organici e il superamento del precariato.

Bisogna, inoltre, ripensare al ruolo della sanità privata che “copre” in media il 16,7% dei posti letto ospedalieri, livello che sale al 59,1% nel settore della post acuzie. Gli erogatori privati dovrebbero integrare il sistema pubblico piuttosto che concorrere apertamente nei suoi confronti, sfruttando condizioni di maggior favore dovute in parte a cornici contrattuali meno tutelanti per il loro personale. Una presenza, quella dei privati, che sta diventando sempre più consistente nelle Marche e sulla quale i sindacati sono intervenuti più volte.

C’è bisogno di un quadro di programmazione, basato sulle evidenze epidemiologiche e demografiche .

E’ evidente la necessità e l’urgenza di favorire un maggior coinvolgimento dei territori nella definizione delle scelte regionali di politica sanitaria e definire un quadro generale che superi gli interventi e le delibere spot, ed evitare così l’asettica traduzione di disposizioni ministeriali, con cui oggi si tende a governare la sanità.

L’onorevole Rosy Bindi ha sottolineato l’importanza della Legge 833 dal momento che “ha sancito il diritto della salute come fondamentale per tutti i cittadini”. Proprio la Bindi, poi, ha dichiarato, a proposito dei 40 anni del Servizio Sanitario Nazionale, che “sono anni lunghi e, il Servizio sanitario, come tutti gli organismi, può aver subito alcune problematiche, legate all’entità delle risorse a disposizione, ma le scelte operate in quel periodo sono ancora valide ed è giusto rinnovarle. Le criticità di oggi, tra l’altro, sono del sistema Italia e non tanto del servizio sanitario”.

La Segretaria nazionale CGIL, Rossana Dettori ha concluso i lavori. “Dobbiamo mettere in campo pratiche per valorizzare i cittadini – ha detto – e interrompere il racconto di malasanità spesso attribuito agli operatori. Occorre che la politica provveda all’assunzione di personale per rispondere alle esigenze di salute delle persone”. Intervenendo, infine, sul rapporto Giunta regionale e sindacati, Dettori ha puntualizzato: “Nelle Marche, è importante che un Presidente di Regione si confronti con le parti sociali, abbiamo bisogno di pratiche democratiche”.

Al termine dell’iniziativa, si è svolto un presidio dinnanzi agli Ospedali Riuniti di Ancona, per evidenziare il forte disagio e malcontento che i cittadini marchigiani esprimono quotidianamente; nell’autunno, se la situazione non cambia, CGIL, CISL e UIL proseguiranno con ulteriori iniziative di mobilitazione per rivendicare le risposte necessarie a soddisfare i bisogni di salute dei cittadini marchigiani.




Sanità Marche: cala la mobilità passiva

SANITA’: PIU’ PERSONALE E INVESTIMENTI TECNOLOGICI FANNO CALARE LA MOBILITA’ PASSIVA

Ceriscioli: ”L’intenzione è continuare su questa strada per dare ai marchigiani sempre più servizi di qualità”

Ancona, 2018-07-06 – Milleduecento operatori sanitari assunti,  200 milioni di investimenti tecnologici in corso ed un calo della mobilità passiva con un saldo positivo di 8,8 milioni di euro.  Dal 2015 al 2017, grazie ad una forte e incisiva azione della giunta,  la sanità è cambiata, si è invertita la rotta e i numeri dimostrano che i marchigiani tornano ad avere fiducia nelle strutture marchigiane.

I dati della sanità marchigiana sono stati illustrati oggi nel corso di una conferenza stampa del presidente Luca Ceriscioli affiancato dal consigliere regionale con delega alla Sanità Fabrizio Volpini e dalla dirigente del Servizio Salute Lucia Di Furia.

Tra le varie voci della mobilità (vedi tabella) quello più evidente riguarda la riduzione dei viaggi per ricoveri ordinari e in day hospital: la Regione passa da una spesa di 127,3 milioni (2016) ad una di 124,3 milioni (2017) con una differenza di 3 milioni di euro. Il saldo, tra mobilità passiva e attiva nei due anni passa da 46,6 a 33 milioni con un risparmio di 13,5 milioni di euro.

Per quanto riguarda il saldo totale nel 2016  era negativo per 56 milioni, nel 2017 è sceso a 47,1 milioni.

“Lavoriamo per dare sempre più  qualità alle strutture sanitarie e ospedaliere e ai percorsi sanitari – ha sottolineato Ceriscioli – . I risultati ottenuti finora danno ragione alla strategia intrapresa e  ci incoraggiano a proseguire. Le assunzioni fatte e gli investimenti tecnologici si sono tradotti in una diminuzione della mobilità passiva. Continueremo quindi ancora con le assunzioni perché c’è una coda anche quest’anno. L’investimento fatto  in tecnologie è molto significativo e possiamo contare su nuovi strumenti che ci daranno risultati sempre migliori. L’impegno continua convinto anche sulle liste d’attesa perché è il modo migliore per recuperare i marchigiani che si rivolgono oltre i confini regionali”.

La Regione è impegnata infatti a rendere più facile l’accesso alle liste d’attesa entro la fine dell’anno. I cittadini, utilizzando le tecnologie a diposizione, potranno fare la prenotazione  direttamente on line. Per chi ha meno dimestichezza con internet invece, si sta costruendo una collaborazione molto importante con le farmacie  al fine di avere le prestazioni come alla cassa dell’ospedale. Un modo per utilizzare al meglio un luogo già molto frequentato dalle persone e diffuso capillarmente sul territorio.

“I dati reali – ha aggiunto Volpini – ci forniscono una fotografia concreta di quanto realizzato in perfetta coerenza con una visione del sistema sanitario che dia importanza agli acuti grazie ad ospedali di qualità e  una grande  attenzione ai servizi sul territorio in un rapporto di prossimità con il cittadino. Si cambiano modalità e consuetudini, ma quello che stiamo facendo ci consente di stare al passo con i tempi del mondo della medicina”.

La dirigente Di Furia in conclusione ha sottolineato la stretta collaborazione con i direttori delle aziende ospedaliere e sanitarie al fine dell’aumento della produttività e delle attività  conseguente all’aumento del personale. E segnali positivi sono stati registrati anche su questo fronte: in particolare è aumentata la parte ortopedica in tutto il territorio marchigiano e agli Ospedali Riuniti di Torrette la cardiochirugia è cresciuta del 60%. In aumento anche i trattamenti di chemioterapia ed i trapianti.

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Premio nazionale per uno studio sulle demenze dell’Asur Av 5

San Benedetto del Tronto – Nel corso del 58° congresso nazionale delle Scienze Neurologiche Ospedaliere svoltosi a Riccione nel maggio scorso è stato premiato come “miglior poster nazionale” (cioè migliore rappresentazione del lavoro svolto) quello relativo ad uno studio, svolto sugli utenti  dei centri diurni “Il Giardino dei tigli” e “San Giuseppe” di San Benedetto del Tronto, sul tema “La presa in carico multidisciplinare: una strategia per il miglioramento dei disturbi comportamentali nelle demenze”.

Lo studio, condotto dalla Dr.ssa Cristina Paci (in collaborazione con le Unità operative complesse della Neurologia, Geriatria, Distretto e Comune di San Benedetto del Tronto, l’associazione dei malati con demenza “Iris Insieme a te”, i Centri Diurni per demenza),aveva come scopo quello di trovare una strategia non farmacologica (associata o no alla terapia con antipsicotici) che potesse ridurre e migliorare i sintomi comportamentali nel paziente affetto da demenza.

Confrontando i dati dell’anno 2017 rispetto all’anno 2016, la realizzazione del percorso (visita specialistica di neurologo e geriatra, accertamenti, centri diurni, presa in carico paziente e famiglia, attività sociali e ricreative e sostegno del caregiver) ha determinato una riduzione del 30% dei disturbi comportamentali e, in alcuni casi, la risoluzione.

“Vogliamo ringraziare la dr.ssa Paci e tutti coloro, medici, utenti, familiari, operatori, che hanno dato il loro contributo alla realizzazione di questo studio – dice il sindaco Pasqualino Piunti – è ben nota la professionalità delle nostre strutture sanitarie e socioassistenziali nel campo del supporto alle persone con demenze ma questo studio, realizzato nelle nostre strutture, ci dà una conferma importantissima, ovvero che con l’adeguato apporto dei diversi soggetti che si occupano di queste patologie, è possibile dare risposte importanti al problema, in qualche caso arrivando anche ad una scomparsa dei disturbi correlati alla demenza. Ciò rafforza la nostra convinzione che con adeguati investimenti in strutture e risorse umane, è possibile offrire a queste persone e alle loro famiglie risposte non soltanto di carattere assistenziale ma prospettive concrete di un miglioramento della loro condizione”.

“Per questo – aggiunge l’assessore alle politiche sociali Emanuela Carboni – nonostante i noti problemi di bilancio che peraltro affliggono tutte le amministrazioni locali, siamo assolutamente determinati a mantenere quantità e qualità dei servizi sociali erogati dal Comune di San Benedetto, semmai puntando a rendere ancor più efficiente il loro livello attraverso un’analisi attenta delle prestazioni erogate”.

 

 




Ospedale unico: bene la posizione dei sindaci ma occorre mantenere il punto

Ospedale unico: bene l’atteggiamento dei sindaci che chiedono chiarezza e garanzie per i cittadini.

San Benedetto del Tronto – Da tempo insistiamo che l’ ospedale unico nel piceno, così come proposto non può essere accettato. Di fatto manteniamo la posizione che , meglio avere due ospedali , uno montano ed uno in riviera , piuttosto che riceverne uno. Un piceno dissestato dalla disoccupazione, dai terremoti e dalle esondazioni , non può permettersi di perdere un ospedale in nome del risparmio e sull’incertezza delle specialistiche ricadenti e/o da prevedere come altre nuove sempre per questo territorio. Il 16 maggio abbiamo divulgato un comunicato stampa e scritto a tutti i sindaci al fine di contribuire per un obiettivo comune e cioè quello di garantire una sanità equa e solidale. Non si può continuare ad indebolire la parte pubblica perché così procedendo a rimetterci saranno solo i cittadini.

Orgoglio civico

Conferenza Sindaci Asur Av5

Cgil, Cisl, Uil: “Per noi parlare di Ospedale Unico significa…”

 

Ospedale Unico? No, grazie: meglio averne due