Vittorino Andreoli, “La fatica di crescere”: lectio magistralis al PalaRiviera

La fatica di crescere” lectio magistralis di Vittorino Andreoli

Venerdì 14 giugno, ore 9.00-13.00, PalaRiviera di San Benedetto del Tronto

Non so come si fa a cambiare la società, ma si può cambiare l’uomo. Ed è incredibile, ed è bellissimo”.

Vittorino Andreoli apre il ciclo di incontri di formazione su adolescenti e genitorialità, che vedranno avvicendarsi alcuni tra i più illustri esperti del settore.

San Benedetto del Tronto, 2019-06-14 – La lectio magistralis “La fatica di crescere”, organizzata dalla Cooperativa Sociale Ama Aquilone nell’ambito del progetto “Le crisalidi”, un servizio domiciliare per minori con dipendenze patologiche, finanziato dalla Regione Marche con i fondi dedicati ai progetti d’innovazione, è stata accolta dall’attesa calorosa di un gremito PalaRiviera.

Ad aprire la mattinata, Maria Paola Modestini, referente della presa in carico del progetto “Le crisalidi”, che ha sottolineato il valore della presenza di Vittorino Andreoli, psichiatra di fama mondiale, e l’importanza di lavorare per “il benessere degli adolescenti, senza il quale la società non può crescere”, attraverso servizi e momenti formativi attenti alla prevenzione dei comportamenti a rischio di dipendenza patologica, che siano sostanze o social network.

Dopo il saluto delle autorità, nella figura di Emanuela Carboni, assessore alle politiche sociali di San Benedetto del Tronto, città che ha patrocinato l’evento, la platea, composta da professionisti del campo dell’educazione, ma anche da famiglie e studenti, ha potuto assistere ad un’appassionata riflessione sulle parole- chiave che possono aiutare il dialogo tra i giovani e con i giovani.

Il linguaggio che Vittorino Andreoli utilizza per raccontare gli adolescenti è un invito ad “educare per aiutare a vivere mentre si crescere”, con lentezza e pazienza, senza cadere nella condanna e nel giudizio. Da qui la necessità dell’educatore di acquisire strumenti di osservazione adatti.

Gli adolescenti hanno bisogni. La maniera per capirli è analizzare i loro desideri. Desiderare è la capacità di immaginarsi, domani, diversi da come si è oggi. Il desiderio è “un motore”, senza il quale si può seguire, si può emulare, si può copiare, ma non si può vivere. Quello che nei ragazzi ci appare vuoto, è solo un pieno che non riusciamo a percepire. Creare il futuro, per poter educare ai desideri. È una formula magica”.




Razzismo quotidiano e istituzionale, 40 studiosi a confronto

Ha preso il via oggi il convegno organizzato da UniMC in collaborazione con Società italiana di antropologia culturale e Università per la pace per disarticolare il nesso “immigrazione-criminalità-razzismo”

Macerata, 2019-06-12 – Quaranta tra docenti, studiosi, ricercatori, studenti ma anche operatori del settore per confrontarsi sul nesso “immigrazione-razzismi-convivenza”. Ha preso il via oggi il convegno “Le metamorfosi dei razzismi. Discriminazioni istituzionali, linguaggi pubblici e senso comune” organizzato dall’Università di Macerata in collaborazione con la Società italiana di antropologia culturale – Siac e l’Università per la pace.

Scopo essenziale è disarticolare il nesso “immigrazione-criminalità-razzismo”, per provare a decifrare il processo di crescente e pervasiva normalizzazione del razzismo quotidiano e di quello ‘istituzionale’ nel cuore dell’Europa. Nelle due giornate di lavoro si discuterà di razzismo e antirazzismo, città, lavoro, sanità, scuola, media, discriminazioni istituzionali e politiche pubbliche, memorie dei razzismi e sguardi che razzializzano.

Come ha sottolineato anche il rettore Francesco Adornato all’apertura dei lavori, i “fatti” di Macerata, culminati nell’aggressione razzista del 3 febbraio 2018, hanno ridisegnato il panorama politico-istituzionale nazionale e veicolato la sovraesposizione nel dibattito pubblico del nesso “immigrazione-criminalità-razzismo”, sia da parte di chi ha condannato e condanna l’accaduto, sia da parte di chi ne ha più o meno apertamente giustificato e ancora ne giustifica le ragioni.

Le due giornate di confronto – ha spiegato Paola Persano, storica del pensiero politico e componente del comitato scientifico – sono l’esito ultimo ma non finale di un confronto e di uno sforzo progettuale avviato da un anno a questa parte da un gruppo di docenti di Unimc – in dialogo con colleghe e colleghi di altre università e con numerose realtà sociali coinvolte – intorno ai fenomeni migratori contemporanei e al loro impatto sui meccanismi di integrazione economica e sociale, culturale e politica, nonché sulle forme dell’appartenenza collettiva, sui linguaggi pubblici e le rappresentazioni diffuse, e sul volto complessivo delle istituzioni giuridiche e politiche del nostro Paese, oggi e nella sua storia più recente.




Vittorino Andreoli, “La fatica di crescere”: lectio magistralis al PalaRiviera

La fatica di crescere”

lectio magistralis di Vittorino Andreoli

Venerdì 14 giugno, ore 9.00-13.00,

PalaRiviera di San Benedetto del Tronto

San Benedetto del Tronto – Mercoledì 5 giugno, alle ore 11.00 presso la Sala della Lettura del Liceo Scientifico “B. Rosetti” di San Benedetto del Tronto, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione de “La fatica di crescere”, lectio magistralis che Vittorino Andreoli terrà venerdì 14 giugno, alle ore 9.00 presso il PalaRiviera.

È il primo di una serie di incontri formativi sulle tematiche dell’adolescenza e della genitorialità, che vedranno la partecipazione di illustri esperti del settore.

Vittorino Andreoli, psichiatra di fama mondiale, rifletterà sul periodo adolescenziale, e porrà l’attenzione sulle parole-chiave che possono aiutare al dialogo tra giovani e con i giovani. Perché “l’adolescenza è una vita che viene condivisa”, e chi la sta affrontando, al di là di una morale rigida, deve essere capito e aiutato nella “fatica di crescere”.

Da oltre trent’anni ci occupiamo di accogliere sia dal punto di vista residenziale sia umano i ragazzi e le loro famiglie, che entrano in contatto con il mondo delle dipendenze” ha spiegato Francesco Cicchi, Presidente della Cooperativa Sociale Ama Aquilone. “Per noi è una sfida molto bella e interessante occuparci dell’adolescenza, per questo è importante avere una guida fatta di nomi illustri che hanno fatto la storia della psichiatria e dell’accoglienza dell’essere umano”.

Un appuntamento, aperto al pubblico, che si rivolge non solo alle figure professionali socio-sanitarie di tutela e presa in carico dei minori, ma anche a famiglie ed insegnanti.

Conferisce crediti ECM a psicologi, psicoterapeuti ed educatori professionali, iscrivendosi alla mail: giada@ama-aquilone.it.

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Un’occasione privilegiata per tutto il territorio e per chi si occupa di educazione e di attività a favore dei giovani. Un importante momento di riflessione sulle problematiche che i ragazzi si trovano ad affrontare lungo il loro percorso di crescita. Come società che educa abbiamo il compito di ascoltarli e aiutarli, cercando di tirare fuori il loro potenziale nel modo migliore” ha dichiarato Stefania Marini, Dirigente del Liceo Scientifico “B. Rosetti” di San Benedetto del Tronto.

L’evento di formazione è organizzato dalla Cooperativa Sociale Ama Aquilone nell’ambito del progetto “Le crisalidi”, un servizio domiciliare per minori con dipendenze patologiche, finanziato dalla Regione Marche con i fondi dedicati ai progetti d’innovazione (DGR 619/2016 – DD 107/IGR/2016).

È un progetto in crescita, che vuole sviluppare nuovi percorsi. Per noi è un onore ospitare Il Professor Vittorino Andreoli, che certamente ci fornirà gli spunti necessari per migliorare il dialogo tra e con gli adolescenti” ha concluso Carla Capriotti, coordinatrice del progetto “Le crisalidi”.




Progetto “Be sprint”

Progetto “Be sprint” di Cooss Marche Onlus con il

Comune di San Benedetto del Tronto

in prima linea sull’Infanzia

Presentazione II° tranche del progetto BE SPRINT di Cooss Marche Onlus

San Benedetto del Tronto – Oggi, 3 giugno, alle ore 12 in Sala Giunta la conferenza stampa sullo stato di avanzamento delle azioni progettuali in atto sul territorio di San Benedetto del Tronto da parte della COOSS Marche Onlus con il progetto “BE SPRINT – “Sperimentazione di Pratiche INNOVATIVE per lo sviluppo di una COMUNITÀ’ EDUCANTE e di servizi INTEGRATI per il BENESSERE dei bambini, vincitore del finanziamento di € 420’000 per il Bando Prima Infanzia 0-6 anni messo in campo dal “Fondo per il Contrasto alla Poverta? Educativa Minorile”, gestito dall’“Impresa sociale con i bambini”.

Presenti l’assessore alle “Politiche Sociali”, Emanuela Carboni, per il partneriato al progetto da parte del Comune di San Benedetto del Tronto con il Settore “Politiche Sociali”, la Responsabile Funzione Area Servizi Sede di San Benedetto del Tronto-Fermo,Tiziana Spina, la pedagogista dell’Ente dei Servizi educativi all’infanzia, Rita Tancredi e le coordinatrici dei servizi educativi 0-3 della COOSS Marche, Chiara Torquati ed Eloisa Pierantozzi.

L’assessore Emanuela Carboni, apre l’incontro ringraziando tutti gli intervenuti, in particolare i referenti della COOSS Marche per la ricchezza e l’importanza degli interventi attuati con il progetto “Be Sprint”, sia per quelli già svolti nella prima trance, sia per quelli in programma per la seconda parte fino a marzo 2019. “Sono veramente entusiasta-afferma l’assessore Carboni- dell’opportunità educative rivolte ai piccoli della nostra città e ai loro familiari con il progetto “Be Sprint”, soprattutto perché in linea con quanto già sta investendo ed attuando il mio assessorato, a favore delle famiglie con bambini piccoli, ovvero anche consistenti sgravi economici con le progettualità qualitativamente innovative alla frequenza dei servizi educativi 0-3 comunali, nidi e sezioni primavera, basilari interventi questi, a mio avviso, punti di partenza per aiutare le famiglie”.

La pedagogista, Rita Tancredi, ci tiene ad aggiungere che ad oggi è stato registrato un pieno gradimento e quindi successo della serie mirata di interventi attuati al riguardo, per il fatto che gli stessi sono stati calibrati ai servizi educativi comunali, sono stati calati in rispondenza ai bisogni dei contesti, grazie al lavoro fra le parti; si fa riferimento primo fra tutti, l’innovativa alla volontà di mettere in piedi un’èquipe multidisciplinare composta da neuropsicologa, Laura Angelini e psicomotricista, Mirella Treves in un’ottica preventiva a favore dell’individuazione precoce delle situazioni di generale svantaggio, in un’età così delicata, dei primi anni di vita. Tutto questo anche a beneficio di interventi a sostegno della genitorialità, che a pieno titolo alla radice, sconfiggerebbe ipotetiche situazioni di “povertà educativa”.

Prende la parola Tiziana Spina al riguardo: “COOSS Marche Onlus, insieme a 34 diversi partner regionali pubblici e privati, tra cui il Comune di San Benedetto del Tronto, ha dato il via – già dall’Ottobre 2018 – al Progetto; il progetto BE SPRINT, che a livello regionale coinvolge attualmente ben 36 servizi all’infanzia gestiti da COOSS e disseminati in tutta la Regione Marche, è nel nostro territorio nel pieno della sua fase esecutiva, possibile solo grazie alla partnership con il Comune di San Benedetto del Tronto ed in particolare con il Settore Politiche Sociali e dell’U.O. Servizi per l’Infanzia: grazie a questa collaborazione Cooss Marche può vantare di aver proposto fino ad ora e pianificato per l’immediato futuro una catena di azioni sperimentali importanti e mirate a dare adeguate risposte ai fabbisogni di inclusione ed innovazione nei servizi all’infanzia (0-6 anni).

Aggiungono le coordinatrici della COOSS Marche Onlus: “Il progetto infatti si inserisce nel pieno della grande rivoluzione, che si sta attuando nel mondo della prima infanzia ed in riferimento al D.Lgs n.65/2017 “Istituzione di un Sistema Integrato di Educazione e di Istruzione dalla nascita fino a sei anni” di cui alla Legge n.107/2015 della Riforma Scolastica che – concorrendo a far uscire i servizi educativi per l’infanzia dalla dimensione assistenziale per farli entrare a pieno titolo nella sfera educativa – garantisce continuità tra il segmento di età 0-3 e 3-6 e promuove altresì la riduzione in ambito educativo degli svantaggi culturali, sociali e relazionali nel pieno rispetto delle diversità delle persone.

Il progetto Be sprint, presenta oggi i suoi primi risultati: solo nel territorio di San Benedetto del Tronto dall’ottobre 2018 ad oggi ha raggiunto all’incirca più di 250 bambini e oltre 200 famiglie proponendo attività e proposte educative totalmente gratuite che hanno coinvolto le famiglie del territorio (anche quelle che non fruiscono direttamente dei servizi comunali per l’infanzia) nel pieno rispetto della missione del Progetto che si pone lo scopo di sostenere interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori sul territorio, incrementare il livello d’integrazione dei servizi territoriali e quindi rispondere ai bisogni delle famiglie più vulnerabili, aumentandone la qualità della vita, valorizzando la continuità delle esperienze 0- 6 e contribuendo infine alla costruzione di una più forte identità educativa sul territorio regionale”.

Le attività di maggior successo sono state quelle in cui i servizi infanzia comunali hanno aperto le porte alla frequenza adulto-bambino in occasione di alcune festività (carnevale, festa della mamma e del papà, Pasqua e festa dei nonni) e attraverso la proposta di coinvolgimento nella narrazione di storie per l’infanzia e attivazione di laboratori manipolativo-creativi con materiali di riciclo; ma anche gli incontri di osservazione partecipata (“Equipe Multidisciplinari”) nei due nidi e sezioni primavera comunali con una psicomotricista e una psicologa del linguaggio rivolti principalmente – ma non solo – ai bambini iscritti ai servizi 0-3 comunali che a settembre andranno a scuola dell’infanzia, al fine di dare un’opportunità di crescita ai bambini e nuovi strumenti di osservazione ed intervento alle educatrici; ed infine gli incontri aperti al pubblico tenutisi in Sala Consiliare del Comune di San Benedetto del Tronto con professioniste esperte nel campo della neuro-psicomotricità pronte a rispondere alle domande sullo sviluppo psicomotorio e psicologico del bambino della fascia d’età 0-3.

Quali sono gli interventi in avvio a giugno 2019 fino a marzo 2020

  • Azione “Una scuola 0-6 Continuiamo insieme con le Favole al Parco”: 12 appuntamenti gratuiti (6 a giugno e 6 a settembre) in tre parchi di San Benedetto (zona sud parco Annunziata del quartiere agraria; zona centro parco Carl Wojtyla e zona nord Parco di Via Ferri) aperti a tutte le famiglie e ai bambini della fascia 0-6 della nostra città che saranno coinvolti nella narrazione di letteratura per l’infanzia da parte delle educatrici Cooss Marche del Nido comunale “Il Giardino delle Meraviglie” di via Foglia. Tale intervento si avvale della proficua collaborazione tra Cooss Marche ed i responsabili dei parchi comunali e intende creare le condizioni educative e operative in cui possa avvenire in maniera armonica e completa la cosiddetta continuità orizzontale (collaborazione e cooperazione tra famiglie, Istituzioni, agenzie formative e associazioni del territorio) condizione necessaria ed indispensabile affinché si realizzi la continuità verticale (ovvero il passaggio dal nido alla scuola dell’infanzia): un fase oltremodo delicata, sia sul piano affettivo sia su quello dei contenuti dell’apprendimento. Attraverso questa preposta, Be sprint intende assumere la responsabilità di curare i momenti di incontro tra bambini di età e di scuole differenti, consapevoli che la continuità sia un modo di intendere la scuola (e lo spazio intorno ad essa) come spazio e luogo coerente, nel quale ciascuno possa trovare l’ambiente e le condizioni più favorevoli per realizzare un percorso formativo completo e significativo sul piano dell’esperienza.

  • Nuovi servizi da ottobre 2019 per la valorizzazione del tempo delle famiglie e per lo sviluppo armonico delle potenzialità? del bambino attraverso laboratori gratuiti di Inglese” rivolti ai bambini dello 0-6 col metodo “English is fun”

  • Sportelli territoriali di “Sostegno alla genitorialità”: nuovo ciclo di incontri a sostegno delle funzioni genitoriali con esperte “Equipe Multidisciplinari”.

GG

DATA

MESE

ANNO

DALLE

ALLE

 

LUN

10

GIUGNO

2019

17.00

19.00

PARCO CENTRO – Wojtyla

MAR

11

GIUGNO

2019

17.00

19.00

PARCO SUD –  Annunziata

MER

12

GIUGNO

2019

17.00

19.00

PARCO NORD – via Ferri

LUN

17

GIUGNO

2019

17.00

19.00

PARCO CENTRO – Wojtyla

MAR

18

GIUGNO

2019

17.00

19.00

PARCO SUD – Annunziata

MER

19

GIUGNO

2019

17.00

19.00

PARCO NORD – via Ferri

LUN

16

SETTEMBRE

2019

17.00

19.00

PARCO CENTRO – Wojtyla

MAR

17

SETTEMBRE

2019

17.00

19.00

PARCO SUD – Annunziata

MER

18

SETTEMBRE

2019

17.00

19.00

PARCO NORD – via Ferri

LUN

23

SETTEMBRE

2019

17.00

19.00

PARCO CENTRO – Wojtyla

MAR

24

SETTEMBRE

2019

17.00

19.00

PARCO SUD – Annunziata

MER

25

SETTEMBRE

2019

17.00

19.00

PARCO NORD – via Ferri



Torna “ConTatto è Amore”

San Benedetto del Tronto – L’amministrazione comunale ha deciso di riproporre gli appuntamenti del fortunato ciclo “Contatto è Amore”, l’originale iniziativa dell’Assessorato alle Pari Opportunità e alle Politiche di Integrazione, Inclusione e Pace, che propone alla cittadinanza un insolito connubio tra “Psicologia, Musica e Ballo”.

Invito dal Comune di San Benedetto del Tronto: 3 imperdibili appuntamenti dell’edizione estiva di Psiche un Comune! Torna “ConTatto è Amore”:
il 22 giugno con il Dott. Attilio Cavezzi parleremo di PsicoNeuroScienza ;
il 2 luglio con il Dott. Mario Sfrappini parleremo di Terza Età e Felicità;
il 09 Agosto con Don Luis Araujo parleremo di Fede.

 




Bene comune: secondo appuntamento della Scuola di Formazione Socio – Politica diocesana

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sabato 18 maggio presso il centro Biancazzurro si è tenuto il secondo appuntamento della Scuola di Formazione Socio-Politica Lavoriamo insieme per il bene comune sul tema del bene comune. Ha introdotto i lavori il Prof. Fernando Palestini, direttore dell’Ufficio Diocesano della Cultura che ha evidenziato come la riflessione sul bene comune sia quanto mai necessaria in questo tempo pieno di contrapposizione e livori. Attingendo dai più recenti episodi, il Prof. Palestini ha citato quanto accaduto a Casal Bruciato, lo striscione contro il Papa esibito in Via della Conciliazione e le molte contestazioni che ha subito l’Elemosiniere del Papa per aver riattaccato la luce in uno stabile occupato.

Ha preso dunque la parola il primo relatore, Don Bruno Bignami, direttore dell’Ufficio Nazionale per i Problemi Sociali e il Lavoro che ha subito precisato come l’espressione bene comune sia tanto utilizzata quanto abusata nel dibattito pubblico.

Pertanto, ha affermato il sacerdote, per definire cosa sia il bene comune è necessario rispondere alla domanda “Qual è il fine del nostro vivere sulla terra?” Don Primo Mazzolari, partendo dalla sua realtà, avrebbe detto che il paese di Bozzolo (del quale era parroco, ndr) non aveva bisogno solo di spade, ponti e case, ma di un modo di stare insieme. Il bene comune è proprio questo: l’individuazione delle ragioni che ci tengono insieme. Oggi, nel pieno della campagna elettorale, i partiti evidenziano ciò che li divide e li contrappone, noi, invece, dobbiamo chiedere alla politica cosa ci tiene insieme.

La Rivoluzione Francese ha parlato di LibertéÉgalitéFraternité. L’ideologia liberale ha privilegiato il primo aspetto, mentre quella socialista il secondo. Ci si è completamente dimenticati di sviluppare Fraternité. È quanto ha constatato Papa Paolo VI in Popolorum Progressio 66: “Il mondo è malato. Il suo male risiede meno nella dilapidazione delle risorse o nel loro accaparramento da parte di alcuni, che nella mancanza di fraternità tra gli uomini e tra i popoli”. Tale mancanza di fraternità è chiamata da Papa Francesco “cultura dello scarto”, mediante la quale le persone sono estromesse dall’ambito sociale, produttivo o economico.

Nell’attuale contesto culturale ci sono varie espressioni che sono contrarie alla nozione di bene comune: per la visione liberale il bene comune è la somma dei beni individuali, per la visione procedurale sostenuta da John Rawls il bene comune è dato dall’insieme di regole che garantiscono un minimo comun denominatore, per la visione che si rifà al comunitarismo di Alasdair MacIntyre il bene comune deriva dai valori della tradizione, infine per la visione socialista il bene comune è frutto delle istituzioni pubbliche. Per i cristiani, proprio come insegna San Tommaso d’Aquino, il bene comune è Dio, fine della creazione. Esiste poi il bene comune della comunità politica e quello delle formazioni minori, come la famiglia. Sul secondo punto, cioè quello che riguarda la comunità politica, bisogna tenere presente la variabile storica: infatti nel corso dei secoli si sono succedute diverse forme di comunità politiche (monarchia, repubblica, ecc.). Comunque sia, per la comunità politica possiamo individuare tre contenuti: la pace a livello politico, il bene agire a livello etico e il benessere a livello economico.

Nell’individuazione di ciò che è il bene comune sembrano fondamentali due passaggi della Centesimus Annus di Giovanni Paolo II. Al n. 40 leggiamo: “È compito dello Stato provvedere alla difesa e alla tutela di quei beni collettivi, come l’ambiente naturale e l’ambiente umano, la cui salvaguardia non può essere assicurata dai semplici meccanismi di mercato”. Ciò significa che ci sono alcune realtà che vanno tutelate, senza che da esse ci si possa aspettare qualcosa di utile e vantaggioso secondo criteri economici. Infine al n. 47 leggiamo che il bene comune “non è la semplice somma degli interessi particolari, ma implica la loro valutazione e composizione fatta in base ad un’equilibrata gerarchia di valori e, in ultima analisi, ad un’esatta comprensione della dignità e dei diritti della persona”.

Ha preso poi la parola Sauro Rossi, segretario regionale Cisl, che ha ricordato come per Don Luigi Sturzo il bene comune è un esercizio di amore sociale e come il filosofo Maritain lo identifichi con la “buona vita umana della moltitudine”. È necessario incarnare il bene comune nella realtà, tenendo sempre presente il contesto, come anche coltivare la libertà e allo stesso tempo la responsabilità, come ci ricorda Giovanni Paolo II in Sollecitudo rei socialis 38: “Questi atteggiamenti e strutture di peccato si vincono solo-presupposto l’aiuto della grazia divina-con un atteggiamento diametralmente opposto: l’impegno per il bene del prossimo con la disponibilità, in senso evangelico, a perdersi a favore dell’altro invece di sfruttarlo e a servirlo invece di opprimerlo per il proprio tornaconto”

I numerosi partecipanti, fra cui parecchi politici locali, al termine delle relazioni si sono divisi in quattro gruppi di lavoro per sviluppare le tematiche affrontate nelle relazioni.

Prossimo appuntamento sabato 21 settembre quando si parlerà di sussidiarietà con i professori Giorgio Vittadini e Massimiliano Colombi.

 




Pensioni: 3.800 domande per Quota 100 nelle Marche

CGIL: numeri inferiori alle previsioni del Governo

Ancona, 20 maggio 2019 – Pensioni: sono 3.799 le domande di pensione presentate nelle Marche per Quota 100, ovvero per andare in pensione anticipata con 62 anni di età e 38 di contributi. E’ quanto emerge dai dati dell’INPS aggiornati al 13 maggio scorso ed elaborati dalla CGIL Marche.

Se si osservano i dati per provincia emerge che 1.468 domande provengono dalla provincia di Ancona, pari al 38,6% di tutte le domande a livello regionale, 765 da Pesaro Urbino (20,1%), 723 da Macerata (19,0%), 564 da Ascoli Piceno (14,8%) e 279 da Fermo (7,3%).

A livello nazionale sono 132 mila coloro che hanno presentato domanda per Quota 100, il 92% delle quali tramite i Patronati. La stragrande maggioranza di coloro che hanno presentato la domanda per andare in pensione con Quota 100 sono di uomini, mentre solo una domanda su quattro viene presentata da donne.

Si tratta di numeri inferiori alle previsioni fatte dal Governo” – dichiara Daniela Barbaresi, Segretaria Generale della CGIL Marche. Sulla base del trend delle domande finora presentate e accolte a livello nazionale, la CGIL stima che nel triennio Quota 100 coinvolgerà solo un terzo delle persone previste dal Governo. Ciò significa che le risorse impegnate saranno utilizzate solo in parte, come peraltro è già accaduto per altre misure come per l’Ape social, precoci, esodati, lavori usuranti, opzione donna.

Si parla di Quota 100” – aggiunge Barbaresi – “ma chi non ha almeno 38 anni di contributi deve comunque aspettare la pensione di vecchiaia, e questo esclude soprattutto i lavoratori più deboli, che hanno meno contributi o carriere lavorative più discontinue a partire dalle donne, come anche i dati confermano”.

Inoltre, Quota 100 rappresenta un ulteriore provvedimento a termine che non modifica in alcun modo la Legge Fornero e non affronta in maniera strutturale i nodi del sistema previdenziale”.

Per questo, riteniamo che siano urgenti interventi strutturali, come quelli proposti nella piattaforma che il Sindacato ha presentato unitariamente al Governo per garantire la flessibilità in uscita per tutti dopo 62 anni di età, o con 41 anni di contribuzione e interventi che tengano conto della specifica condizione delle donne, dei lavoratori discontinui, di coloro che hanno svolto lavori precoci, gravosi, usuranti. Necessaria poi l’introduzione di una pensione contributiva di garanzia per i giovani”.

Aggiunge poi Elio Cerri, Segretario Generale SPI Marche che “il 1° giugno i pensionati di CGIL CISL UIL scenderanno in piazza, in una manifestazione nazionale a Roma, in piazza S. Giovanni, per testimoniare la loro insofferenza e insoddisfazione nei confronti di un governo che finora non ha voluto ascoltare le loro richieste su pensioni, sanità, assistenza, fisco e le cui politiche hanno penalizzato milioni di persone anziane”.

Quota 100 – Domande presentate nelle Marche*

 

n. domande

%

Ancona

1.468

38,6%

Ascoli Piceno

564

14,8%

Fermo

279

7,3%

Macerata

723

19,0%

Pesaro Urbino

765

20,1%

Totale MARCHE

3.799

100,0%

ITALIA

131.843

Quota 100 – Domande presentate in ITALIA*

 

n. domande

%

maschi

97.436

73,9%

femmine

34.407

26,1%

Totale ITALIA

131.843

100,0%

* domande presentate al 13 maggio 2019
Elab. CGIL Marche – Dati INPS




Inaugurazione della Palestra per la ginnastica dolce degli anziani disabili al Centro Primavera

Non Solo Anziani: Grazie alla Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno una Palestra per la ginnastica dolce degli anziani disabili

San Benedetto del Tronto, 18 maggio 2019 – Sabato 18 maggio 2019 alle ore 16.00, al Centro Primavera di San Benedetto del Tronto in via Piemonte 124/b, si svolgerà l’Inaugurazione della Palestra per la ginnastica dolce degli anziani disabili.
L’iniziativa rientra nel Progetto “Non solo Anziani” promosso dalla Cooperativa Sociale La Picena e realizzato insieme alla Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno.
Si tratta di un importante ed utile acquisto per favorire attività di ginnastica dolce e movimento degli anziani e quindi la loro socializzazione.Il progetto prevede una gestione in rete con diversi partner co-attuatori:
Associazione IRIS Insieme a te-onlus, Associazione Sinestesie, Asur, Avulss, Associazione C.Ha.P.P., Comune di San Benedetto del Tronto, Associazione Sulle Ali dell’Amore, SPI, Università della Terza Età, Associazione Antoniana Eventi e Comitato di quartiere.
Il progetto “Non solo Anziani” si propone di migliorare la qualità della vita degli anziani e delle proprie famiglie attraverso la presa in carico degli ospiti in particolare di quelli non autosufficienti del Centro Primavera di San Benedetto del Tronto,
proponendo servizi quali assistenza sociale e sanitaria, supporto psicologico, attività ricreative e di inclusione sociale anche all’esterno del centro per far vivere loro momenti di convivialità e farli sentire parte integrante della vita della comunità.

 




Ad UniCam giornata dedicata alle pari opportunità

LUNEDI’ 20 MAGGIO

Al mattino evento finale del contest “Donne: diritto alla vita senza violenza” e nel pomeriggio convegno su “Quel… genere di linguaggio

Camerino, 16 maggio 2019 – Le pari opportunità saranno al centro degli eventi che l’Università di Camerino ha organizzato per il prossimo lunedì 20 maggio presso la sala convegni del Rettorato.

La mattinata sarà dedicata all’evento finale del contest “Donne: diritto alla vita senza violenza”, promosso nell’ambito della Delega alle Parti opportunità della prof.ssa Barbara Re e inserito tra le azioni strategiche che Unicam sta mettendo in campo nel corso del mandato rettorale, per quanto riguarda la parità di genere e la diffusione della cultura della non violenza, non solo nell’ambito della comunità universitaria, con particolare attenzione alla componente studentesca, ma anche tra gli studenti delle scuole superiori e della cittadinanza in generale.

Il contest, realizzato in collaborazione con ActionAid, era infatti rivolto agli studenti Unicam e agli studenti delle scuole superiori, che hanno partecipato con entusiasmo. Sono state dieci le scuole che hanno presentato progetti sotto forma di racconto, video, software o altro, seguendo le tematiche indicate nel bando.

Nel corso della mattinata i partecipanti potranno presentare i propri progetti, dopodiché la commissione giudicatrice proclamerà i vincitori. L’evento si aprirà con i saluti del Rettore Unicam Claudio Pettinari, della Delegata del Rettore per le Pari Opportunità Barbara Re, la Project Manager ActionAid esperta di diritti delle donne Rosita Altobelli, seguiranno poi le presentazioni dei progetti e la premiazione dei vincitori.

Quel… genere di linguaggio” è invece il titolo del convegno che si terrà nel pomeriggio a partire dalle ore 15.30, al quale parteciperanno relatrici e relatori che si occupano quotidianamente di questa tematica. Tra loro, Graziella Priulla dell’Università di Catania, Maria Andaloro ideatrice della campagna “Posto occupato”, Cesare Carnaroli presidente CORECOM Marche, Paola Cimarelli delegata OdG Marche per le pari opportunità, la scrittrice Elena Mearini e la prof.ssa Barbara Re. Gli stereotipi sessisti ed il linguaggio dell’odio, la violenza come problema culturale, il linguaggio di genere nei mass media della Regione Marche, le parole “giuste” nel linguaggio di genere, le azioni di Unicam per il linguaggio di genere, la cura delle parole contro la violenza ed il disagio giovabili, saranno i temi trattati nel corso del convegno, che ha ottenuto l’accreditamento dall’Ordine dei Giornalisti per il conseguimento dei crediti




Lavoriamo insieme per il bene comune: 2° appuntamento al BiancAzzurro

Passaggio da ciò che “è meglio per me” a ciò che “è meglio per tutti

 

San Benedetto del Tronto – Il “bene comune” è uno dei principi fondamentali della Dottrina Sociale della Chiesa ed è il titolo del secondo incontro della scuola di formazione socio-politica organizzata dalla Diocesi di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto dal titolo “LAVORIAMO INSIEME PER IL BENE COMUNE”.

Il tema sarà sviluppato da don Bruno Bignami Direttore nazionale della pastorale sociale e del lavoro della CEI e dal dr. Sauro Rossi segretario regionale della CISL Marche. L’incontro si svolgerà presso il Biancazzurro a San Benedetto del Tronto SABATO 18 maggio dalle ore 15,00 alle ore 18,30.

Papa Francesco tante volte nei suoi discorsi ha parlato del BENE COMUNE, da non confondere con il benessere. «Ci abituiamo così facilmente all’ambiente di inequità che ci circonda, che siamo diventati insensibili alle sue manifestazioni. E così confondiamo, senza accorgercene, il “bene comune” con il “benessere”, specialmente quando siamo noi che ne godiamo, e non gli altri. Il benessere che fa riferimento solamente all’abbondanza materiale tende ad essere egoista, a difendere gli interessi di parte, a non pensare agli altri, e a cedere al richiamo del consumismo. Così inteso, il benessere, invece di aiutare, è portatore di possibili conflitti e di disgregazione sociale; affermatosi come prospettiva dominante, genera il male della corruzione, che scoraggia e fa tanto danno».

«Il bene comune, invece – continua il Papa – è superiore alla somma dei singoli interessi; è un passaggio da ciò che “è meglio per me” a ciò che “è meglio per tutti”, e comprende tutto ciò che dà coesione a un popolo: obiettivi comuni, valori condivisi, ideali che aiutano ad alzare lo sguardo al di là di orizzonti individuali».