Un Paese Alto tutto da vivere per i tre giorni della Festa di San Benedetto Martire

 

San Benedetto del Tronto – Se i riti religiosi e le iniziative culturali inserite nel programma della Festa del Patrono sono già iniziati già da alcuni giorni, è oggi (sabato 10 ottobre) che si entra nel vivo della festa. Infatti, l’appuntamento è per le ore 16:00 presso la banchina Malfizia del porto da dove il Santo sarà portato in processione fino al vecchio incasato. Da quel momento si potrà dare il via all’apertura degli stand gastronomici che ormai da alcuni anni rendono la festa una vera e propria occasione per mangiare prodotti tipici, bere birre artigianali (tra l’altro quest’anno è stata realizzata ad hoc la “Birra del Santo”) e divertirsi con i tanti intrattenimenti sia musicali che comici e molto altro ancora.

Così sabato, dopo la processione, il gruppo Artocria di Cupra Marittima, su palco di Piazza Sacconi, darà il via ai tre giorni di festeggiamenti portando in scena, la rievocazione storica del martirio del soldato romano Benedetto. A seguire, sullo stesso palco davanti la Torre e gli stand gastronomici si esibirà la simpatica e rocambolesca cover-band “I Pupazzi”.

Domenica 12 invece, sempre nel vecchio incasato a Piazza Dante alle ore 15:30 arriverà per i più piccini il Circoludobus con giochi della tradizione, artisti di strada e area con gonfiabili. Un’iniziativa gratuita voluta dal Comitato di quartiere perché la festa del Patrono è anche la festa dei bambini.

Il pomeriggio alle 17:00 riapriranno gli stand a cura dei “Locali del Paese Alto” (paninoteca Il torrione, Caffè dei Poeti, Degusteria del Gigante, ristorante Il Relitto, panificio Giuliani e Bar Storico) Menù: panzerottini pomodoro e mozzarella, arrosticini, olive, patate e mozzarelline fritte, frittelle semplici e con mortadella, frittelletti, pasta al battuto di alici, penne all’arrabbiata, penne “De Sudentre”, frittura di pesce, maialino alle mele rosa di Montedinove, maritozzo al cioccolato, crostate, ciambellone, cantucci con vino cotto, bibite, caffè, caffè del marinaio, vino cantina dei “Colli Ripani”, birre artigianali locali e “Birra del Santo”.

Alle 18:00 si esibiranno sul palco “I fuori di testo” che porteranno in scena “II fantasma del Povero Piero“, commedia in vernacolo in due atti.

Alle 21:00 dopo il successo dello scorso anno torna la Kermesse di artisti vari (Carlo Liga

Marco Falaschetti, La splendida voce di Michela, il ritmo con le scatenate Mara e Tiziana della Salsacoqui, Il country western con i Wild Angels, Sandra gatti e Francesco Nikpali della Salsavor il rap spumeggiante con le improvvisazioni di Andrea J-And, la voce melodica di Settimio, le acrobazie e giocoleria con Andrea Danza del ventre e danze orientali con le Sirene del Nilo, Danze coreografiche della MAMOTI, gli Standard e i Caraibici con la Planet Dance 2000, il modern jazz con la Grace Dance Studio), una vera e propria passerella dedicata agli artisti locali dal ballo al canto al cabaret. Sarà presentata da Luca Sestili conduttore radiofonico di Radio Azzurra e impreziosita dallo spettacolo del noto imitatore Angelo Carestia.

Lunedì, giorno della festa vera e propria, il programma religioso alle ore 17:00 prevede la Solenne Celebrazione presieduta da S.E. Mons. Carlo Bresciani con riconsegna della chiave della città al Santo Patrono da parte del Sindaco e conseguente Benedizione alla Città.

A seguire in Piazza Sacconi altro spettacolo teatrale in vernacolo sambenedettese, proposto dall’associazione teatrale “Ribalta Picena”: “Su la piazzette de su dentre”

Nel frattempo gli stand saranno già aperti e si attenderà, con musica irish folk (preparate i boccali di birra!) del gruppo The Ellis Road Band, il gran finale con una delle coppie più simpatiche di Zelig: “Pablo e Pedro”.

Tutto da vivere quindi questo programma, un format ormai collaudato da alcuni anni che è riuscito a restituire alla Festa del Patrono l’attenzione che merita.

 

La Festa del Patrono è una soltanto

Gli unici eventi e le uniche manifestazioni che rientrano nei festeggiamenti della FESTA DEL PATRONO sono quelle del programma ufficiale che si trova sul sito del Comune di S. Benedetto del Tronto, sulla pagina facebook ufficiale della Festa (https://www.facebook.com/festadelpatronosanbenedettomartire) e negli opuscoli distribuiti per la città. Il Comitato di quartiere e l’Associazione del Paese Alto desiderano chiarire questo aspetto, ricordando anche che tutti gli eventi sono organizzati con il Sindaco e suoi collaboratori. Lo spirito da parte degli associati che collaborano per la realizzazione della festa è di totale gratuità. L’Associazione Amici del Paese Alto ha come scopo quello di rendere più vivo a livello culturale, storico e sociale il quartiere del vecchio incasato. Oltre a gestire gratuitamente la Torre dei Gualtieri e renderla fruibile a tutti, in questi anni è intervenuta economicamente in diversi progetti riguardanti il quartiere e la parrocchia del Santo. Un esempio su tutti è l’acquisto del defibrillatore per la Scuola Marchegiani. Pur essendo la festa del Patrono la festa di tutta la città, gli eventi civili si celebrano nei stessi luoghi di quelli religiosi e cioè negli spazi intorno alla Chiesa che ospita le reliquie del Santo, perché è naturale che sia così. Infine il Comitato e l’Associazione desiderano ringraziare quanti vorranno partecipare ai vari eventi e ringraziare anche le tante persone e i tanti giovani che indosseranno le “Magliette rosse” e si metteranno al servizio della Festa.

 

 

La storia di Benedetto rievocata dal Gruppo Artocria

 

Il soldato Benedetto, del quale si ignorano le origini, non abiurò la fede cristiana e, secondo la storia tramandata nei secoli, venne decapitato il giorno 13 ottobre (304) sul ponte del torrente Menocchia, e poi gettato nello stesso corso d’acqua per poi finire in mare. Qui, dopo aver percorso appena 4 miglia, finì su una spiaggia dove venne raccolto da un contadino che volle dargli degna sepoltura sul primo promontorio antistante. La tomba del martire divenne presto un luogo di culto e, attorno ad essa, nel tempo, si formò il nucleo originario dell’attuale San Benedetto del Tronto.

 

Il gruppo Artocria di Cupra Marittima accompagnerà la processione del Patrono con gli abiti caratteristici del periodo storico al quale apparteneva il Santo Benedetto. I legionari saranno equipaggiati con loriche segmentate, tuniche in tessuto grezzo, caligae, elmi imperiali gallici, vari tipi di gladio. I legionari durante il corteo, su ordini impartiti in latino, eseguiranno dimostrazioni di difesa del vessillo, testugine.

 

La processione terminerà al Paese Alto dove il gruppo Artocria attraverso la voce narrante e i costumi di epoca romana si entrerà in un’atmosfera particolare, per comprendere meglio gli avvenimenti, enfatizzandone la collocazione storica e geografica. In scena saranno presenti, oltre a Benedetto, personaggi come Grifo (“dux” della piccola unità amministrativa di Cupra Maritima), Fructa (la sorella di San Benedetto) e la presunta fidanzata, la figlia di Grifo. Un excursus temporale che si dipanerà dai riti in favore della Dea Cupra, alla declamazione della canzonetta che veniva recitata in lode dal popolo sambenedettese otto giorni prima e otto giorni dopo il 13 ottobre.

 

 

 




Inaugurati all’Hotel Marche i locali del nuovo polo eno-gastronomico del Piceno

Investiti 789 mila euro con spazi importanti per la pratica e la didattica

Ascoli Piceno, 2014-10-10 – Un momento di grande festa e di profondo significato per il mondo della scuola piceno: è stato infatti inaugurata oggi, alla presenza delle autorità del territorio e di numerosi dirigenti scolastici, la nuova sede presso l’Hotel Marche dell’I.P.S.S.E.O.A. (Istituto Professionale Statale per i Servizi Enogastronomici e l’Ospitalità Alberghiera), nato dall’accorpamento tra l’Istituto Agrario “Celso Ulpiani” e la sezione di Ascoli dell’Ipssar “F. Buscemi”.

L’Amministrazione Provinciale, che ha tra le sue competenze l’edilizia scolastica, ha investito ben 789 mila euro tra fondi regionali e propri per sistemare i locali che ospitano la scuola, che sono stati ammodernati e riqualificati sotto il profilo antisismico, della prevenzione incendi e degli arredi. Luminosi e funzionali gli spazi che occupano circa 1300 mq dell’edificio tra aule, locali per i docenti e il personale ausiliario, laboratori, una cucina per le esercitazioni e una sala bar e ricevimento, a cui si aggiunge la cucina dell’hotel che può essere usata dalla scuola in convenzione. I lavori di ristrutturazione, come detto, hanno riguardato l’adeguamento antisismico alla recentissima normativa 2008 e l’installazione sul tetto di pannelli fotovoltaici da 30 Kilowatt per l’efficientamento energetico.

A tagliare il nastro tricolore, posto sotto l’insegna del’istituto, c’erano il Presidente della Provincia Piero Celani, il Sindaco di Ascoli Guido Castelli, la dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Ascoli Piceno – Fermo Carla Sagretti e la Dirigente dell’Istituto la prof.ssa Maria Luisa Bachetti. Grande entusiasmo da parte dei ragazzi che hanno preparato un gusto buffet mettendo a frutto le loro competenze e dei docenti, sia dell’Istituto Celso Ulpiani che dell’Alberghiero, a partire dalla Prof.ssa Maria Loredana Pilone, collaboratrice della dirigente e responsabile del plesso scolastico.

Dalla fusione – ha evidenziato con soddisfazione il Presidente Celaniè nato un polo eno-gastronomico e dell’ospitalità alberghiera, con una filiera che parte dalla produzione, passa per la trasformazione dei prodotti, per giungere all’accoglienza e ai servizi turistici alberghieri e di ristorazione. Una realtà formativa quindi veramente di eccellenza nel Sud delle Marche, che valorizzerà al meglio le sinergie tra la sezione di Ascoli dell’Ipssar e una scuola storica del Piceno come l’Itas, che vanta una tradizione di oltre un secolo di attività e dispone di un’azienda agraria di ben 60 ettari, laboratori e un convitto.

Soddisfazione è stata espressa anche dal Sindaco di Ascoli Guido Castelli che ha sottolineato “la positiva integrazione tra le due scuole che costituiscono un patrimonio di competenze importanti per il mondo del lavoro e gli studi universitari di settore“.

Dopo l’inaugurazione della scuola le autorità si sono spostate presso l’Istituto Agrario Celso Ulpiani per visitare le cantine, i laboratori enologici e la sala degustazione dell’istituto recentemente sistemati dalla Provincia. Anche in questo caso sono stati messi a disposizione spazi importanti per la didattica e per favorire l’incontro immediato e concreto degli studenti con il mondo del lavoro.




La grande bellezza siamo noi studenti: “Mobilitiamoci!”, “Riflettiamo!”, “Rivalutiamo!”

 

SAN BENEDETTO DEL TRONTO, 2014-10-10 – Stamattina verso le 9 dal Liceo Scientifico Rosetti è partito il corteo. Pronti a manifestare contro “La Buona Scuola” di Renzi, abbiamo gridato per le strade sambenedettesi che “la grande bellezza siamo noi studenti”, facendo eco alle migliaia di voci degli studenti nelle altre città d’Italia.    Dopo aver attraversato Viale De Gasperi, abbiamo fatto tappa all’incrocio delle scuole Moretti dove c’è stata la lettura in pubblico della nostra lettera aperta. Con questo gesto abbiamo voluto porre all’attenzione della cittadinanza lì presente l’importanza del manifestare, il senso profondo dello scendere in piazza, equivalenti alla presa di posizione rispetto al malcontento generale ed alle decisioni ingiuste dei piani alti. Abbiamo quindi proceduto verso il centro, in Viale Pasqualetti, dove ci siamo separati in tre gruppi distinti:

Mobilitiamoci!”, nel quale i ragazzi hanno preso parte ad una vera e propria opera di riqualificazione nel sottopasso centrale situato in Viale Moretti;

Riflettiamo!”, nel quale si è discusso sul Patto Scuola di Renzi e si sono avanzate nuove proposte sulla scuola che vogliamo;

Rivalutiamo!” da cui sono uscite nuove idee riguardo il possibile utilizzo del giardinetto attiguo alle scuole medie Sacconi.

10 ott 2014, un momento della manifestazione © www.ilmascalzone.it

10 ott 2014, un momento della manifestazione  © www.ilmascalzone.it

Rete degli Studenti Medi

Rete degli Studenti Medi

Il primo è stato particolarmente partecipato , coinvolgendo gli studenti in quanto attività ricreativa e “creativa”. “Pitturare i muri della mia città, prendendo in mano pennello e vernici, è stato divertente e allo stesso tempo faticoso, ma sono soddisfatta del lavoro che io e gli altri ragazzi abbiamo svolto” dichiara una ragazza facente parte degli “addetti ai lavori”. L’importanza del gesto è stata recepita positivamente da parte della cittadinanza ed  i passanti si sono mostrati entusiasti rispetto all’iniziativa. Abbiamo così trasmesso un messaggio fondamentale a che ha assistito al nostro operato: siamo noi studenti la grande bellezza di questo Paese, siamo noi di conseguenza a prendere a cuore la nostra realtà sociale territoriale e a rimboccarci le maniche per risollevarci dalla crisi.

Il secondo gruppo è consistito in un’attività prevalentemente riflessiva: in una prima parte abbiamo puntato all’informazione dei ragazzi riguardo i contenuti della riforma sulla Scuola, ne abbiamo tratto le criticità e abbiamo trovato delle possibili proposte, riscontrando un ampio interesse e coinvolgimento. Il sit in si è strutturato su tre piani diversi: la Scuola attuale, la Scuola di Renzi e la Scuola che vogliamo noi studenti. E’ stato anche questo sicuramente un momento importante di partecipazione e di confronto, sostanziale per una prossima rielaborazione durante l’autunno di proposte strutturali e concrete.

Il terzo gruppo, infine, è riuscito a ricavare un progetto ben strutturato ed attuabile che verrà messo prossimamente su un tavolo di discussione con l’amministrazione comunale. Anche qui la viva partecipazione degli studenti è stata essenziale e abbiamo riscontrato reazioni positive e particolarmente propositive.

Per concludere – anzi, per iniziare! – domani si metteranno a raffronto le idee ricavate dai tre rispettivi gruppi che verranno prese come linee guida per il nostro operato sul territorio nell’arco di quest anno. Alle ore 16:30 ci si ritroverà, infatti, qui a San Benedetto del Tronto al Pit Stop in un’assemblea aperta.

Vorremmo ringraziare l’Amministrazione Comunale ed in particolar modo l’assessore Sorge, Fanini ed il sindaco Gaspari che hanno permesso la realizzazione di questa nostra iniziativa.

Rete degli Studenti Medi

Rete degli Studenti Medi




Al via il Festival del Saper Vivere

FESTIVAL DEL SAPER VIVERE, 10.11.12 CASTELLO DELLA RANCIA, TOLENTINO

FESTIVAL DEL SAPER VIVERE, SI APRE DOMANI CON IL FILOSOFO DUCCIO DEMETRIO E L’ILLUSTRATORE FRATO

TOLENTINO – Parte domani alle ore 16.30 il Festival del Saper Vivere del Castello della Rancia di Tolentino, con una giornata inaugurale che si prefigura già ricca di spunti significativi per addentrarsi in “Vivere per raccontare”, nocciolo tematico di questa seconda edizione.

La tre giorni di riflessione, formazione per i professionisti della salute ed espressione artistica sulle varie fasi della vita, ultima compresa, inaugura con due dei personaggi più attesi di questa edizione, Duccio Demetrio e Francesco Tonucci, in arte Frato.

Duccio Demetrio, filosofo, direttore scientifico della Libera università dell’Autobiografia di Anghiari, professore ordinario di Filosofia dell’educazione e di Teorie e pratiche della narrazione, nonché autore di Raccontarsi. L’autobiografia come cura di sé”, salirà sul palco dell’Auditorium Massi di Castello della Rancia alle ore 18.

Oltre al filosofo, altre due le voci del dibattito intitolato “Raccontarsi”, il responsabile scientifico del festival, il bioeticista Sandro Spinsanti e Roberta Romani mamma di Anna Lisa Russo, la giovane blogger che aveva trovato, nella formula del racconto sul diario online, un modo per affrontare la malattia contro la quale ha lottato fino alla fine.

Ma l’offerta del festival si propone estremamente vasta e variegata sin dalla prima giornata. Nel pomeriggio infatti, il tema del racconto viene esplorato sia come pratica psicologica attraverso il laboratorio della psicoterapeuta Elena Sagliocco, che come esperienza millenaria nel sistema dello yoga con la conferenza del maestro e fisioterapista della Scuola Surya Om Candra Stefano Sattwa Pagnanelli.

Ma non solo. All’interno della cornice festivaliera lo psicologo e accademico dell’Università di Bologna Rabih Chattat presenta IMPACT, progetto finanziato dalla Commissione Europea con l’obiettivo di sviluppare delle strategie per incrementare la qualità delle cure palliative a partire dallo strumento del racconto.

Sin dal primo giorno inoltre sarà possibile visitare le cinque mostre del festival: dalla collettiva fotografica Last Frame al progetto fotografico Il Volto del Tempo, dalla personale dell’artista brasiliano Francisco Varela Barca, all’istallazione video fotografica Residui di Franco Cecchini, passando per la personale di Francesco Tonucci, in arte Frato. L’illustratore e pedagogista raggiungerà il Castello della Rancia per presentare la sua mostra tratta dal libro “Con Ojos de Abuelo”.

Una delle tante novità di questa edizione, è il conferimento alle 17 del “Premio Movimento HospiceMarche”, un riconoscimento ufficiale che il Movimento Hospice Marche attribuisce a una realtà particolarmente significativa nel mondo delle cure palliative in ambito regionale. Con l’occasione verrà offerto un brindisi di benvenuto a tutti gli intervenuti.

Ingresso libero e nella formula del libero apprezzamento.




Le ‘Resistenze’ del Premio Tenco 2014 e la resistenza artistica del Festival Ferré, un binomio che fa volare alta la cultura

di Rosita Spinozzi

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Le Resistenze. Al potere dittatoriale di ogni genere, ma anche resistenze artistiche, musicali, di creatività, costume, linguaggio. È un tema davvero interessante quello scelto quest’anno dalla direzione del Premio Tenco, prestigiosa manifestazione sanremese che, dal 2 al 4 ottobre, ha celebrato l’emblematico traguardo del quarantennale al Teatro del Casinò Municipale di Sanremo. Nessuna connotazione politica, ma una forte testimonianza culturale effettuata in un affascinante viaggio di parole e musica attraverso le lotte per le libertà dalle dittature, sia fasciste che comuniste, e contro le persecuzioni di ogni tipo come quelle effettuate contro i pellerossa. Ma Resistenza significa anche riuscire a portare avanti per vent’anni, per di più in una piccola cittadina di provincia come San Benedetto del Tronto, una manifestazione di elevato spessore culturale come il Festival Ferrè che ruota intorno alla carismatica figura del poeta e musicista franco-monegasco Léo Ferré. Un autentico miracolo nato da un’atto d’amore che trae linfa vitale dalla passione, intelligenza vivace e genuino entusiasmo del deus ex machina Giuseppe Gennari e dei suoi collaboratori. Perché a volte i ‘miracoli culturali’ possono accadere anche a San Benedetto del Tronto, ridente cittadina che ha un nome di certo meno altisonante di Parigi o Bordeaux e dove, per fortuna, gravitano ancora ancora persone sensibili che fanno della qualità dei prodotti artistici una scelta di vita. Persone in grado di accogliere e valorizzare tematiche artistiche di alto profilo, persone che viaggiano decisamente lontano dai massificanti cliché commerciali. Resistenze, insomma. Motivo per cui l’autorevole presenza del prof.Giuseppe Gennari, presidente del Centro Léo Ferré e direttore artistico dell’omonimo Festival, si è rivelata perfettamente in linea con il tema conduttore del Premio Tenco 2014 , che ha appena salutato un’edizione molto avvincente per il modo poliedrico con il quale è stata affrontata la tematica proposta, nonché per le personalità che hanno generato un dibattito sull’argomento, e per il livello degli artisti partecipanti. Tra questi, giganti internazionali della canzone d’autore, alcuni dei quali hanno pagato caro il prezzo del loro canto libertario perché oppressi e perseguitati da diversi e contrapposti regimi dittatoriali nei loro Paesi in varie parti del mondo.

Il prof. Giuseppe Gennari ospite al Premio Tenco 2014

Il prof. Giuseppe Gennari ospite al Premio Tenco 2014

«Sono stato invitato come testimonial di una resistenza artistica che nella cittadina di San Benedetto del Tronto ha portato a concludere, con pochi mezzi e tanta tenacia, 19 Festival Ferré ed un Memorial. Una realtà che la direzione artistica del Club Tenco ha ritenuto doppiamente degna d’attenzione, da una parte attraverso l’invito a parlarne dalla prestigiosa ribalta del Premio Tenco, dall’altra con la stesura del libro ‘Ferré e gli altri’ operata dallo storico della canzone e responsabile del Tenco Enrico De Angelis, nel quale viene magicamente raccontato il Festival» afferma il vulcanico prof.Gennari, con gli occhi ancora lucidi di emozione per la lusinghiera esperienza vissuta e, come sempre, per quell’eterno entusiasmo che è suo fiero alleato nel far volare alti i valori di una cultura degna di essere definita tale «L’attenzione riscossa dal Festival Ferré e dal libro è stata massima, caratterizzata da grande ammirazione per la nostra cittadina e da vera simpatia. Il tutto sottolineato anche dal successo ottenuto dai Têtes de Bois, band italiana di musica d’autore folk rock, con l’applauditissima performance in teatro ed il nuovo album intitolato ‘Extra’: uno splendido Cd interamente dedicato all’opera di Léo Ferré in versione italiana, andato letteralmente a ruba. Magnifica la copertina, che riproduce la stessa opera disegnata da Ugo Nespolo per il Festival di quest’anno. Nel corso del Premio Tenco ho avuto l’opportunità di contattare diversi artisti, noti e meno noti ma tutti di grande valore, da invitare in previsione della 20^ edizione del Festival che si terrà nel 2015. Qualche anticipazione? Nessuna da fare al momento, non tanto per motivi di scaramanzia, quando di debita serietà».

Elevato il profilo culturale del Premio Tenco 2014, i cui premi artistici sono stati assegnati alla cantante greca Maria Farantouri, resistente al regime dei Colonnelli e nota per il suo sodalizio artistico con Teodorakis; ai cechi del gruppo rock Plastic People of the Universe, resistenti al regime comunista; al portoghese José Mario Branco, resistente al regime fascista di Salazar; allo statunitense John Trudell, figlio di un Sioux e di una messicana, resistente alle persecuzioni perpetrate in Usa sugli indigeni americani. Su tutti ha brillato la performance della cosiddetta ‘ragazza con la fisarmonica’ che ha avuto una commossa e interminabile standing ovation: Esther Béjarano, l’ebrea tedesca miracolosamente sopravvissuta a Auschwitz che oggi, a novant’anni compiuti, continua con un’energia ed un entusiasmo incredibili il suo resistente canto per la libertà. Un canto che abbraccia anche il popolo palestinese di cui non sopporta, da ebrea rigorosamente onesta, le vessazioni cui vengono sottoposti. Il premio per l’operatore culturale è andato a Gianni Minà, vittima di una spietata persecuzione subita in Rai proprio per la sua indipendenza di idee – assai note le sue coraggiose prese di posizione pro Sudamerica e contro gli Usa – che non sono mai state gradite nelle alte sfere della Rai. Numerosi gli artisti italiani che hanno partecipato al Premio Tenco, tra cui Vinicio Capossela, Simone Cristicchi, Paola Turci, Eugenio Finardi, David Riondino e tanti giovani già affermati o molto promettenti come Dente, Claudia Crabuzza, Pier Paolo Capovilla, Diodato ed altri ancora. «Sarà bellissimo scegliere tra questi chi invitare al prossimo Festival Ferré!» conclude l’inarrestabile prof.Gennari, che ha già parecchie idee in cantiere per il ventennale.

Il prof. Giuseppe Gennari ospite al Premio Tenco 2014

Il prof. Giuseppe Gennari ospite al Premio Tenco 2014

(Le immagini fotografiche che fanno da corollario a questo articolo sono state gentilmente concesse da Renzo Chiesa, fotografo ufficiale del Premio Tenco). 




Festival del Saper Vivere

Dal 10 al 12 ottobre – Castello della Rancia di Tolentino

Vivere per raccontare, formazione, mostre e spettacolo per un weekend sulla medicina narrativa

 

Tra gli ospiti: Duccio Demetrio, Umberto Curi, Lucia Bendia, Concetto Gullotta, Luca Violini, Elisabetta Dami, Beatrice Masini, Folco Orselli

 

TOLENTINO – Con il tema “Vivere per Raccontare” torna, per il secondo anno consecutivo, il Festival del Saper Vivere, tre giorni di formazione, riflessione ed espressione artistica sulle varie fasi della vita, ultima compresa. La manifestazione, sotto la direzione artistica di Ayres Marques Pinto e con il coordinamento scientifico del bioeticista Sandro Spinsanti, nel weekend lungo che va dal 10 al 12 ottobre trasformerà il Castello della Rancia di Tolentino in polo scientifico e culturale. In circa 50 tra intellettuali, artisti e medici si incontreranno per discutere di come il racconto dell’esperienza di malattia possa divenire strumento terapeutico.

Conferenze, formazione per il personale ECM, sei laboratori, cinque mostre, quattro spettacoli e persino un mercatino di produttori di agricoltura sociale organizzata da Copagri Macerata, un modo singolare per raccontare la terra, i nostri luoghi e le storie di coloro che la coltivano. 

Tantissimi i personaggi che interverranno quest’anno: dal filosofo e accademico di fama internazionale Duccio Demetrio (venerdì ore 18), al neurologo e psichiatra Concetto Gullotta (domenica ore 10); dalla scrittrice e autrice di “Geronimo Stilton” Elisabetta Dami (sabato ore 16), alla giornalista traduttrice della saga “Harry Potter” Beatrice Masini (sabato 15.30); dal cantautore milanese Folco Orselli (sabato ore 21.30) all’oncologo Maurizio Buonsignori (sabato ore 11.30); dal direttore della scuola Bleger di Rimini, lo psicologo Leonardo Montecchi (domenica ore 10) al fondatore della Scuola Italiana di Naturopatia Antimo Zazzaroni (sabato ore 11.30). Un ventaglio di ospiti davvero ben assortito che si porta dietro anche entusiaste conferme della passata edizione tra le quali Lucia Bendia che chiuderà domenica alle 19, Luca Violini nel pomeriggio di sabato e il filosofo Umberto Curi che aprirà alle 11 l’ultima giornata di formazione del festival.

Cuore pulsante della manifestazione, la formazione per le professioni ECM che quest’anno verterà sulla Medicina Narrativa e consentirà di ottenere ben 9 crediti. A incrementare l’offerta formativa quest’anno si aggiungono 6 laboratori che spaziano dalla psicologia all’arteterapia, dalla scrittura allo yoga, dalla pedagogia al couseling filosofico.

Ma la narrazione verrà letta anche come spazio dedicato alla riflessione artistica. Cinque le mostre in programma con largo spazio concesso al mezzo fotografico ad eccezione di quella dell’illustratore Francesco Tonucci, in arte Frato che porta a Tolentino, patria dell’umorismo, le sue tavole dal libro in spagnolo “Con ojos de abuelo”.

Il festival organizzato dal Movimento Hospice Marche, dalle associazioni Ponte Blu e BibliHospice Gianni Papetta Onlus e dall’Area Vasta 3 di Camerino e dal Comune di Tolentino,  si svolge in concomitanza della Giornata Mondiale Hospice 2014 (sabato) e sarà in diretta streaming mondiale collegata alle altre iniziative in giro per il globo. Fondamentali ai fini della realizzazione di questa edizione, la vicinanza degli Ambiti Territoriali XVI, XVII, XVIII e delle fondazioni l’Anello della Vita di San Severino Marche e della Fondazione Pro Hospice di Loreto.

 

clicca il programma allegato

Festival del Saper Vivere Programma 2014




Incontri – Dibattito sulla “nuova” Provincia

 

Ascoli Piceno – Dopo l’incontro svoltosi venerdì scorso a San Benedetto del Tronto, proseguono gli incontri-dibattito organizzati dalla lista “Amministratori del Piceno per la Costituzione” per il rinnovo del Consiglio provinciale. I prossimi appuntamenti in programma sono: Martedì 7 Ottobre 2014 alle 21:00 a Roccafluvione presso la Sala consiliare del Comune (piazza Aldo Moro, 14) e Giovedì 9 Ottobre 2014 alle 21:00, a Castel di Lama, presso la Sala Bocciofila (via della Libertà 36). Gli incontri sono aperti a tutti gli amministratori dei comuni della Provincia di Ascoli Piceno e ai cittadini interessati a conoscere, più da vicino, gli effetti della trasformazione della Provincia in nuovo ente di “area vasta” ma di secondo livello, vale a dire di derivazione dai Comuni in quanto votano solo i Sindaci ed i consiglieri comunali. Oltre a conoscere i candidati della lista, l’incontro sarà l’occasione per comprendere le ragioni della nascita del “movimento” degli amministratori del Piceno per la Costituzione e focalizzare alcuni elementi di criticità della riforma delle Province.

Amministratori del Piceno per la Costituzione: un momento dell'incontro a San Benedetto

Amministratori del Piceno per la Costituzione: un momento dell’incontro a San Benedetto

Si accennerà ai nuovi organi e alle loro competenze, al nuovo sistema di elezione del Presidente e del Consiglio provinciale, al riordino delle funzioni della “nuova” Provincia, allo stato della finanza provinciale in campo nazionale, al quadro finanziario della provincia di Ascoli Piceno, agli eventuali margini di manovra su cui riflettere nel breve e medio periodo con alcune considerazioni conclusive circa il nuovo ruolo dell’ente. Sarà il Sindaco Roberto De Angelis di Cossignano, alfiere della compagine, ad illustrare i punti principali con l’intento di sollecitare una corretta riflessione pubblica sui processi di trasformazione in atto. Stante la portata e la complessità generale di quanto previsto dalle discutibili norme riformatrici, occorre la piena consapevolezza dell’importanza e della delicatezza delle funzioni fondamentali che la nuova Provincia dovrà ancora gestire e che sicuramente saranno destinate ad avere ampie ricadute sulla vita quotidiana e sul futuro di ciascun cittadino.




The Genius of Marche in onda su Sky Arte Hd

 

LA BELLEZZA DIFFUSA DELLA REGIONE

Marcolini: “Due documentari che non a caso portano lo stesso nome del cluster della cultura, uno degli elementi trainanti della politica turistica e dell’immagine della regione”

 

The Genius of Marche, i due documentari  che raccontano la cultura diffusa della regione andranno in onda il 9 e 16 ottobre prossimi alle ore 20.30 sul canale Sky Arte HD (canali 120 e 400 di Sky) “La storia, i musei, i teatri storici, i grandi protagonisti dell’arte e della musica, borghi e paesaggi delle Marche– ha affermato Pietro Marcolini, assessore alla Cultura, nel corso della presentazione alla stampa – è difficile e arduo raccontare le Marche e abbiamo cercato di farlo con le immagini, per trasmettere al pubblico, a potenziali turisti, agli operatori che vogliono investire nella nostra regione, una chiave di lettura diversa, in grado di affascinare e di coinvolgere. I riconoscimenti continui della stampa nazionale verso la nostra regione e l’imminente uscita del film su Leopardi sono quindi la cornice ideale per lanciare The Genius of Marche, due documentari prodotti da SKY Arte HD, che non a caso portano lo stesso nome del cluster della cultura, che è uno degli elementi trainanti della politica turistica e dell’immagine della nostra regione in Italia e all’estero”.

Le Marche hanno una caratteristica peculiare e unica nel territorio nazionale. Dal punto di vista culturale, storico, artistico, archeologico e musicale, riuniscono i caratteri più tipici dell’intero territorio nazionale. Dalle civiltà italiche all’impero romano, dal medioevo al rinascimento, dal mare alla montagna, dalla polifonia al melodramma, la regione ha un posto fondamentale nella variegata complessità dei “genio italico”, guadagnandosi un ruolo, a volte non riconosciuto, di protagonista. “I due documentari raccontano le bellezze e i tesori storico-artistici del territorio marchigiano attraverso una straordinaria polifonia di luoghi, voci e storie – ha aggiunto il direttore di Sky Arte HD, Roberto Pisoni – Cercano di farlo con un linguaggio contemporaneo, senza perseguire un obiettivo semplicemente didascalico e informativo, ma intessendo un vero e proprio viaggio visivo ed emozionale di grande suggestione. Sky Arte HD ha tra i suoi obiettivi primari quello di valorizzare il patrimonio italiano e la collaborazione con la Regione Marche è un esempio concreto di come si possa procedere in modo virtuoso e innovativo in questa direzione”. Una regione “bomboniera” che racchiude e rappresenta l’Italia, rimarca il regista, Tommaso Lusena de Sarmiento che si è detto molto colpito dalla ricchezza delle Marche.

I documentari prodotti da Sky Arte HD in collaborazione con la Regione Marche e realizzati da Ballandi Arts per la regia di Tomaso Lusena de Sarmiento, sono preceduti da una campagna pubblicitaria su Sky Arte HD e Sky TG 24 con la messa in onda di più di 230 spot.

Nelle immagini, personaggi marchigiani o legati alle Marche, guidano lo spettatore a cogliere l’essenza della Regione e i suoi tesori, svelandola come un Museo vivente dell’arte, dell’architettura, della musica e della poesia; spesso con poche e immediate battute danno testimonianza della fertilità culturale del territorio. Un viaggio nella cultura diffusa delle Marche, nella consapevolezza che la promozione unitaria del ricco patrimonio culturale regionale sia indispensabile per avvicinare nuovi pubblici, fornendo alle comunità locali, ai turisti e agli appassionati d’arte nuovi stimoli per conoscere e visitare la regione. Le musiche di Rossini, Pergolesi e Spontini, fornite da Rossini Opera Festival e Fondazione Pergolesi Spontini, unitamente a video d’epoca della Fondazione Marche Cinema Multimedia; la voce narrante vibrante di Glauco Mauri, i ricordi di Dante Ferretti,  sono alcuni dei tratti salienti che contraddistinguono l’ascolto e la narrazione.  Ogni storia rappresenta il pretesto essenziale per scoprire un aspetto caratteristico della regione.  The Genius of Marche offre al suo pubblico dei percorsi straordinari e inconsueti da poter percorrere personalmente, come una guida tascabile con un linguaggio semplice, ma al tempo stesso fortemente emotivo. I documentari saranno disponibili anche su Sky On Demand nelle stesse settimane di messa in onda su Sky Arte. Il primo documentario è dedicato alle arti figurative il secondo alla musica e ai teatri.

La poesia di Giacomo Leopardi sarà presente in entrambi nel mese che vede arrivare nelle sale di tutta Italia il film “Il giovane favoloso”.  La collaborazione tra Regione Marche e Sky Arte HD non si esaurisce con la messa in onda dei due documentari: Sky Arte infatti fornirà una versione in lingua inglese dei due documentari e una versione non integrale di 5 minuti che potrà essere utilizzata per fini istituzionali e ai fini della diffusione attraverso i siti internet della Regione www.musei.marche.it, www.beniculturali.marche.it e Youtube. I due documentari potranno essere utilizzati dalla Regione per fini istituzionali, anche mediante duplicazione a proprie spese e distribuzione delle copie ad istituti di istruzione secondaria, e ai fini della diffusione attraverso www.musei.marche.it, www.beniculturali.marche.it e Youtube decorsi 6 mesi dalla prima messa in onda.

 




Civitanovese – Samb 3 a 3

Monturano, 2014-10-05 – Rocambolesca partita dove è successo di tutto: continui capovolgimenti di fronte e di risultato, rigori, gol fatti e mancati, parate strepitose ma anche erroracci in difesa, espulsi, ammoniti, insomma una partita difficile da dimenticare. Peccato per la mancata vittoria perchè, con il pareggio odierno della Maceratese, i 3 punti potevano portare in vetta alla classifica.

 

CIVITANOVESE: Agresta, Ficola, Mioni (35’ st Ruzzier), Bensaja, Aquino, Cossu, Forgione (12’ pt Gialloreto, 23’ pt Massaccesi), Ferrini, Amodeo, Degano, Pintori.

A disposizione: Silvestri, Giovino, Mengali, Massaccesi, Foresi, Margarita.

All. Marco Cicchitti).

 

SAMB: Fulop, Baldinini, Vallorani, Borgese (12’ st D’Angelo), Viti, Pepe, Di Paola, Franco, Tozzi Borsoi, Napolano (27’ st Ubaldi), Carteri (9’ st Lobosco).

A disposizione: Cafagna, Diarra, Fapperdue, Cichella, Valim, Padovani.

All. Andrea Mosconi.

 

RETI: 9’ pt rigore e 19’ st Tozzi Borsoi, 35’ pt rigore Amodeo, 42’ pt Pintori, 18’ st Di Paola, 28’ st Mioni.
ARBITRO: Nicola De Tullio di Bari assistito da Thomas Ruggieri di Pescara e Alessandro Rotondale di L’Aquila.
NOTE: gara a porte chiuse. Espulsi: all’8’ pt Aquino, al 33’ pt Viti, 23’ st Franco, 48’ st Cossu. Ammoniti: 6’ pt Ferrini,  31’ pt Franco, 46’ pt Borgese. Corner 2-13. Recupero 4’+4’.

 

LND Serie D Girone F 2014-15, Risultati 5a G

FANO
RECANATESE 2:0
AMITERNINA
CASTELFIDARDO 2:0
CELANO
AGNONESE 3:1
CAMPOBASSO
VIS PESARO 2:0
CIVITANOVESE
SAMB 3:3
JESINA
MACERATESE 1:1
FERMANA
CHIETI 0:1
SAN NICOLO’
MATELICA 1:0
TERMOLI
GIULIANOVA 1:3

 

LND Serie D Girone F 2014-15, Classifica 5a G

 

 

G

P.ti

V

N

P

Reti F/A

MACERATESE

5

13

4

1

0

11:3

SAMB

5

11

3

2

0

15:8

CHIETI

5

11

3

2

0

7:2

CAMPOBASSO

5

11

3

2

0

6:2

SAN NICOLO’

5

10

3

1

1

5:3

MATELICA

5

9

3

0

2

4:2

CASTELFIDARDO

5

8

2

2

1

5:3

FANO

5

7

2

1

2

6:5

AMITERNINA

5

7

2

1

2

4:3

GIULIANOVA

5

7

2

1

2

6:8

CIVITANOVESE

5

6

1

3

1

9:9

RECANATESE

5

6

2

0

3

6:6

FERMANA

5

4

1

1

3

2:5

JESINA

5

3

0

3

2

4:6

CELANO

5

3

1

0

4

4:12

AGNONESE

5

2

0

2

3

5:10

VIS PESARO

5

2

0

2

3

3:8

TERMOLI

5

2

0

2

3

1:8

 

 La Samb su You Tube

Sintesi

Mosconi

Arcipreti

Ferrini

 

LND Serie D Girone F 2014-15, 6a G

CASTELFIDARDO
CIVITANOVESE -:-
CHIETI
JESINA -:-
GIULIANOVA
CELANO -:-
MACERATESE
AMITERNINA -:-
MATELICA
FERMANA -:-
AGNONESE
FANO -:-
RECANATESE
CAMPOBASSO -:-
SAMB
TERMOLI -:-
VIS PESARO
SAN NICOLO’ -:-

 

 




Turismo religioso, inaugurato oggi il ristrutturato Eremo di Valleremita

 

SPACCA: UN RECUPERO FORTEMENTE VOLUTO DALLA REGIONE – Tra i progetti, quello di costruire un “cammino francescano”

 

FABRIANO, 2014-10-04 – E’ stato inaugurato questa mattina, nel giorno dedicato a San Francesco,  l’Eremo di Valleremita ristrutturato dalla Regione Marche. L’appuntamento è l’evento clou delle tre giornate dedicate a “Il turismo religioso nelle  Marche: meditazione e pellegrinaggio nei luoghi di fede e spiritualità”.

“Questa opera programmata dalla Regione che è proprietaria dell’immobile – ha detto il presidente della Regione Gian Mario Spacca dopo il taglio del nastro inaugurale alla presenza di numerose autorità civili ed ecclesiali –  nasce dal desiderio di ricostruire il tessuto sociale e culturale di questo territorio. Il segmento “religioso e spirituale” è già una componente fondamentale del nostro turismo visto che rappresenta il 26% del totale regionale e di questo, l’81% è costituito da stranieri. Si tratta però di una forma di turismo “mordi e fuggi” che vogliamo organizzare e mettere a sistema. La sfida è passare da una  regione plurale che si organizza per sommatoria dei singoli elementi ad una regione che collabora e trova elementi omogenei di integrazione per definire nuove opportunità e nuove offerte. In questa logica di sistema vogliamo valorizzare il turismo per farne un secondo motore di sviluppo accanto alla manifattura. Qui, oggi, siamo nel cuore di questo processo. Da qui San Francesco è entrato  per la prima volta nelle Marche. Qui era ospite Gentile da Fabriano che ha dipinto per questo eremo il meraviglioso Polittico che si trova attualmente alla Pinacoteca di Brera. Il monachesimo e  il francescanesimo hanno radici profonde in questa regione e la riflessione dei suoi protagonisti   è diventata concreta azione con istituti a servizio della collettività come la mezzadria nata con la Carta di Fonte Avellana e  i monti di pietà ideati da  San Giacomo della Marca.   Il recupero di queste  importanti  identità ed eredità oggi deve  darci l’energia per trovare nuove opportunità per il futuro.  L’obiettivo è quello di fare in modo che questi luoghi, con il supporto di modelli organizzativi raffinati e con l’aiuto degli economisti dell’Istao che hanno realizzato approfondite indagini e progetti, possano diventare elementi  di un circuito che crea lavoro e occupazione unendo turismo, cultura, arte, enogastronomia e ambiente.  L’idea di fondo è quella di costruire accanto ai cammini lauretani, il cammino francescano e benedettino.  Quello di oggi insomma non e un semplice recupero, ma un progetto per ricostruire la nostra comunità”.

“Dopo tredici secoli di storia – ha aggiunto Padre Ferdinando Campana Provinciale dei Frati Minori delle Marche dopo aver ripercorso la storia dell’Eremo fin dalle sue origini – Valdisasso può tornare a rigermogliare. La Regione Marche, grazie al suo Presidente, figlio di questa terra, con dei fondi europei, ha ridato vita ad uno dei monumenti più belli e significativi della storia locale e che più di ogni altro ha accompagnato la storia della città di Fabriano e delle Marche, dell’Ordine Francescano e degli Appennini, custodi gelosi di eremi e monasteri, abbazie e chiese rupestri di straordinaria bellezza. L’Eremo di Valdisasso sarà ancora una volta il tesoro più prezioso di un territorio, riuscendo ad allietare e ad unire uomini e donne dello spirito e della cultura, cercatori appassionati delle bellezze della natura e dell’arte, desiderosi di spazi e tempi di verità e di luce, in semplicità ed armonia con la natura e lo spirito”.

 

Al termine dell’inaugurazione il presidente Spacca ha incontrato un gruppo di blogger internazionali, giornalisti di settore italiani e stranieri e tour operator stranieri coinvolti già da qualche giorno in un press tour allo scopo di far loro conoscere il territorio. Previste molteplici tappe: l’Abbazia di S. Vincenzo al Furlo e la bellissima Riserva naturale; il Monastero delle Clarisse di S. Chiara di Sassoferrato; Fonte Avellana; il Museo delle Arti Monastiche di Serra de’ Conti; il Tempietto di G. Valadier a Genga, Fabriano e Val di Sasso,  l’Abbadia di Fiastra, il Santuario della Madonna dell’Ambro a Montefortino, il Monastero di Valledacqua a Acquasanta Terme e Loreto.

 

SCHEDA TECNICA

 

L’intervento di restauro e valorizzazione dell’eremo del Sasso di Valleremita nasce da più esigenze, tutte di grande rilevanza sociale e storico culturale e si è reso possibile grazie al connubio di vari soggetti pubblici con il contributo fondamentale della comunità dei Frati Minori che da sempre hanno abitato la struttura e l’hanno resa nei secoli uno dei più importanti centri mondiali della spiritualità francescana. La Regione Marche,  proprietaria del convento dal 1994, ha finanziato questo intervento con 3.511.000 euro recuperati attraverso i Fondi Fas 2007-2013. I lavori sono cominciati a febbraio 2012 e in due anni sono stati restaurati e restituiti alla comunità  1.500 mq del complesso originario. Grazie agli scavi sono stati ritrovati dei locali e muri antichi ed una fontana. La Regione Marche ha l’obiettivo di realizzare un centro in grado di poter accogliere molteplici funzioni: incontri; convegni ed iniziative legate alla valorizzazione culturale e turistica del territorio; accoglienza per gruppi interessati alla conoscenza del monumento per la sua valenza storico-artistica-architettonica e quale importante realtà nella vita del francescanesimo in ambito marchigiano. Un modo nuovo di dialogo fra laici e religiosi, aperto e rispettoso delle differenti identità.

Eremo del Sasso di Valleremita

Eremo del Sasso di Valleremita

IL PROGETTO

In sintesi l’intervento di restauro ha salvaguardato ogni parte originale, ricalca i perimetri e le volumetrie del monumento storico, così come le fondazioni e le foto ci testimoniano. Oltre ad una serie consistente di interventi di carattere strutturale, in merito al miglioramento della resistenza dei manufatti ad eventuali sollecitazioni sismiche, tutti gli aspetti legati alla distribuzione interna e alla dotazione di servizi ed impianti tecnologici sono stati strutturati in base alla nuova destinazione d’uso. Al recupero, restauro e rifunzionalizzazione dei corpi di fabbrica ancora in uso, l’intervento ha quindi aggiunto il ripristino di alcuni degli antichi volumi, in parte in elevato ed in parte interrato, recuperando anche i ruderi murari presenti. La distribuzione planimetrica di questo corpo di fabbrica occupa due lati dell’area, con due piani fuori terra ed uno interrato ed ospiterà la parte conventuale vera e propria con ambienti finalizzati a refettorio, cucine, biblioteca, camere, servizi ecc. ad uso dei frati. A disposizione degli ospiti esterni ci saranno sei camere, una foresteria e una sala convegni con 100 posti a sedere. Una stanza sarà riservata alla Regione Marche per attività di marketing e promozione del territorio.

 

LA STORIA

Il Convento di Santa Maria di Val di Sasso, un tempo detto “della Romita” o “Romitella”, è situato tra i monti Puro e Rogedano, a 7 km da Fabriano nella frazione di Valleremita. Valdisasso fu, secondo la tradizione, un antico castello feudale che l’ultimo signorotto, Alberto dei Sassi, nel 795 donò alle suore benedettine che vi fecero un monastero in cui dimorarono fino agli inizi del XIV secolo. Santa Maria “de Valle Saxa” o “Vallis Saxi” o “Eremita” fu il più antico monastero femminile in territorio di Fabriano. È probabilmente in occasione del suo primo viaggio nel 1208 nella Marca di Ancona che San Francesco di Assisi, accompagnato da fra Egidio, visita Valdisasso. Alcuni documenti testimoniano le diverse vicende del monastero, numerosi lasciti testamentari a favore delle religiose, una lite con Pasquale Martino da Valleremita che vide le monache perdere la causa. La struttura  rimase disabitata. Nel 1405 l’Eremita, con i boschi, i prati e le case annesse, fu venduta al nobile fabrianese Chiavello di Guido di Alberghetto Chiavelli che lo diede in dono a Francesco, detto “dalla libra” e, tramite lui, ai frati che si stavano staccando dall’antico ceppo dell’ordine francescano per costituire la famiglia dei “frati minori della regolare osservanza”. Chiavello, capitano della Repubblica di Venezia, nel suo testamento dispose una rendita di 5 scudi d’oro l’anno per i frati della “Romita”: il benefattore e sua moglie furono sepolti nella chiesa di Valdisasso. Presumibilmente proprio grazie all’opera del Chiavelli fu realizzato il celebre “Polittico della Valle Romita” (1406-1414 ca) di Gentile da Fabriano oggi custodito nella Pinacoteca di Brera. Una nuova soppressione per Valdisasso, si verificò nel 1861, ma i frati ottennero dal governo di poter continuare a risiedere nel convento anche se persero il possesso dei boschi. Nel 1866, in seguito alla soppressione degli ordini religiosi da parte del nuovo Stato unitario, i frati lasciarono il complesso che fu venduto a privati ed abitato da varie famiglie di contadini  lasciato a deperire fino al 1966 quando iniziarono i primi lavori di sistemazione in seguito al rientro di una piccola comunità di frati.