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Articoli di Recensioni

Antony and the Johnsons “Thank You For Your Love” (ep)

di Pierluigi Lucadei

“Thank You For Your Love” (2010)

Puntuale arriva l’antipasto che Antony è solito concedere prima dell’uscita del nuovo album. “Thank You For Your Love” è un ep di cinque tracce che precede di poche settimane la pubblicazione di “Swanlights”, quarto lavoro sulla lunga distanza del talento inglese. La title track e You Are My Treasure sono le uniche due tracce inedite, mentre My Lord My Love era una bonus track di “The Crying Light” e gli altri due titoli sono altrettante cover con le quali Antony bussa alla porta di due mostri sacri come Bob Dylan e John Lennon.



Phosphorescent “Here’s To Taking It Easy”

di Pierluigi Lucadei

“Here’s To Taking It Easy” (Dead Oceans, 2010)

“Here’s To Taking It Easy” è uno di quei dischi che, se ti emoziona la wave, con tutta probabilità troverai ammorbante ma, se sono l’America e i suoi spazi – l’accezione topografica in questo caso è la meno importante, la geografia di riferimento è quella dell’anima – a setacciare il fondo della tua vita, ti cullerà per molte notti, con nenie e sogni, miscele e fumi di solitudini larghe e preziose come un continente



Dente @ CosePop, Centobuchi (AP) – 16.08.2010

di Pierluigi Lucadei

Dente (foto di Emanuela Savi)

Mi manda fuori di cervello provare a capacitarmi di come persone maggiorenni possano trovare interessanti le canzoni di Dente. Non trovo pace se cerco di capire dove le stesse persone trovino la voglia di smuovere il culo per recarsi a sentire le versioni live delle stesse canzoni, considerate due questioni tutt’altro che trascurabili: la prima, [...]



Davide Tosches “Dove l’erba è alta”

di Pierluigi Lucadei

Qua non si fanno dischi giusto per fare. Qua ci si immerge in un’aria torva che via via che acquista densità diventa acquitrino, melma. Lo si fa perché non si può fare altrimenti, non si può cantare di sole, mare e cazzate se l’immersione nel lato più buio delle cose della vita è un diritto acquisito al momento della nascita. Davide Tosches appartiene a quella cerchia di cantautori che ha nel torvo e nel melmoso il suo habitat naturale. Red House Painters, Low, Smog.



Mike Patton’s Mondo Cane @ Fortezza, Firenze – 26.07.2010

di Redazione

FIRENZE – Arena piena in ogni ordine di posti e attesa palpitante: questo il colpo d’occhio alla Fortezza alle ore 22, con l’Orchestra già sul palco, un minuto prima dell’entrata in scena di Mike Patton. Il cantante californiano già leader di Faith No More, Mr. Bungle, Fantomas e numerosi altri gruppi e/o supergruppi inizia lo [...]



Dilaila “Ellepi”

di Pierluigi Lucadei

"Ellepi" (Pippola Music - 2010)

E’ la melodia a vincere a mani basse la scommessa dell’album con cui i Dilaila ripartono da zero. Trattasi, ogni volta, di una melodia non banale, sinuosa, con un marcato gusto vintage. Questo disco potrebbe essere stato scritto e registrato nei tardi anni Sessanta, ma è nondimeno una colonna sonora piena di magia per questi mesi di afa, con gli arrangiamenti azzeccatissimi e la voce di Paola Colombo pienamente sicura di sé, un mix di forza e dolcezza capace di non andare mai sopra le righe



Drunken Butterfly “L’ultima risata”

di David Cresta

“L’ultima risata” (Irma, 2010)

Etichetta: Irma Records
Brani: L’Atlantic Hotel / Ritorno a casa / Der Letzte Mann / La lettera / La livrea / Il furto / Etere / Il risveglio / Lo sprofondo / La vergogna / Comari / Il pentimento / L’ultima risata

Vengono da Ancona e non sono gli ultimi arrivati se questo “L’ultima risata” è [...]



Dino Fumaretto “La vita è breve e spesso rimane sotto”

di Pierluigi Lucadei

“La vita è breve e spesso rimane sotto” (Trovarobato, 2010)

Nella desolante stitichezza che caratterizza il panorama dei giovani cantautori italiani, dove un Dente e un Brunori Sas arrivano ad essere salutati come nuovi Dalla e De Gregori, uno come Dino Fumaretto rischia di fare la figura del fuoriclasse. Eccentrico, talentuoso e un po’ spostato, Fumaretto mette in musica mini-racconti kafkiani che non corrono il rischio di lasciare indifferenti. Ascoltando questo disco è facile immaginare un uomo curvo sul pianoforte, un po’ Brad Mehldau un po’ Edward Mani di Forbice, personalità border-line e gusto del divertissement, un uomo curvo dedito a cantare rincorse psicologiche agli abissi di un’anima mai standard e invece ostinatamente fuori dagli schemi fino a sfociare nel grottesco, il tutto contro se stesso, per dirla alla Morgan, uno che, nei lavori solisti, ha più volte viaggiato su binari paralleli a quelli di Fumaretto



Avi Buffalo “Avi Buffalo”

di Pierluigi Lucadei

"Avi Buffalo" (Sub Pop/Audioglobe; 2010)

Alla Sub Pop non sono diventati scemi di colpo. Se al primo ascolto questo disco vi sembra innocuo, leggerino e fastidiosamente estivo, dategli un’altra chance. Facendolo girare e rigirare, “Avi Buffalo” resta leggerino ed estivo ma riesce a farsi apprezzare per un pugno di canzoni belle nella loro giovane semplicità. Avi Buffalo sta per Avigdor Zahner-Isenberg, un ragazzino dalla voce stridula che non ha ancora vent’anni ma canta e suona la chitarra con scafata sicurezza. Con lui ci sono alcuni compagni delle superiori, Sheridan Riley alla batteria, Arin Fazio al basso e, soprattutto, Rebecca Coleman, pianista sì ma anche musa ispiratrice di Avigdor che, stando a quel che si racconta in giro, ha scritto per lei tutti i testi sentimentali del disco



Bob Dylan @ Cittadella del Carnevale, Viareggio – 16.06.2010

di Simone Grasso

Il sogno lo aspetti, lo desideri, ti appartiene. Ti lacera anima e cuore. Scava fosse profonde, penetrando nel posto di cui solo tu hai le chiavi. Dando sostanza a pensieri, emozioni ed azioni. Parole musicate che no, non comunicano, ma rappresentano. E nessuno più e meglio di lui è riuscito a rappresentare il passato ed [...]



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