Madonna del Soccorso, per un vero rilancio!

Riceviamo e pubblichiamo
San Benedetto del Tronto, 2019-08-19 – Sono giornate di duro e intenso lavoro per la segreteria del Sindaco Piunti. Nonostante il caldo agostano e le “numerose” incombenze della stagione estiva si sta procedendo a ritmo serrato alla convocazione di ogni singolo Consigliere comunale per la firma di una diffida nei confronti di un altro Ente in merito alla gestione sanitaria.
Allora è bene ricordare, ribadire e sottolineare che il Consiglio comunale recentemente con voto unanime ha impegnato il Sindaco e la Giunta a porre in essere tutte le azioni necessarie e opportune per la tutela dell’Ospedale Madonna del Soccorso, per il potenziamento dei servizi e l’implementazione dei reparti.
Il Sindaco è il legale rappresentante dell’Ente e la Giunta è l’organo esecutivo, pertanto, entrambi hanno pieno ed esclusivo titolo ad affermare gli indirizzi amministrativi impartiti dal Consiglio comunale. Altresì non mi risulta una recente modifica del D.lgs. 267/2000 che attribuisce ai singoli consiglieri poteri di diffida a nome dell’Ente.
Per salvaguardare il Madonna del Soccorso e anche per un atteso potenziamento, il Sindaco, aveva già avuto pieno mandato dal Consiglio comunale al fine dell’individuazione del tracciato di una viabilità alternativa attorno al nostro nosocomio. Siamo tutti ben consapevoli che senza la cosiddetta bretella siamo difficilmente credibili nella battaglia per evitare la delocalizzazione del nostro Ospedale. In un contesto di politica di soli annunci e slogan, credo che sia necessario tornare ai fatti. Aspetto pertanto, da inguaribile ottimista, di votare prima della fine di questa consiliatura la variante al P.R.G. che individua e stabilisce il tracciato della bretella così da poter dire ai Sambenedettesi che l’Amministrazione ha davvero fatto la sua parte.
Valerio Pignotti



L’Ospedale Madonna del Soccorso non è morto!!!

Riceviamo e pubblichiamo

L’ospedale madonna del Soccorso non è morto!!!

Non è morto perché ancora esistono validi professionisti che giornalmente continuano a fornire il massimo delle loro capacità. Nonostante la partitocrazia screditi i migliori professionisti, a favore della tessera, c’e chi ancora resiste, perché chi come noi, insiste, che si può migliorare e potenziare attraverso gesti quotidiani, sino ad arrivare a sovvertire le linee politiche in cabina elettorale. 

Non saremo portavoce dell’alibi “che l’ospedale è morto” proprio per non  spingere direttamente o indirettamente una operazione immobiliare sanitaria, per la quale questa giunta regionale  sta preparando la campagna elettorale regionale del secolo. 

A partire dell’anestesia e rianimazione del Madonna del Soccorso, fiore all’occhiello , noi sosterremo le capacità professionali degli operatori del Madonna del Soccorso di ogni reparto e servizio. Le capacità professionali ci sono ma manca il sostegno politico per approvvigionarsi di tecnologie ed organici sufficienti.

L’ospedale unico, o meglio il fatidico unico ospedale, riuscirà solo a scontentare i cittadini della costa e dell’interno montano. Null’altro di levatura progettuale.

Quello che il consigliere urbinati dice a voce non ci convince né dal punto di vista tecnico, né dal punto di vista burocratico. La sua posizione politica di parte a nostro parere non garantisce futuro per questo territorio.

Mantenere i due plessi e potenziare l’esistente,  anche attraverso nuove specialistiche che prioritariamente garantiscano la presenza di manovre salvavita senza effettuare 100 km, questo sostiene Orgoglio Civico. Vediamo chi aderisce al progetto, salviamo il Madonna del Soccorso.

Orgoglio civico




Concorso regionale per medici di pronto soccorso eseguito ma tardano le chiamate di assunzione

San Benedetto del Tronto – Il concorso regionale per medici di pronto soccorso è stato svolto il 17 luglio 2019 presso presso la sede asur5. Nonostante le pratiche presso l’Asur5 siano state svolte velocemente, presso la regione si ritarda la chiamata. L’ufficio regionale che si occupa delle chiamate è  il “centro unico regionale per il reclutamento” ma, alla data odierna nulla di fatto. Siamo alle porte del Ferragosto e dubitiamo fortemente che ciò possa avvenire in questo periodo.

Ugl Sanità

La carenza di medici nei pronto soccorso evidentemente non è presa nella dovuta considerazione e, di contro, ci aspettavamo una maggiore attenzione al problema, magari eseguendo il concorso prima.della criticita’ estiva. Nell’occasione è bene ricordare che a San Benedetto per la gran parte della turnistica medica si procede con un medico abilitato ai 4 codici ed un medico abilitato ai due codici ( bianchi e verdi). Quest’ultima condizione, di rischio clinico, l’abbiamo già denunciata agli uffici della Asur5 e regionali oltre che alla magistratura ma nulla è cambiato ad oggi.

Sollecitiamo, pertanto, la regione affinché si proceda all’invio dei telegrammi ai vincitori del concorso, ricordando che i pronto soccorso nel periodo estivo non vanno in ferie ma anzi quadruplicano gli interventi.
Ugl medici 
Ugl provinciale 
Ascoli Piceno 



Cardilli sul nuovo Ospedale: “Ora basta. Dobbiamo pensare ai cittadini”

Colli del Tronto – Leggo da giorni, sui giornali, di svariate proposte su dove costruire il nuovo ospedale. Sono nati anche dei comitati a questo proposito.

Ebbene, nel ruolo di presidente dell’Unione dei Comuni della Vallata, non posso che intervenire con fermezza ribadendo, semmai ce ne fosse ancora bisogno, che un ospedale di primo livello rafforzerebbe e qualificherebbe la Sanità nel Piceno. E le mie parole non hanno alcuna connotazione politica.

Perché è stato scelto il sito di Spinetoli? Lo spiego in tre punti.

Ospedale Unico

1) PROPOSTA INVIATA ALLA REGIONE

Ricordo ai cittadini – perché gli amministratori questa storia la conoscono bene anche se non gli fa comodo rivangarla – che quando la Regione espresse la volontà di costruire un nuovo ospedale nel Piceno, mandò un avviso a tutti i Comuni affinché questi proponessero un’area idonea. Quando Spinetoli fece la propria proposta, dove erano San Benedetto e Ascoli e gli altri comuni che oggi si propongono fuori tempo massimo? Perché lasciarono decadere il termine indicato dalla Regione, senza presentare una proposta?

Quando si trattava di essere propositivi non sono intervenuti. Si sono attivati solo una volta che la decisione era stata presa: in base alle proposte pervenute, selezionando la più idonea.

2) PROPOSTA AVALLATA DALLA CONFERENZA PER DUE VOLTE –

Spero che sia evidente a tutti che, in principio, la polemica montata fosse il rischio di chiusura di uno dei due nosocomi. Poi, una volta che fu spiegato alla cittadinanza che gli ospedali di San Benedetto e Ascoli avrebbero continuato a offrire servizi importanti, come il Pronto Soccorso, le vere intenzioni di certi amministratori sono divenute chiare. Ognuno vorrebbe il nuovo ospedale nella propria città.

Lo dimostra l’insistenza con cui alcuni primi cittadini chiedono un’ulteriore conferenza dei Sindaci sulla questione. Quando, per ben due volte, la maggioranza si è già espressa favorevolmente per il sito individuato di Spinetoli e Colli. Mi chiedo quante altre riunioni intendano fare prima di arrendersi all’evidenza della maggioranza. Forse pensano che, alla lunga, la Conferenza dei Sindaci avvalli altre posizioni? E quali, nel caso?

3) OSPEDALI ESISTENTI NON ADEGUATI

Le strutture di San Benedetto e Ascoli non sono adeguate a diventare ospedali di primo livello. Alcuni primari si espressero in questo senso e altri hanno chiesto per questo un trasferimento in ospedali che offrono una strumentazione che permetta loro una maggiore crescita professionale. Per anni si è provveduto a investire soldi per riqualificare inutilmente due nosocomi, ma ancora oggi mancano i posti letto e per visite e esami specialistici di un certo tipo, i pazienti sono costretti a rivolgersi ad altre strutture. Anche fuori regione. Ciò grava nelle tasche dei cittadini. Vogliamo davvero continuare a buttare soldi pubblici per apportare “pezze” a strutture non più adeguate? L’area proposta da Spinetoli risponde a tutti i canoni per la sua posizione centrale rispetto al territorio e la costruzione di una nuova struttura, sarebbe un vero un investimento mirato che andrebbe a migliorare la sanità picena.

La salute pubblica è un argomento serio che va affrontato con coscienza e non come in una gara campanilistica in cui i concorrenti pensano di partecipare inserendosi a loro piacimento, come e quando vogliono, senza passare per l’iscrizione e senza rispettare le regole.

Adesso basta! Questo è un gioco al massacro che non prende in considerazione la vita dei cittadini.

Concludo consigliando agli amministratori – che sono intenti a discutere su decisioni già prese, montando polemiche su polemiche – di alzare il naso verso il cielo ogni tanto. Se lo facessero, vedrebbero, almeno 3 volte a settimana, un’eliambulanza che trasporta un residente delle nostre zone, fino all’ospedale di Ancona. A volte è una corsa contro il tempo, che, oltre a incidere sulle probabilità di salvezza del paziente a bordo, ha un costo molto elevato per tutti i cittadini: dai 6 mila ai 10 mila euro per un’ora di volo e 200 km di percorrenza.

 




Sanità del Piceno, Urbinati: “Solo Pd e Regione hanno a cuore il Madonna del Soccorso”

NUOVO ASSETTO SANITARIO DEL PICENO, URBINATI: «SOLO REGIONE E PD HANNO A CUORE LE SORTI DEL MADONNA DEL SOCCORSO E DELLA SALUTE DEI CITTADINI.

DA PIUNTI E I SUOI SOLO CONFUSIONE, INSULTI E NESSUN ACCORDO CON IL SINDACO DI ASCOLI»

Il capogruppo in Consiglio regionale tira le somme della commissione Salute a cui hanno partecipato il sindaco ed i consiglieri comunali di San Benedetto del Tronto. «Diffide invece che proposte serie e la descrizione di una situazione allarmante del nosocomio sambenedettese che non corrisponde alla realtà. Il Madonna del Soccorso cresce e in sede di Consiglio regionale il testo del Piano sanitario verrà emendato e migliorato»

ANCONA, 02 AGOSTO 2019 – Nuovo assetto sanitario del Piceno, il capogruppo in Consiglio regionale, Fabio Urbinati, dopo la commissione regionale Salute di ieri (1 agosto) a cui hanno preso parte il sindaco di San Benedetto del Tronto, Pasqualino Piunti, insieme a diversi consiglieri comunali ed al presidente del Comitato “Salviamo il Madonna del Soccorso”, Nicola Baiocchi, commenta: «Ho l’impressione che solo la Regione Marche ed il Pd stiano difendendo l’ospedale Madonna del Soccorso di San Benedetto ed i suoi operatori. Gli interventi del sindaco Piunti e dei consiglieri di maggioranza hanno descritto un quadro di degrado e di abbandono del presidio ospedaliero che non esiste. Inoltreaggiunge Urbinatimi pare evidente dalle dichiarazioni rilasciate dal sindaco di Ascoli Piceno, Marco Fioravanti, che appartiene alla stessa compagine politica di Piunti, che non ci sia alcun accordo tra i due primi cittadini delle due città più grandi e popolose del Piceno. Il gioco di Piunti è chiaro, scaricare le colpe sulla Regione, per nascondere i dissidi con il suo omologo di Ascoli e la completa mancanza di strategia e visione».

Fabio Urbinati

Il capogruppo poi, come illustrato in commissione, ribadisce le percentuali di crescita vissute dal nosocomio sambenedettese dal 2015 ad oggi per i suoi reparti di eccellenza. Gli interventi di chirurgia salgono dai 1.097 del 2015 ai 1.296 del 2018 (+209), la Medicina generale registra un incremento in tre anni di 300 accessi (da 803 a 1.103), l’Oncologia passa da 507 accessi a 647 (+140), Pediatria +149 (da 624 accessi a 773). «Segno piùspiega Urbinati che per gli stessi reparti si registra anche al Mazzoni di Ascoli Piceno, sebbene con incrementi più contenuti, questo per dire che non c’è una crescita di un presidio ospedaliero a scapito dell’altro. Gli altri problemi sollevati dai consiglieri comunaliprosegue Urbinati ad esempio rispetto al pronto soccorso, sono problemi che si presentano in tutti i pronto soccorso della regione, persino all’ospedale regionale Umberto I di Torrette. È chiaro che occorre una visione di tipo regionale per comprendere certe dinamiche ed è chiaro che le polemiche sollevate da Piunti ed i suoi sull’ospedale nuovo sono legate a mere questioni campanilistiche. Nulla hanno a che fare con una seria riflessione su come sia meglio migliorare i servizi a favore dei cittadini. Così invece che avanzare proposte, si sbandierino diffide. Forse il sindaco Piunti lo ha capito solo ieri incalza Urbinatiche il Piano socio-sanitaruio di cui si sta discutendo è una bozza che sarà modificata e corretta, tramite emendamenti, in sede di Consiglio regionale. A tutela della mia città e dell’ospedale Madonna del Soccorsocontinua ancora Urbinatiposso dire che la soluzione ideale è quella del nuovo ospedale provinciale a Pagliare, comunque in posizione vicina a San Benedetto ed alla costa, ed il mantenimento del Madonna del Soccorso quale ospedale di base con un pronto soccorso in grado di ricevere tutti e quattro i codici di emergenza. Il sindaco rifiuta questa proposta sapendo di non avere neppure l’intesa con il sindaco di Ascoli che vorrrebbe fare del Mazzoni l’ospedale di I livello provinciale, così si agita ed alza la voce per nascondere le sue debolezze. Piunti conclude Urbinatiè completamente in confusione ed ha dimostrato, oltre all’assoluta mancanza di argomentazioni, anche di non sapere come ci si comporta nei luoghi istituzionali, per giunta uno dei più importanti a livello regionale, scadendo nell’insulto e nel chiasso, sintomo di chi è in evidente difficoltà. Certo non una sorpresa per chi lo conosce e sa della sua inadeguatezza al ruolo di sindaco. Da cittadino, pertanto, inviterei il sindaco ad occuparsi di cose che gli competono, in particolare della condizione della città di San Benedetto, che presenta gravi problemi, invece di ostinarsi a voler discutere di sanità».




Ospedale del Piceno: uno, due, trino? Capriotti: “Dalla protesta alla proposta”

San Benedetto del Tronto, 2019-07-29 – Riceviamo e pubblichiamo

Facciamo un piccolo riassunto sulla situazione ospedale “Madonna del Soccorso”. La situazione attuale non è delle migliori. Molte sono le lamentele sulle liste d’attesa, sul pronto soccorso, sulla partenza di alcuni dottori, sulle iniquità rispetto ad altre strutture. Emblematica quella delle incubatrici del reparto di neonatologia, molte meno rispetto ad ospedali con un minor numero di nascite. Lo stesso dicasi del pronto soccorso, portato avanti grazie all’abnegazione di tanti operatori. Di fronte a ciò la soluzione proposta dalla legge e dalla regione sono: un nuovo ospedale di 1° livello e due presidi sanitari, i quali il presidente Ceriscioli ha chiarito essere due ospedale di base. Così venerdì è stato detto con chiarezza, rispondendo alle tante lettere del sindaco Piunti. Sorpresa delle sorprese: il sindaco non ha commentato questa risposta, anzi insiste sul fatto che l’ospedale chiuderà nonostante gli sia stato detto che non è così. Succede spesso in politica che ognuno legge quello che vuole, nonostante l’evidenza. Il Consiglio Comunale di SBT ha votato all’unanimità una mozione in cui si chiede alla regione di rispettare le legge e cioè di costruire un nuovo Ospedale di primo livello a Centobuchi e lasciare un ospedale di base ad AP. Non so cosa ne pensi il sindaco di Ascoli di questa proposta, magari il sindaco Piunti può farcelo sapere vista la loro vicinanza; tuttavia, quello che non viene detto con chiarezza in questa proposta è: che fine farà il Madonna del soccorso? Non se ne parla. Allora io mi chiedo – data per impossibile la proposta confermata ieri da Ceriscioli – qual è la proposta alternativa. Personalmente sono aperto a tutte le soluzioni; auspico che siano condivise anche dai cugini ascolani e che si affronti con serietà il tema sanità. Ok alla protesta, passiamo ora alla proposta!

ps 2019-07-31 

Arriva anche la proposta da Ascoli.
Quindi ad oggi abbiamo tre proposte:
1) Pagliare ospedale 1 livello, sbt ed AP 2 ospedali di base (proposta della Regione) ;
2) Centobuchi ospedale 1 livello, Mazzoni ospedale di base (proposta di SBT) ;
3) Mazzoni baricentrico tra mare e montagna quindi 1 livello, nuovo ospedale a sbt decentrato, forse centobuchi (proposta di AP). 
Propongo un incontro tra i sindaci di AP e di SBT insieme agli esperti della sanità e del Decreto Balduzzi alfine di elaborare una proposta unitaria entro settembre.
Nel frattempo però facciamo funzionare bene gli attuali ospedali ed eliminiamo le liste d’attesa. Grazie 
(Tonino Capriotti)

 




Ospedale nuovo del Piceno, l’ex sindaco Castelli voltafaccia per fini elettorali

Il capogruppo in Consiglio regionale ricorda come l’ex primo cittadino nel 2012 fosse a favore dell’ospedale unico provinciale «ci sono i verbali dell’assemblea dei sindaci a confermarlo. Ora sbandiera un’alleanza con Piunti contro l’ospedale unico»

ANCONA, 30 LUGLIO 2019 – «Ospedale nuovo del Piceno, l’ex sindaco Castelli voltafaccia per fini elettorali». Così il capogruppo in Consiglio regionale, Fabio Urbinati, commenta le dichiarazioni dell’ex primo cittadino di Ascoli Piceno. «Sono i verbali della Conferenza dei sindaci del 2012, di cui ho copia, a smentire Castelli – sottolinea Urbinati –. All’epoca Castelli si dichiarava favorevole all’ospedale unico del Piceno, chiaramente intendendo come ospedale unico quello di Ascoli Piceno, tanto che offrì al prezzo di un euro il terreno di Campolungo.

Ospedale Unico

In questo senso, il Piano sanitario del 2015 lo aiutava a differenza di quello che andremo ad approvare a breve. Mi chiedo, dunque continua Urbinati –, come oggi l’avvocato Castelli possa sostenere di avere un’intesa con il sindaco di San Benedetto del Tronto, Pasqualino Piunti, che vorrebbe un ospedale di primo livello sulla costa e mantenere l’ospedale Mazzoni di Ascoli quale presidio sanitario di base. Scelta che a me, personalmente, andrebbe benissimo. Capisco le mire elettorali dell’ex sindaco Castelli, ma sappiano i cittadini come Castelli cambi facilmente idea a seconda dei suoi interessi politici e delle esigenze di campagna elettorale. Per amministrareconclude Urbinati, e in Regione, dove spera di arrivare Castelli, ancor di più, serve capacità di programmazione a lungo termine e visione strategica complessiva, non certo atteggiamenti da banderuola seguendo ciò che fa più comodo al momento».

Sanità, alle prossime elezioni regionali fermatevi se potete!!!

 




Sanità, alle prossime elezioni regionali fermatevi se potete!!!

San Benedetto del Tronto, 2019-07-30 – Riceviamo e pubblichiamo

 

Il gruppo lavoro di Orgoglio Civico, al quale è stata assegnata la sanità, aveva previsto, a consuntivo, questo semi epilogo negativo.

Cioè a dire, che la programmazione sanitaria essenziale, quella che interessa al cittadino è passata in secondo piano, mentre l’edilizia sanitaria che interessa gli imprenditori sta ricevendo maggiore interesse politico. A ciò aggiungiamo che, perdere pezzi del servizio pubblico per cederli al privato, dubitiamo siano procedure che si possano consentire.

Per far coincidere le due condizioni operative, programmazione sanitaria ed edilizia sanitaria, occorrerebbe una capacità gestionale al di sopra delle attuali messe in campo. Il piceno è la prova provata del papocchio creato.

Pertanto ci rivolgiamo a tutte quelle forze civiche e politiche, che non si riconoscono in questo percorso di progettualità sanitaria, proposto da questo centro sinistra, affinché si lavori per un nuovo modello sanitario. 

A breve presenteremo la nostra proposta, alternativa, che riguarderà tutto il territorio regionale ed in particolare per questo territorio. 

Il teatro sul numero degli ospedali nel Piceno, a cui stiamo assistendo, è semplicemente ridicolo. La fusione tra ex zona 12 e ex zona 13, poi tramutate in asur5, avrebbe dovuto far emergere le migliori professionalità ed i migliori servizi nei due ospedali, ma così non è andata, nonostante permangano ancora tutte le potenzialità necessarie, a volte non valorizzate. 

Purtroppo il progetto di integrazione tra le due ex zone 12 e 13 e’ stato fatto fallire per manifesta incapacità politica e la grande fuga dei medici ne rappresenta la cartina torna sole. Quando, 15/20 anni fa contestavamo questo modello sanitario, eravamo definiti dalla stampa, bastian contrari, ora invece si cercano i responsabili, quando invece sono sotto gli occhi di tutti. Non è quindi questione di edilizia sanitaria ma di politica sanitaria per i cittadini. 

In capo a tutto, il peccato originale risiede nella creazione delle 5 aziende sanitarie regionali, ma avremo modo di tornare sull’argomento.

La proposta dell’ospedale unico nel Piceno, pertanto, rappresenta una ulteriore formula di taglio alla sanità per l’estremo sud Marche, salvaguardando invece le grandi spese per il nord marche.

Sostenere addirittura tre ospedali, ne rappresenta la barzelletta estiva. Riguardo poi il pronto soccorso di san benedetto, stendiamo un velo pietoso, auspicando almeno la decenza del silenzio. Pensare a tre pronto soccorsi nel Piceno con accesso ai 4 codici di urgenza, con assistenza di tutte le specialistiche significa veramente prendere in giro la gente, perché la spesa non è sostenibile.

Orgoglio Civico

 

 




La “Medicina d’Urgenza” è la vocazione del “Madonna del Soccorso”

INAUGURAZIONE TAC al Pronto Soccorso di San Benedetto

ndr: notata l’assenza del Sindaco Piunti che in precedenza aveva avuto un inscontro con Ceriscioli

San Benedetto del Tronto, 2019-07-26 – Lo scorso maggio è stata installato e collaudato il nuovo apparecchio TAC allocato nei locali ad uso della Radiologia presso il  Pronto Soccorso dello Stabilimento Ospedaliero di San Benedetto del Tronto.

La TAC è stata acquisita mediante gara nazionale CONSIP gestita per l’ASUR dall’Area di Ingegneria Clinica, acquistata ad un costo di circa 300.000 Euro.

La nuova TAC, modello Ingenuity CT 64 fornita dalla ditta Philips, è un impianto multistrato ad alta velocità di esecuzione che permette di effettuare tutti i tipi di indagini sia in urgenza che in elezione.

E’ fornito di software per le indagini vascolari (angio-TC), per le indagini virtuali dell’intestino (colon-TC), è dotato inoltre di sistemi per la riduzione della dose radiante.

Oltre a garantire tutte le tecniche di indagine, il nuovo apparecchio, in considerazione della sua ubicazione, è destinato in particolare alla gestione dei pazienti politraumatizzati o comunque inviati dal Pronto Soccorso, al fine di abbreviare ed ottimizzare il percorso in caso di emergenza.

La Sezione Radiologica del Pronto Soccorso, oltre alla TAC, è provvista di un apparecchio radiologico robotizzato e di un ecografo.

L’obiettivo della Direzione è quello di costituire una Equipe Radiologica dedicata, operante nella suddetta Sezione, realizzando una effettiva e completa Radiologia d’Urgenza indicata nell’attività nell’Ospedale di San Benedetto con vocazione alla Medicina d’Urgenza.

 

da sx Marinucci, Milani, Ceriscioli, Casini, Balloni

CERISCIOLI: “LA NUOVA TAC UN PASSO IN AVANTI IMPORTANTE CHE SEGNA LA CAPACITA’ D’INVESTIMENTO DELLA REGIONE MARCHE”

Il presidente della Regione Marche inaugura nell’ospedale di San Benedetto del Tronto la nuova Tac 

“Abbiamo mantenuto l’impegno di installare una nuova Tac, un macchinario di ultima generazione  che offre un servizio migliore ai cittadini, con meno radiazioni, una qualità performante nella diagnostica e una capacità notevole di risposta a vantaggio del sistema sanitario. Un passo importante in avanti che segna la capacità d’investimento della Regione Marche che guarda a tutto il territorio. 
La nostra volontà è continuare ad investire Anche se in atto c’è il progetto di costruire un nuovo ospedale non smettiamo di destinare risorse. Risorse che vanno a beneficio dei pazienti, della personalizzazione ed umanizzazione delle cure”. 

Così il presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli ha inaugurato all’ospedale di San Benedetto del Tronto la nuova Tac di ultima generazione. Installata all’interno del Pronto Soccorso del nosocomio sambenedettese, il nuovo tomografo computerizzato si affianca ad altre particolari apparecchiature sanitarie andando a consolidare la dotazione strumentale a disposizione dell’ospedale e del territorio. La nuova Tac dispone di un impianto multistrato ad alta velocità di esecuzione che permette di effettuare tutti i tipi di indagini sia in urgenza che in elezione. E’ fornito di software per le indagini vascolari (angio-TC), per le indagini virtuali dell’intestino (colon-TC) ed è dotato di sistemi per la riduzione della dose radiante.

 




Nuovo Piano Sanitario Regionale e il futuro del Madonna del Soccorso

DEFINITA LA ROAD MAP PER L’APPROVAZIONE DEL NUOVO PIANO SANITARIO REGIONALE, A BREVE UN INCONTRO SUL MADONNA DEL SOCCORSO TRA IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE SALUTE DELLA REGIONE, VOLPINI, IL CAPOGRUPPO IN CONSIGLIO REGIONALE, URBINATI, E LA COMMISSIONE COMUNALE SANITÀ DI SAN BENEDETTO DEL TRONTO

Ad annunciare l’imminente appuntamento lo stesso Urbinati: «Abbiamo dati e documenti alla mano frutto delle audizioni in commissione regionale di numerosi soggetti portatori di interessi»

ANCONA, 25 LUGLIO 2019 – Concluse le audizioni per la redazione del nuovo Piano sanitario regionale, a breve l’incontro del presidente della commissione Salute dell’Assemblea legislativa delle Marche, Fabrizio Volpini, e del capogruppo in Consiglio regionale, Fabio Urbinati, con la commissione consiliare Sanità del Comune di San Benedetto del Tronto per parlare del futuro dell’ospedale Madonna del Soccorso. Ad annunciarlo lo stesso Urbinati all’indomani della definizione della road map per l’approvazione del nuovo Piano sanitario. «Il lavoro che è stato fatto in sede di commissione regionale è stato meticoloso e puntualesottolinea Urbinati, con l’audizione di moltissimi soggetti portatori di interessi che hanno portato all’apertura del Piano alle istanze del territorio, con molte proposte valide e di dettaglio. Questo è quanto emerso anche dal mio lungo colloquio con il presidente Volpinicontinua Urbinaticon il quale abbiamo convenuto che sia importante un confronto diretto con il territorio ed in particolare con la commissione consiliare Sanità del Comune di San Benedetto del Tronto con la quale affronteremo il tema dell’ospedale Madonna del Soccorso con dati e prospettive certi alla mano, frutto anche della sbobinatura e della trascrizione in documenti dei contenuti delle numerose audizioni in commissione Salute regionale. Ringrazio il presidente Volpini per l’opportunità – conclude Urbinati –, l’incontro sarà occasione di partecipazione anche da parte mia, visto che, nonostante il ruolo che ricopro, non sono stato mai invitato alle sedute delle commissione comunale».

CONCLUSE LE AUDIZIONI IN COMMISSIONE SUL PIANO SOCIO-SANITARIO 2019/2020 E DEFINITA LA ROAD MAP PER LA SUA APPROVAZIONE

Quattro mesi di lavoro intenso, tredici sedute di commissione per le audizioni, sessantuno documenti pervenuti dai soggetti interessati. A settembre le valutazioni dei consiglieri e poi il voto in Aula

Il presidente Volpini: «Un lavoro impegnativo e costante in commissione che ha coinvolto i portatori di interesse per migliorare l’atto e fare sintesi fra le diverse istanze del territorio e degli operatori sanitari con un unico obiettivo: la salute dei cittadini marchigiani e la qualità dei servizi»

ANCONA, 25 LUGLIO 2019 – Tredici sedute, oltre sessanta documenti pervenuti ed un lavoro incessante condotto da marzo a luglio 2019 per approfondire e migliorare il Piano sanitario proposto dalla Giunta. La commissione consiliare Salute ha concluso il percorso delle audizioni, ora la parola ai singoli consiglieri per le proposte di modifica ed integrazione dell’atto di programmazione sanitaria che poi andrà al vaglio dell’Aula. «Il testo ci è stato assegnato a febbraio – sottolinea il presidente della commisione Salute, Fabrizio Volpini – ed abbiamo immediatamente iniziato ad analizzarlo, calendarizzando le audizioni con tutti i portatori di interessi». Tredici le sedute svolte nel corso dei mesi e che hanno visto l’ascolto di sindacati, associazioni dei medici e delle professioni sanitarie, dirigenti medici, Università Politecnica delle Marche, enti del servizio sanitario, ordini delle professioni sanitarie, comitati di partecipazione, associazioni scientifiche, presidenti delle Conferenze dei sindaci dei Comuni delle aree vaste. Tantissime le osservazioni, le considerazioni e le proposte avanzate durante le sedute, sessantuno delle quali tradotte in documenti. Prossimo step: gli emendamenti da parte dei consiglieri, l’approvazione in commissione ed infine la discussione e l’approvazione da parte dell’Assemblea legislativa. «Dopo il confronto in maggioranza – riprende Volpini –, vista l’importanza e l’entità dei contenuti del Piano si è deciso di avviare una valutazione puntuale e meticolosa dell’atto, aperto ovviamente, dopo aver raccolto le istanze del territorio e dei portatori di interessi, anche alle istanze dei consiglieri regionali che potranno presentare emendamenti». Conclusa l’analisi da parte dei consiglieri, il voto del Consiglio regionale. «Il lavoro delle audizioni in commissione è stato impegnativo, ma proficuo – commenta Volpini – ed ha portato, e questo era lo scopo affermato sin dall’inizio, alla raccolta di proposte utili alla definizione di un Piano dettagliato e puntuale che riesca a fare buona sintesi delle varie richieste dei territori e degli operatori sanitari, con un unico obiettivo: la salute ed il benessere dei cittadini marchigiani ed il miglioramento dei servizi».

Sanità, sindaci dell’Ambito 21 uniti per chiedere alla Regione di “scoprire le carte”