L’Ospedale è un Albergo

San Benedetto del Tronto, 2017-02-02 – Mattinata di formazione quella che si è svolta lo scorso lunedi 30 gennaio per i 90 alunni dell’IPSSEOA Buscemi che hanno aderito al progetto “L’Ospedale è un Albergo” insieme ai tutor dott. Claudio Sorgi per il Madonna del Soccorso e la prof.ssa Giancarla Perotti per il Buscemi. I relatori della formazione sono stati la Dott.ssa Stefania Ceccarani e la Dott.ssa Giacomina Roberta Ursini.

Il progetto “L’Ospedale è un Albergo” è nato dalla collaborazione tra l’Area Vasta 5 e l’IPSSOAE Istituto Professionale Alberghiero Buscemi di San Benedetto del Tronto, con lo scopo di contribuire al miglioramento della qualità alberghiera in Ospedale ed offrire agli studenti una prima interessante esperienza di addestramento nel mondo del lavoro. Gli studenti coinvolti effettuano un servizio di accoglienza e ricevimento nelle Unità Operative oltre che all’ingresso presso l’Ufficio Informazioni. I ragazzi e le ragazze dell’Istituto, formati a livello preliminare, hanno il compito di accogliere i pazienti con la cortesia della reception di un albergo di lusso per permettere di trascorrere nella maggiore serenità possibile un percorso che nasce per migliorare il loro stato di salute e necessita di grande attenzione per assicurare sia la prestazione sanitaria propriamente detta ma anche servizi accessori e di facilitazione quali l’accoglienza dell’utente, la predisposizione di un ambiente confortevole e la serena relazione con gli operatori.

Ospedale - Albergo

Ospedale – Albergo

Il progetto

L’Istituto professionale deve necessariamente avvicinarsi al mondo del lavoro e alle realtà sociali che lo circondano per dare delle risposte più efficaci nei vari settori e per cercare di migliorare i servizi che vengono offerti, preparando l’alunno alle realtà lavorative che ci circondano. Questo progetto vuole far diventare l’istituzione scolastica un attore attivo sul territorio, in questo contesto, un attore protagonista nell’organizzazione dell’azienda ospedaliera, portando le proprie esperienze alberghiere nel ricovero dei malati per cercare di rendere quel momento meno traumatizzante possibile, visto l’impatto che il paziente potrebbe avere all’arrivo in tali strutture.

Alla luce di quanto rilevato in merito ai bisogni e alle necessità da soddisfare appare utile e necessario perseguire i seguenti fini ed obiettivi:

  • Coadiuvare l’ASUR Area Vasta 5 a migliorare il servizio di accoglienza e degenza dei pazienti.

  • Abituare gli addetti ASUR e gli studenti a rilevare il gradimento dei servizi offerti e a studiare delle strategie per migliorare gli stessi.

  • Collaborazione con la Facoltà dell’Università Politecnica di Ancona

  • Ricercare e sviluppare offerte innovative psico-sociologiche all’avanguardia.

  • Fare in modo che le due istituzioni fondano le proprie capacità organizzative attraverso gli operatori coinvolti.

  • Informare e formare per una corretta alimentazione

  • Studiare menù per prevenire il diabete

  • Dal momento che si tratta di un attività relazionale con il pubblico, verranno impiegate, a livello di risorse umane, docenti di ricevimento, alunni delle classi seconde e terze, personale di segreteria per la parte amministrativa del progetto. Inoltre avremo tra le risorse umane docenti Universitari. Per quanto riguarda le risorse finanziarie verranno utilizzati i fondi del FIS o ore a recupero per il personale impegnato.

  • Gli strumenti da utilizzare sono tutti quelli in dotazione della scuola.

ndr: Bella iniziativa… lodevole… con la speranza che non diventi davvero un albergo!




Usb marche: “Fermare lo smantellamento dell ospedale di San Benedetto del Tronto”

Riceviamo in redazione una nota stampa dell’Usb Marche e pubblichiamo integralmente

San Benedetto del Tronto, 2017-01-28Attenzione maggiore sud Marche da Regione e Asur – No privatizzazione sanità – Ad Ascoli assemblea1 febbraio

“E’ urgente fermare lo smantellamento progressivo in atto dell’ospedale Madonna del Soccorso di San Benedetto. Il presidio locale e tutta i servizi sanitari del sud delle Marche devono tornare ad avere l’attenzione che meritano, da parte della Regione , delle istituzioni e degli enti preposti.” Lo afferma il segretario Usb Marche, Andrea Quaglietti. “L’Usb ha sempre difeso i lavoratori del settore sanità – dice Quaglietti – e sta sempre piu organizzandosi per cercare di rispondere a questo processo costante di impoverimento delle strutture e dei servizi sanitari pubblici, che viene attuato ormai da anni a solo beneficio delle case di cura private e con svantaggi crescenti e disagi per gli utenti e i cittadini. La situazione poi dell’ospedale di San Benedetto – aggiunge il segretario Usb – sta diventando insostenibile per molti pazienti e residenti : l’abbandono della Tac, il disatteso annuncio di nuovi 60 posti letto, l impoverimento del reparto di chirurgia, la smobilitazione di gastroenterologia, oculistica, otorino ed altri, la possibile chiusura del punto nascite rendono il quadro del nosocomio cittadino sempre più preoccupante, per il presente e per il futuro. E fondamentale reagire a questo stato di cose e ai programmi in atto.” Secondo Quaglietti, “la Regione Marche con l’Asur dovrebbero invertire la rotta e rilanciare l’apparato pubblico sanitario locale, invece di far crescere quello privato con costi che incidono sul bilancio regionale in maniera sempre più forte, superiore alla media nazionale”. L’Usb si preparare a lanciare una nuova battaglia a difesa del comparto, e terrà mercoledi 1 febbraio ad Ascoli una assemblea sul tema con delegati e simpatizzanti, aperta a tutti. Info 3494103507
Usb Marche




Ospedale Unico? Dubbi e disappunti di CittadinanzAttiva

San Benedetto del Tronto  – CittadinanzAttiva Assemblea Territoriale di San Benedetto del Tronto si rivolge alla Giunta Regionale e al Governatore per esprimere dubbi e disappunto in merito alla distorta integrazione in Asur5 a scapito dei cittadini di San Benedetto visto che la sanità pubblica è un diritto fondamentale previsto dalla Costituzione. Abbiamo letto l’ennesima annunciazione, da parte del Governatore, sulla costruzione di un ospedale unico nel Piceno durante un percorso di espoliazione di servizi al Madonna del Soccorso. Detto ciò temiamo fortemente che le previsioni sostenute dal Governatore e sicuramente dalla Giunta Regionale non siano supportate da indizi seri, in particolare da atti amministrativi dotati da sostenibilità finanziaria.

Viste le pluriennali annunciazioni sull’ospedale unico i cittadini vorrebbero capire dove e come verrebbero reperiti i soldi: per il terreno, per la edificazione, per le tecnologie e per il personale, visto che il governatore ha affermato che i due ospedali rimarranno. I posti letto aumenteranno, tenuto conto della percentuale per abitanti prevista dalla normativa? Oppure avremo alte specializzazioni che modificheranno l’erogazione assistenziale quindi la tipologia dei posti letto? Se i due ospedali rimarranno dove verranno presi i finanziamenti visto che in alcune conferenze dei sindaci si è parlato di vendere i due ospedali? Dove sta la verità??? Se rimarranno i due ospedali come si reggeranno finanziariamente??? Noi sappiamo che oggi l’ospedale di San Benedetto viene espoliato di servizi mentre si parla di un futuro ospedale unico di cui vorremmo lumi certi almeno da parte dei consiglieri eletti nel piceno.

CittadinanzAttiva – Assemblea Territoriale di San Benedetto del Tronto




Percorso “Ictus” e dintorni: la “Stroke Unit” di San Benedetto eccellenza dell’Asur Av5

 

 

San Benedetto del Tronto, 2016-11-24 – Conferenza stampa oggi, indetta dalla Direzione di Area Vasta, presso l’Aula Magna dello Stabilimento Ospedaliero C. e G. Mazzoni di Ascoli Piceno, per la presentazione della campagna di informazione sul percorsoIctus“.

L’ictus è una sindrome clinica caratterizzata dall’improvviso e rapido sviluppo di sintomi e segni riferibili a deficit focale e/o globale (coma) delle funzioni cerebrali di durata superiore alle 24 ore o ad esito infausto, non attribuibile ad altra causa apparente se non quella vascolare. L’ictus può essere di due tipi:
– ischemico (80-85%): il vaso si può occludere (per es. per aterosclerosi, trombi, coaguli);
– emorragico, compresa emorragia subaracnoidea (15-20%): il vaso può andare incontro a rottura (soprattutto per ipertensione, aneurismi).
L’ictus cerebrale rappresenta la seconda causa di morte nei Paesi occidentali e una delle prime cause di disabilità nell’adulto. Ogni anno in Italia sono attesi 157.000 nuovi casi di ictus, 196.000 se si considerano anche le recidive. L’incidenza media annuale in Italia, corretta per età, è di 220 casi/100.000 persone /anno. L’ictus è, quindi, un’urgenza medica che richiede una diagnosi tempestiva ed un ricovero immediato in ambiente specialistico per ridurre mortalità e disabilità.
Negli ultimi anni, a livello internazionale ed italiano, è cresciuta l’attenzione intorno al
“problema ictus” in quanto è stato dimostrato che una migliore organizzazione
dell’assistenza può ridurre (fino al 20%) la quantità dei pazienti che muoiono o
rimangono disabili. Tale organizzazione trova la sua completa realizzazione in un’unità
di terapia semi-intensiva neurologica che è la Stroke Unit dove un team di neurologi
esperti si dedica al trattamento di pazienti con ictus acuto dall’esordio dell’evento
(diagnosi e cura) e coordina un pool multidisciplinare con cui, tra l’altro, definisce un
programma riabilitativo (sia durante il ricovero che in regime post-dimissione) –
assistenziale.
Nella AV5 la Stroke Unit è localizzata presso l’U.O. di Neurologia dell’Ospedale di San
Benedetto del Tronto e , all’interno di tale unità, i neurologi effettuano la fibrinolisi
nell’ictus ischemico acuto. La fibrinolisi è un trattamento medico tempo dipendente (da
effettuarsi entro 4.5 ore dall’esordio dei sintomi) e va effettuata in casi selezionati e in
centri autorizzati ( Stroke Unit).
In base ai dati nazionali, in AV5 sono attesi circa 440 ictus/anno.
In estrema sintesi attualmente la fibrinolisi è la terapia medica tempo dipendente più
efficace per l’ictus ischemico in fase acuta, in grado di ridurre il volume finale
dell’infarto e migliorare la prognosi clinica ( in particolare ridurra la disabilità).
Il “percorso ictus” vede in prima linea molti altri attori come il personale del 118 e di
Pronto Soccorso, che assicurano l’iniziale valutazione clinica e il tempestivo trasporto
ed eventuale ricovero in Stroke Unit cercando di minimizzare i tempi di un eventuale
inizio del trattamento fibrinolitico, la Radiologia per la diagnostica, la Fisiatria per il
precoce inizio di trattamento riabilitativo .
E’ un percorso che deve essere seguito ed eseguito in modo veloce, rapido ed
appropriato, essere studiato nei minimi dettagli (tanto che mensilmente gli operatori
sanitari coinvolti sostengono incontri finalizzati all’individuazione e superamento di
criticità) essendo la terapia dell’ictus tempo-dipendente.
E’ un’attività complessa che necessita di continui aggiornamenti, confronti e,
soprattutto, di efficiente collaborazione.
Nell’ottica di un continuo e necessario miglioramento del “percorso ictus” abbiamo
fortemente voluto organizzare la conferenza stampa di oggi per attivare una capillare
campagna di informazione destinata alla popolazione dell’AV5 volta alla conoscenza e
precoce identificazione dei sintomi che fanno sospettare un ictus: la terapia in acuto è
tempo dipendente e spesso il paziente arriva troppo tardi per eventuali provvedimenti
terapeutici.
In sintesi la odierna campagna di informazione deve far arrivare un messaggio preciso e
corretto alla popolazione anche attraverso un opuscolo facilmente comprensibile che
indichi le azioni da mettere immediatamente in atto al riconoscimento dei sintomi
relativi all’ictus.
La finalità è quella di poter sottoporre a terapia fibrinolitica un sempre maggiore
numero di pazienti affetti da ictus ischemico.




Ictus, Casini: “Fare rete, superare i campanilismi”

Casini al convegno sull’ictus di San Benedetto del Tronto: “Fare rete, superare i campanilismi”.
La vice presidente ringrazia per il sostegno alle popolazioni terremotate

 

 

San Benedetto del Tronto, 2016-10-28 – “Patologia da non sottovalutare, legata anche a stili di vita corretti, dove quindi la prevenzione gioca un ruolo fondamentale per scongiurare le varie forma di invalidità e favorire il migliore recupero dell’efficienza fisica”. È quanto ha affermato il vice presidente della Regione, Anna Casini, nel saluto ai partecipanti del convegno sulle nuove frontiere dell’ictus, organizzato presso l’Aula Magna dell’Ospedale Madonna del Soccorso di San Benedetto del Tronto. In apertura Casini ha ringraziato il personale medico e paramedico dell’Area Vasta 5 per la tempestività e la disponibilità mostrata nelle prime fasi della gestione sanitaria dell’emergenza terremoto: “Un sostegno materiale e psicologico di grande aiuto alla popolazione, un esempio della capacità dei marchigiani di essere e fare comunità”.             Venendo al tema del convegno, il vicepresidente ha sottolineato che “alcuni fattori di rischio non sono modificabili, ma altri dipendono da un sano comportamento individuale – ha detto Casini – Non bisogna commettere l’errore di sottovalutare i rischi di una malattia che rappresenta oggi la maggiore causa di invalidità. Stili di vita e tempestività dei soccorsi costituiscono gli snodi su cui ruotano le possibilità di recupero. È necessario rafforzare la rete e la prevenzione per rendere più efficiente il sistema sanitario e abbattere i costi di gestione della malattia. È un percorso che le Marche stanno tracciando nell’ambito delle politiche sanitarie, dove la qualità dei servizi e la capacità di fare rete rappresentano tasselli essenziali per garantire risposte adeguate ai bisogni dei cittadini. La priorità deve essere il cittadino, non la struttura sanitaria. Battaglie campanilistiche sull’ubicazione degli Ospedali non hanno più senso, a fronte delle nuove frontiere rappresentate, ad esempio, dalla telemedicina, che aprono scenari impensabili fino a pochi anni fa. L’appropriatezza non è sinonimo di ubicazione, ma di prestazioni adeguate e all’altezza. Come dimostra la gestione della patologia ictus, occorre una visione sistemica del servizio sanitario, fondata sulla capacità di collegare servizi ed esperienze”.

un momento del convegno

un momento del convegno




Piazzola eliambulanza notturna: forse c’è speranza…

 

La visione di un progetto unitario lo garantisca la giunta regionale

 

San Benedetto del Tronto, 2016-08-05 – Il governatore Ceriscioli prende posizione attraverso l’intervento del Consigliere Regionale Fabio Urbinati, il quale garantisce che san benedetto sarà dotata di piazzole di atterraggio abilitate al volo notturno. In attesa, però, dell’Ospedale unico, l’obiettivo di integrare la ex zona 12 e la ex zona 13, rimane nelle intenzioni.
Orgoglio Civico ha ben presente il significato di un progetto unitario ma, oltre che proporre e/o denunciare, altro  non può fare. L’aspetto decisionale spetta alla giunta regionale  mentre gli indirizzi dovrebbero essere emanati dai consiglieri. Ciò non toglie che continueremo a dibattere argomenti singoli proprio perché su questo piano sta il pericolo e cioè a dire che il Madonna del Soccorso venga smontato un pezzo alla volta, specialità x specialità,  proprio in attesa di quel progetto unitario cui il Consigliere Urbinati fa riferimento.
Quindi rimaniamo sempre, e per primi noi, ad attendere una visione di insieme per l’area picena, asur5, ma occorre che il Consigliere Urbinati si faccia riferire dai suoi colleghi eletti nel piceno oltre che, dal deputato Agostini altrimenti l’obiettivo si prefiggera’ iniquo e poco solidale.
Orgoglio Civico
Benito Rossi 




Orgoglio Civico, Benito Rossi: “Urgente un Consiglio Comunale aperto sulla Sanità!”

San Benedetto del Tronto, 2016-07-21 – Il momento è critico, chiediamo l’impegno di tutti i Consiglieri Comunali per stimolare una presa di posizione forte e chiara sull’evoluzione dell’integrazione sanitaria che ancora una volta penalizza San Benedetto del Tronto e tutta la costa.

 

L’associazione Orgoglio Civico chiede la convocazione urgente di un consiglio comunale aperto affinché si giunga ad una presa di posizione comune in merito al futuro della sanità costiera. Sull’ombra del consiglio comunale aperto già svoltosi presso il comune di Ascoli Piceno, il comune di San benedetto del Tronto, città capofila del comprensorio ex zona 12, deve fornire indirizzi chiari in merito alle specialistiche da assegnare al Madonna del Soccorso sulla base di elementi urbanistici, statistici, casistici. Una occasione propizia per discutere collegialmente sulla vera identità che la asur5 dovrà assumere nello scenario del territorio marchigiano con riflessi nella regione abbruzzo.




Orgoglio civico: “Radiologia interventistica al Madonna del Soccorso!”

LA LOGICA SANITARIA PREVEDE LA RADIOLOGIA INTERVENTISTICA AL MADONNA DEL SOCCORSO PERCHE’ NEUROLOGIA E STROKE UNIT SONO AL MADONNA DEL SOCCORSO.

SUBITO UN CONSIGLIO COMUNALE APERTO PER SOSTENERE LE RAGIONI DI UN OSPEDALE COSTIERO.

San Benedetto del Tronto, 2016-07-20 – Il futuro della ASUR5 nelle mani di Castelli ed Agostini e San Benedetto  rimane orfana di una politica che difenda il futuro di un Ospedale costiero quale è il Madonna del Soccorso.  Il sindaco Piunti sostiene la politica degli equilibri mentre Castelli ed Agostini sostengono la Radiologia interventistica per il Mazzoni di Ascoli. ORGOGLIO CIVICO alza la voce e ribadisce che questa è una integrazione a senso unico verso Ascoli.  San Benedetto, il Madonna del Soccorso, storicamente possiede il primato della gestione delle emergenze ma nonostante tutto la volontà è di toglierci pure quella. Il Madonna del Soccorso gestisce le urgenze neurologiche e possiede un reparto sub intensivo di stroke unit. Allora dove sta il senso di collocare la radiologia interventistica in Ascoli? Oltretutto non essendo dotati di neurochirurgia, dopo la diagnosi si passa al trasferimento al Torrette di Ancona. Con questo genere di volontà politiche sostenute da Agostini e Castelli avremo pazienti trasferiti da Ascoli a San benedetto, viceversa eventualmente, poi in Ancona, sempre eventualmente.
Il Consiglio comunale si esprima e faccia quadrato sul futuro di un ospedale da difendere in nome dei cittadini.
Presidente orgoglio civico
Benito Rossi 




5 nuove Ambulanze tipo A-Soccorso Avanzato per l’Av5

San Benedetto del Tronto – L’AV5 informa la cittadinanza dell’acquisto di n. 5 nuove Ambulanze tipo A-Soccorso Avanzato – per far fronte alle necessità di soccorso in emergenza. Due destinate all’Ospedale Madonna del Soccorso di SBT e tre al Mazzoni di AP.

Il motore è un turbodiesel, 3000cc di cilindrata.

Sono dotate di ogni comfort per il paziente: porta posteriore vetrata, portellone laterale scorrevole vetrato, vetri fissi scorrevoli opacizzati, intelaiatura irrobustita in acciaio che costituisce una cellula di sicurezza integrale per il vano sanitario. L’interno è provvisto di predisposizione per apparati di comunicazione radio, telefonici, computer di bordo e GPS con installazione antenna UHF e GPS.

I veicoli sono attrezzati con i più moderni sistemi di sicurezza ed affidabilità per garantire sin dal primo soccorso, il massimo della celerità e dell’appropriatezza all’ intervento di assistenza in emergenza di tutta la popolazione.




Sanità, la Direzione Av5 precisa

Con riferimento agli articoli apparsi negli scorsi giorni sugli organi di stampa in merito al comunicato della funzione pubblica CGIL si precisa che:

 

In relazione alle assunzioni tese a garantire la continuità dei servizi assistenziali nel periodo estivo in concomitanza con la programmazione delle ferie del personale in servizio, si dà atto che l’Area Vasta 5 ha posto in essere tutti i necessari adempimenti finalizzati al reperimento del personale previsto nel piano occupazionale dell’A.V5, nonché all’assunzione di personale straordinario per garantire la necessaria fruizione di ferie a quanti in servizio.

 

Nel dettaglio sono stati assunti:

– n. 57 Infermieri, dei quali 9 a tempo indeterminato e 48 a tempo determinato;

-n. 29 unità di Operatori Socio-Sanitari, di cui 3 tempo indeterminato e 26 a tempo determinato;

– n.5 Tecnici di Laboratorio Analisi, di cui 1 a tempo indeterminato e 4 a tempo determinato.

Sono inoltre avviate procedure per l’acquisizione di Ostetriche, Autisti di Ambulanza, Tecnici di Radiologia e Tecnici di Riabilitazione Psichiatrica.

Infine sono state approvate le graduatorie di mobilità per l’acquisizione di Fisioterapisti, Tecnici di Radiologia ed Educatori Professionali.

Quanto alle considerazioni espresse dalla FP CGIL in ordine alle posizioni organizzative, ed in particolare al dichiarato “aumento” delle stesse, occorre precisare che questa amministrazione ha provveduto ad una limitata e necessaria riorganizzazione di alcune strutture, con ridistribuzione di talune funzioni. La conseguente soppressione di posizioni organizzative e la contestuale istituzione di nuovi incarichi, sono state, comunque, oggetto della necessaria concertazione con le organizzazioni sindacali, mediante sottoscrizione di apposito contratto integrativo siglato dalle parti, inclusa la stessa CGIL, in data 31/03/2016.

Si sottolinea che il fondo contrattuale, che finanzia le Posizioni Organizzative ed altri particolari istituti non può essere utilizzato per l’assunzione di personale.

 

Per quanto attiene l’attuale situazione di disponibilità dei posti letto di degenza ospedaliera, la Direzione si è fortemente impegnata per il superamento delle relative criticità.

 

Un primo segnale è venuto dalla revisione del modello di sinergia tra Ortopedia e Chirurgia che ha consentito di ridurre l’allocazione dei pazienti fuori reparto e di aumentare la capacità di accoglienza dell’Area Chirurgica.

 

Sul versante del Dipartimento Medico, si evidenzia che la disponibilità recettiva delle relative UU.OO è strettamente vincolata all’attuazione degli interventi di adeguamento strutturale attualmente in corso; si prevede, comunque, che i lavori di ristrutturazione della Medicina di SBT saranno completati entro il prossimo mese di settembre.

Successivamente al trasferimento della degenza di Medicina nella nuova sede, potranno essere realizzate le opere di adeguamento degli spazi destinati all’ area di degenza di Geriatria e Lungodegenza, elevando il numero di posti letto disponibili a n. 18 per la Lungodegenza e n. 20 per la Geriatria.

 

Infine, dopo la ristrutturazione delle sale parto, si fa presente che sono stati avviati i lavori di adeguamento del reparto di Ostetricia e Ginecologia dello Stabilimento Ospedaliero di SBT, con il trasferimento temporaneo della relativa degenza in altri spazi contigui dotati di sistema di climatizzazione.

 

 

 

 

F.to Il Direttore di Area Vasta

Avv. Giulietta Capocasa