La Violenza agìta davanti ai figli

ABC DELLA PSICHE E DELLA RELAZIONE

Antonella Baiocchi, Psicoterapeuta e Criminologa, risponde alle vostre domande

l’Analisi di Antonella Baiocchi *

I comportamenti violenti agìti davanti ai figli (la cosiddetta violenza Assitita), compromettono la salute fisica e mentale dei figli.

Sono eventi traumatici che destabilizzano sotto molti punti di vista: soprattutto perché chi sta agendo violenza non è un estraneo, dal quale ci si potrebbe aspettare atti ostili, ma, al contrario, è il proprio genitore: colui o colei che dovrebbe essere il proprio punto di riferimento, il porto sicuro, la propria fonte d’amore improvvisamente si trasforma in un orco. I bimbi esposti alla violenza spesso vivono l’impotenza di non riuscire ad aiutare chi sta subendo violenza (il proprio fratellinino, la propria madre… a volte il proprio papà): come può un bimbo fermare un orco?; come superare il terrore di essere a propria volta uccisi? E come superare lo straziante dolore di dover uccidere (o far del male) al proprio genitore pur essendosi trasformato in Orco?

Un conflitto straziante.

La violenza assistita, definita dal Coordinamento Italiano dei Servizi contro il Maltrattamento e l’Abuso dell’Infanzia (Cismai) come “il fare esperienza da parte del minore di qualsiasi forma di maltrattamento, compiuto attraverso atti di violenza fisica, verbale, psicologica, sessuale ed economica, su figure di riferimento o su altre figure affettivamente significative adulti e minori” ha degli effetti deleteri dal punto di vista fisico , cognitivo, comportamentale e sulle capacità di socializzazione: lascia profonde ferite.

Soprattutto se subita in tenera età, il bimbo manifestare deficit nella crescita, ritardi nello sviluppo psico motorio e deficit visivi; può danneggiare lo sviluppo neuro cognitivo del bambino con effetti negativi sull’autostima, sulla capacità di empatia e sulle competenze intellettive; possono insorgere fenomeni quali l’ansia, una maggiore impulsività, l’alienazione e la difficoltà di concentrazione. Sul lungo periodo tra gli effetti registrati ci sono casi più o meno gravi di depressione, tendenze suicide, disturbi del sonno e disordini nell’alimentazione.

La violenza è frutto dell’Analfabetismo Psicologico: la relazione è l’incontro prevalentemente di psiche diverse per cui se non si sa come governarle ci si espone necessariamente a problemi relazionali soprattutto per quanto riguarda le divergenze, che verranno gestite con modalità “dicotomiche” che non permettono la mediazione e la conciliazione.

Chi agisce violenza è stato un bimbo che ha assistito alla violenza e inconsapevolmente passa ciò che ha appreso ai propri figli in una catena tossica interminabile che imperversa ancora oggi. Necessitano investimenti per contrastare l’Analfabetismo Psicologico.

Non esistono genitori “cattivi”, ma solo genitori “ignoranti” che non sanno quel che fanno e non conoscono le conseguenze delle loro azioni sull’equilibrio psicofisico del loro bimbo ed anche se le conoscono non sanno come agire comportamenti alternativi più armoniosi, perché semplicemente, nessuno glieli ha mai insegnati.

 

 

Antonella Baiocchi

ABC DELLA PSICHE E DELLA RELAZIONE

*
Il mascalzone.it
 ha deciso di sostenere la dott.ssa Antonella Baiocchi, nel raggiungimento del suo obiettivo ( ormai noto a tutti), di “Alfabetizzare le persone in merito al funzionamento della psiche” attraverso una apposita Rubrica da lei curata nella quale è possibile rivolgerle le domande in merito al funzionamento della Psiche e alla Relazione. La Rubrica, che avrà al massimo cadenza quindicinale, si chiama ABC DELLA PSICHE E DELLA RELAZIONE e gli utenti, tramite l’indirizzo antonellabaiocchisbt@libero.it  , potranno rivolgerle le domande più disparate, compresi dubbi e perplessità in merito alla psiche (ansia, depressione, panico, disturbi compulsivi, etc.) e alla relazione: (l’amore, la relazione genitori – figli, la relazione con il partner, etc.). Vi invitiamo ad approfittare di questa preziosa occasione psico-educativa. 
Antonella Baiocchi, Psicoterapeuta e Criminologa, risponde alle vostre domande

FB: https://www.facebook.com/antonellabaiocchipsicoterapeutabis 

 

 




Prendi i soldi e scappa: la crisi economica e la finanza spiegate con il cinema

PRENDI

I SOLDI

E SCAPPA

 

CONFERENZA

con Fabrizio

Sciamanna

la crisi economica

e la finanza

spiegate attraverso

sequenze cinematografiche

a tema

 

lunedì 17 dicembre

ore 21.15

presso la sala proiezioni

dell’Hotel Progresso

San Benedetto del Tronto

(Viale Trieste 40)

Si avvia alla conclusione la rassegna cinematografica “PRENDI I SOLDI E SCAPPA”: la crisi economica e la finanza spiegate con il cinema, una serie di appuntamenti sulle pagine buie della finanza, organizzata da Fabrizio Sciamanna, consulente finanziario e dall’Associazione Culturale Blow Up in occasione del decennale del fallimento della Lehman Brothers.

L’ultima serata servirà a capire cosa sta accadendo al sistema finanziario; per essere più consapevoli e meno sprovveduti; per la tutela e la protezione dei nostri risparmi; per imparare qualche regola di autodifesa di fronte a quelli che da tutori possono trasformarsi in predatori.

Lunedì 17 dicembre alle ore 21.15 presso la sala proiezioni dell’Hotel Progresso di San Benedetto del Tronto (Viale Trieste 40) è infatti in programma  una conferenza a cura di Fabrizio Sciamanna che, attraverso la visione di sequenze cinematografiche sul tema, ci spiegherà i perversi meccanismi di funzionamento della finanza mondiale

L’ingresso è gratuito con tessera-abbonamento alla Federazione Italiana Cineforum 2018-2019, rilasciata dall’Assocazione Blow Up al costo di 10 euro e che può essere sottoscritta velocemente all’ingresso. La tessera F.I.C. consentirà di partecipare liberamente a quasi tutte le iniziative del ricco calendario della rassegna.

Per informazioni Fabrizio Sciamanna

sciamanna.consulenza@gmail.com

consulta i programmi completi della stagione



Prendi i soldi e scappa: la crisi economica e la finanza spiegate con il cinema

PRENDI

I SOLDI

E SCAPPA

la crisi economica e la finanza

spiegate con il cinema

 

lunedì 3 dicembre alle ore 21.15

presso la sala proiezioni

dell’Hotel Progresso

San Benedetto del Tronto

(Viale Trieste 40)

 

proiezione del film

BEFORE

THE FLOOD

PUNTO DI NON RITORNO

di Fisher Stevens

Nuovo appuntamento con la rassegna sulle pagine buie della finanza presso l’Hotel Progresso. Fabrizio Sciamanna, consulente finanziario e l’Associazione Culturale Blow Up in occasione del decennale del fallimento della Lehman Brothers presentano, nel mese dell’educazione finanziaria, la rassegna cinematografica “PRENDI I SOLDI E SCAPPA”: la crisi economica e la finanza spiegate con il cinema.

Questa rassegna, di quattro serate, vuole servire da guida: per capire cosa sta accadendo al sistema finanziario; per essere più consapevoli e meno sprovveduti; per la tutela e la protezione dei nostri risparmi; per imparare qualche regola di autodifesa di fronte a quelli che da tutori possono trasformarsi in predatori.

Lunedì 3 dicembre alle ore 21.15 presso la sala proiezioni dell’Hotel Progresso di San Benedetto del Tronto (Viale Trieste 40) è in programma BEFORE THE FLOOD – PUNTO DI NON RITORNO di Fisher Stevens, un documentario del 2016 con protagonista “Leonardo Di Caprio, attivista ecologista e messaggero di pace delle Nazioni Unite, che intervista persone che provengono da nazioni sviluppate o in via di sviluppo per fare il punto su ciò che può rendere le istituzioni ecocompatibili. Il documentario, prodotto anche da Martin Scorsese, vuole dimostrare come la società può impedire la scomparsa delle specie in via di estinzione, la distruzione degli ecosistemi e l’eliminazione delle comunità indigene” (mymovies.it). Presentazione del film e dibattito a cura di Fabrizio Sciamanna.

L’ingresso è gratuito con tessera-abbonamento alla Federazione Italiana Cineforum 2018-2019, rilasciata dall’Assocazione Blow Up al costo di 10 euro e che può essere sottoscritta velocemente all’ingresso. La tessera F.I.C. consentirà di partecipare liberamente a quasi tutte le iniziative del ricco calendario della rassegna.

Per informazioni Fabrizio Sciamanna

sciamanna.consulenza@gmail.com

consulta i programmi completi della stagione

 




Prendi i soldi e scappa: la crisi economica e la finanza spiegate con il cinema

lunedì 19 novembre alle ore 21.15

presso la sala proiezioni

dell’Hotel Progresso

San Benedetto del Tronto

(Viale Trieste 40)

 

proiezione del film

CAPITALISM:

A LOVE STORY

di Michael Moore

San Benedetto del Tronto – Prosegue la rassegna sulle pagine buie della finanza presso l’Hotel Progresso. Fabrizio Sciamanna, consulente finanziario e l’Associazione Culturale Blow Up in occasione del decennale del fallimento della Lehman Brothers presentano, nel mese dell’educazione finanziaria, la rassegna cinematografica “PRENDI I SOLDI E SCAPPA”: la crisi economica e la finanza spiegate con il cinema.

Questa rassegna, di quattro serate, vuole servire da guida: per capire cosa sta accadendo al sistema finanziario; per essere più consapevoli e meno sprovveduti; per la tutela e la protezione dei nostri risparmi; per imparare qualche regola di autodifesa di fronte a quelli che da tutori possono trasformarsi in predatori.

Lunedì 19 novembre alle ore 21.15 presso la sala proiezioni dell’Hotel Progresso di San Benedetto del Tronto (Viale Trieste 40) è in programma il magnifico e divertentissimo film di Michael Moore “Capitalism: a love story” del 2009. “Nel ventesimo anniversario del suo rivoluzionario capolavoro Roger & Me, Capitalism: A Love Story riporta Michael Moore ad affrontare il problema che è al centro di tutta la sua opera: l’impatto disastroso che il dominio delle corporation ha sulla vita quotidiana degli americani (e, quindi, anche del resto del mondo). Ma questa volta il colpevole è molto più grande della General Motors e la scena del crimine ben più ampia di Flint, Michigan. Dalla Middle America fino ad arrivare ai corridoi del potere a Washington e all’epicentro finanziario globale di Manhattan, Michael Moore porterà  ancora una volta gli spettatori su una strada inesplorata. Con umorismo e indignazione, Capitalism: A Love Story di Michael Moore esplora una domanda tabù: qual è il prezzo che l’America paga per il suo amore verso il capitalismo? Anni fa, quell’amore sembrava assolutamente innocente. Tuttavia, oggi il sogno americano sembra sempre più un incubo, mentre le famiglie ne pagano il prezzo, vedendo andare in fumo i loro posti di lavoro, le case e i risparmi. Moore ci porta nelle abitazioni di persone comuni, le cui vite sono state stravolte, mentre cerca spiegazioni a Washington e altrove. Quello che scopre sono dei sintomi fin troppo familiari di un amore finito male: bugie, maltrattamenti, tradimenti… e 14.000 posti di lavoro persi ogni giorno. Capitalism: A Love Story rappresenta una summa delle precedenti opere di Moore, ma è anche uno sguardo su un futuro nel quale una speranza è possibile. E’ il tentativo estremo di Michael Moore di rispondere alla domanda che si è posto in tutta la sua carriera di regista: chi siamo e perchè ci comportiamo in questo modo?” (storiadeifilm.it)

L’ingresso è gratuito con tessera-abbonamento alla Federazione Italiana Cineforum 2018-2019, rilasciata dall’Assocazione Blow Up al costo di 10 euro e che può essere sottoscritta velocemente all’ingresso. La tessera F.I.C. consentirà di partecipare liberamente a quasi tutte le iniziative del ricco calendario della rassegna.

Per informazioni Fabrizio Sciamanna

sciamanna.consulenza@gmail.com

consulta i programmi completi della stagione

 




Investire o Speculare?

2018-11-14 – “Salve, vi scrivo per avere un parere: con i prezzi così bassi dei titoli di stato italiani, non sarebbe il caso di investire nei BTP? “

Buongiorno, le scrivo perché avrei un capitale di circa 180000 euro che vorrei investire ma ho paura di sbagliare investimento. Cosa mi consiglierebbe?”

L’Esperto Risponde Sciamanna Fabrizio*

Salve. Vi ringrazio per la domanda, perché mi permettete di chiarire alcuni punti alla base di una corretta pianificazione finanziaria.

Dite che vorreste “investire” del denaro. Bisogna, innanzitutto, chiarire le differenze tra investire e speculare. Troppe volte le due parole sono state utilizzate, sia dalla stampa che dai risparmiatori, in maniera scorretta, finendo per diventare quasi sinonimi.

L’investimento finanziario è quella strategia che un individuo attua per acquisire attività finanziarie allo scopo di ottenere, in un tempo ragionevolmente lungo, profitti sotto forma di:

  • Reddito (dividendi, cedole, rendite di varia natura…)

  • Plusvalenze (apprezzamento di valore)

In questo processo, si allocano quindi le risorse in funzione delle proprie esigenze finanziarie. L’ investimento diventa così il mezzo per raggiungere determinati obiettivi di vita, che vanno pianificati prima ancora di stabilire se comprare o meno un titolo come il suo BTP. In questo senso, l’investimento può essere visto come un consumo differito nel tempo (investo 1 euro oggi per ritrovarmelo rivalutato quando avrò bisogno di spenderlo).

Per quanto sopra, l’investitore ha una strategia che riguarda il suo intero portafoglio e non il singolo titolo; ha come priorità le proprie esigenze e i propri obiettivi da ottenere nel medio-lungo periodo.

Molte persone (come nella domanda) hanno paura di investire ma l’investimento finanziario non è rischioso di per sé: non avere una minima cultura finanziaria invece è molto rischioso!

Di contro, la speculazione è quella strategia volta a conseguire guadagni nel più breve tempo possibile (a volte addirittura di pochi secondi); l’orizzonte temporale è quindi di breve periodo e l’obiettivo è conseguire rendimenti costanti attraverso il c.d. “timing” (entrare e uscire al momento giusto).

Lo speculatore cerca il massimo profitto cercando di prevedere ed anticipare il mercato.

Questa possibilità di liquidare in qualsiasi momento le risorse impegnate, tiene calmi i nervi dello speculatore e lo rende molto più disposto ad assumere rischi. Per questo, al di là dell’aspetto etico, la speculazione se portata all’eccesso può avere conseguenze nefaste (come si è visto in occasione della crisi dei mutui sub-prime americani, di cui paghiamo le conseguenze ancor oggi).

SF

Per approfondimenti e chiarimenti contattatemi pure ai seguenti recapiti:

* Sciamanna Fabrizio

consulente finanziario

Dottore in Economia, Mercati e Istituzioni

Iscritto al’Albo dei Consulenti Finanziari con Delibera CONSOB n.12429

Iscritto presso l’Istituto di Vigilanza per le Assicurazioni presso la Banca d’Italia n. E000149470

Tel. 349 5569365

sciamanna.consulenza@gmail.com




Chi considera la Delusione sinonino di Ostilità è affetto da Analfabetismo Psicologico

ABC DELLA PSICHE E DELLA RELAZIONE

 

Antonella Baiocchi, Psicoterapeuta e Criminologa, risponde alle vostre domande

l’Analisi di Antonella Baiocchi *

Domanda: Dottoressa ho trovato su Facebook un link di Oriana Fallaci che cosa ne pensa?
Mara, Porto d’Ascoli

Risposta:
Gentile signora, questo aforisma dimostra che l’analfabetismo psicologico  si trova a tutti i livelli: essere delusi nelle proprie aspettative fa parte della vita, è infatti  una regola naturale ed inevitabile del vivere da esseri umani: naturale  tanto quanto le lacrime quando ci commuoviamo, Oil doversi recare in bagno più volte al giorno per liberare il corpo dalle scorie. Ogni relazione di qualsiasi intensità e qualità essa sia CI ESPONE ALLA DELUSIONE CENTINAIA DI VOLTE AL GIORNO semplicemente perché “ogni persona è diversa da noi al 99%” e questo comporta  che nel 99% del tempo che passerà con noi”parlerà e si comporterà e trascorreremo insieme ella “parlerà si comporterà e penserà” in modo DIVERSO dal nostro…  È altra  regola naturale ( purtroppo ignorata anche questa dalla massa sempre a causa dell’ analfabetismo)  che di fronte alla DIVERSITÀ dal proprio modello, il PRIMO SENTIMENTO CHE SI PROVA È LA DELUSIONE . Solo dopo la delusione (e solo se si possiede una  mentalità capace di dare valore al diverso e di promuovere reciproco rispetto), può avvenire il MIRACOLO di INTEGRARE le diversità e trovare L’ARMONIA. Purtroppo l’analfabetismo ci porta a scandalizzarci di fronte a chi ci DELUDE.. e a considerare la delusione sinonimo di ostilità e fallimento … E questo porta a tagli e conflitti nella relazione.
Oriana Fallaci grandissima donna, in questo aforisma (che spero le sia stato attribuito indebitamente) dimostra di essere vittima essa stessa di analfabetismo psicologico.

 

 

Antonella Baiocchi

ABC DELLA PSICHE E DELLA RELAZIONE

*
Il mascalzone.it
 ha deciso di sostenere la dott.ssa Antonella Baiocchi, nel raggiungimento del suo obiettivo ( ormai noto a tutti), di “Alfabetizzare le persone in merito al funzionamento della psiche” attraverso una apposita Rubrica da lei curata nella quale è possibile rivolgerle le domande in merito al funzionamento della Psiche e alla Relazione. La Rubrica, che avrà al massimo cadenza quindicinale, si chiama ABC DELLA PSICHE E DELLA RELAZIONE e gli utenti, tramite l’indirizzo antonellabaiocchisbt@libero.it  , potranno rivolgerle le domande più disparate, compresi dubbi e perplessità in merito alla psiche (ansia, depressione, panico, disturbi compulsivi, etc.) e alla relazione: (l’amore, la relazione genitori – figli, la relazione con il partner, etc.). Vi invitiamo ad approfittare di questa preziosa occasione psico-educativa. 
Antonella Baiocchi, Psicoterapeuta e Criminologa, risponde alle vostre domande

FB: https://www.facebook.com/antonellabaiocchipsicoterapeutabis 

 

 




L’investimento migliore sul mercato? L’educazione finanziaria

2018-10-29 –Vi scrivo perché a seguito della vendita di un immobile mi trovo con una somma liquida sul conto. Secondo lei quale investimento sarebbe più redditizio, considerando che non voglio rischiare?”

L’Esperto Risponde Sciamanna Fabrizio*

Pensate a questa scena: un paziente entra nello studio del proprio dottore di base chiedendo “Dottore, qual è secondo lei la miglior medicina che posso assumere?” oppure “Quale trattamento mi consiglia quest’anno?” o ancora “ Quale pasticca posso assumere per esser sicuro che non accada nulla alla mia salute nemmeno per il morso di una vipera o per un incidente stradale?”

Converrete con me si tratta di domande senza alcun senso. Chiedere (o dare) una prescrizione medica senza prima una diagnosi approfondita può essere letale: anche quando si parla di risparmi!

Quasi quotidianamente mi viene chiesto “ Qual è l’investimento migliore oggi?”, “ Dove mi consiglia di mettere i soldi quest’anno?”, “ Qual è l’investimento dove non si perde nulla anche in caso di apocalisse?”.

Queste domande evidenziano un problema di educazione finanziaria. La colpa non è solo di chi pone queste domande: l’industria finanziaria (il cui obiettivo è prendere i soldi dei clienti ed impiegarli dove è meglio per la banca, indipendentemente dagli obiettivi personali e famigliari del cliente) conosce molto bene questo deficit informativo e lo sfrutta a proprio vantaggio. Nemmeno la scuola è di aiuto, visto che di economia e finanza se ne inizia a parlare in aula solo ora.

Così si potrebbe cadere in balia di impiegati bancari e assicurativi senza scrupoli, in pieno conflitto di interesse che finirebbero per rifilare il prodotto migliore per la banca al giovane neolavoratore così come all’anziana pensionata.

Per rispondere alle vostre domande in maniera secca: vuoi guadagnare di più e rischiare di meno? Aumenta la tua cultura finanziaria!

Un recente studio a firma Milo Bianchi, professore di economia dell’Università di Tolosa, pubblicato sul Journal of Finance, ha dimostrato che, senza una conoscenza di base sui prodotti finanziari e sul funzionamento dei mercati, è più facile che gli individui assumano decisioni errate in materia di investimenti. Errori che possono avere gravi conseguenze sui propri risparmi.

Gli errori più comuni sono una non corretta propensione al rischio (ipercauti) e l’effetto gregge (spostare i propri risparmi seguendo il trend).

Chi possiede una migliore educazione finanziaria ottiene invece rendimenti più elevati dai suoi investimenti: rispetto ad un rendimento medio del 4,2%, addirittura lo 0,5% all’anno in più. Potrebbe sembrare una sciocchezza ma con la formula dell’interesse composto un capitale di 100.000 euro dopo 10 anni guadagnerebbe oltre 7000 euro in più e dopo 20 anni circa 23000 euro in più!

CAPITALE INVESTITO 100.000€

INTERESSE COMPOSTO DOPO 10 ANNI

INTERESSE COMPOSTO DOPO 20 ANNI

INTERESSE ANNUO 4,2%

50.895,81

127.695,46

INTERESSE ANNUO 4,7%

58.294,86

150.572,63

Altri comportamenti virtuosi:

i risparmiatori più “educati” agiscono in modo “contrarian” (acquistando nei momenti di maggior turbolenza dei mercati a prezzi più bassi); evitano di sottoscrivere prodotti complessi e costosi che possano danneggiare la performance; partono dai propri obiettivi di vita personali e famigliari.

Citando Socrate: “Esiste un solo bene, la conoscenza e un solo male, l’ignoranza”. Ancor di più quando si tratta di investire i propri risparmi!

Per questo, ogni giorno presso il mio studio e in occasione degli eventi sul territorio che periodicamente organizzo, mi pongo l’obiettivo di promuovere ed accrescere la cultura finanziaria di tutti i miei clienti e del pubblico che mi segue.  

*Sciamanna Fabrizio

consulente finanziario

Dottore in Economia, Mercati e Istituzioni

Iscritto al’Albo dei Consulenti Finanziari con Delibera CONSOB n.12429

Iscritto presso l’Istituto di Vigilanza per le Assicurazioni presso la Banca d’Italia n. E000149470

Tel. 349 5569365

sciamanna.consulenza@gmail.com 




Presunto abuso di Asia Argento su un minorenne: chi è la vittima?

ABC DELLA PSICHE E DELLA RELAZIONE

 

 

Antonella Baiocchi, Psicoterapeuta e Criminologa, risponde alle vostre domande

l’Analisi di Antonella Baiocchi *

2018-09-02 – La Psicoteraputa Antonella Baiocchi, autrice dell’innovativa interpretazione della violenza, riassunta nel saggio “Alle Radici della Relazione Malata” (Youcanprint, 2017), che vanta una corposa prefazione di Cinzia Tani, commenta la vicenda del presunto abuso sessuale agito da Asia Argento su un minorenne.

Il suo commento è stato pubblicato anche da The Post Internazionale, abbreviato TPI, il famoso giornale online specializzato nell’attualità internazionale, che vanta la collaborazione anche di famosi corrispondenti da tutto il mondo.

Ha destato scalpore la vicenda di Asia Argento, accusata di aver abusato di un minorenne, Jimmy Bennett, al quale avrebbe versato 380.000 dollari per comprarne il silenzio e risarcirne il trauma subito.

Non poteva essere da meno: da sempre, infatti, quando ad agire violenza è una donna l’opinione pubblica tende a rimanere incredula e minimizza (fondamentalmente, perché, divenire consapevoli che la Violenza non è più segregabile nelle rassicuranti perché facilmente individuabili sembianze del Lupo Cattivo destabilizza il bisogno di sicurezza dell’Essere Umano). Figuriamoci in una storia come quella della Argento, in cui la donna “è al di sopra di ogni sospetto” perché, famosa attivista di un movimento a difesa delle donne vittime di violenza (#Me Too)!

La vicenda, più di altre, stravolge radicate credenze popolari, veri e propri pregiudizi, cui la cultura vigente è solita relegare l’origine della violenza: il raptus, la malattia mentale, la delinquenza, i ceti sociali degradati e, soprattutto, il Genere, popolarmente sintetizzato, nel dualismo “Uomo Carnefice, Donna Vittima” (in cui il maschio è interpretato come “portatore innato” di violenza, sentimenti rudi e bisogno incondizionato di sesso e la femmina “portatrice innata” di umiltà, dolcezza, gentilezza d’animo, senso materno).

La vicenda di Asia Argento li stravolge praticamente tutti perché racconta:

  1. che ad agire violenza è una a donna e non un maschio!

  2. che la donna ha tradito il senso materno, agendo violenza su un minorenne

  3. che la donna ha pagato il silenzio dell’abusato come un qualsiasi uomo potente e prepotente

  4. e (colmo dei colmi) racconta di un maschio di 17 anni che si dichiara traumatizzato dalle attenzioni sessuali di una donna!

In linea con questo modo di pensare, in molti, sui social hanno deriso il giovane uomo e preso “a priori” le difese della donna: anche personaggi illustri, tra cui Marco Travaglio (Direttore del Fatto Quotidiano) e Alessandro Orsini (Direttore dell’Osservatorio sulla Sicurezza Internazionale) nelle cui loro esternazioni ( sempre intelligenti e puntuali) si intravedono però i pregiudizi appena descritti nonché la doppia morale che ancor oggi si utilizza nei confronti dei comportamenti del maschio e della femmina.

Al di là della veridicità dei fatti (alla magistratura il compito di appurarla) la vicenda di Asia Argento, ha inequivocabilmente portato alla luce, le falle della Cultura vigente rispetto a ciò che accade nella realtà: la vita quotidiana racconta, infatti, di violenze ed atti estremi (fino ad arrivare ad omicidi, omicidi- suicidi e sfregiamenti) compiuti prevalentemente da “persone al di sopra di ogni sospetto”, appartenenti ad ogni razza e ceto sociale e soprattutto, compiuti anche da donne che, proprio come gli uomini, agiscono violenza verso altre donne, bambini, anziani e verso gli stessi uomini, colti in posizione di fragilità.

Ogni dubbio si dissipa se si esaminano le poche ricerche sulla Violenza subita dagli uomini per mano delle donne. Per tutte cito uno dei rari studi italiani, “L’indagine Conoscitiva della Violenza verso il Maschile1, uno studio del 2012 che ha messo in luce inimmaginabili ed inquietanti aspetti in merito alla violenza femminile la quale risulterebbe “assente” più che altro perché non indagata.

In accordo con le ricerche internazionali, questa indagine ha smentito la tesi della violenza unidirezionale Uomo>Donna e le sovrastrutture culturali che ne derivano, mettendo in luce che anche le femmine agiscono atti persecutori e violenza fisica, sessuale e psicologica e con modalità che non differiscono troppo rispetto all’altro sesso: molto più frequentemente di quanto si creda, infatti, la donna usa armi improprie, percosse a mani nude, calci e pugni che i preconcetti classificano come modalità esclusive del genere maschile. Lo studio ha anche messo in luce che le modalità aggressive non trovano limiti nella prestanza fisica o nello sviluppo muscolare: un soggetto di genere maschile può essere oggetto di violenza da parte di una donna, apparentemente più “fragile” rispetto alla propria vittima.

E’ evidente che l’attuale interpretazione della Violenza nella Relazione Affettiva, contiene parti fallaci non più tollerabili, che sabotano l’efficacia delle iniziative di fronteggiamento del problema.

La prima falla riguarda il binomio “Donna Vittima e Uomo Carnefice”: Violenza e Prevaricazione non sono un problema legato al Genere, ma un problema legato alla Cultura della persona “in genere”, cioè sia del maschio che della femmina, entrambi affetti, ancora oggi, nel 2018, da Analfabetismo Psicologico”. Essere affetti da Analfabetismo Psicologico equivale ad utilizzare per orientarsi nelle scelte della Vita, Mappe affette da Virus che, necessariamente, indurranno “fuori strada”.

Alcuni esempi di “virus”: confondere l’Amore col Possesso; l’intolleranza ai fallimenti; l’ignorare che ogni Essere Umano è portatore di Opinione e credere che esista la Verità Assoluta (un “modello” più giusto di un alto), che è il virus principe alla base dei Pregiudizi e della Discriminazione (verso Chiunque Diverga dal Modello considerato “Vero e Giusto”) e dell’incapacità di dare valore al Diverso, etc..

L’Analfabetismo Psicologico è sempre collegato all’Analfabetismo Relazionale perchè “Relazione”, più che un “incontro di Corpi”, è un “incontro tra Psiche”: un “incontro” che l’incompetenza psicologica (i “virus” appena accennati e molti altri), tramuta inevitabilmente in “scontro” in cui si assiste al fallimento della conciliazione tra le diversità.

Tra le più gravose conseguenze dell’Analfabetismo Psicologico, infatti, c’è la Gestione Dicotomica delle Divergenze, una Mappa Mentale Virulenta che induce a difendere i propri obiettivi con modalità che causano “ferite” all’interlocutore” (ferite al Fisico o/e alla Psiche, o Mondo Interiore), impedendo quindi la gestione armoniosa delle divergenze ed imponendo la supremazia di un polo rispetto all’altro: necessariamente il Polo che si trova in una posizione di Forza (economica, fisica, di ruolo, psicologica) tenderà a prevaricare il Polo che si trova in situazione di Debolezza: “A causa della Gestione Dicotomica delle Divergenze, chiunque, trovandosi nella posizione di poterlo fare (cioè nel ruolo del più Forte), tende a prevaricare e agire violenza nei confronti dell’interlocutore Debole: notoriamente gli Uomini, certo, ma anche le Donne, ogni qual volta vengono a trovarsi in una qualche posizione di dominanza nei confronti di altre donne, di uomini, di bambini, anziani, animali” (A. Baiocchi, “Alle Radici della Relazione Malata”, Ed. Youcanprint,2017, pag. 63).

Osservando il problema da questa angolazione, ed in linea con l’indagine citata, diventa palese che ogni essere vivente, indipendentemente dal genere, dalla razza, dall’età, rischia di essere prevaricato e di subire violenza, se viene a trovarsi in una posizione di “debolezza” ma anche di prevaricare e agire violenza se viene a trovarsi in una posizione di “forza”: sia il maschio che la femmina, quindi, ognuno con modalità a loro peculiari (statisticamente la Violenza Fisica, più riconoscibile e identificabili, è appannaggio del maschio, mentre la donna tende ad utilizzare modalità più sotterranee e meno eclatanti).

A questo ultimo proposito, sempre a causa dell’Analfabetismo Psicologico, c’è da dire che la gran parte di persone stenta a riconoscere le manifestazioni di “Violenza” meno eclatanti e visibili e anche questo può aver contribuito ad alimentare equivoci e a portare fuori strada chi studia ed osserva il fenomeno della Violenza nella Relazione.

Quindi, al di là delle rilevanze statistiche che vedono la donna nel ruolo di vittima, per comprendere e contrastare efficacemente il problema, si dovrebbe superare il dualismo, Maschio/Carnefice–Femmina/Vittima e concentrarsi sul dualismo Forte/Carnefice–Debole /Vittima.

Da questa angolazione termini come “Femminicidio” e altri equipollenti, non hanno più motivo di esistere: non solo perché delineano un solo tipo di vittima (per par condicio bisognerebbe coniare un termine per identificare tutti gli altri tipi di vittime: infanticidio, patricidio, matricidio, uxoricidio, ma anche disabilicidio, animalicidio, anzianicidio, etc.), ma anche perché generano confusione ed alimentano equivoci.

Dato, che nella sostanza, la tipologia della Vittima è una ( il Polo Debole della situazione), sarebbe più indicato adottare un unico neologismo, il termine Debolicidio, (“prevaricazione/taglio/uccisione dell’Essere vivente in situazione di Debolezza”).

Con la Teoria del Debolicidio, l’interpretazione delle statistiche in merito agli Omicidi Volontari e alle vittime di violenza, potrebbe subire uno stravolgimento, perché potremmo accorgerci che nei primi posti della classica delle Vittime non dovremmo mettere le Donne, ma altri Esseri Viventi: L’Ambiente (Animali e le Piante) che subiscono prevaricazione/violenza/morte sia da Uomini che da Donne; poi il genere Maschio che subisce prevaricazione/violenza/morte prevalentemente da altri Maschi (Rapporto Eures 2014); poi, probabilmente, arriva il turno delle Donne, che notoriamente, subiscono prevaricazione/violenza/morte prevalentemente dagli Uomini e a seguire tutte le altre Vittime: i diversamente abili, i bambini, gli anziani, etc., etc., (i quali subiscono prevaricazione/violenza/morte sia dagli Uomini che dalle Donne).

Al di là delle rilevanze statistiche, quindi bisogna prendere atto che LA VIOLENZA NON HA SESSO: si dovrebbe superare la contrapposizione maschio-femmina, e l’uomo e la donna si dovrebbero alleare per combattere il vero Killer di cui sono entrambi vittima: l’Analfabetismo Psicologico, che genera la “Gestione Dicotomica delle Divergenze”.

Solo superando le Falle della Cultura vigente si può combattere la violenza nella relazione e Tutelare di chiunque ne sia vittima: l’Essere Umano in Genere, donna, certo, ma anche l’uomo, nei confronti del quale oggigiorno non è prevista alcuna forma di tutela.

Antonella Baiocchi

Psicoterapeuta, Specialista in Criminologia, autrice del saggio “Alle Radici della Relazione Malata: per combattere la cultura della prevaricazione e della violenza” (Youcanprint, 2017)

 

 




Partner predatori e psicoterapia

ABC DELLA PSICHE E DELLA RELAZIONE

 

Antonella Baiocchi, Psicoterapeuta e Criminologa, risponde alle vostre domande

 

 

2018-08-18 – Stare con qualcuno  elemosinando il suo consenso (compiacendolo) significa  “essere soli”. Vale la pena stare con chi   ci fa crescere o almeno  “ci lascia così come ci trova” … Stare con chi  non sa dare valore alle nostre sensibilità ( o addirittura ci usa e ci preda) vale la pena solo se da questo rapporto si ricavano altri vantaggi per noi indispensabili  (ad esempio “economici”, di lavoro) … ma se dal rapporto si soddisfa  solo il desiderio infantile di “essere riconosciuti ed amati da un egoista, incontestabile” ( questo capita solitamente a chi ha avuto come genitore dominante ( termine che si capisce in psicoterapia) un genitore INCONTESTABILE, IPER CRITICO: i figli di questi genitori tenderanno  ad essere attratti da partner egocentrici e incontentabili.  Non sono pochi i partner che  hanno la capacità di  rispettarci, ma semplicemente non la utilizzano perché VIZIATI dal nostro atteggiamento di sottomissione: per far emergere  questa potenzialità è necessario cambiare il nostro  servilismo con DECISA AUTOREVOLEZZA: Questa è una delle abilità che Si acquisisce attraverso una buona psicoterapia. Solo iniziando a smettere di aver terrore mi deludere il partner si potrà capire  se abbiamo vicino un PREDATORE ( in questo caso se ne andrà perché non siamo più  “partner comodi”) oppure un BIMBO VIZIATO che aspettava solo di essere educato (in questo caso finalmente l’ uomo capace di amare potrà emergere).
Bisogna IMPARARE A  RISCHIARE che si verifichi una di queste due eventualità, ricordando che,se mostrando la nostra vera natura si viene abbandonati, voleva dire che eravamo già soli  e che in realtà  NON SI È PERSO  NULLA DI PIÙ DI UN GRAN PREDATORE che stava con noi per pasteggiare delle nostre risorse.
Ma, dall altro canto, avremo  finalmente  CONQUISTATO NOI STESSI: QUALCUNO CHE NON CI ABBANDONERÀ MAI PIÙ e ci difenderà sempre da chi ci manca di rispetto.
Quando si iniziano a mettere in atto nuovi comportamenti con il proprio partner, i primi tempi non saranno facili perché cercherà in tutti i modi di ripristinare la situazione “comoda”, attraverso minacce varie… Bisognerà armarsi di coraggio per non barattare più il suo ritorno con “l’ uccisione di noi stessi”. NON VALE LA PENA DI STARE CON CHI  NON CI PERMETTE DI ESISTERE!
L’abilità di FARSI RISPETTARE ed ESISTERE NELLA RELAZIONE (smettendo di essere Fantasmi) , si conquista attraverso la PSICOTERAPIA.
La psicoterapia è uno dei più grandi investimenti della vita!

 

 

ABC DELLA PSICHE E DELLA RELAZIONE

dr.ssa Antonella Baiocchi

Antonella Baiocchi, Psicoterapeuta e Criminologa, risponde alle vostre domande

Il mascalzone.it ha deciso di sostenere la dott.ssa Antonella Baiocchi, nel raggiungimento del suo obiettivo ( ormai noto a tutti), di “Alfabetizzare le persone in merito al funzionamento della psiche” attraverso una apposita Rubrica da lei curata nella quale è possibile rivolgerle le domande in merito al funzionamento della Psiche e alla Relazione. La Rubrica, che avrà al massimo cadenza quindicinale, si chiama ABC DELLA PSICHE E DELLA RELAZIONE e gli utenti, tramite l’indirizzo antonellabaiocchisbt@libero.it  , potranno rivolgerle le domande più disparate, compresi dubbi e perplessità in merito alla psiche (ansia, depressione, panico, disturbi compulsivi, etc.) e alla relazione: (l’amore, la relazione genitori – figli, la relazione con il partner, etc.). Vi invitiamo ad approfittare di questa preziosa occasione psico-educativa.

FB: https://www.facebook.com/antonellabaiocchipsicoterapeutabis 

 

 

 

 

 




Figli che covano risentimento verso i Genitori

Dimostriamoci l’amore finché siamo in tempo!

Domanda: Dottoressa buongiorno, sono Emilia e vivo ad Ascoli Piceno.

Ho pensato di scriverle, affinché mi potesse aiutare a capire come può accadere che mio fratello, pur abitando a 2 km di distanza dai nostri genitori, da anni non vada mai a trovarli: lui, la moglie e la figlia si limitano a fare sporadiche telefonate e venirli a visitare una volta l’anno, generalmente a Natale o a Pasqua.

Praticamente sono anni che questa storia va avanti: come in ogni famiglia anche nella nostra c’è stato qualche diverbio, che ormai s’è perso nella notte dei tempi e trovo veramente inconcepibile che un figlio si perda la vecchiaia dei propri genitori (di 94 e 90 anni!) per risentimenti antichi e (mi creda), assolutamente futili, in quanto mamma e papà, pur con le loro imperfezioni, hanno dedicato l’intera vita a noi figli.

Riflettendo, proprio in questi giorni su questa situazione, mi sono ricordata che anni fa in occasione del diverbio, mia cognata (a cui mio fratello credo sia palesemente sottomesso) disse una frase: “Vi puniremo non facendovi più godere della presenza di vostra nipote” e da allora, infatti, sono spariti: la nipote oggi ha 22 anni e da anni non viene mai a far visita ai nonni!

Ho riflettuto che probabilmente, nella loro testa, da decenni mio fratello e la moglie, stanno attuando una Lenta Vendetta, per i torti che credono di aver subito!

Mi crede se le dico che non sappiamo quali siano questi torti, in quanto mio fratello e la moglie non hanno mai ricercato una spiegazione, rifiutando i miei innumerevoli tentativi di incontrarci per chiarirci?

Loro credono che il non andare a visitarli e il tenere lontano dai nonni anche l’adorata nipote, sia un modo per punirli! Ma io che ci vivo a tu per tu, so bene che i miei genitori non ne hanno mai sofferto, perché la loro mentalità “alta” li ha sempre portati ad accontentarsi del poco che hanno avuto (la visita a Natale e qualche telefonata per il compleanno o durante qualche malattia) sempre giustificando la loro assenza come dovuta a “motivi superiori”!

Ma si rende conto della Beffa? Questa vendetta lenta in realtà sta facendo del male solo a mio fratello (e me ne dispiace che non riesca a capirlo): è lui che si sta perdendo la vita del padre e della madre per poi necessariamente rimpiangerli e “mangiarsi i gomiti”, un giorno, quando veramente non ci sarà più tempo per abbracciarsi e dirsi “Ti Voglio Bene”.

Mi aiuti a capire per favore.

Grazie.

Emilia


Cara Emilia, la sua è una delle tante situazioni conflittuali che deturpano le relazioni.

Il vero Killer è sempre l’Analfabetismo Psicologico (funzionare con Mappe Affette da Virus): suo fratello e la moglie, guidati da una Mentalità Virulenta di cui sono inconsapevoli, credono di essere nella Ragione, nella Verità Assoluta e di fare la cosa Giusta. si vivono “come parte lesa” e i “paraocchi” dell’Analfabetismo, non gli permette di allagare le vedute.

In sintesi ti elenco alcune gravose conseguenze dell’Analfabetismo Psicologico, che si intuiscono dietro a questa vicenda: l’Analfabetismo

  • porta ad ignorare che UN’ALTISSIMA DOSE DI DELUSIONE FA SEMPRE PARTE DELLA RELAZIONE e che non esiste la relazione top, dove l’interlocutore è quasi completamente conforme al nostro modello…

  • induce ad ESALTARE LE PARTI DELUDENTI della persona e a PERDERE DI VISTA TUTTE LE PARTI BELLE

  • induce quindi a COVARE UN ENORME RISENTIMENTO verso chi ci delude

  • induce a mettersi nell’attesa snervante e sempre deludente (perché le persone non sono “sensitive” ed hanno bisogno che gli si spieghi le cose in modo chiaro) che l’interlocutore capisca “da solo” (interpretando al massimo qualche vaco indizio) “Dove ci ha deluso e Come dovrebbe cambiare”

  • induce a covare VENDETTA per il torto subito e “non riparato”

  • e induce a “buttare dalla finestra “l’acqua sporca col neonato dentro”, cioè a rovinare e tagliare le relazioni.


Dietro ai comportamenti di suo fratello e di sua cognata probabilmente c’è molto di tutto questo… e sua nipote è vittima di questa mentalità tossica che ha respirato nell’ambiente in cui è crescita (confido che prima o poi si ribelli, prenda autonomia e deluda i dogmi che ha respirato in famiglia).

Le persone la gran parte delle volte non sono cattive né stolte, ma, semplicemente funzionano con MAPPE MENTALI AFFETTE DA VIRUS.

Una brutta Bestia l’Analfabetismo Psicologico, perché causa inevitabilmente Analfabetismo Relazionale, in quanto i virus impediscono l’Amore, impediscono di vedere e godere del buono che sempre c’è intorno a noi e (come in questo caso) impediscono di godere dell’amore dei propri genitori finché essi sono in vita, per poi rimpiangerli alla loro morte.

Dal mio punto di vista, pazientemente e instancabilmente, continuo imperterrita l’opera di Bonifica negli ambiti in cui riesco ad arrivare… Chi la dura la Vince! 

Antonella Baiocchi,  Psicoterapeuta, Specialista in Criminologia

 

ABC DELLA PSICHE E DELLA RELAZIONE

dr.ssa Antonella Baiocchi

Antonella Baiocchi, Psicoterapeuta e Criminologa, risponde alle vostre domande

Il mascalzone.it ha deciso di sostenere la dott.ssa Antonella Baiocchi, nel raggiungimento del suo obiettivo ( ormai noto a tutti), di “Alfabetizzare le persone in merito al funzionamento della psiche” attraverso una apposita Rubrica da lei curata nella quale è possibile rivolgerle le domande in merito al funzionamento della Psiche e alla Relazione. La Rubrica, che avrà al massimo cadenza quindicinale, si chiama ABC DELLA PSICHE E DELLA RELAZIONE e gli utenti, tramite l’indirizzo antonellabaiocchisbt@libero.it  , potranno rivolgerle le domande più disparate, compresi dubbi e perplessità in merito alla psiche (ansia, depressione, panico, disturbi compulsivi, etc.) e alla relazione: (l’amore, la relazione genitori – figli, la relazione con il partner, etc.). Vi invitiamo ad approfittare di questa preziosa occasione psico-educativa.

FB: https://www.facebook.com/antonellabaiocchipsicoterapeutabis