Concluso il corso formativo professionale Amministrazione Settore Agricolo di Smarteam

SMARTEAM Società Cooperativa ha portato a termine il percorso formativo professionale di aggiornamento dal titolo Amministrazione Settore Agricolo Codice Siform 1006739 di n. 100 ore, (ammesso a finanziamento in data 27/12/2018 con D.D.P.F. n. 1840/IFD –  Bando POR Marche FSE 2014/2020, Asse 1 P.I. 8.1 R.A. 8.5 – Avviso pubblico per la presentazione di progetti formativi nel settore agroalimentare), che si è svolto nel periodo dal 05 aprile al 25 maggio 2019 presso l’aula formativa dei F.lli Pasqualini Srl di Offida, e che ha coinvolto 14 allievi disoccupati con l’obiettivo raggiunto di soddisfare esigenze formative nel settore agricolo ed agroalimentare e formare figure professionali con conoscenze tecniche e specialistiche per lo svolgimento di mansioni amministrative, contabili e impiegatizie in grado di dare un supporto allo sviluppo e alla gestione dell’azienda agricola.

Il corso formativo ha previsto lo svolgimento in aula di lezioni orali alternate ad esercitazioni con software gestionali di contabilità e informatica applicata al mondo aziendale, e ha riguardato nello specifico contenuti professionalizzanti sull’Amministrazione e gestione dell’impresa agricola, Contabilità computerizzata, Amministrazione del personale e paghe, Gestione dei rischi e sistema assicurativo e infortuni in agricoltura, e contenuti trasversali e di base come Informatica professionale e Bilancio delle competenze.

Gli allievi, che riceveranno l’attestato di partecipazione, hanno raggiunto un elevato livello di qualifica­zione e competenza anche grazie a docenti professionisti, consulenti, manager d’azienda e docenti universitari incaricati, dalla pluriennale esperienza e collaudata metodologia didattica, che hanno assicurato un approccio tecnico-operativo e un apprendimento completo della materia.

I contenuti formativi più rilevanti hanno riguardato gli aspetti civilistici, fiscali, finanziari e la pianificazione economica dell’impresa agricola; l’analisi delle dinamiche economiche e la gestione efficace anche attraverso l’analisi del contesto economico attuale; l’analisi e l’individuazione delle modalità di gestione degli specifici rischi dell’impresa agricola: casi reali e problematiche specifiche del settore; l’analisi dei rapporti di lavoro nel settore agricolo: profilo del coltivatore agricolo, tipologie di fasce contributive e attività connesse, tipologie di società agricole, inquadramenti previdenziali, obblighi assicurativi, contratti di lavoro, buste paga nel settore agricolo, ecc.

Gli allievi hanno potuto apprendere attraverso materiali informatici, dispense e libri di testo, nuove conoscenze, e maturare nuove competenze riguardanti l’impresa agricola, e hanno potuto comprendere quanti adempimenti e aggiornamenti amministrativi e burocratici sono richiesti per la gestione di un’azienda agricola, in particolar modo: l’inquadramento normativo e le forme societarie specifiche; l’analisi del fabbisogno finanziario e la pianificazione economica; i regimi fiscali; la gestione dei rapporti con le banche; l’utilizzo di un software gestionale per la contabilità; la normativa e gli adempimenti del rapporto di lavoro; gli strumenti per elaborare le buste paga; gli elementi di informatica applicata all’azienda; gli elementi del sistema assicurativo sugli infortuni in agricoltura e gli elementi della nuova normativa sulla privacy per le aziende.

L’intento di alcuni allievi al termine del corso è di mettere a frutto le conoscenze e le competenze apprese per un futuro inserimento lavorativo nel settore di riferimento, o di avviare un’impresa autonoma nel settore agricolo. Si invitano le aziende interessate a tale figura professionale a contattare smarteam  formazione@smarteam.net.

LE MIE PUBBLICAZIONI: tutti i volumi per usufruire dei Fondi Europei! http://www.fideas.it/leditoria/

 

 




Decessi e Infortuni sul Lavoro: numeri preoccupanti

CGIL MARCHE. Scarsi gli organici e le risorse destinate ai controlli e alla prevenzione

Tornano a crescere gli infortuni sul lavoro nelle Marche. E’ quanto emerge dai dati dell’INAIL elaborati dalla CGIL Marche.

Ancona, 23 maggio 2019 – Nei primi tre mesi dell’anno sono stati denunciati 4.581 infortuni, 215 in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+4,9%). Un incremento notevolmente più alto di quello che si registra a livello nazionale (+1,9%). Nelle Marche crescono, in particolare, gli infortuni in occasione di lavoro (+5,8%) mentre quelli in itinere presentano una live diminuzione (-0,9%).

Il territorio che presenta il maggior incremento di infortuni è quello di Ancona (+9,0%), seguito da Macerata (+4,6%), Pesaro Urbino (+2,6%), Fermo (+1,6%) e Ascoli Piceno (+0,9%).

Dichiara Daniela Barbaresi, Segretaria generale CGIL Marche: “Al di là delle statistiche, dobbiamo essere consapevoli che, dietro a quei numeri, ci sono lavoratori e lavoratrici in carne e ossa. Per questo, prima di tornare a piangere un altro morto sul lavoro, occorre intervenire a ogni livello con un’azione forte da parte di tutti, dalle imprese alle Istituzioni, investendo in sicurezza, prevenzione, formazione, lavoro stabile e di qualità e condizioni di lavoro dignitose.”

Se si osservano gli infortuni in occasione di lavoro, emerge che i più colpiti sono i lavoratori dell’industria manifatturiera dove peraltro gli infortuni crescono del 3,0%. Crescono in particolare nel settore chimica, gomma, plastica (+27,8%), mobile (+18,1%) e calzature e abbigliamento (+12,2%). In calo nella meccanica (-6,5%). Rilevante l’incremento nelle costruzioni (+19,7%) e nel commercio e riparazioni (+23,1%). Aumentano gli infortuni anche nella sanità e assistenza sociale (+3,1%), mentre diminuiscono nei trasporti (-6,5%) e in agricoltura (-10,9%).

Se il maggior numero di infortuni riguarda gli uomini, è per le donne che si registra il maggior incremento di infortuni denunciati: più del doppio di quello degli uomini (rispettivamente +8,3% e + 3,1%). Osservando i dati per classi di età degli infortunati, emerge che i più colpiti continuano ad essere i giovani e in particolare coloro che hanno meno di 19 anni per i quali gli infortuni crescono del 23,8%. Anche i migranti sono tra i più coinvolti dal fenomeno: per i lavoratori extra comunitari gli infortuni denunciati sono cresciuti del 10,5%, mentre per gli italiani l’incremento è pari al 4,4%. In calo invece per i lavoratori provenienti da altri Paesi dell’UE.

Drammatico il bilancio degli infortuni mortali. Sono 7 i lavoratori che hanno perso la vita dall’inizio dell’anno: 2 donne e 5 uomini. A livello nazionale, gli infortuni mortali sono stati 212: una strage continua che deve essere fermata.

I dati mettono in evidenza l’urgenza di intervenire per fermare la piaga degli infortuni sul lavoro che, con la ripresa dell’attività produttiva, è tornata prepotentemente a crescere, segno che la stessa ripresa produttiva è avvenuta senza la necessaria attenzione da parte delle imprese alla qualità del lavoro e dello sviluppo e senza il necessario sforzo in termini di innovazione e prevenzione.

In particolare è necessario porre fine alla crescita del lavoro precario, frammentato e parziale cosi come va evitato l’indebolimento delle norme sugli appalti. Peraltro, i più colpiti dalla crescita fenomeno infortunistico sono i giovani e i migranti, ovvero coloro che maggiormente vivono condizioni di precarietà e instabilità sul lavoro o mancanza di formazione adeguata.

Dichiara Giuseppe Santarelli, segretario regionale Cgil Marche: “E’ necessario che le istituzioni, a partire dal dal Governo e dalla Regione, svolgano pienamente le loro funzioni di prevenzione, controllo, repressione e anche contrasto del lavoro irregolare; gli organici e le risorse destinate a tali compiti sono, nella nostra regione, assolutamente inadeguate a fronteggiare questo enorme problema. E’ forse il tempo che qualcuno se ne assuma la responsabilità.”

Un ruolo importante deve poterlo avere anche la contrattazione collettiva che deve rimettere al contro le reali condizioni di lavoro.

Infortuni denunciati nelle Marche – gennaio-marzo

2018

2019

diff.

2019-2018

% 2019/2018

in occasione di lavoro 3.808 4.028 220

5,8%

– di cui senza mezzo di trasporto 3.732 3.952 220

5,9%

– con mezzo di trasporto 76 76 0

0,0%

in itinere 558 553 – 5

-0,9%

totale 4.366 4.581 215

4,9%

Infortuni denunciati nelle Marche per provincia – gennaio-marzo

2018

2019

diff.

2019-2018

% 2019/2018

Ancona 1.519 1.656 137

9,0%

Ascoli Piceno 546 551 5

0,9%

Fermo 366 372 6

1,6%

Macerata 879 919 40

4,6%

Pesaro Urbino 1.056 1.083 27

2,6%

MARCHE 4.366 4.581 215

4,9%

ITALIA 154.820 157.715 2.895

1,9%

Infortuni denunciati nelle Marche per genere – gennaio-marzo

2018

2019

diff.

2019-2018

% 2019/2018

maschi 2.824 2.911 87

3,1%

femmine 1.542 1.670 128

8,3%

totale 4.366 4.581 215

4,9%

Infortuni denunciati nelle Marche per luogo di nascita – gennaio-marzo

2018

2019

diff.

2019-2018

% 2019/2018

Italia 3.691 3.854 163

4,4%

altro Paese dell’Unione Europea 160 158 – 2

-1,3%

Extra Unione Europea 515 569 54

10,5%

Totale 4.366 4.581 215

4,9%

Infortuni denunciati nelle Marche per classi di età – gennaio-marzo

2018

2019

diff.

2019-2018

% 2019/2018

fino a 19 anni 638 790 152

23,8%

da 20 a 29 anni 523 548 25

4,8%

da 30 a 39 anni 691 748 57

8,2%

da 40 a 49 anni 1.044 962 – 82

-7,9%

da 50 a 59 anni 1.035 1.115 80

7,7%

oltre 60 anni 435 418 – 17

-3,9%

Totale 4.366 4.581 215

4,9%




Infortuni sul Lavoro nelle Marche

REGIONE MARCHE

GLI INFORTINI DEL 1° TRIMESTRE 2019

DI GUIDO BIANCHINI

ESPERTO UIL ASCOLI PICENO

SICUREZZA SUL LAVORO

 

Nel primo trimestre 2019 le denunce degli infortuni nel nostro Paese sono aumentate dell’1.9% sul 2018, ricordando che il 15% degli infortuni sono invalidanti.

Nel trimestre in esame in numero degli incidenti mortali resta invariato (212) ma i morti sul lavoro restano sempre troppi. In crescita le vittime nella fascia di età 45/54 anni (+28 denunce mortali) e in quella 20/24 anni (+4).

Circa le malattie professionali, sempre nel trimestre in esame, sono state 15.900, 224 in meno sullo stesso periodo dell’anno precedente.

Ritengo che occorra sensibilizzare il Governo sulla sicurezza sul lavoro.

Registro che nessun candidato in questa campagna elettorale parla di questi argomenti anzi sono abiurati. È necessario che il Governo implementi urgentemente il numero dei soggetti preposti alla vigilanza, che hanno subito, nell’ultimo decennio, pesanti tagli in risorse, uomini e mezzi.

È necessario sviluppare una reale cultura della sicurezza partendo dalle scuole ampliare gli interventi e le azioni sia tra i lavoratori, sia tra le imprese.

Il sindacato deve anch’esso rafforzare il suo ruolo e intervento partendo dalla contrattazione e dell’organizzazione del lavoro. La sicurezza è un investimento economico e sociale non un costo.

REGIONE MARCHE

Nel periodo in esame gli infortuni nella nostra regione sono stati 4.581 con un incremento in valore assoluto di 215 denunce (+5%).

Denunce d’infortunio per modalità di accadimento – Marche

1°Trimestre 2018

1°Trimestre 2019

%

In occasione di Lavoro

3.808

4.028

6

In itinere

558

553

-1

Totale

4.366

4.581

5

In aumento di 30 unità nel settore industriale e nel terziario di 58 unità mentre c’è un calo del 3% nelle altre attività.

Denunce d’infortunio per gestione tariffaria – Marche

1°Trimestre 2018

1°Trimestre 2019

%

Industria

785

815

4

Artigianato

510

509

0

Terziario

595

653

10

Altre attività

365

354

-3

Non determinata

3.253

3.337

3

Totale

4.366

4.581

5

La tabella sotto riporta gli infortuni denunciati per provincia; il report presenta un incremento in tutte le realtà territoriali con un’impennata di 9 in quella di Ancona e del 5% in quella di Macerata.

Denunce d’infortunio per provincia – Marche

1°Trimestre 2018

1°Trimestre 2019

%

Ancona

1.519

1.656

9

Ascoli Piceno

546

551

1

Fermo

366

372

2

Macerata

879

919

5

Pesaro Urbino

1.056

1.083

3

Totale

4.366

4.581

5

Aumentano gli infortuni, del 4%, denunciati dai lavoratori italiani e ben del 10% dei lavoratori

Extra Unione Europea.

Denunce d’infortunio per luogo di nascita dell’infortunato – Marche

1°Trimestre 2018

1°Trimestre 2019

%

Italia

3.691

3.854

4

Unione Europea (Esclusa Italia)

160

158

-1

Extra Unione Europea

515

569

10

Totale

4.366

4.581

5

In aumento dell’8% gli infortuni delle donne (128 in v.a.) e del 3% quelli degli uomini.

Denunce d’infortunio per genere dell’infortunato – Marche

1°Trimestre 2018

1°Trimestre 2019

%

Femmine

1.542

1.670

8

Uomini

2.824

2.911

3

Totale

4.366

4.581

5

Circa l’età dell’infortunato, la tabella sotto riportata indica il numero per fascia d’età.

Si evidenzia l’aumento di ben 123 casi nei lavoratori under 14, 40 denunce per la fascia 20/24 anni; di 58 casi nella fascia 50/54 anni e 22 casi nella fascia 50/54 anni.

In calo quelli delle fasce 42/44 anni; 45/49 anni e 60/64 anni.

Denunce d’infortunio per classe d’età dell’infortunato – Marche

1°Trimestre 2018

1°Trimestre 2019

Fino a 14 anni

420

543

Da 15 a 19 anni

218

247

Da 20 a 24 anni

207

247

Da 25 a 29 anni

316

301

Da 30 a 34 anni

311

347

Da 35 a 39 anni

380

401

Da 40 a 44 anni

482

457

Da 45 a 49 anni

562

505

Da 50 a 54 anni

537

595

Da 55 a 59 anni

498

520

Da 60 a 64 anni

275

252

Da 65 a 69 anni

71

82

Da 70 a 74 anni

36

36

75 anni e oltre

53

47

Totale

4.366

4.581

Circa gli infortuni con esito mortale si registra un incremento del 75% poiché si è passati da 4 a 7 casi. Tutti nell’Industria e servizi ovvero rilevati nel manifatturiero, costruzioni, trasporti e magazzini.

Denunce d’infortunio con esito mortale – Marche

1°Trimestre 2018

1°Trimestre 2019

%

In occasione di lavoro

4

3

– 25

In itinere

0

4

5

Totale

4

7

75

La tabella sotto riportata presenta il report per provincia, dove si evidenziano accadimenti mortali in tutte le provincie ad eccezione in quella pesarese.

Sono infortuni prevalentemente di lavoratori italiani (ben 6 casi su 7), con una forte incidenza della componente maschile e nelle fasce d’età 45/49 anni e 50/54 anni.

Denunce d’infortunio con esito mortale per luogo di accadimento – Marche

1°Trimestre 2018

1°Trimestre 2019

Ancona

0

3

Ascoli Piceno

1

1

Fermo

1

1

Macerata

1

2

Pesaro Urbino

1

0

Totale

4

7

Denunce d’infortunio con esito mortale per genere dell’infortunato – Marche

1°Trimestre 2018

1°Trimestre 2019

Femmine

0

2

Uomini

4

5

Totale

4

7

Denunce d’infortunio con esito mortale per classe d’età dell’infortunato – Marche

1°Trimestre 2018

1°Trimestre 2019

Da 25 a 29 anni

1

1

Da 45 a 49 anni

0

2

Da 50 a 54 anni

0

2

Da 55 a 59 anni

2

1

Da 60 a 64 anni

1

1

Totale

4

7

DENUNCE DI MALATTIE PROFESSIONALI – MARCHE.

Per quanto riguarda le denunce di malattie professionali si registra una diminuzione di ben 100 casi. Molto elevato il numero delle malattie professionali degli uomini e di lavoratori italiani (90%).

Denunce di malattie professionali per genere. Marche.

1°Trimestre 2018

1°Trimestre 2019

Femmine

542

481

Uomini

1.091

1.052

Totale

1.633

1.533

Denunce di malattie professionali per luogo di nascita e Marche.

1°Trimestre 2018

1°Trimestre 2019

Italia

1.528

1.437

Unione Europea (Esclusa Italia)

36

31

Extra Unione Europea

69

65

Totale

1.633

1.533

Circa le denunce presentate per provincia in quella ascolana (-37%) e quella fermana (-6%) si registrano le diminuzioni illustrate.

Denunce di malattie professionali per provincia – Marche.

1°Trimestre 2018

1°Trimestre 2019

%

Ancona

272

305

12

Ascoli Piceno

298

188

-37

Fermo

226

212

-6

Macerata

425

442

4

Pesaro Urbino

412

386

-6

Totale

1.633

1.533

-6

Denunce di malattie professionali per i principali settori ICD-10 – Marche.

Tumori (C00-D48) da 25 a 12;

Malattie del sistema nervoso (G00-G99) da 303 a 284;

Malattie dell’orecchio e dell’apofisi mastoide (H60-H95) da 93 a 74;

Malattie del sistema respiratorio (J00-J99) da 27 a 21;

Malattie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo (M00-M99) da 947 a936;

Non Determinato da 226 a 190.




Giornata mondiale della sicurezza nei luoghi di lavoro: i dati Inail relativi alle Marche

IL 28 APRILE LA GIORNATA MONDIALE PER LA SALUTE E SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO

I DATI DEGLI INFORTUNI SUL LAVORO E MALATTIE PROFESSIONALI: LA REGIONE MARCHE

DI GUIDO BIANCHINI ESPERTO UIL ASCOLI PIENO SICUREZZA SUL LAVORO

Ascoli Piceno, 2019-04-28 – Oggi ricorre la Giornata mondiale della sicurezza nei luoghi di lavoro, istituita dall’ILO nel 2003. Questa giornata è dedicata a commemorare tutte quelle persone che sono morte sul posto di lavoro o che hanno subito infortuni.

I dati degli infortuni, di cui purtroppo molti i mortali, diffusi nelle ultime ore, dall’Osservatorio dei Consulenti sul Lavoro (riferimento Open Data Inail), non sono certo confortanti.

Nel 2018 circa 641.261 lavoratori (il 3,8% degli assicurati INAIL) hanno subito un incidente sul lavoro più 0,9% rispetto al 2017.

Copioso è il numero degli incidenti con esito mortale 1.133 (+10,1% nel 2018; 1.8 ogni 1000 abitanti), soprattutto quando si utilizzano mezzi di trasporto per lavorare.

Circa i settori produttivi, nel biennio in esame, l’incidenza di infortuni mortali è nutrito in agricoltura (3,5‰), nelle costruzioni (3.4‰), industria mineraria (3,3‰) e il settore del traporti e magazzinaggio (3,3‰).

Sono comparti che fanno registrare un rischio mortale più che doppio rispetto alla media generale (1,4‰).

Nelle province italiane, nel biennio 2018/2017, il maggior numero di infortuni mortali si registra nella provincia di Crotone (6,3 ogni mille) poi Isernia (5,9‰) e Campobasso (4,7‰).

Circa le malattie professionali, sempre nello scorso anno, invece, è la provincia di Gorizia quella con il più alto tasso di malattie professionali tumorali (22,5%), seguita dalle province di Torino (18,5%), Novara e Milano (18,4%).

Pesano le patologie cancerogene legate alle fibre di amianto (oltre il 70% dei casi).

In assoluto le malattie cancerogene imputabili all’attività lavorativa si registrano a Taranto.

Regione Marche

Circa la Marche ci sono stati 15.776 infortuni nel 2018 con una riduzione del 1.3%; 14 vittime con un calo del 48.1% sul 2017; la quota dei decessi ogni 1000 abitanti è dello 0.9 per 1000.

I dati delle province marchigiane relative agli Infortuni, in occasione di lavoro, con esito mortale ogni mille incidenti denunciati. Anni 2017 – 2018

Posizione

Provincia

Var. per 1000

33

Pesaro Urbino

1.97

52

Ascoli Piceno

1.50

70

Macerata

1.10

82

Ancona

0.97

94

Fermo

0.81

Italia

1.41

Incidenza dei tumori sul totale delle malattie professionali denunciate per provincia, anno 2018

Posizione

Provincia

Var. Per 1000

70

Ancona

2.6

87

Ascoli Piceno

1.4

88

Macerata

1.4

91

Pesaro Urbino

1.1

101

Fermo

0.7

Italia

4.1

Fonte: elaborazioni dell’Osservatorio Statistico Consulenti del Lavoro su open data INAIL

Commento: DI GUIDO BIANCHINI

Visti i dati si chiede ancora una volta, impegno ed attenzione da parte del Governo, delle Istituzioni e degli imprenditori affinché questo triste “contatore” si fermi.

Il lavoro deve essere vita, non morte” questo lo slogan diffuso dalla CES, il Sindacato Europeo.

Occorre Prevenzione, formazione, informazione e più controlli, per un lavoro dignitoso e sicuro.

Ricordo che il primo maggio, è dedicato anche alla tutela della salute e della sicurezza in tutto i luoghi di lavoro che resta questione nazionale.

Dal 1°gennaio ad oggi ci sono stati oltre 206 morti sul lavoro; nella nostra regione le vittime sono 3 (due a Macerata ed una a Fermo – Dati Osservatorio infortuni Bologna).

Essi sono una sconfitta non degna per un grande paese come l’Italia.

Certo è cresciuta negli ultimi anni la consapevolezza di una maggior prevenzione ma la sicurezza sul lavoro resta una scommessa.

Occorrono incentivi e misure dedicate oltre ad una rivisitazione del decreto legislativo n.81/2008 con la semplificazione degli oneri burocratici e formali specie a carico delle piccole e micro aziende, dei nostri territori fermo restando le garanzie di sicurezza unite a un adeguato sistema sanzionatorio.




Infortuni sul Lavoro: la situazione nelle Marche

LE DENUNCE DI INFORTUNI SUL LAVORO NEL 1°BIMESTRE 2019. VEDIAMO LA SITUAZIONE NELLE MARCHE

DI GUIDO BIANCHINI UIL ASCOLI PICENO 04/04/2019

Le denunce d’infortunio sul lavoro presentate all’Inail nel primo bimestre 2019 sono state 100.290 (+4,3% rispetto allo stesso periodo del 2018), 121 delle quali con esito mortale (-3,2%).

Stabile il numero delle Malattie Professionali denunciate, che sono state 9.937 (un caso in più).

Vediamo la situazione nella Nostra Regione.

Ascoli Piceno – Nel primo bimestre del corrente anno nelle Marche ci sono state 2.906 Denunce d’infortunio con un incremento di 261 (+0.98%) casi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In aumento di 21 casi quelli in itinere.

Sempre nel periodo in esame l’Industria e servizi è passata da 1.946 casi a 2.131(+185 denunce); l’Agricoltura ha avuto un incremento di 22 casi passando da 182 denunce 204; quelle per conto dello Stato ha avuto un notevole incremento (+54) poiché è passata da 517 a 571 eventi.

Dall’esame delle Denunce d’infortunio in occasione di lavoro per settore di attività si nota un aumento di 10 casi nella fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche, stesso trend nella Fabbricazione di prodotti in metallo (esclusi macchinari e attrezzature); incrementi nella Fabbricazione di mobili (+22); nell’Istruzione (da 4 a 10) e le Non determinate che passano da  707 a 791 (+84).

Denunce d’infortunio per Provincia, sempre nel bimestre in esame.

Provincia

1°Bimestre 2018

1°Bimestre 2019

Delta

V.a.

Ancona

933

1.037

104

Ascoli Piceno

344

368

24

Fermo

208

228

20

Macerata

525

588

63

Pesaro Urbino

635

685

50

Marche

2.645

2.906

261

Denunce d’infortunio per luogo di nascita dell’infortunato e modalità di accadimento – Marche

Lavoratori italiani da 2.215 a 2.414 (+199); Lavoratori U.E. (esclusa Italia) da 97 a 100 (+3); Lavoratori Extra U.E. da 333 a 392 (+59)

Denunce d’infortunio per differenza di genere dell’infortunato Marche: Femmine da 957 a 1.052 denunce (+95); Maschi da 1.688 a 1.854 (+166)

Denunce d’infortunio per classe d’età dell’infortunato

1°Bimestre 2018 1°Bimestre 2018
Fino a 14 anni

266

313

15 – 19 anni

145

159

20 – 24 anni

113

166

25 – 29 anni

192

190

30 – 34 anni

193

220

35 –  39 anni

225

259

40 –  44 anni

294

294

45 –  49 anni

345

314

50 –  54 anni

331

392

55 –  59 anni

295

326

60 –  64 anni

157

164

65 –  69 anni

43

54

70 –  74 anni

17

23

+ 75 anni

29

31

Totale

2.645

2.906

Denunce d’infortunio con esito mortale per modalità di accadimento – Marche: Da 3 casi a 4. Accaduti nel settore industria e servizi.

Denunce d’infortunio con esito mortale per Provincia

Provincia

1°Bimestre 2018

1°Bimestre 2019

Delta

v.a.

Ancona

0

2

+2

Ascoli Piceno

1

1

0

Fermo

0

0

0

Macerata

1

1

0

Pesaro Urbino

1

0

-1

Marche

3

4

+1

Denunce d’infortunio con esito mortale per luogo di nascita dell’infortunato – Marche

Lavoratori Italiani da 2 a 3; Lavoratori U.E. (esclusa Italia) Zero; Lavoratori Extra U. E. È confermato un caso mortale.

Circa le differenze di genere si registra un caso mortale tra le femmine (da 0 a 1) e 4  casi tra i Maschi che passano da a 4 casi. Registriamo un caso nella fascia di età 45/49 anni; 2 tra quella tra 50/54 anni e uno in quella tra 55/59 anni

DENUNCE DI MALATTIE PROFESSIONALI NELLE MARCHE – CONFRONTO 1°BIMESTRE 2018 E 1°BIMESTRE 2019

Le denunce di malattie professionali nelle Marche passano da 964 casi a 929 con una riduzione di 35 casi.

Riduzione che si ripercuote positivamente anche tra le differenze di genere: i Maschi passano da 638 casi a 626 (-12 casi); quelli delle femmine da 964 a 929 (-35).

Analizzando i dati disaggregati, abbiamo nel settore Industria e servizi un incremento di 11 denunce (si passa da 778 a 789 casi); in calo le malattie professionali in Agricoltura che passa da 176 a 137 casi; in calo anche quelle Per conto dello Stato da 10 a 3 casi.

La riduzione si ripercuote positivamente anche sui dati per luogo di nascita e genere.

Le denunce dei lavoratori Italiani passano da 902 a 871 casi; quelli dei lavoratori U.E. (esclusa Italia) da 27 a 19; quelli Extra Unione Europea aumentano da 35 a39.

Denunce di malattie professionali per Provincia

1°Bimestre 2018 1°Bimestre 2018 Delta in v.a.
Ancona

163

193

+30

Ascoli Piceno

188

95

-93

Fermo

127

146

+19

Macerata

285

281

-4

Pesaro Urbino

201

214

+13

Totale

964

929

-35

Denunce di malattie professionali per i principali settori ICD-10 denunciato. Marche.

Tumori (C00-D48) riduzione da 11 a 5;

Malattie del sistema nervoso (G00-G99) da 177 a 156;

Malattie dell’orecchio e dell’apofisi mastoide (H60-H95) da 48 a 41;

Malattie del sistema respiratorio (J00-J99) da 16 a 13;

Malattie del sistema osteomuscolare e del tessuto connettivo (M00-M99) da 563 a 512; Non Determinato da 145 a 192.

Il commento:

I dati sono provvisori e il loro confronto richiede cautele, in particolare rispetto all’andamento degli infortuni con esito mortale, soggetto all’effetto distorsivo di “punte occasionali” e dei tempi di trattazione delle pratiche.

Sarà quindi necessario attendere il consolidamento dei dati almeno per un trimestre.

Evidenti in ogni caso, in questo primo bimestre, la crescita di 261 denunce, ciò è sconfortante, così l’incremento della mortalità rispetto al 2018.

Sono numeri nudi e crudi che ci parlano della quotidiana sofferenza di chi lavora. Statistiche che, in trasparenza, ci parlano di persone rimaste mutilate, ustionate, invalide per colpa del lavoro, ci parlano anche di nuove drammatiche morti.

Occorre agire con convinzione congiuntamente tra organizzazioni sindacali, parti datoriali e istituzioni.

È necessario che nelle imprese si affermi un’effettiva responsabilità sociale e ambientale, relazioni industriali partecipative e una contrattazione aziendale finalizzata anche al miglioramento continuo della sicurezza e degli ambienti di lavoro.

Va contrattata e costruita con i delegati sindacali e i Rappresentanti dei Lavoratori alla Sicurezza (RLS) una ‘filiera della sicurezza’ partendo dalle aziende più grandi e che coinvolga fornitori, appaltatoti e subappaltatori, affinché vengano certificate procedure, formazione e diffusione delle informazioni di base.

È importante accrescere la cultura e le competenze dei RLS e RLST per la prevenzione, l’emersione e la tutela delle malattie professionali specie nel settore edile, agricolo e dell’agroindustria, sanitario e ospedaliero, con la diffusione delle buone prassi per la promozione della sicurezza sul lavoro.

Il mondo del lavoro subisce modifiche constanti e di conseguenza gli RLS devono sviluppare le competenze che la “moderna prevenzione” richiede.

Infine vorrei ricordare come il Governo abbia tagliato alle imprese il 30% il premio Inail.

Hanno affermato che è una riduzione del costo del lavoro e che questo non avrebbe inciso sui lavoratori assicurati.

La realtà è ché nel maxi emendamento (legge di bilancio 2019) non c’è solo il taglio al premio Inail, ma anche una riduzione degli indennizzi alle vittime del lavoro.

Anche la Corte di Cassazione è convinta che la legge di bilancio 2019 taglierà i risarcimenti dovuti alle vittime degli infortuni sul lavoro.

Dal 1 Gennaio 2019, si limitano, per legge, il diritto dei familiari delle vittime d’infortuni sul lavoro di avere somme ulteriori a quelle Inail (da “danno biologico”).

Se una persona avesse una polizza d’infortunio e lo indennizzano per un infortunio, l’Inail ne terrà conto e indennizzerà in modo ridotto.

Questa scelta è gravissima!!!!

Se prima era già difficile accedere alla rendita Inail per i genitori, i cui figli, che sono morti sul lavoro, contribuivano al proprio mantenimento, adesso è praticamente impossibile (c. 653-undecies, lettera h).

Inoltre, aver ridotto in modo consistente le entrate Inail (premio Inail) di 410 milioni di euro nel 2019, 525 milioni nel 2020 e 600 nel 2021 (c. 653-sexies) potrebbe portare ad un rischio per l’Inail che opera con i premi pagati dalle aziende.

Infine, con il comma 653-septies (della ricordata legge di bilancio 2019), sono ridotte le risorse finanziarie dedicate ai progetti per la sicurezza sul lavoro e alla prevenzione, (110 milioni nel 2019, 100 milioni nel 2020 e altri 100 milioni nel 2021 e ancora 50 milioni nel 2020 e altri 50 milioni nel 2021 (sconto prevenzione).

Il messaggio che si lancia alla sicurezza sul lavoro è assolutamente negativo. E’ uno scandalo, una vera vergogna.

Quello alla salute e alla sicurezza è un diritto primario e insopprimibile. Un diritto che deve entrare nella coscienza civile, nazionale e territoriale di tutti.




Impresa e Lavoro 4.0: bando in scadenza il 3 aprile

INVESTIMENTI AMMISSIBILI

Gli investimenti devono essere riconducibili ad una o più delle seguenti aree, in linea col “Piano Nazionale Industria 4.0”:

  • Automazione industriale
  • Smart and Digital Factories
  • Sistemi produttivi flessibili
  • Produzione rapida
  • Progettazione e sviluppo di prodotti multifunzione, modulari e configurabili
  • Progettazione di prodotti di alta qualità attraverso tecnologie digitali innovative di modellazione e simulazione del prodotto e del sistema di produzione
  • Progettazione integrata (progettazione simultanea prodotto-processo-sistema)
  • Realizzazione del sistema di etichettatura per la tracciabilità del prodotto
  • Sviluppo di prodotti-servizi, di servizi post vendita e manutenzione del prodotto

Investimento minimo € 25.000, contributo massimo concedibile max € 200.000.

SOGGETTI BENEFICIARI

Micro e Piccole e Medie Imprese in forma singola che:

  • hanno l’attività economica principale in una delle seguenti attività: B (esclusi 05.10.0, 05.20.0, 08.92.0); C (tutti); D (tutti); E (tutti); F (tutti); J (61 e 62); M (71 e 72); N (78 e 82),
  • si impegnino ad attivare antecedentemente la 1° erogazione e comunque entro 6 mesi dalla data di inizio attività almeno un tirocinio di inserimento/reinserimento lavorativo di 6 mesi.

SPESE AMMISSIBILI

  1. acquisto di beni strumentali nuovi, funzionali alla trasformazione tecnologica e/o digitale delle imprese in chiave Industria 4.0 + spese di installazione;
  2. acquisto di beni immateriali – software, sistemi e/system integration, piattaforme e applicazioni + spese installazione;
  3. acquisizione di Know how e di servizi di sostegno all’innovazione, strettamente connessi alla realizzazione del programma di investimento, max 30% del totale delle spese previste dal programma di investimento;
  4. spese per il personale attivato mediante tirocinio, per il 60% della spesa riconosciuta;
  5. perizia tecnica giurata o attestato di conformità, max € 2.000,00;
  6. costo della Fidejussione, in caso di richiesta di anticipo, max € 2.000,00.

Potranno, inoltre, essere finanziate le seguenti misure:

  • aiuto assunzione trasformazione tirocinio in contratto di lavoro subordinato o assunzione di personale aggiuntivo;
  • voucher formativi.

L’investimento (minimo € 25.000) dovrà essere concluso entro 15 mesi dalla data del decreto di concessione.

CONTRIBUTI

  % DI CONTRIBUTO 
A FONDO PERDUTO
TIPOLOGIA DELLE SPESE Micro e Piccole imprese Medie imprese
Spese per beni strumentali (opzione de minimis) 35% beni strumentali
50% beni immateriali
Spese per beni strumentali (opzione Reg. 651/2014) 20% 10%
Spese per beni strumentali (opzione Reg. 651/2014) 30% 20%
Spese per servizi di sostegno all’innovazione 50%
Spese per personale attivato mediante tirocinio 60%
Costo della Fidejussione 100% fino ad un massimo di € 2.000
Perizia tecnica giurata o attestato di conformità 100% fino ad un massimo di € 2.000

Contributo massimo concedibile € 200.000.

Il programma di investimento dovrà essere avviato successivamente alla data di presentazione della domanda di partecipazione, fatta eccezione per le imprese che opteranno per il regime “de minimis” per le quali la data di avvio dell’investimento e i termini di ammissibilità della spesa decorrono dal 16/02/2018.

SCADENZA E FONDI DISPONIBILI

La domanda di partecipazione potrà essere presentata dall’11 febbraio 2019 fino al 3 aprile 2019. Dotazione finanziaria: € 6.760.062,31 di cui € 1.983.594,46 per le imprese localizzate nell’area del cratere e Comuni limitrofi.

Per informazioni e consulenza

FIDEAS SRL
Borgo Cappuccini 3
63073 OFFIDA (AP)
Tel./fax (0736) 880843
Email: fideas@topnet.it  Skype: fideasinfo Facebook: FideasSrlOffida – www.fideas.it
SMARTEAM Società Cooperativa
Via Calatafimi 44 – 63074 SAN BENEDETTO DEL TRONTO (AP) Tel. Mobile 351 8920860
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Infortuni e Malattie Professionali nelle Marche

I DATI SUGLI INFORTUNI E LE MALATTIE PROFESSIONALI NELLA REGIONE MARCHE NEL MESE DI GENNAIO 2019

DI GUIDO BIANCHINI ESPERTO DI SICUREZZA SUL LAVORO UIL ASCOLI PICENO

 

Ascoli Piceno – Nel mese di Gennaio 2019 le MALATTIE PROFESSIONALI nelle Marche sono state 427 con un calo di 59 casi rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, riduzione che ha riguardato sia la componente maschile, sia quella femminile e tutti i settori.

Il calo riguarda sia i lavoratori italiani, sia quelli di provenienza U.E. ed extra.

Mentre più articolata è l’analisi delle Denunce delle malattie professionali per provincia come risulta dalla tabella sotto riportata.

Gennaio 2018

Gennaio 2019

Ancona

81

74

Ascoli Piceno

95

46

Fermo

65

81

Macerata

154

136

Pesaro Urbino

91

90

TOTALE

486

427

Circa la tipologia delle Denunce di malattie professionali per settore maggiormente denunciate nelle Marche, sempre nel periodo in esame: Tumori (C00-D48) da 1 a 2; Disturbi psichici e comportamentali (F00-F99) da 0 a 3; Malattie del sistema nervoso (G00-G99) da 73 a 46; Malattie dell’orecchio e dell’apofisi mastoide (H60-H95) da 20 a 17; Malattie del sistema respiratorio (J00-J99) da 3 a 7; Malattie del sistema osteo muscolare e del tessuto connettivo (M00-M99) da 234 a 207; Non Determinato da 154 a 142. Totale 427 casi.

Riguardo le DENUNCE D’INFORTUNIO nella Regione, sempre nel periodo d’analisi, c’è stato un incremento di 91 casi (in questo contesto in  aumento di 8 casi quelli in itinere) poiché si è passati da 1262 denunce a 1353.

In aumento quelli relativi alla gestione Industria e Servizi passate da 957 a 1027 (+70); in aumento di 25 casi quelli della gestione per Conto dello Stato mentre sono in calo quelle dell’Agricoltura di 4 casi.

La tabella sotto riportata presenta le Denunce d’infortunio per provincia; in aumento in tutti i territori ad eccezione in quello di Fermo.

Gennaio 2018

Gennaio 2019

Ancona

445

490

Ascoli Piceno

154

171

Fermo

109

108

Macerata

248

275

Pesaro Urbino

306

309

TOTALE

1262

1353

Analoga la situazione delle Denunce d’infortunio per luogo di nascita dell’infortunato: in aumento sia quelli di lavoratori italiani, passati da 1049 a 1140 casi, sia quelli di lavoratori extra U.E. (+7) mentre sono in calo di 7 unità quelli U.E.

Cosi quelli di differenze di genere sia per i maschi (+20), sia per le femmine dove si registra un incremento di 71 poiché si è passati da 441 a 512 casi.

Le 91 Denunce d’infortunio che sono aumentate, nelle Marche, nel mese di gennaio 2019, rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, riguardano tutte le classi d’età dell’infortunato come si evince dalla tabella.

Gennaio 2018

Gennaio 2019

Da 15 a 19 anni

61

66

20 – 24 anni

51

77

25 – 29 anni

99

87

30 – 34 anni

87

102

35 – 39 anni

113

107

40 – 44 anni

156

131

45 – 49 anni

175

159

50 – 54 anni

153

198

55 – 59 anni

133

158

60 – 64 anni

73

87

65 – 69 anni

23

27

70 – 74 anni

12

11

75 anni e oltre

13

16

TOTALE

1262

1353

In calo del 50% le Denunce d’infortunio con esito mortale nella regione poichè si è passati da due casi ad uno accaduto nel settore Industria e servizi (provincia di Macerata – trattasi di un lavoratore della fascia d’età tra 50 a 54 anni).

 

COMMENTO DI GUIDO BIANCHINI ESPERTO DI SICUREZZA SUL LAVORO UIL ASCOLI PICENO

I dati aggregati, in valore assoluto,  analizzati evidenziano una riduzione sia degli infortuni, sia delle malattie professionali, nella regione, ciò è indubbiamente positivo anche se l’analisi è estremamente ridotta, visto l’arco temporale analizzato, e non consolidati poichè soggetti ad assestamento e consolidamento prossimamente.

Occorre implementare il percorso culturale con una In-formazione adeguata per contrastare infortuni e malattie professionali.

La formazione sulla sicurezza sul lavoro è, un processo che consente ai lavoratori  interessati di essere più preparati nello svolgere attività che necessitano di una maggiore conoscenza ed abilità, oltre all’acquisizione di una maggiore consapevolezza del proprio ruolo e del proprio comportamento, connessi all’espletamento della propria attività lavorativa.

E’ fondamentale che i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, svolgano un ruolo “positivo” nel controllo e attuazione della sorveglianza sanitaria, facilitare ed indirizzare le segnalazioni delle malattie professionali al patronato.

Il patronato sindacale non si interessa solo di pensioni e previdenza, ma ha un ruolo importante di tutela della salute e sicurezza sul lavoro di tutti i lavoratori del territorio.

Il mondo del lavoro è in perpetua modifica, di conseguenza gli Rls devono sviluppare le competenze che la “moderna prevenzione” richiede, ovvero consolidare approcci e attività complesse che si basano sull’attuazione di politiche atte ad intervenire sui determinanti di malattia legati al rapporto tra salute, ambiente esterno e luoghi di lavoro, comportamenti e stili di vita, corresponsabili dell’insorgenza di patologie croniche, professionali e infortuni sul lavoro, con costi enormi anche per il sistema pubblico e sanitario.

Infine non si può continuare a morire di lavoro in questo paese.

Tutto questo nel silenzio generale e, ancora più grave, nel provvedimento del Governo che taglia 150 milioni all’anno le risorse Inail destinate alla prevenzione e alla formazione, o, peggio ancora, consentendo all’Inail stesso di rivalersi anche nei confronti dei lavoratori sugli indennizzi concessi, oltre che sui responsabili e sulle imprese che hanno causato l’infortunio. Ancora una volta saranno solo i lavoratori a pagare.




Corso Gratuito “Gestione Imprese Agricole” ad Offida

CORSO GRATUITO PER LA FORMAZIONE DI DISOCCUPATI ALL’AMMINISTRAZIONE NEL SETTORE AGRICOLO.
FINANZIATO DA REGIONE MARCHE E FONDO SOCIALE EUROPEO, SI SVOLGERA’ AD OFFIDA

Secondo uno studio Nomisma nel 2018, il sistema agroalimentare locale vale 2 miliardi di euro, conta su 43mila imprese (il 28% del totale regionale), 70mila occupati (11%) e produce un valore aggiunto nell’economia regionale, quasi il doppio rispetto alla media nazionale (12% contro 7%).

Per questo motivo la Regione Marche ha finanziato l’avvio sul territorio regionale di percorsi formativi gratuiti nell’ambito della filiera agroalimentare, destinati a disoccupati e finanziati con il Fondo Sociale Europeo per 2.010.000 euro.

Gli obiettivi di queste proposte formative, come ha spiegato l’assessore regionale al Lavoro Loretta Bravi, sono di “innovare le competenze partendo dalle tradizioni tipiche locali, favorire la formazione di imprenditoria giovanile e il passaggio generazionale nelle aziende”, tenuto conto della grande qualità dei prodotti agroalimentari e della radicata vocazione agricola della regione Marche che va valorizzata insieme al turismo.

Tra i corsi finanziati anche la proposta di SMARTEAM relativa ad un corso di 100 ore per Amministrazione Settore Agricolo.

Unici requisiti di ammissione al corso sono lo stato di disoccupato da almeno 6 mesi e la residenza nella regione Marche.

Obiettivo del corso è quello di formare una figura professionale con conoscenze tecniche e specialistiche per lo svolgimento di mansioni amministrative, contabili e impiegatizie che siano di supporto allo sviluppo dell’azienda, con specifico riguardo al settore agricolo ed agro-alimentare.

Al termine del corso verrà rilasciato un Attestato di partecipazione.

Le iscrizioni al corso sono aperte fino al 10 marzo 2019.

E’ prevista una classe di 15 partecipanti. In caso di numero di richieste di iscrizione superiori sarà effettuata una selezione in base ad un questionario di valutazione con redazione di una graduatoria.

Il corso si terrà presso la sede formativa di Viale della Repubblica n.77 a Offida (AP).

Per informazioni modalità di iscrizione e contenuti del corso inviare una mail a formazione@smarteam.net, chiamare al cellulare 351 8920860, oppure consultare la pagina del corso all’interno del sito smarteam: https://www.smarteam.net/corso-amministrazione-settore-agricolo/




Infortuni e Malattie professionali in aumento: la situazione nelle Marche

SONO IN AUMENTO NEL PAESE LE DENUNCE DI INFORTUNI E MORTI SUL LAVORO NEL 2018. VEDIAMO LA SITUAZIONE NELLE MARCHE

DI GUIDO BIANCHINI UIL ASCOLI PICENO 29/01/2019

Le denunce di infortunio tra gennaio e dicembre sono state 641.261 (+0,9% rispetto al 2017, quando erano state 635.433); di queste, 1.133 con esito mortale (+10,1%, ossia 104 in più rispetto alle 1.029 del 2017). In aumento anche le malattie professionale denunciate, che sono state 59.585 (+2,5%, pari a 1.456 casi in più rispetto ai 58.129 dell’anno precedente).

Vediamo la situazione nella nostra regione partendo dalle malattie professionali facendo riferimento al periodo 1°gennaio 2018 –  31 dicembre 2018 comparato con l’anno precedente.

Sono 6.039 i casi di malattie professionali registrati nello scorso anno con un incremento del 13% rispetto all’anno precedente di cui un terzo donne.

Il 40% riguarda il settore industriale con 5.094 denunce (+41%) in calo i casi in agricoltura e nello Stato.

Denunce di malattie professionali per Provincia

Gennaio

Dicembre 2017

Gennaio

Dicembre 2018

%

Ancona

953

1.257

+32

Ascoli Piceno

756

959

+27

Fermo

795

746

-6

Macerata

1.490

1.551

+4

Pesaro Urbino

1.372

1.526

+11

Totale

5.366

6.039

+13

I lavoratori interessati sono prevalentemente italiani con 5.632 casi; in aumento, con valori molto inferiori, anche le denunce dei lavoratori di provenienza U.E. e extra.

Circa gli INFORTUNI SUL LAVORO ci troviamo difronte ad una diminuzione nel periodo in esame poiché si è passati da 18.706 a 18.621 (- 85 casi nel periodo analizzato). La riduzione riguarda tutti i settori e comparti economici; sia i lavoratori italiani che quelli della U.E. mentre si registra un incremento dei lavoratori extra UE che passano da 2178 a 2320 denunce.

Le fasce d’età di maggiore criticità sono i lavoratori tra i 30 e i 34 anni e quelli oltre i 50 anni

Circa il 50% sono donne.

Denunce d’infortunio per provincia

Provincia Gennaio

Dicembre 2017

Gennaio

Dicembre 2018

Ancona

6.753

6.604

Ascoli Piceno

2.347

2.333

Fermo

1.474

1.549

Macerata

3.669

3.730

Pesaro Urbino

4.463

4.495

Totale

18.706

18.621

Anche le Denunce d’infortunio con ESITO MORTALE sono in diminuzione poiché si sono registrati 22 casi mortali contro i 33 dell’anno precedente. La diminuzione riguarda tutti i settori e tutte le provincie marchigiane; così la provenienza dei lavoratori e la differenza di genere.

Denunce d’infortunio con esito mortale per luogo di accadimento

Gennaio

Dicembre 2017

Gennaio

Dicembre 2018

Ancona

9

7

Ascoli Piceno

4

2

Fermo

1

2

Macerata

4

6

Pesaro Urbino

15

5

Totale

33

22

Le Denunce d’infortunio con esito mortale per classe d’età dell’infortunato registrano casi nella fascia d’età 35/39 anni; e oltre i 50 anni.

Il commento:

In dati analizzati sono provvisori, ricordo che il numero definitivo di infortuni sul lavoro non coincide con quello delle denunce con esito mortale.

Solo al termine di tutte le verifiche (primavera inoltrata) è possibile verificare che il decesso sia avvenuto in relazione all’attività lavorativa.

Per quantificare il fenomeno, comprensivo anche dei casi accertati positivamente dall’Istituto, sarà, quindi, necessario attendere il consolidamento dei dati dell’intero 2018, con la conclusione dell’iter amministrativo e sanitario relativo a ogni denuncia.

Ad ogni buon conto nella Regione Marche restano elevate le denunce di malattie professionale (+673 casi) con una conferma di crescita nel settore industriale; così nella provincia ascolana con 203 nuovi casi.

Nella regione si evidenziano casi nel sistema nervoso e ostemuscolare (+494 casi).

In calo di 85 casi gli infortuni nella regione, diminuzione che riguarda tutti i comparti ad eccezione dello Stato dove si registra un incremento di 110 denunce che dimostra come è cambiata nella regione la composizione della forza lavoro attiva. Incremento che riguarda anche la componente femminile (+45 casi).

In forte riduzione sono le morti sul lavoro ridotti di ben 11 decessi; ridotti del 50% i casi nella nostra provincia.

Occorre più prevenzione, formazione, partecipazione e sanzioni severe nei casi di incidenti reiterati: argomenti importanti per una vera e propria politica della sicurezza.

Occorrono più risorse dell’Inail per il miglioramento delle prestazioni economiche di risarcimento dei danni per infortuni e malattie professionali

Da tempo il sindacato, unitariamente, rivendica un miglioramento delle attività dell’Inail ovvero:

• aumentare il valore economico dei risarcimenti;

• allargare la casistica dei danni indennizzati;

• velocizzare i tempi delle pratiche di indennizzo dei lavoratori malati;

• ridurre il contenzioso legale spesso utilizzato per respingere le richieste di prima istanza;

• realizzare e rafforzare l’intervento sui servizi socio-assistenziali e sanitari a favore degli infortunati e dei malati professionali;

• potenziare le attività della sorveglianza epidemiologica e sanitaria, finanziare e coordinare la ricerca clinica per le terapie efficaci per i tumori professionali, che sfuggono largamente alla rilevazione e agli indennizzi da parte dell’Istituto;

• favorire la definizione di nuovi indennizzi mutualistici del sistema delle imprese a favore delle vittime dell’amianto;

• potenziare le collaborazioni con il sistema sanitario nazionale tramite le Regioni e il Ministero della Salute, finanziare progetti di ricerca per il superamento dell’utilizzo delle sostanze cancerogene nelle attività economiche.

È necessario un decisivo impegno del Governo sulla prevenzione e tutela della salute e sicurezza sul lavoro, nonché sulla strategia nazionale e piani di intervento volti a garantire condizioni di lavoro adeguate che mirino ad un miglioramento continuo a favore di tutte le lavoratrici/ lavoratori.

Nelle Marche proprio in questi giorni è uscito il nuovo Piano sanitario regionale bisognerà verificare quali sono le linee e gli indirizzi in materia di sicurezza sul lavoro.

Occorre aumentare la spesa per la prevenzione sulla sicurezza sul lavoro (è il 3,5% del bilancio della sanità).

Servono più controlli poiché oggi vengono effettuati solo nel 5% delle imprese.

Ricordo che il  personale degli SPSAL (vigilanza) lavora in condizioni inaccettabili; gli organici  sono diminuiti del 20%  in 7 anni.

Sono circa 80.000 le imprese da controllare alle quali dobbiamo aggiungere tutti i cantieri legati alla ricostruzione post sisma già attivi e che si attiveranno prossimamente.

È altresì importante verificare con la Confindustria locale i contenuti dell’accordo interconfederale in materia di sicurezza sul lavoro definito il 12 dicembre ultimo scorso.

 




Aumentano le malattie professionali, in calo gli infortuni mortali

INFORTUNI SUL LAVORO: IN CALO QUELLI MORTALI. AUMENTANO LE DENUNCE DI MALATTIE PROFESSIONALI, +12% TRA CUI I TUMORI. SANTARELLI (CGIL MARCHE):  “I PIU’ COLPITI SONO I GIOVANI TRA I QUALI E’ PIU’ DIFFUSO IL LAVORO PRECARIO”

 

Ancona – Nelle Marche aumentano le denunce di malattie professionali, a partire dai tumori, in un quadro generale in cui la regione conferma un trend stabile nel 2018, rispetto al 2017, per il numero degli infortuni sul lavoro, praticamente in linea con le dinamiche nazionali. Diminuiscono, invece, del 33,3% gli infortuni mortali mentre in Italia, aumentano del 10,1%. Nel complesso, i più colpiti dagli infortuni, sono i lavoratori più giovani: nella fascia 15-24 anni, l’incremento è pari al 12,1%. Le province dove più aumentano gli infortuni sono Macerata con + 1,7% e Pesaro-Urbino con +0,7%; in diminuzione, invece, nelle altre province, ad Ancona (-2,2%), Ascoli Piceno (-0,6%) e Fermo (-1%).

Sono questi i dati Inail,rielaborati dall’Ires Cgil Marche, sulla situazione degli infortuni sul lavoro nelle Marche nel 2018. Dichiara Giuseppe Santarelli, segretario regionale Cgil Marche: “Il livello degli infortuni continua ad essere elevato, ancor di più il numero delle denunce di malattie professionali. Per questo, la contrattazione deve rimettere al centro le condizioni di lavoro ma anche le istituzioni devono esercitare il loro ruolo sia come prevenzione e controlli, incrementando gli organici della vigilanza, sia come repressione dei fenomeni di irregolarità”. E ancora: “Ciò che più ci preoccupa è che sono i giovani i più colpiti, tra i quali è più diffuso il lavoro precario; se non si combatte la precarietà, dunque, non si può perseguire neanche la dignità del lavoro stesso”.

INFORTUNI – Nelle Marche sono stati 18.621 gli infortuni di cui 15.776 avvenuti in occasione di lavoro e 2845 avvenuti in itinere (durante il tragitto casa-lavoro). Rispetto al 2017, c’è uno scarto di -0,5%. Tra i più coinvolti nella regione, ci sono gli immigrati dove si registra un aumento del 6,5% a fronte di una diminuzione degli italiani dell’1,4%. Il settore più esposto è quello dell’industria: in particolare, quella di fabbricazione dei mobili (+8%), dei macchinari (37%) e dei prodotti in metallo (2,1%) e quelle alimentari (+2,5%). In crescita anche gli infortuni nella sanità e assistenza sociale (+4,2%). Sul fronte degli infortuni mortali, diminuiscono in modo sostanziale ad Ancona (-22%), ad Ascoli (-50%) e a Pesaro-Urbino (-66%) mentre aumentano a Macerata (+50%) passando da 4 a 6, e Fermo passando da 1 a 2.

DENUNCE DI MALATTIE PROFESSIONALI – Nelle Marche aumentano del 12% passando da 5.366 a 6.039; in Italia, l’aumento è del 2,5%. I settori più colpiti sono quelli dell’industria e dei servizi dove si registra un incremento del 17,8%, diminuiscono invece in agricoltura (-9,3%) e nel lavoro pubblico (-9%). Tra le malattie professionali, quello che, percentualmente, segna l’aumento maggiore, pari a 55,2%, è il tumore, seguito da malattie del sistema nervoso (+17,1%), malattie osteo-muscolari (+13,9%) e quelle del sistema respiratorio (+3,8%). La provincia dove si registra il maggior incremento di denunce di malattie professionali è Ancona (+30,5%), seguita da Ascoli Piceno con +26,9%, Pesaro-Urbino con +11,2%, Macerata con +4,1. Unica provincia in diminuzione è Fermo con -6,2%.