Considerazioni e dissenso del Sindaco Sara Moreschini sul polo di Relluce

Riceviamo dal Sindaco di Appignano del Tronto Sara Moreschini e pubblichiamo integralmente:

COMUNE DI APPIGNANO DEL TRONTO

COMUNE DI ASCOLI PICENO

SINDACO

Data 06/10/2018

 

Spett.le Ata Rifiuti ATO 5

Alla c.a. Presidente Paolo D’Erasmo

Alla c.a. Dott. Claudio Carducci

Spett.le Regione Marche

Alla c.a. Presidente Luca Ceriscioli

Alla c.a. Dirigente Dott. Massimo Sbriscia

Spett.le Provincia di Ascoli Piceno

Alla c.a. Presidente Paolo D’Erasmo

Alla c.a. Dott.ssa Luigina Amurri

Spett.li Comuni della Provincia di Ascoli Piceno

Spett.le Unione Montana del Tronto e Valfluvione

Spett.le Ascoli Servizi Comunali

Spett.le Picenambiente SpA

OGGETTO: Nota ditta Ascoli Servizi Comunali prot. 1570 del 03 ottobre 2018- Considerazioni

In riferimento alla nota pervenuta da parte della ditta Ascoli Servizi Comunali in data 03/10/2018, prot. 1570, si osserva e si rileva quanto segue:

  • Nella provincia di Ascoli Piceno non sussiste alcuna emergenza rifiuti tale da giustificare l’adozione, da parte del Presidente, di ordinanze di natura straordinaria ed urgente per abbancare in deroga alle procedure ordinarie;

  • La proposta dell’azienda Ascoli Servizi Comunali di abbancare utilizzando le volumetrie resesi disponibili in seguito all’abbassamento del corpo di discarica sulla vasca 5 e alla mancata effettuazione della dovuta e già remunerata copertura nei tempi inizialmente assegnati, risulta inaccettabile in quanto ritarderebbe ulteriormente un capping già fuori tempo massimo;

  • Le problematiche ambientali più volte sollevate ed evidenziate sul polo di Relluce non risultano essere state chiarite con studi tecnici approfonditi e di dettaglio, come evidenziato dallo studio scientifico predisposto dalla sezione geologia dell’Università di Camerino e depositato agli atti della Provincia. I tanto sbandierati pronunciamenti della giustizia amministrativa attengono ad aspetti procedurali e formali e sicuramente non possono sostituirsi a studi e monitoraggi ambientali approfonditi affidati ad enti terzi competenti, nei quali operano tecnici e professori privi di qualsiasi conflitto d’interesse anche potenziale. Ribadiamo che le analisi effettuate dal Comune di Appignano Del Tronto su un pozzo immediatamente a monte della discarica hanno fornito dati con percentuali di ferro, solfati, manganese etc decisamente inferiori di alcuni ordini di grandezza rispetto ai valori misurati nei pozzi siti all’interno della discarica e comunicati dalla Ascoli Servizi Comunali;

  • Le politiche ambientali del territorio non possono essere dettate dai gestori del servizio che hanno interesse economico a riempire buche di rifiuti, bensì devono derivare dal confronto tra gli amministratori del territorio con mandato dei cittadini e gli stakeholders deputati alla tutela ambientale nelle sedi istituzionalmente deputate;

  • La schizofrenia dei prezzi al ribasso relativa al conferimento nella quinta vasca di Relluce desta sospetti sia nei confronti del comportamento passato, sia degli accorgimenti di natura tecnico-ambientale dovuti per legge e per coscienza eventualmente adottati oggi;

  • La riduzione del costo della tariffa rifiuti passa attraverso un sistema complesso di gestione, incremento e miglioramento della raccolta differenziata e di politiche volte alla riduzione dei rifiuti; il mero conto della serva sul costo di smaltimento della frazione indifferenziata getta esclusivamente fumo negli occhi, incide in maniera risibile sul complesso della tariffa, in particolar modo nei comuni che hanno adottato politiche virtuose di gestione del proprio territorio. Ad esempio, effettuando i conteggi sull’intero bacino dell’unione montana per un anno, l’incremento da 105€/t a 120€/t comporta un incremento complessivo del piano finanziario di circa il 2%, ovvero un’inezia che può essere recuperata mediante ulteriori comportamenti virtuosi.

Pertanto, alla luce di quanto sopra espresso, si anticipa il proprio dissenso nei confronti della proposta della società Ascoli Servizi Comunali, rimandando le scelte in materia ai soggetti ed alle sedi istituzionalmente deputate.

Il Sindaco Del Comune di Appignano Del Tronto

Dott.ssa Sara Moreschini

clicca l’allegato: riscontro nota ASC del 03_10_2018




Intervento del Pres D’Erasmo sulla questione rifiuti

Ascoli Piceno, 02 agosto 2018 – In merito alla vicenda giudiziaria della discarica di Relluce intendo ribadire, come più volte già ampiamente esplicitato pubblicamente e nelle competenti sedi istituzionali, che la Provincia ha sempre agito con trasparenza, imparzialità e correttezza adempiendo alla normativa di riferimento.

Entrando nello specifico, vorrei evidenziare che lo sforamento dei parametri di legge all’origine dei procedimenti giudiziari, sono stati comunicati dalla stessa Ascoli Servizi Comunali in sede di auto controllo previsto dalla normativa vigente. L’azienda li ha, infatti, indicati nella produzione delle analisi per il monitoraggio effettuate dal proprio laboratorio di riferimento. La Provincia non ha fatto altro che comunicare, come prescritto dalla normativa, alle autorità competenti la presenza di inquinamento organico segnalato dal laboratorio. Pertanto, si è verificata, una sorta di “autodenuncia” da parte di Ascoli Servizi Comunali. Questi dati sono stati quindi segnalati, come atto dovuto, alle autorità preposte che hanno valutato autonomamente le azioni da intraprendere.

Vorrei inoltre rilevare che, a tutt’oggi, Ascoli Servizi Comunali non ha provveduto a distanza di vari anni alla copertura delle vasche esaurite e che nel marzo scorso l’azienda comunicava che avrebbe ultimato i lavori entro il 30 giugno scorso, termine già ampiamente disatteso.

L’Amministrazione provinciale è abituata a parlare “per atti e procedimenti” e quindi ritengo superflua ogni ulteriore polemica o considerazione se non che l’obiettivo primario dell’Ente è stato sempre e continua ad essere quello di salvaguardare l’ambiente e la salute dei cittadini, attuando in modo scrupoloso ed attento le disposizioni di legge nel rispetto delle proprie competenze e prerogative.

Il Presidente della Provincia

Paolo D’Erasmo




Relluce, riflessione sull’aumento dei costi della discarica

di Giovanni Gaspari

 

San Benedetto del Tronto, 2014-09-30 – I Comuni soci di Picenambiente hanno oggi ricevuto una sgraditissima comunicazione da Ascoli Servizi Comunali con la quale la società che gestisce la discarica di Relluce comunica che il costo di conferimento dei rifiuti aumenta del 13% con effetto retroattivo dal 1° settembre, passando da 86,40 a 97,26 euro a tonnellata.

 

Alcune considerazioni:

1 – nei giorni scorsi sia il Sindaco di Ascoli sia il Presidente della Provincia uscente hanno pubblicamente giustificato la necessità di avere il via libera alla realizzazione della sesta vasca di Relluce con la considerazione che andare a portare i rifiuti altrove sarebbe costato molto di più. Addirittura il primo settembre scorso il Presidente della provincia sosteneva testualmente che, con la nuova capienza reperita a Relluce, non cambierà nulla in termini di costi fino ad anno nuovo”. Infatti si è visto….

 

2 – Quando si presenta il progetto di una nuova discarica o di un suo ampliamento per ottenere l’autorizzazione, esso viene accompagnato da un “piano economico e finanziario” nel quale vengono conteggiati tutti gli oneri di gestione dell’impianto in modo tale che, al raggiungimento del quantitativo di rifiuti che si è autorizzati a conferire, la gestione economica risulti in equilibrio. Siccome il richiesto aumento delle tariffe si applicherebbe all’ulteriore quantitativo di 18.500 tonnellate che la Provincia ritiene possano ancora entrare nella quarta vasca di Relluce rispetto alla capacità originariamente autorizzata, i Comuni che conferiscono si aspetterebbero non un aumento ma una diminuzione dei costi perché appunto la gestione dell’impianto ha già raggiunto il suo equilibrio economico finanziario. Dinanzi ad un comportamento opposto a quello che logicamente ci si attenderebbe, sorge l’inquietante dubbio che in realtà questi fondi aggiuntivi servano a coprire costi obbligatori ma mai sostenuti.

3 – Quando la stragrande parte dei Comuni dell’Assemblea Territoriale d’Ambito, minacciando l’autoconvocazione, impose al presidente della Provincia di riunire l’ATA l’11 agosto scorso, quest’ultimo si oppose all’approvazione del regolamento per il funzionamento dell’assemblea. Alla luce di quanto accade oggi, quella posizione assume una luce nuova: il regolamento avrebbe dovuto sancire quanto dice già la legge, e cioè che la fissazione delle tariffe avviene a seguito di un confronto dentro l’ATA, non certo per decisione unilaterale del gestore privato della discarica.

 

Poiché abbiamo già avuto esperienza di comunicazioni perentorie di Ascoli Servizi Comunali dopo pochi giorni smentite dalla Provincia (vedi la chiusura di Relluce entro il 31 agosto salvo poi trovare miracolosamente il posto per altre 18.500 tonnellate), mi auguro che anche questa estemporanea iniziativa del gestore di Relluce sia smentita da chi di dovere. Da parte mia, e sento di interpretare la posizione dei tanti Sindaci che conducono con me questa battaglia di trasparenza, contesto e respingo al mittente la richiesta di aumento dei costi di smaltimento. Ci attendiamo invece una proposta che tenga conto del ragionamento sopra esposto: l’aumento di capacità di Relluce è “grasso che cola” che non può andare ad esclusivo beneficio di un Comune a scapito degli equilibri di bilancio di tutti gli altri.




Discarica di Relluce, Castelli, Gaspari e dintorni

Ascoli Piceno, 2014-09-05 – Di seguito la nota inviata dal sottoscritto al Sindaco Gaspari dopo che lo stesso, nella giornata di ieri, aveva diramato ai sindaci della provincia di Ascoli una bozza di delibera di giunta (con relativo invito all’adozione) finalizzata a bloccare il progetto per la realizzazione di una sesta vasca presso l’impianto di Relluce. Le argomentazioni che ho offerto all’attenzione di Gaspari e degli altri Sindaci del Piceno assumono tanto più valore se si considera l’intervento che in data odierna ha svolto sul medesimo tema il Sindaco di Comunanza Cesaroni proponendo la realizzazione di un termovalorizzatore a servizio del comprensorio provinciale. L’intervento di Cesaroni dimostra come il problema non è dire “no” quanto scegliere dove si vuole andare.
 
Guido Castelli

Procedimento di VAS-VIA-AIA per la realizzazione di un nuova vasca in località Relluce di Ascoli

Caro Gaspari,

Ho letto con attenzione la bozza di delibera che hai inviato ai sindaci dei comuni invitando gli stessi ad approvarne i contenuti così da impedire o ritardare l’approvazione del progetto per la sesta vasca di Relluce.

Come ho già avuto modo di spiegarti, in occasione della riunione dei sindaci dello scorso 11 agosto la tua proposta è tecnicamente errata, fondata su falsi presupposti e rimanda ad adempimenti, come la convocazione dell’ATA, che non sono attivabili nell’immediato.

Almeno sin quando le convenzioni che legano ciascun comune al nuovo organismo non saranno state integrate nei termini indicati dalla deliberazione n. 725 del 16.6.2014 con cui la Giunta Regionale delle Marche ha modificato il testo della convenzione ATA stabilendo espressamente che le “funzioni di cui al comma 1 sono esercitate dagli enti locali di cui l’assemblea territoriale d’ambito è espressione con modalità tali da rendere effettivo il vincolo e la capacità degli enti di incidere sulla sua attività”.

Non è mia intenzione, tuttavia, avviare in questa sede una disputa giuridica sulle conseguenze delle sentenze n.ri 848/2013 e 114/2014 con le quali il TAR Marche, annullando la previgente convenzione ATA, ha reso (allo stato attuale) illegittima e giuridicamente non praticabile l’attivazione dell’organismo. All’occorrenza sarà la magistratura a decidere le questioni che la politica – con grave colpa – non avrà saputo dirimere.

Il problema e il limite insanabile della tua proposta è, in realtà, di natura squisitamente politica e programmatoria.

Come già ho cercato di spiegarti, dire no alla realizzazione della sesta vasca in località Relluce senza contestualmente formulare una proposta alternativa di localizzazione di un’altra discarica è da irresponsabili. Ti spiego ancora una volta il perché, anche se tempo che mai come in questo caso valga il detto secondo cui “non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.”

Con l’esaurimento della quinta vasca di Relluce (dove i comuni del piceno hanno sinora potuto conferire i propri rifiuti indifferenziati beneficiando del prezzo più basso delle Marche) si aprirà una fase transitoria che non potrà durare più di 4/5 mesi. Dal prossimo gennaio saremo costretti a portare il materiale indifferenziato, prima, all’impianto di trattamento TMB di Relluce e, dopo, alla discarica di Fermo. Il tutto con un aggravio di costo per le nostre comunità territoriali che ( anche solo a causa del prezzo di trasporto) non potrà essere inferiore a 30/35 euro a tonnellata.

L’esodo dei rifiuti verso Fermo tuttavia , già enormemente più costoso, non potrà essere protratto all’infinito. E allora ? Cosa succederà ai nostri bilanci ed ai bilanci delle famiglie e delle poche imprese rimaste quando i Fermani, già poco inclini a ricevere i nostri rifiuti, ci diranno di accomodarci da qualche altra parte ? Dove andremo ? Per quanto tempo ? A quali costi ?

Ad oggi l’unica proposta sul campo – con le sue luci e le sue ombre – è la sesta vasca di Relluce. Migliorabile, modificabile, risagomabile sia sotto il profilo tecnico che economico ma comunque, ad oggi, unica soluzione concreta e presente sul tavolo. I punti forti della sesta vasca sono 1) il prezzo di smaltimento (come detto il più basso delle Marche) e 2) la contiguità con l’impianto regionale di trattamento verso il quale, per legge, vanno obbligatoriamente conferiti i rifiuti indifferenziati.

Il punto debole, mi si dice, sta nel fatto che l’area di Relluce (sita nel comune di Ascoli ma confinante con Appignano e Castel di Lama ) da troppo tempo subisce una pressione ambientale difficile da sostenere e comune tale da generare una diffusa intolleranza verso l’ipotesi di una nuova vasca per RSU.

Bene, mi voglio fare carico di quest’ultima preoccupazione. È giunta l’ora che il mio comune e quelli finitimi cessino di essere l’immondezzaio della provincia. Indicatemi, indica tu caro Gaspari un luogo alternativo nella media o bassa vallata del Tronto (e comunque fuori dai territori di Ascoli, Appignano e Castel di Lama ) dove – allo stesso prezzo praticato a Relluce e in tempi ragionevoli – sia possibile realizzare una nuova discarica. Siamo amministratori e allora, in modo laico e con la capacità di rinnovare diuturnamente il nostro specifico punto di vista, ci metteremo al tavolo senza barricate.

Caro Gaspari, invece di promuovere improbabili crociate verso il capoluogo (divulgando elementi e circostanze fasulle per ottenere adesioni più o meno estemporanee a mozioni last minute ) assumiti le tue responsabilità e fai una proposta di localizzazione di una nuova discarica che sia coerente e razionale in termini di costi, tempi e possibilità autorizzative.

Io sono pronto ad ascoltare le eventuali proposte.

Dire no senza indicare contestualmente un’alternativa non è solo velleitario e strumentale. È anche, per certi versi, profondamente irriguardoso verso tutti coloro che, in questi tempi così difficili, hanno la ventura di fare i sindaci. Il mestiere più bello del mondo. Soprattutto se lo si svolge senza demagogia e secondi fini.

Cordialmente

Guido Castelli




Discarica di Relluce, ordinanza della Provincia

Autorizzate 18.500 tonnellate nella quarta vasca

ASCOLI PICENO, 2014-09-03 – Il Presidente della Provincia Piero Celani ha illustrato ieri alla stampa i contenuti dell’ordinanza dell’Ente che autorizza l’abbancamento di ulteriori rifiuti pari a 18.500 tonnellate nella vasca 4b di Relluce.

“In base a verifiche e sopralluoghi effettuati dal sottoscritto con i tecnici della Provincia e stimando che l’impianto riceve mediamente da settembre circa 4000 mila tonnellate al mese, questa soluzione – spiega il Presidente Celani – consente di poter continuare a fruire in piena tranquillità e sicurezza della discarica di Relluce ben oltre la fine dell’anno. Quindi, dai primi mesi del 2015, i rifiuti potranno essere conferiti nella discarica San Biagio di Fermo. A tale riguardo è pronto per essere siglato il relativo protocollo d’intesa: spetterà poi ai singoli Comuni firmare con l’Asite, la società che gestisce il sito fermano, le apposite convenzioni. Pertanto, le amministrazioni locali del territorio non avranno problemi di bilancio per il 2014, visto che hanno tutto il tempo a disposizione per riprogrammare la Tari 2015 con risparmi per i cittadini nell’anno corrente. Ribadisco – prosegue Celani – che questa dei rifiuti non è un’emergenza ma una contingenza, a cui l’ordinanza della Provincia con senso di responsabilità ha posto rimedio”.

Il Presidente Celani ha fatto anche cenno a possibili scenari futuri. “Attualmente il costo di conferimento dei rifiuti a Relluce è di 83 euro a tonnellata, il più basso delle Marche. Auspico nell’interessa della comunità locale – sottolinea il Presidente – che venga realizzata la sesta vasca per mantenere i costi contenuti e dare stabilità per i prossimi 10 – 15 anni al sistema di smaltimento nel Piceno. Ci sarebbe inoltre tutto il tempo di pensare a soluzioni alternative. In questo ultimo caso, aspetto proposte dagli amministratori del territorio”.

Il Presidente Celani ha infine annunciato che scriverà nei prossimi giorni una lettera a tutti i sindaci del territorio e alle società Ascoli Servizi Comunali e PicenAmbiente per dare contezza della situazione e approfondire i contenuti dell’ordinanza della Provincia in materia di rifiuti.




Ascoli Servizi comunica la chiusura della Discarica di Relluce

Richiesta la convocazione urgente dell’assemblea territoriale d’ambito

 

San Benedetto del Tronto, 2014-08-27 – In allegato la lettera con cui Ascoli Servizi comunica la chiusura della Discarica di Relluce per esaurimento della 5a vasca

ascoli servizi

e la richiesta di convocazione urgente dell’assemblea territoriale d’ambito rivolta alla Provincia dai Sindaci di San Benedetto, Acquaviva Picena, Cupra Marittima, Grottammare, Ripatransone, Castorano, Montegallo, Monsampolo del Tronto, Carassai, Rotella, Appignano del Tronto, Montedinove.

richiesta assemblea ATA