Relluce della discordia: la Sindaca Moreschini replica a Castelli

Appignano del Tronto, 2019-01-20 – E’ davvero fantasioso il Sindaco di Ascoli Piceno a dare la colpa a me della chiusura di Relluce, è surreale pensare che una Sindaca di campagna di un comune di meno di 2000 abitanti possa avere così tanto potere da riuscire a tenere chiusa una discarica per 4 anni, mi fa piacere che mi creda così importante ma ahimè non è così.

Ricordo al Sindaco di Ascoli Piceno che il diniego alla vasca 6 presentata dalla Ascoli Servizi Comunali è avvenuto esclusivamente per ragioni tecniche e sono tutte elencate in modo esauriente nelle decine di pagine che hanno contribuito a scrivere arpam e settore ambiente della provincia di Ascoli Piceno.

Ricordo inoltre che quando il settore ambiente della provincia di Ascoli Piceno si è espressa sul sormonto di vasca 5 (quello che oggi autorizza il Presidente Fabiani con una ordinanza emergenziale) è successo che ha emesso una determina dicendo: “…preso atto che dalle indagini e dai monitoraggi non è possibile escludere una evoluzione (anche retrovergente) del movimento franoso individuato e pertanto non ritiene che siano superate le condizioni per un “potenziale rischio ambientale” esclude ogni ipotesi di ulteriore abbancamento dei rifiuti nelle vasche esistenti del comprensorio di relluce….”

Ricordo a Castelli che le frane perimetrate nel PAI ovvero il piano d’assetto idrogeologico del Fiume Tronto non le ho rilevate io ma tecnici molto più esperti di me.

Con un ribasso del costo dell’abbancamento in discarica dovuto al trasferimento da Fermo a Relluce si riesce appunto a ridurre del 5% la tariffa. Questo accade oggi che hanno fatto i saldi di fine stagione per il sormonto su vasca 5 e che quindi si paga lo smaltimento 13 euro tonnellata, è chiaro che se la tariffa fosse normale ad esempio 103,00 euro tonnellata così come avevano stabilito per la vasca 6 (bocciata) la percentuale di riduzione sarebbe del solo 1-2% e questo Castelli lo sa, e dovrebbero saperlo tutti coloro che vogliono tornare a relluce solo per una questione di tariffa, tutto ciò avvalora quello che il Comune di Appignano dice da mesi ovvero che il rifiuto indifferenziato incide per una percentuale davvero risibile sulla tari che pagano i cittadini.

Per quanto riguarda le mie dimissioni dagli organi del partito democratico di certo non sono legate allo sbattere dei piedi di una ragazzina capricciosa, bensì a dei sani e concreti principi ed ideali di sinistra volti alla tutela dell’ambiente e della salute pubblica, condivisi in documenti e programmi di governo del pd, ma disattesi dal Presidente Fabiani che preferisce fare accordi con il Sindaco di Ascoli mettendo in atto ordinanze emergenziali piuttosto che tener fede ai principi di giustizia, di rotazione dei carichi ambientali senza badare ai rischi che corre a caricare ancora su un versante oramai con forze resistenti oltre i limiti.




Discarica di Relluce, Ascoli Servizi precisa: “Non inquinante e non a rischio frane”

…evitare valutazioni politiche quando invece dovrebbero parlare i tecnici

 

 

Ascoli Piceno – L’Ascoli Servizi Comunali parte dal nodo ‘pericolosità ambientale’ che viene sollevato da chi critica la decisione di riaprire la discarica per conferire 8mila metri cubi di rifiuti.

Comprendiamo le preoccupazioni dei sindaci più vicini alla discarica di Relluce. Ma ci sono dei punti chiave che non vengono percepiti in maniera corretta. E per questo vogliamo fare chiarezza.

INQUINAMENTO

Il presunto inquinamento delle falde acquifere non esiste in primis perché non c’è una falda, (sentenza n. 463/2018 del Tribunale di Ascoli Piceno e sentenza n. 614/2018 del TAR Regione Marche) e poi perché gli organi di controllo e l’Arpam hanno stabilito che i valori considerati a rischio sono legati alla tipologia di terreno, che ha caratteristiche mineralogiche specifiche. La conferma è arrivata dalla sentenza di assoluzione al termine del processo a carico dell’ex presidente e del direttore tecnico di Ascoli Servizi Comunali dall’accusa di inquinamento di acque in falda.

RISCHIO FRANE

Il movimento franoso, come documentato, riguarda il terreno da riporto posizionato a valle. La parte riguardante le vasche è invece stabile e non dà alcun segnale di movimento. Per fugare ogni dubbio è stato richiesto un parere al Dipartimento di Ingegneria e Geologia dell’Università degli Studi “G. D’Annunzio” Chieti-Pescara, a firma del Prof. E. Miccadei in qualità di Responsabile Scientifico e del Prof. E. Spacone in qualità di Direttore del Dipartimento, che pochi mesi fa hanno presentato un parere tecnico che esclude la possibilità di frane.

Per tutelare completamente la discarica, e quindi l’area, l’azienda ha deciso di realizzare delle paratie inserite nel terreno. In questo modo abbiamo voluto eliminare ogni possibile speculazione sul rischio frana, un’ulteriore garanzia non richiesta ma che l’azienda ha voluto realizzare.

IL CAPPING

Il capping è presente in tre vasche, nelle vasche n. 4 e n. 5 è in fase di completamento. Si è dovuto attendere l’abbassamento naturale del terreno e l’approvazione definitiva del progetto stesso. Nella vasca n. 4 è quasi terminata la realizzazione, nella n. 5 invece, essendo ora in programma il recupero volumetrico, si è sospesa la realizzazione che verrà ultimata al termine dell’eventuale conferimento dei rifiuti come da prescrizioni dell’Arpam.

CONCLUSIONE

Quello che chiediamo alle istituzioni è di evitare valutazioni politiche quando invece dovrebbero parlare i tecnici. Evitiamo di creare un immaginario collettivo nei confronti di quello che invece potrebbe risolvere senza problemi ambientali, il trattamento e il recupero dei rifiuti della comunità della provincia di Ascoli Piceno.

Comprendiamo le problematiche legate alle eventuali emissioni odorigene, per cui, l’impegno di Ascoli Servizi Comunali è quello di adottare, le migliori tecnologie a disposizione per ridurre il problema, che di fatto già è diminuito dopo l’avviamento della raccolta differenziata porta a porta, su gran parte del territorio provinciale, che ha già raggiunto il 65%, eliminando quasi completamente il rifiuti organico dal secco non riciclabile destinato alla discarica.

I sindaci devono comprendere che l’alternativa è costruire da zero una nuova discarica con tutti gli impianti, ovvero un polo tecnologico ambientale per il trattamento del ciclo integrato dei rifiuti. Una soluzione che porterebbe a un evidente spreco di denaro pubblico, dovendo sbancare un’area oggi neppure individuata.

Rifiuti e Relluce della discordia: l’appello del Sindaco Moreschini

 

 

 




Rifiuti e Relluce della discordia: l’appello del Sindaco Moreschini

Appignano del Tronto – Chissà come mai dopo poche settimane, tutte le proposte che erano arrivate di accoglienza dei rifiuti da parte di altri territori sono magicamente scomparse? Chissà se la lobby dei rifiuti in mano a pochi singoli che detengono le proprietà o le quote della maggior parte delle discariche presenti nel territorio della Regione Marche, ha deciso di fare “cartello” per aiutare l’amico imprenditore a rientrare a conferire per la propria fetta di mercato? Questo lo ignoriamo, ma un ragionevole dubbio salta fuori.

Il sormonto sulla vasca 5 della discarica di Relluce non ha mai avuto una autorizzazione in seguito a valutazione di impatto ambientale, pertanto nessuna conferenza dei servizi si è mai espressa in tal senso, nessuna area tecnica ha dato il proprio parere su questo sormonto.

Il sormonto è stato oggetto di ordinanza emergenziale nel 2014 dal Presidente della Provincia Piero Celani, e oggi vogliono portarci ancora rifiuti, sempre emettendo una nuova ordinanza emergenziale per fare un sormonto sul sormonto.

Anche perché quando “la tecnica” ovvero il settore ambiente della provincia di Ascoli Piceno si è espressa sul sormonto di vasca 5 è successo che ha emesso una determina dicendo: “…preso atto che dalle indagini e dai monitoraggi non è possibile escludere una evoluzione (anche retrovergente) del movimento franoso individuato e pertanto non ritiene che siano superate le condizioni per un “potenziale rischio ambientale” esclude ogni ipotesi di ulteriore abbancamento dei rifiuti nelle vasche esistenti del comprensorio di relluce….”

Ovviamente dal 2014 ad oggi le condizioni di stabilità dei versanti dell’area di relluce sono peggiorate perché la ditta Ascoli servizi comunali non ha eseguito il capping definitivo delle vasche e pertanto le infiltrazioni sul corpo di discarica hanno notevolmente aumentato le pericolosità di un potenziale disastro ambientale, così come scritto numerose volte negli atti emanati da Arpam e provincia nel corso degli ultimi anni.

Per non parlare dell’inquinamento delle acque superficiali e profonde, hanno avuto addirittura il coraggio di dire che lo sforamento degli inquinanti nei prelievi fatti all’interno della discarica sia dovuto a parametri naturali dei terreni, certo come se ad Appignano le argille fossero composte dalla kryptonite di supermen.

Il Presidente Fabiani è ancora in tempo: “Presidente non firmare sulle tue spalle una ordinanza che di certo porterà danni irreparabili a questo territorio, e che soprattutto dagli organi tecnici, ti è stata fortemente sconsigliata anche in sede pubblica di ata”, del resto oggi non c’è nessuna contingibilità ed urgenza visto che l’emergenza è nota oramai da mesi. Sara Moreschini, Sindaco di Appignano del Tronto

Discarica di Relluce, Ascoli Servizi precisa: “Non inquinante e non a rischio frane”

 




Appignano fra i vincitori di 15.000 Euro del bando dell’Ue Wifi4Eu

Wifi4Eu un iniziativa finanziata dall’Unione Europea

Appignano del Tronto – Il Comune di Appignano fra i vincitori di un bando diretto dell’Unione Europea dal nome Wifi4Eu, e quindi finanziato per euro 15.000 finalizzati ad offrire wifi gratuito nei luoghi pubblici.

I fondi potranno essere utilizzati sia per acquistare nuove attrezzature che per ammodernare o sostituire tecnologie obsolete.

A inviare la propria candidatura alla Commissione europea per WiFi4EU erano stati ben 3.202 municipi italiani, in tutta Europa sono stati 2.800 i municipi vincitori, per un totale di 42 milioni di euro, a fronte di 13.198 candidature ricevute, il 24% delle quali dall’Italia, che ha ricevuto il numero massimo di voucher disponibili per un singolo Paese. 

Per lo stesso tema ovvero per il miglioramento della qualità della rete di connettività, siamo in attesa della banda ultra larga alla quale stiamo lavorando grazie alla Regione Marche, difatti sono stati consegnati i progetti e speriamo che Infratel (società in house del Ministero dello sviluppo economico) approvi e avvii i lavori quanto prima.

Visti i pochi fondi di bilancio proprio che i piccoli comuni dispongono per ogni anno contabile, ci siamo abituati a partecipare ad ogni bando (che sia nazionale, regionale o comunitario o anche privato) che suscita interesse e necessità per la nostra comunità. Sia per fare opere pubbliche che per migliorare o fare nuovi servizi.

Siamo abituati a lavorare a testa bassa amministratori e uffici nel tentativo di migliorare la qualità della vita di chi vive le aree interne.




Rifiuti, Relluce e dintorni: nota congiunta dei Comuni di Appignano del Tronto e Castel di Lama

Data 06/10/2018

Trasmessa mezzo pec

Spett.le Ata Rifiuti ATO 5

Alla c.a. Presidente Sergio Fabiani

Alla c.a. Dott. Claudio Carducci

Spett.le Regione Marche

Alla c.a. Presidente Luca Ceriscioli

Alla c.a. Dirigente Dott. Massimo Sbriscia

Spett.le Provincia di Ascoli Piceno

Alla c.a. Presidente Sergio Fabiani

Alla c.a. Dott.ssa Luigina Amurri

Spett.li Comuni della Provincia di Ascoli Piceno

Spett.le Unione Montana del Tronto e Valfluvione

OGGETTO: Abbancamento rifiuti nella Provincia di Ascoli Piceno a partire dal 08/11/2018

Vista la nota prot. 36651 del 31/10/2018 dell’Arpam ad oggetto “Gestione rifiuti urbani. Recupero volumetrico vasca n.5 della discarica comprensoriale sita in località Relluce nel Comune di Ascoli Piceno autorizzata con decreto AIA 81/VAA del 08/08/2008 e gestita dalla società Ascoli Servizi Comunali surl. Valutazioni tecnico ambientali”

Atteso che il parere tecnico è stato richiesto a seguito della proposta della Società Ascoli Servizi Comunali di abbancamento dei rifiuti indifferenziati dell’ATO 5 presso l’impianto di discarica quinta Vasca di Relluce fino alla saturazione di tonnellate resesi disponibili a causa del fisiologico abbassamento dei rifiuti abbancati;

rappresentiamo quanto segue:

  • La proposta di “recupero volumetrico” rappresenta un vero e proprio sormonto in quanto il profilo di capping proposto risulta essere diverso da quello autorizzato con D.D. 1418 del 27/09/2017.

  • Le coperture definitive della quarta e della quinta vasca dovevano essere ultimate entro il 31/10/2018. Ad oggi, come prassi, la società risulta inadempiente su entrambe le vasche. In particolare sulla vasca 5 è stata realizzata l copertura definitiva solo sulla porzione sud-est. L’abbancamento di ulteriori rifiuti ritarderebbe ulteriormente un capping già fuori tempo massimo. Di fatti ogni giorno di ritardo fa sì che aumentino le infiltrazioni di acque meteoriche che fanno aumentare la produzione di percolato generando ulteriori vulnerabilità legate alla già compromessa stabilità dei versanti.

  • Il nuovo sormonto, difforme da quello autorizzato, dovrebbe quindi essere nuovamente riprogettato e autorizzato con evidenti ulteriori ritardi nella sua realizzazione.

  • La 5° vasca nel passato ha registrato notevoli deformazioni degli argini della discarica come chiaramente evidenziato nella relazione del Geom Antolini di fine 2016. Queste deformazioni (dell’ordine dei 5-8 cm) giudicate dal tecnico “compatibili con la normale deformazione di assestamento della paratia una volta raggiunto il massimo carico” di fatto differiscono di 10 volte dalle deformazioni dichiarate nel progetto autorizzato nel 2008. Abbancare ulteriori rifiuti sulla 5° vasca andrebbe quindi ad aumentare le spinte sulla arginatura già notevolmente deformata senza che nessuna autorità competente si sia espressa sull’ammissibilità di tale deformazione. Si ritiene pertanto che questa anomalia non possa essere sottovalutata e vada autorizzata da un competente organo tecnico che, nel caso di specie non può essere ARPAM.

  • L’art. 191 comma 3 dispone che “Le ordinanze di cui al comma 1 indicano le norme a cui si intende derogare e sono adottate su parere degli organi tecnici o tecnico-sanitari locali, che si esprimono con specifico riferimento alle conseguenze ambientali” è evidente quindi, per le motivazioni sopra esposte, che sia necessario più di un parere tecnico.

  • In un periodo in cui i cambiamenti climatici ed il global warming hanno fatto aumentare esponenzialmente la frequenza e l’intensità di eventi meteo estremi, l’urgenza della copertura non è più rimandabile. Abbiamo visto in questi giorni un paese in ginocchio e non possiamo permetterci di compiere scelte scellerate basate esclusivamente su effimeri risparmi di natura economica che nulla valgono rispetto all’incolumità del territorio e delle persone;

  • L’utilizzo della decretazione d’urgenza in questo particolare frangente storico non risulta motivato e motivabile con argomentazioni giuridicamente inattaccabili, vista l’esistenza di una convenzione in essere con la provincia di Fermo che non può essere alla mercé di scelte aziendali private;

In fede

Il Sindaco Del Comune di Appignano Del Tronto

Dott.ssa Sara Moreschini

Il Sindaco Del Comune di Castel Di Lama

Dott. Ing. Mauro Bochicchio

 

clicca l’originale: nota 07 novembre 2018_appignano e casteldilama




Rifiuti, Relluce, elezioni provinciali e dintorni

Appignano del Tronto, 2018-10-27 – Pasqualino Piunti candidato alla Presidenza della Provincia dichiara che se lui verrà eletto la sesta vasca non si farà; una dichiarazione un tantino fuori tempo visto che la vasca 6 ha terminato il percorso di valutazione di impatto ambientale nell’anno 2015 con un chiaro diniego da parte del servizio ambiente della Provincia di Ascoli Piceno a causa di gravi problematiche tecniche e ambientali chiarite in modo inequivocabile allora dall’arpam.

Pasqualino Piunti

Piunti alla ricerca di voti probabilmente quelli di Castel di Lama neppure cita la cittadina di Appignano del Tronto quando parla di miasmi, del Resto per lui come per Castelli e per la Ascoli servizi comunali, noi siamo solo un piccolo punto da rappresentare su una scala topografica a 1:25.000, però ci sappiamo difendere e ci facciamo sentire.

Quindi, Piunti ha cambiato idea? Fino a pochi giorni fa dichiarava di voler tornare a conferire i rifiuti in ambito, del resto ha scritto anche una lettera al Presidente dell’Ata rifiuti per questo fine per ridurre i costi dei rifiuti indifferenziati, il cui incremento, sappiamo bene essere pressochè ininfluente sul conteggio complessivo della tariffa.

Oppure dice no alla vasca 6 e si alla vasca 7 e al sormonto su vasca 5 di relluce??

Meglio l’uovo oggi della gallina domani?

Con D’erasmo si era avviato un virtuoso percorso di pianificazione della gestione dei rifiuti basato su riciclo, riuso, riduzione della produzione e ampliamento dell’ambito a marche sud per evitare di insistere su tutto il territorio piceno quindi sia valle del bretta che valle del chifente da anni compromesse a livello ambientale.

Invece il Sindaco di Castel di Lama può decidere liberamente se e chi votare, ma di certo non può dire che ci si è opposti all’ampliamento di relluce esclusivamente adducendo motivi formali poco rilevanti;

Ricordo che il comune di Appignano del Tronto da sempre sensibile alle problematiche ambientali ha scritto pagine e pagine di osservazioni, lettere, proteste, comunicazioni ecc ecc, inerenti le problematiche ambientali e tecniche relative alle emissioni odorigene, all’inquinamento delle acque e dei terreni e alla presenza di movimenti franosi attivi ed in costante aumento.

Da circa un anno, proprio per approfondire con le migliori competenze le problematiche tecniche ha attivato una collaborazione scientifica con la facoltà di geologia dell’università degli studi di Camerino, e sta predisponendo un progetto innovativo per il monitoraggio delle “puzze” con sensori IOT sperimentali in grado di rilevare e misurare le emissioni con L’università di Roma 3.

Quindi il nostro no a qualsiasi abbancamento a relluce è legato a palesi problematiche ambientali che stiamo studiando con il supporto delle migliori menti scientifiche.

Il CDA della Ascoli Servizi Comunali Srl nella riunione del 27/10/2018, viste le notizie apparse sulla Stampa locale nelle ultime settimane, da cui si evince che il progetto della 6° vasca presso il Polo impiantistico di Relluce viene chiamato in causa in modo inopportuno nella attuale campagna elettorale per le elezioni del Presidente della Provincia, affinché non venga strumentalizzato divenendo il fulcro della battaglia politica, ha deliberato di ritirare l’attuale progetto per la realizzazione della 6° vasca presso il Polo impiantistico di Relluce, progetto attualmente all’esame della presidenza del Consiglio dei Ministri. Nella stessa seduta il CDA ha anche preso atto della fine dei lavori della paratia a valle della 4° Vasca, oltre dello stato di avanzamento dei lavori relativi alla ricopertura finale delle vasche 4 e 5, il cui termine è previsto a breve.

Il CDA ha anche delineato gli obbiettivi futuri per quanto riguarda il Polo impiantistico di Relluce, ritenendo prioritaria l’implementazione dell’impiantistica utilizzata per il recupero di materia (compostaggio ecc..), rispetto agli impianti relativi allo smaltimento, perseguendo gli obbiettivi europei e nazionali per lo sviluppo di una reale economia circolare.

 




Considerazioni e dissenso del Sindaco Sara Moreschini sul polo di Relluce

Riceviamo dal Sindaco di Appignano del Tronto Sara Moreschini e pubblichiamo integralmente:

COMUNE DI APPIGNANO DEL TRONTO

COMUNE DI ASCOLI PICENO

SINDACO

Data 06/10/2018

 

Spett.le Ata Rifiuti ATO 5

Alla c.a. Presidente Paolo D’Erasmo

Alla c.a. Dott. Claudio Carducci

Spett.le Regione Marche

Alla c.a. Presidente Luca Ceriscioli

Alla c.a. Dirigente Dott. Massimo Sbriscia

Spett.le Provincia di Ascoli Piceno

Alla c.a. Presidente Paolo D’Erasmo

Alla c.a. Dott.ssa Luigina Amurri

Spett.li Comuni della Provincia di Ascoli Piceno

Spett.le Unione Montana del Tronto e Valfluvione

Spett.le Ascoli Servizi Comunali

Spett.le Picenambiente SpA

OGGETTO: Nota ditta Ascoli Servizi Comunali prot. 1570 del 03 ottobre 2018- Considerazioni

In riferimento alla nota pervenuta da parte della ditta Ascoli Servizi Comunali in data 03/10/2018, prot. 1570, si osserva e si rileva quanto segue:

  • Nella provincia di Ascoli Piceno non sussiste alcuna emergenza rifiuti tale da giustificare l’adozione, da parte del Presidente, di ordinanze di natura straordinaria ed urgente per abbancare in deroga alle procedure ordinarie;

  • La proposta dell’azienda Ascoli Servizi Comunali di abbancare utilizzando le volumetrie resesi disponibili in seguito all’abbassamento del corpo di discarica sulla vasca 5 e alla mancata effettuazione della dovuta e già remunerata copertura nei tempi inizialmente assegnati, risulta inaccettabile in quanto ritarderebbe ulteriormente un capping già fuori tempo massimo;

  • Le problematiche ambientali più volte sollevate ed evidenziate sul polo di Relluce non risultano essere state chiarite con studi tecnici approfonditi e di dettaglio, come evidenziato dallo studio scientifico predisposto dalla sezione geologia dell’Università di Camerino e depositato agli atti della Provincia. I tanto sbandierati pronunciamenti della giustizia amministrativa attengono ad aspetti procedurali e formali e sicuramente non possono sostituirsi a studi e monitoraggi ambientali approfonditi affidati ad enti terzi competenti, nei quali operano tecnici e professori privi di qualsiasi conflitto d’interesse anche potenziale. Ribadiamo che le analisi effettuate dal Comune di Appignano Del Tronto su un pozzo immediatamente a monte della discarica hanno fornito dati con percentuali di ferro, solfati, manganese etc decisamente inferiori di alcuni ordini di grandezza rispetto ai valori misurati nei pozzi siti all’interno della discarica e comunicati dalla Ascoli Servizi Comunali;

  • Le politiche ambientali del territorio non possono essere dettate dai gestori del servizio che hanno interesse economico a riempire buche di rifiuti, bensì devono derivare dal confronto tra gli amministratori del territorio con mandato dei cittadini e gli stakeholders deputati alla tutela ambientale nelle sedi istituzionalmente deputate;

  • La schizofrenia dei prezzi al ribasso relativa al conferimento nella quinta vasca di Relluce desta sospetti sia nei confronti del comportamento passato, sia degli accorgimenti di natura tecnico-ambientale dovuti per legge e per coscienza eventualmente adottati oggi;

  • La riduzione del costo della tariffa rifiuti passa attraverso un sistema complesso di gestione, incremento e miglioramento della raccolta differenziata e di politiche volte alla riduzione dei rifiuti; il mero conto della serva sul costo di smaltimento della frazione indifferenziata getta esclusivamente fumo negli occhi, incide in maniera risibile sul complesso della tariffa, in particolar modo nei comuni che hanno adottato politiche virtuose di gestione del proprio territorio. Ad esempio, effettuando i conteggi sull’intero bacino dell’unione montana per un anno, l’incremento da 105€/t a 120€/t comporta un incremento complessivo del piano finanziario di circa il 2%, ovvero un’inezia che può essere recuperata mediante ulteriori comportamenti virtuosi.

Pertanto, alla luce di quanto sopra espresso, si anticipa il proprio dissenso nei confronti della proposta della società Ascoli Servizi Comunali, rimandando le scelte in materia ai soggetti ed alle sedi istituzionalmente deputate.

Il Sindaco Del Comune di Appignano Del Tronto

Dott.ssa Sara Moreschini

clicca l’allegato: riscontro nota ASC del 03_10_2018




Horizon 2020 e patto dei Sindaci.Eu, sempre più Europa ad Appignano

Appignano del Tronto – Al Consiglio comunale Appignano del Tronto tenutosi venerdì 15 giugno alle ore 21:00, diversi i punti all’ordine del giorno. Una importante variazione di bilancio di previsione 2018/2020 provvede a recepire nel nostro bilancio i primi 176.000,00 euro a titolo di anticipo per il progetto “Ruritage Rural regeneration…” per la Call Horizon 2020, un bando diretto della commissione europea di cui il comune di Appignano del Tronto è partner e beneficiario. Dopo il primo kick off tenutosi a Bologna a partire dal 4 giugno, con i 40 partner europei capitanati dall’Università di Bologna si avviano i lavori. I primi passi da fare per Appignano entro i primi 10 mesi di progetto sono la ristrutturazione e rigenerazione urbana della struttura dell’ex asilo , che diverrà centro nevralgico della resilienza, l’acquisto e posa nei pressi della HUB, di un sismografo e di una stazione meteorologica ai fini dell’ampliamento della rete nazionale ingv e della valutazione dello scuotimento locale per la prima e del monitoraggio del trend di piogge venti ecc ecc ai fini delle ricerca di metodi e tecnologie per affrontare le prossime emergenze in modo consapevole o corretto. 

All’unanimità è stato votato anche il punto sull’Adesione al Patto dei Sindaci per il clima e l’energia P.A.E.S.C.. Il nuovo Patto dei Sindaci per il Clima & l’Energia dell’Unione Europea riunisce migliaia di governi locali impegnati, a implementare gli obiettivi comunitari su clima ed energia. L’iniziativa ha non solo introdotto per la prima volta un approccio di tipo bottom-up per fronteggiare l’azione climatica ed energetica, ma è andata velocemente ben oltre le aspettative. L’iniziativa riunisce ad oggi oltre 7.000 enti locali e regionali in 57 Paesi. I firmatari condividono una visione per il 2050: accelerare la decarbonizzazione dei loro territori, rafforzando la loro capacità di adattarsi agli inevitabili impatti del cambiamento climatico e consentendo ai loro cittadini di accedere a un’energia sicura, sostenibile e accessibile. I comuni firmatari s’impegnano a sostenere l’attuazione dell’obiettivo comunitario di riduzione del 40% dei gas a effetto serra entro il 2030, e l’adozione di un approccio comune per affrontare la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici. Al fine di tradurre l’impegno politico in misure e progetti pratici, i Firmatari del Patto s’impegnano a presentare, entro due anni dalla data della decisione del consiglio locale un Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima (PAESC) che indichi le azioni chiave da intraprendere.
Questo audace impegno politico segna l’inizio di un processo di lungo termine che vede la nostra città impegnata a riferire ogni anno sui progressi dei loro piani.
Approvato all’unanimità il nuovo importante strumento di pianificazione ovvero, la microzonazione sismica di terzo livello redatta dal prof. Geol. Massimiliano Fazzini finanziata ed approvata dalla struttura commissariale sisma 2016. Gli elaborati verranno pubblicati nel sito del Comune di Appignano del Tronto e presto organizzeremo un incontro pubblico ai fini della esplicazione della microzonazione, per rendere i cittadini più consapevoli delle pericolosità e avviare una ricostruzione davvero consapevole. Gli studi di Microzonazione Sismica hanno l’obiettivo di razionalizzare la conoscenza sulle alterazioni che lo scuotimento sismico può subire in superficie, restituendo informazioni utili per il governo del territorio, per la progettazione, per la pianificazione per l’emergenza e per la ricostruzione post sisma.




Appignano, il punto sul sisma

 

 

Decine i progetti di messa in sicurezza fatti ad Appignano del Tronto dopo lo sciame sismico che ha colpito il centro Italia a partire dal 24 agosto 2016.

Appignano del Tronto – Nella prima fase sono stati programmati ed eseguiti tutti i GTS (gruppo tecnici di supporto al Sindaco, assieme a ufficio tecnico comunale, ai VVF, alla regione Marche e alla sovrintendenza ai beni culturali ove necessario) che hanno individuato gli interventi generali da eseguire, ovvero cerchiature, smontaggi controllati, sbatacchiature ecc ecc; in seguito sono state affidate le progettazioni e, approvati i progetti, fatte le gare d’appalto per l’affidamento dei lavori per ogni singola operazione di messa in sicurezza, di seguito i dettagli di ogni singolo progetto (alcuni terminati e rendicontati, altri terminati, ne restano due da appaltare). Tutti questi lavori hanno consentito di riaprire tutte le vie principali, alcune vie laterali e di rimuovere rischi esterni al fine di far rientrare delle famiglie evacuate a causa degli stessi.

Progetto Importo
Messa in sicurezza frana sismoindotta in circonvallazione Carosi

11.172,35 €

Muro Circonvallazione Carosi

23.973,00 €

Lavori di messa in sicurezza edificio in via Roma 33-35

24.070,60 €

Vicolo Marcoli 99 e cantonale via Gabrielli

4.075,48 €

Fornitura di piattaforma aerea h= 28 m chiesa San Michele Arcangelo

3.123,20 €

Via Fabiani

5.691,30 €

Cerchiaggio torre

7.091,64 €

Messa in sicurezza torre

39.976,40 €

Via G. Massimo 132

17.339,64 €

Via G. Massimo 1, 3, 5

48.000,00 €

Via Roma 63

39.000,00 €

Via Massimo 19-32

52.000,00 €

Via Massimo 100-102

10.541,83 €

Via Massimo 14-16 (sbadacchiatura finestre)

900,00 €

Via Mezzana 5

18.500,00 €

Via Marconi 6

6.000,00 €

Vicolo del Forno

62.979,86 €

Ciabattoni

44.000,00 €

Corte via Marconi

62.000,00 €

Vicolo dell’Orto

24.439,70 €

Via Roma (cerchiatura)

45.000,00 €

Municipio

120.000,00 €

Totale

669.875,00 €

Per quanto riguarda la ricostruzione pubblica:

– abbiamo ricevuto un finanziamento da 1,3 milioni di euro per l’adeguamento sismico del municipio, pronta la gara d’appalto per la progettazione.

– Dopo la chiusura di Circonvallazione Carosi il 17 gennaio 2017, in seguito ad una frana sismo-indotta, sono stati appaltati da ANAS (ente attuatore viabilità post sisma) i lavori per il consolidamento della strada e del muro di contenimento a monte, un lavoro di circa 900 mila euro, iniziato il 16 novembre e che dovrebbe durare 120 giorni.

– Inseriti n°2 alloggi di edilizia residenziale pubblica lesionati dal sisma, nel redigendo piano della Regione Marche per la ricostruzione.

– finanziati i lotti del Cimitero comunale lesionati dal sisma, nel piano approvato dal comitato istituzionale per un importo di 650.000 + 650.000 euro.

– finanziato nell’accordo siglato dalla Regione Marche e dal Ministero dell’ambiente per Circa 1 milione di euro il consolidamento del versante sud ovest oggi perimetrato a rischio r4 del Piano d’assetto idrogeologico del bacino interregionale del fiume Tronto.

Per quanto riguarda la ricostruzione privata tutti i sopralluoghi sono terminati a marzo 2017; circa 150 sono i cittadini evacuati a causa di immobili inagibili che oggi sono in autonoma sistemazione, e oltre 350 gli immobili risultati inagibili. Ad oggi sono state presentate all’ufficio speciale per la ricostruzione di Ascoli Piceno n°12 pratiche di cui n°3 approvate con decreto di finanziamento.

 

 

 




Resilienza: Appignano vince il progetto europeo Horizon 2020, la soddisfazione del Sindaco Sara Moreschini

 

Appignano del Tronto, 2017-12-04 – Il Comune di Appignano del Tronto risulta vincitore del progetto Horizon 2020, un bando a chiamata diretta dell’Unione Europea, che finanzia un progetto coordinato dall’Università di Bologna, con decine di partner internazionali, per un importo complessivo di oltre 10 milioni di Euro!
Il Comune ha elaborato una proposta progettuale molto articolata, coinvolgendo partner istituzionali nazionali e locali, enti di ricerca, università, ordini professionali, fondazioni bancarie, associazioni culturali ed attività produttive locali, nell’obiettivo di promuovere la crescita di Appignano attraverso una serie di azioni che ne incrementino la resilienza, e ne favoriscano lo sviluppo in tutti gli ambiti.

Il Sindaco Sara Moreschini: Quando a gennaio eravamo in fase di piena emergenza post sisma, tra messe in sicurezza, sopralluoghi e ordinanze di sgombero, la proposta dell’Università di Bologna di partecipare al progetto RURITAGE per rispondere ad un bando diretto della commissione europea Horizon2020, ci è sembrata l’unica via per ancorarci alla speranza di ripartire.

Eravamo consapevoli che un solo progetto sarebbe stato finanziato ma questo non ci ha fermato, consapevoli che a volte il lavoro duro, la tenacia, la competenza pagano e questa volta hanno pagato davvero. Ce l’abbiamo fatta. Un solo progetto finanziato: il nostro.

Il Progetto “Ruritage- Patrimonio culturale come motore per la crescita sostenibile” è partito dall’analisi e dalla conoscenza di 14 partner di eccellenza a livello europeo su 6 aree sistemiche di intervento volte all’implementazione di un modello di sviluppo e di crescita fondato sul nostro patrimonio culturale rurale.

Analizzando le eccellenze quali il Cammino di Santiago in Spagna per i pellegrinaggi e le esperienze cretesi ed islandesi per la resilienza, i festival artistici dell’Alta Provenza, sono state individuate le buone pratiche da replicare nel territorio comunale, promuovendo un percorso di rinascita post sisma di Appignano.

Il progetto prevede sia interventi strutturali quali la realizzazione di una piazza che sorgerà dalle macerie di un edificio crollato a causa del sisma nel centro storico, la ristrutturazione di un immobile fulcro di tutte le iniziative, sia interventi volti alla promozione e conoscenza del territorio quali un percorso denominato “il cammino dei calanchi grigio-azzurri” che condurrà turisti e pellegrini alla scoperta del patrimonio religioso, delle eccellenze produttive agricole ed artigianali. In collaborazione con l’INGV verranno installati due sismografi per misurare l’accelerazione sismica locale collegati alle rete nazionale ed una stazione meteo.

Il progetto prevede interventi, iniziative, festival, manifestazioni ed esercitazioni per 4 anni, con incontri periodici tra tutti i partner. Dopo un anno e mezzo circa dall’avvio del progetto, si terrà un meeting di tutti i partner in Appignano Del Tronto.

Il nostro Comune ha elaborato una proposta progettuale molto articolata, coinvolgendo partner istituzionali nazionali e locali, enti di ricerca, università, ordini professionali, fondazioni bancarie, associazioni culturali ed attività produttive locali, nell’obiettivo di promuovere la crescita di Appignano attraverso una serie di azioni che ne incrementino la resilienza, e ne favoriscano lo sviluppo in tutti gli ambiti.

Il totale del finanziamento del bando è di 10 milioni di euro, a noi ce ne spettano circa 500mila euro ma i benefici sono molto di più della cifra economica perché la ricaduta del progetto farà crescere di molto il nostro territorio in termini di visibilità, di turismo e di ricaduta sull’indotto del nostro tessuto produttivo. Abbiamo lavorato per mesi, giorno e notte, misurandoci con un qualcosa di più grande di noi, senza paura, solo con la forza del nostro impegno, per raggiungere un obiettivo che ci sembrava lontano anni luce…ce l’abbiamo fatta! Pronti a lavorare per i prossimi 4 anni! Grazie Unibo! Grazie ai 42 partner che hanno accettato la nostra proposta e si sono lasciati coinvolgere in questo progetto!

 
Horizon 2020 Ruritage – Rural regeneration through systemic heritage-led strategies Topic: SC5-21-2016-2017: Cultural heritage as a driver for sustainable growth