CittadinanzAttiva: “L’Ospedale dove investire è sotto gli occhi di tutti e si chiama Madonna del Soccorso”

San Benedetto del Tronto – L’Ospedale di 1 livello sulla costa già esiste, è il Madonna del Soccorso, e “costa” il totale dei lavori che si stanno eseguendo: cappotto termico, ristrutturazioni di reparti, adeguamenti di sicurezza.

Milioni di euro riversati sul Madonna del Soccorso, destinati alla messa a norma e rivalutazione strutturale.

Mancano pero’ importanti investimenti, capaci di sostenere qualità progettuali socio sanitarie, sostenuti da validi professionisti.

Stiamo parlando male del Madonna del Soccorso o ne stiamo parlando bene?  Ne sosteniamo la qualità progettuale o no?

Dobbiamo fare l’elenco su ciò che manca all’esistente? Dobbiamo dire noi cosa si dovrebbe fare? O già doveva essere fatto, senza addurre a scuse, per colpa di questo o quello?

CittadinanzAttiva

Nel servizio di emergenza urgenza del Madonna del Soccorso, per quale motivo un paziente che di notte si rivolge al pronto soccorso per un problema oculistico, deve essere mandato in Ascoli perché qui non c’è un oculista reperibile?

Per quale motivo un paziente che si rivolge al pronto Soccorso del Madonna del soccorso per una urgenza urologica, deve essere mandato in Ascoli? Perche qui non abbiamo un urologo, né di giorno e né di notte?

Questi sono solo due esempi di un servizio, quale è l’emergenza urgenza, dove molto c’è ancora fare, a partire dalla programmazione delle attività per affrontare la stagione estiva, all’attivazione del terzo medico in sala di pronto soccorso, sino alla riorganizzazione dei ricoveri ospedalieri.

Assemblea Territoriale di Cittadinanzattiva

San Benedetto del Tronto




Sanità, Marco Fioravanti “Ceriscioli tratta da figliastri i cittadini del piceno”

Riceviamo e pubblichiamo integralmente

Ascoli Piceno, 2019-04-17 – Nonostante tre inviti ad altrettanti Consigli comunali aperti sul tema della sanità, il presidente della Regione Luca Ceriscioli ha pensato di rispondere picche ogni volta. Una figura istituzionale che tratta così i cittadini del sud delle Marche giustifica la sua posizione da ultimo in classifica pubblicata dal Sole 24Ore.

Ora, se è davvero irrituale per un rappresentante politico disprezzare una funzione di per sé insita nel ruolo che il voto degli elettori ha legittimato, cioè incontrarli tanto a nord, che al centro o al sud delle Marche, diventa un affronto quando invitato in una data che poteva scgliere nel mese di aprile per illustrare il nuovo Piano socio sanitario agli ascolani opponga un nuovo irrispettoso diniego. E lo fa Ceriscioli con alterigia, con l’arroganza del potere che fa discriminare un impegno prettamente politico e di parte come la sua presenza ad un incontro del Partito Democratico, anch’esso sulla sanità, e soprattutto nella stessa città capoluogo, Ascoli Piceno da uno istituzionale che invece riguarda tutta la comunità.

Marco Fioravanti

Ceriscioli sbandiera nuovi piani sanitari dopo quattro anni che è scaduto quello precedente. Dopo aver polverizzato 200 milioni di euro lasciatigli in dote dalla giunta Spacca senza aver realizzato le case della salute previste da quel piano per abbattere le liste d’attesa.

Ceriscioli tratta da figliastri i cittadini del Piceno, vuole sacrificare l’ospedale Mazzoni con le sue qualità professionali e umane. Vuole azzannare una città stremata dal terremoto togliendole la sua più grande azienda. Al Mazzoni lavorano 1.200 persone tra personale medico e paramedico.

Il presidente Luca Ceriscioli imbraccia la bipenne come un moderno Attila per abbattere i diritti alla salute degli ascolani. Prosciuga le risorse della mobilità attiva, guadagnate con la propria professionalità del comparto sanitario del Piceno sul flusso di pazienti che arrivano dall’Abruzzo, per risanare le carenze di Marche Nord e della sua Pesaro.

Ascoli Piceno e i suoi cittadini sarà sulle barricate per impedire questo disegno osceno e lo farà pensando anche ai bisogni di sanità delle aree interne.

Piano Socio-Sanitario: un Nuovo Ospedale di Eccellenza per il Piceno

 




Sanità, tavolo Regione – Sindacati

Al via una nuova fase di confronto per esplorare le priorità sulle quali intervenire congiuntamente.

Primo obiettivo: il personale

Ancona – I temi sensibili della sanità marchigiana al centro del tavolo tra Regione e sindacati Cgil, Cisl e Uil. Personale, territorio, prevenzione, monitoraggio liste di attesa e piano socio sanitario sono i principali punti sui quali si concentra l’azione del governo regionale che sarà oggetto di un confronto continuo e costante con le rappresentanze sindacali. Condividendo le priorità legate ai temi che riguardano il personale, non da ultimo, la situazione critica che investe i pronto soccorso, Giunta regionale e sindacati si confronteranno in un tavolo permanente che sarà il luogo nel quale i piani occupazionali, l’assetto dei servizi e gli investimenti verranno analizzati. Il percorso tracciato e condiviso ha messo a fuoco le priorità sulle quali agire, alcune di attuazione immediata ed altre di lungo periodo – ha evidenziato il presidente della Regione – Si sta lavorando insieme per il modello sanitario marchigiano che sta progressivamente migliorando grazie al lavoro dei professionisti, agli investimenti in tecnologie e nel personale. Molto importante la questione che riguarda il tema della prevenzione, in particolar modo quella legata alla sicurezza nei luoghi di lavoro nell’ambito della ricostruzione del post sisma e non solo. Sul tema liste d’attesa, oltre ad aprire la discussione e ad impegnarsi per fornire i dati sul raggiungimento degli obiettivi, è stato condiviso un monitoraggio con le organizzazioni sindacali e che sarà parte integrante del lavoro che riguarda anche l’adozione del piano socio sanitario. Il prossimo incontro è già stato convocato, con l’auspicio che questo metodo di lavoro possa essere di aiuto ai cittadini e al sistema sanitario nel suo complesso.

 

 




La trappola politica dell’Ospedale unico

Orgoglio Civico: “Noi non difendiamo l’Ospedale unico ma difendiamo l’Ospedale Madonna del Soccorso“.

“Prevedere un un ospedale di base a 15 km dal fatidico ospedale unico non si regge nemmeno sulla carta. Ciò convince ulteriormente come occorre che l’attenzione vada concentrata solo sul Madonna del Soccorso. ‘Noi siamo allarmati’ e non ci assumeremo di certo la responsabilità di non prevedere importanti e decisi investimenti qualitativi per il Madonna del Soccorso.

Sostenere ancora l’ospedale unico significa accettarne il principio come un salto nel buio. Soprattutto affidarsi ancora a chi ci ha portato a questo livello, ci vuole veramente coraggio”.




Ospedale Madonna del Soccorso: ora vietato sbagliare!!!

San Benedetto del Tronto – Massima attenzione per il Madonna del Soccorso! Dopo 15 anni di svuotamenti avvenuti e tutt’ora tentati attraverso mezzucci di basso livello, la città di San Benedetto deve reagire senza farsi incantare da parte di chi, continua a parlare di ospedale unico ( il tanto decantato appezzamento di terreno di 37 ettari superiore di 17 ettari rispetto al torrente di Ancona. Pensate voi!!! ).

Benito Rossi

Nel frattempo la classe Politica, soprattutto la Governante, con una opposizione proveniente solo da uno schieramento e cioè i 5S, ha confuso le acque, spacciando l’integrazione in Asur5 per togliere mano a mano servizi dal Madonna del Soccorso. Noi proponiamo una linea ben precisa ed è quella di riportare i servizi al Madonna del Soccorso riconsegnando dignità ad un territorio sempre meno salvaguardato dal punto di vista politico, vista la disparità di trattamento attuata su tutto il territorio marchigiano.

Noi rimarremo concentrati sul Madonna del Soccorso perché parlare di altro significherebbe continuare a reggere il sacco a chi vuole svuotare il Madonna del Soccorso

Orgoglio Civico




Trasferimento del Primario di Chirurgia Walter Siquini, l’intervento del Sindaco Piunti

San Benedetto del Tronto – Il trasferimento del Primario di Chirurgia dell’ospedale di San Benedetto del Tronto Walter Siquini, che andrà a dirigere il reparto di Chirurgia presso l’ospedale di Macerata, pone l’impellente ed assoluta esigenza di individuare un’immediata sostituzione con un professionista di pari valore che sappia garantire al Madonna del Soccorso gli stessi livelli di qualità raggiunti negli ultimi otto anni nel reparto Chirurgia.

Sarebbe impensabile e gravissimo qualsivoglia ritardo nella scelta di uno specialista qualificato che dovrà farsi carico delle numerose incombenze che gravano sul nosocomio sambenedettese.

E’ appena il caso di ricordare che l’ospedale di San Benedetto accoglie numerosi pazienti di altre regioni e del vasto hinterland dell’entroterra.

Già nella giornata di oggi attiverò gli uffici per fissare quanto prima un incontro con il Direttore dell’Area Vasta, dott. Cesare Milani, al fine di rappresentargli l’urgenza di porre in essere tutte le procedure necessarie per la immediata sostituzione del dott. Siquini.

Il Sindaco

Pasqualino Piunti




Carenza posti letto per acuti per anziani nel Piceno: occorre un riequilibrio per diminuire il disagio

San Benedetto del Tronto – Continua il percorso di verifica di orgoglio civico sulle politiche sanitarie che la Regione ha imbastito per il sud Marche ed in particolare per il Madonna del Soccorso.

Lo scopo dei comunicati è contribuire a fare chiarezza, anche ai sindaci, i quali per primi dovrebbero battere i pugni presso la regione. La legge concede ai sindaci di verificare ed eventualmente opporsi, formalmente e/o pubblicamente, a politiche sanitarie che non soddisfino in pieno  le esigenze dei cittadini, diversamente risulterebbero in linea con l’ente regionale. Non può passare inosservata l’emergenza posti letto per acuti per anziani, nel Piceno. Gli anziani, per primi, pagano sulla loro pelle il forte disagio di migrare da una barella all’altra, oppure in posti letto diversi ( appoggiati in altri reparti non competenti, es ortopedia, chirurgia, o altri reparti non competenti) dai posti letto per acuti, assegnati alla geriatria o medicina di San Benedetto.

Anche qui ( come in pediatria) qualcosa non torna.

La legge assegna il 3,7 per mille abitanti di posti letto per acuti,  per formare un numero di posti letto al servizio dei circa 220 mila abitanti. I posti letto per acuti  che ne derivano dal calcolo, sono distribuiti tra sanità pubblica e sanità privata ( ospedale Mazzoni, ospedale Madonna del Soccorso, cliniche private). Visto che, sia al Mazzoni che al Madonna del Soccorso, il termometro dei pronto soccorsi fa  registrare una importante carenza di posti letto per acuti, a scapito delle persone anziane, ci chiediamo se non vada rivista al più presto la ridistribuzione dei posti letto con un necessario aumento di posti letto per acuti nella sanità pubblica. Inutile ricordare che chi decide è sempre la Regione!! Ma oltre a noi, anche i sindaci possono opporsi, anzi dovrebbero per primi. Nell’Azienda Marche Nord, Fano e Pesaro, sono a disposizione circa 20 posti letto per Lungodegenti e circa 22 posti per acuti ( totale 42 circa ) con un numero di circa 10 medici. Nel Fermano hanno a disposizione circa  42 posti letto per la Medicina ( non hanno per ora la Geriatria ) con circa 14 medici in servizio, ma non ci stupirebbe se l’INRCA si trasferisse a Fermo nel prossimo futuro.

Benito Rossi

Al Mazzoni la Medicina gestisce circa 56 posti letto con circa 9 medici ( 7 + 2 infettivologhe).

La medicina di San Benedetto gestisce circa 32 posti con 7 medici mentre la Geriatria di San Benedetto gestisce circa 38 posti letto di cui 18 lungodegenti e 20 per acuti, con 4 medici + il primario.

Nel Piceno ci sono due cliniche private che gestiscono in convenzione pubblica  posti letto dei quali non disponiamo del numero ma che, certamente, rientrano nel totale assegnato rispetto il 3.7 per mille, rispetto i circa 220 mila abitanti.

La disfunzione ed disagio,  nostro parere, si crea nel momento in cui si appoggiano pazienti anziani in altri reparti rispetto la destinazione della geriatria o della medicina, quando i pazienti attendono in barella prima che si liberino posti letto ( ma quando si liberano ? ) oppure quando occorre trasferire pazienti, nei posti messi a disposizione dalle cliniche, dopo che il paziente ha eseguito tutto l’iter diagnostico in regime di pubblica assistenza. In questo frangente i pronto soccorsi implodono con pazienti in attesa presso l’osservazione temporanea e nelle sale del pronto soccorso.

A nostro parere occorre mettere mano con urgenza per  sanare la disfunzione e il disagio, assumendo più medici e personale del comparto, e  mettendo a disposizione maggiori posti letto per acuti al servizio pubblico. Oltretutto, grazie alla molteplice struttura organizzativa dirigenziale in dotazione alla asur5,  capire perché i molti accessi di persone anziane nei pronto soccorsi e soprattutto analizzare la qualità assistenziale erogata sul territorio alle persone anziane. Dall’analisi i nodi vengono al pettine salvo diversa indicazione programmatica politica sanitaria.

Orgoglio Civico




Sanità Area Vasta 5, Ceriscioli: “Nessuna riduzione del personale, confermate 2.541 unità per il 2019”

Area Vasta 5: confermate 2.541 unità di personale per il 2019.  Ceriscioli: “Nessuna riduzione del personale in sanità pubblica. Dal 2015 azione straordinaria con 1200 dipendenti in più al servizio dei marchigiani”.

 

 

San Benedetto del Tronto – “Nessuna riduzione del personale in sanità nelle Marche per il 2019 –  dichiara il presidente Luca Ceriscioli – E’ anche bene ricordare che nel 2015, quando abbiamo iniziato il nostro percorso, la spesa del personale in sanità era pari a meno 17 milioni, rispetto al tetto del 2020 (614milioni). Noi abbiamo invertito il corso e siamo arrivati, anzi, a sforare di 4 milioni, avendo prodotto un investimento sul personale di 21 milioni. Questi sono numeri chiarissimi che ci dimostrano come la giunta regionale abbia messo risorse e creduto nella più forte azione mai fatta per la sanità pubblica.

Dall’inizio della legislatura abbiamo investito 200 milioni in macchinari all’avanguardia, abbiamo assunto 1200 professionisti per garantire un’assistenza di grande qualità in termini di attività, operatori messi in campo e tecnologie disponibili. Una operazione che ci ha permesso di ridurre anche la mobilità passiva. 

Di fronte a un così ampio e forte impegno sulla sanità pubblica risulta evidente che il ruolo del privato sia circoscritto a complemento dell’attività pubblica, solo ad integrazione di alcuni servizi.

Nella nostra azione si inserisce la riforma del governo che finalmente ci garantisce la flessibilità sulla spesa. Questo ci permette di non dover rientrare come era invece previsto da un tetto che è nazionale e che quindi non dipende dalla Regione. Possiamo conservare così, per il 2019, gli stessi posti di lavoro che avevamo nel 2018, ovvero 14.207 dipendenti Asur dei quali 2.541 sono in servizio nell’area vasta 5.

La proposta di modifica del tetto è in conferenza delle regioni e, grazie al fatto che noi abbiamo i conti in equilibrio, avremo diritto a quei 4 milioni che ci mancavano: quindi garantiremo tutto il personale che abbiamo in servizio.

Pertanto, non ci sarà nessuna riduzione nelle aree vaste, anzi stimiamo che grazie ai 4 milioni di flessibilità, alla fine del 2019, potremo contare su qualche professionista in più per rispondere ai bisogni di salute dei cittadini. Nei primi giorni di aprile incontreremo  le organizzazioni sindacali per un confronto”.

 




Sanità, Fioravanti: “Il Mazzoni non si tocca”

Ascoli Piceno, 2019-03-23 – In qualità di Presidente del Consiglio comunale, dopo le affermazioni della Consulta per la salute di Ascoli Piceno, apprese oggi dalla stampa locale, convocherò a stretto giro un Consiglio comunale aperto per discutere del nuovo Piano sanitario che è stato approvato al momento soltanto dalla giunta regionale. Mi pare ineludibile che il Presidente Luca Ceriscioli venga a condividere e a ragionare con i rappresentati dei cittadini del Piceno su quanto deliberato prima che il documento di programmazione venga discusso in commissione e poi venga inviato al Consiglio regionale.
C’è chi parla del nuovo Piano sanitario come una cornice vuota. Io non esprimo giudizi, vorrei insieme a tutti i consiglieri comunali ascolani conoscere dalla viva voce del Presidente Ceriscioli quali sono i contenuti e come la Regione Marche è giunta a formularli sia dal punto di vista economico che di uguaglianza sociale con altri territori della regione.

I cittadini di Ascoli Piceno hanno firmato appelli perché venga potenziato l’ospedale Mazzoni e non diventi semplicemente un cronicario. E’ stato ampiamente dibattuto il fatto che non si può ancora una volta penalizzare una città capoluogo.
Il Piceno, al di là degli aspetti meramente consultivi della Conferenza dei Sindaci di Area Vasta 5, è strabico in sanità per colpa della politica che in questi anni non ha saputo adeguare il voto assembleare sulla sanità con le stesse regole di rappresentanza e quindi di voto ponderale che vale per Ciip Spa, che si occupa di un importante servizio come la gestione della risorsa idrica e della depurazione, così come accade per l’Ata Rifiuti.
Per la Conferenza dei sindaci di Area Vasta 5 il voto di Palmiano (per l’Istat nel 2017 c’erano 188 abitanti) vale quanto quello di Ascoli Piceno dove sempre per Istat 2017 gli abitanti erano 49.203.
Ad Ascoli come a San Benedetto i cittadini si sono ampiamente espressi e noi riteniamo che il potenziamento del Mazzoni e la realizzazione di un nuovo ospedale nei pressi dello svincolo autostradale dell’A14, quindi sulla costa, sotto la gestione di un’Azienda sanitaria sia la soluzione più coerente sul piano della spesa e della responsabilità nei confronti dei cittadini del Piceno.



Alla Pediatria di San Benedetto il doppio di nascite con la metà del personale: qualcosa non torna…

San Benedetto del Tronto – Difendere l’esistente assistenziale significa difendere le basi per una riprogrammazione sanitaria. Quella programmazione sanitaria che i cittadini del Piceno meritano in termini di risposte efficaci. Ceriscioli e la sua maggioranza non può comportarsi da opposizione interna e maggioranza come matrigna che penalizza il Piceno. Perciò la stessa metta a disposizione risorse dove necessitano, dove la domanda dei cittadini è oggettivabile dai numeri e dalla qualità erogata. La pediatria di San Benedetto del Tronto nel 2018 ha gestito con 12 infermieri e 5 medici circa 800 nascite e oltre 1000 accessi in pronto soccorso.

Benito Rossi

Naturalmente la carenza dei posti letto nella pediatria di San Benedetto si fa sentire per cui saranno sicuramente gli utenti a subire il disagio degli spostamenti. La pediatria di Ascoli gestisce circa 550 nascite con 24 infermiere e 7 medici. La pediatria di Ascoli differisce con quella di San Benedetto anche per organizzazione, dove in quella di Ascoli il personale infermieristico è  distintamente assegnato tra pediatria e patologia neonatale mentre a San Benedetto ruota tra la pediatria e la patologia neonatale. Quale è l’organizzazione pilota ( HUB) da uniformare???

La 1554 del novembre 2018 afferma che tutti i punti nascita sono di 1 livello eccetto Ancona che è di secondo livello.

Pertanto invitiamo la Regione Marche ad incrementare presso la pediatria di San Benedetto, medici,  infermieri, os, posti letto pediatrici e di patologia neonatale. Diversamente l’obiettivo sarà quello di voler smantellare la pediatria e la patologia neonatale. Diversamente occorrerà mobilitare cittadini in piazza per alzare la nostra voce che meglio ancora faremo sentire alle prossime regionali

Orgoglio Civico