dalla Regione Marche

dalla Regione Marche

18 apr 2014
PRODUZIONE RIFIUTI E RACCOLTA DIFFERENZIATA NELLE MARCHE: I DATI DEL 2013. MALASPINA: “SODDISFAZIONE PER I RISULTATI CONSEGUITI”.

Continua a cresce la quota della raccolta differenziata e diminuisce la produzione dei rifiuti urbani. L’assessorato all’Ambiente della Regione ha diffuso i dati relativi al 2013. Le Marche hanno conseguito il 60,3% di differenziata: mancano solo 4,7 punti percentuali all’obiettivo di legge del 65%. Questo traguardo sembra ormai raggiungibile grazie alla costante crescita della raccolta differenziata nel territorio regionale, i cui quantitativi hanno superato del 20% i rifiuti raccolti in modo indifferenziato, destinati prevalentemente allo smaltimento in discarica. L’assessore all’Ambiente, Maura Malaspina, esprime “grande soddisfazione” per i risultati conseguiti: “È necessario continuare a incrementare le politiche regionali, in materia di rifiuti, per ridurre lo smaltimento di rifiuti in discarica, aumentando la prevenzione il riciclaggio e il riuso”. La raccolta differenziata di qualità è lo strumento cardine per il recupero di materia dai rifiuti; i Comuni che hanno attivato la raccolta porta a porta hanno ottenuto i risultati migliori: “Sono 103 i Comuni che nel 2013 hanno superato il 65% di differenziata, contro i 73 che avevano superato l’obiettivo nel 2012 – evidenzia l’assessore – Dato molto positivo è che tutte le cinque province marchigiane possono vantare Comuni con una raccolta differenziata maggiore del 65%”. A livello di Ambiti territoriali ottimali (Ato), che coincidono con il territorio provinciale, gli Ambiti di Macerata e di Ancona hanno centrato l’obiettivo del 65% di differenziata, attestandosi, rispettivamente, a 68,88% e a 65,18%; seguono l’Ato di Pesaro e Urbino con il 57,85%, l’Ato di Ascoli Piceno con il 51,22% e infine l’Ato di Fermo con il 49,26%. L’incremento è molto significativo: è stato più che raddoppiato il dato del 2008, quando, nelle Marche, la raccolta differenziata si era attestata al 26,53%. Nel 2013 sono state prodotte complessivamente 792.551 tonnellate di rifiuti urbani, pari a 513 kg/abitante*anno, contro le 810.984 tonnellate del 2012, pari a 526 kg/abitante*anno, confermando il trend positivo della diminuzione della produzione dei rifiuti a partire dal 2007. “Lo scorso 16 gennaio – ricorda l’assessore con evidente orgoglio – la Regione Marche ha ricevuto il Premio nazionale sulla prevenzione dei rifiuti, promosso da Legambiente e Federambiente, con il patrocinio del ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, a titolo di riconoscimento dell’impegno della nostra Regione per promuovere politiche mirate alla diminuzione della produzione di rifiuti”. Il Comune più virtuoso in prevenzione è stato il Comune di Folignano (AP), registrando, nel corso del 2013, un procapite di produzione dei rifiuti pari a 283 kg/abitante*anno, inferiore al 30% del valore medio dell’Ato di appartenenza. Grazie all’agevolazione fiscale in materia di tributo speciale per il conferimento in discarica, disposta dalla L.R. n.15/1997, al Comune di Folignano non si applicherà l’addizionale del 20% prevista per il mancato raggiungimento degli obiettivi minimi di raccolta differenziata. I cittadini di Folignano pagheranno un tributo di € 0,020 invece di € 0,024. Malaspina evidenzia, poi, che la sfida della prevenzione della produzione di rifiuti “non solo ha un grande valore ambientale, ma ha uno straordinario valore educativo, sociale ed economico e che in questo momento, così delicato, rappresenta una opportunità di coesione e di sviluppo per l’intera comunità. Gli ottimi risultati registrati nel corso 2013 sono il riconoscimento delle numerose buone pratiche avviate, negli anni, dalla Regione Marche che si colloca tra le regioni in cui la raccolta differenziata è effettuata con maggiore incisività ed efficacia; questo è motivo di soddisfazione anche per l’Assessorato, visto l’ottimo lavoro svolto dalla struttura competente in materia”. L’assessore all’Ambiente esprime comunque “rammarico per l’avvio non ancora completato delle Assemblee territoriali d’ambito (Ata): organi di governo degli Ato per la gestione dei rifiuti che, a regime, permetteranno di superare la frammentazione gestionale e centrare più velocemente gli obiettivi normativi di raccolta differenziata e recupero. Per questo è auspicabile che anche l’Ata di Fermo si costituisca presto”.

AL VIA L’ITINERARIO ROBBIANO DI ARCEVIA Marcolini: “Progetto che coniuga tutela del patrimonio monumentale con catalogazione e valorizzazione di itinerari territoriali .

Prende il via l’itinerario robbiano di Arcevia, un progetto del Comune e cofinanziato dalla Regione Marche. Arcevia custodisce preziosi arredi invetriati e dipinti del XVI secolo, un unicum nella vicenda delle robbiane marchigiane per la straordinaria concentrazione. Questo ha permesso di realizzare un itinerario culturale e turistico sulle otto sculture robbiane presenti ad Arcevia (collegiata di S. Medardo e chiesa di S. Maria del Soccorso) e Avacelli (chiesa di S. Lorenzo). Soddisfatto l’assessore alla Cultura, Pietro Marcolini: “Il progetto del Comune di Arcevia coniuga tutela del patrimonio monumentale, alquanto prezioso e delicato, come nel caso delle maioliche robbiane, con la catalogazione e la valorizzazione di itinerari territoriali in chiave culturale e turistica. Un esempio da seguire che premia anche la volontà di fare squadra con la vicina Senigallia, anch’essa città d’arte sede nello stesso periodo di una mostra dedicata alle maioliche del XV secolo. Un territorio tutto da scoprire che apre la strada al grande evento del 17 e 18 maggio, il Grand Tour Musei dove tutto il patrimonio regionale dei musei sarà interessato da aperture straordinarie per permettere a tutti di conoscerlo e visitarlo”. “L’Itinerario – dichiara il sindaco di Arcevia, Andrea Bomprezzi – è il compimento di un lavoro partito anni fa e che oggi grazie al cofinanziamento regionale diventa realtà. Un esempio di collaborazione esemplare, che dimostra come si possano fare eventi culturali di rilievo in perfetta sinergia e con costi contenuti. La valorizzazione dei beni culturali a fini turistici, la tutela del paesaggio e dell’ambiente, l’implementazione di un’agricoltura di qualità, sono le linee guida per lo sviluppo futuro del nostro territorio”. Grazie al concorso regionale sono stati realizzati gli interventi di riposizionamento dell’altare di Giovanni Della Robbia intorno al quale ruota tutto l’itinerario robbiano. L’altare in terracotta invetriata fu commissionato da due eremiti senesi per l’Eremo di S. Girolamo de saxo rubeo di Rocca Contrada (antico nome di Arcevia) nel 1510, alla bottega fiorentina di Giovanni della Robbia. Terminato nel 1513 e posizionato nell’eremo, dopo varie vicissitudini nel 1870 l’altare venne collocato presso la collegiata di S. Medardo, dove tuttora si può ammirare in una nuova sede espositiva. Si tratta dell’unico altare di Giovanni Della Robbia nelle Marche, ed è considerato una delle tappe fondamentali della carriera dell’artista fiorentino. L’intervento ha permesso una sistemazione più idonea dell’altare, in posizione più elevata ed arretrata, con un nuovo sfondo e una nuova balaustra che garantirà al meglio fruibilità e sicurezza. Connesse alla valorizzazione del monumentale altare sono tutta una serie di azioni come la realizzazione della segnaletica e una guida con le schede delle opere robbiane, con una contestualizzazione storica e artistica sul panorama culturale arceviese del ‘500. Realizzata anche una campagna fotografica di tutte le opere robbiane delle Marche, che saranno archiviate nel sito regionale www.beniculturali.marche.it e che sono la base fondamentale per la Guida dell’itinerario regionale con schede sui comuni interessati e sulle opere (circa 20 comuni interessati) di opere robbiane nelle Marche. Dal 19 aprile al 28 settembre 2014 si potranno visitare le tre sedi dove sono collocate le opere: nel centro storico la chiesa di S. Maria del Soccorso, che ospita un monumentale altare invetriato raffigurante l’Annunciazione, opera di Mattia Della Robbia, che negli anni ’20 del ‘500 per realizzare tutte le sue opere arceviesi, utilizzò una fornace per la cottura delle terracotte che gli eremiti di S. Girolamo fecero costruire nell’eremo; seconda tappa è la collegiata di San Medardo, dove sono esposti oltre al maestoso altare di Giovanni Della Robbia, due statue dipinte di Santa Caterina e della Maddalena, rare opere robbiane non invetriate, un paliotto e un bel Crocifisso invetriato di Mattia Della Robbia, un presepe delizioso, forse opera della bottega del valente pittore arceviese Ercole Ramazzani, di cui si sono scoperti negli ultimi anni documenti che ne attestano l’attività di plasticatore. La terza tappa dell’itinerario è la chiesa di S. Lorenzo, nel castello di Avacelli, dove si possono ammirare un Crocifisso e soprattutto uno spettacolare altare in terracotta dipinta rappresentante la Madonna del Rosario e della Misericordia, opera di una bottega marchigiana influenzata dai Della Robbia, che ha lavorato in questa area appenninica lasciando altri soli tre manufatti sul territorio. La realizzazione del progetto è frutto del lavoro del comune di Arcevia e l’Accademia Misena, con il sostegno della Regione Marche, in collaborazione con le parrocchie e le diocesi di Senigallia e di Camerino, la Soprintendenza di Urbino, la Pro Loco di Arcevia e il Comitato di Avacelli”.

 

APPENNINI MONTAGNA D’EUROPA A Sarnano l’appuntamento internazionale per promuovere la Rete Ecologica Regionale.

La Regione Marche parteciperà alle due giornate dedicate agli Appennini dal titolo “La convenzione delle Alpi e la convenzione dei Carpazi: esperienze a confronto. Gli Appennini, una catena montuosa europea”. All’incontro, che si terrà a Sarnano il 23 e 24 aprile prossimi, le Marche partecipano con il proprio progetto sulla Rete ecologica regionale (LR 2/2013). L’evento è organizzato nell’ambito della Presidenza italiana per il periodo 2013-2014 della Convenzione delle Alpi, in collaborazione con il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente e Segretariato ad Interim della Convenzione dei Carpazi (UNEP Vienna – ISCC), l’Accademia Europea di Bolzano, il Contact Point italiano ESPON, l’Università degli Studi di Camerino, il CAI nazionale, la Sezione CAI Sarnano. Il Convegno si inserisce all’interno delle attività di cooperazione montana per lo sviluppo sostenibile della montagna e si propone come un momento di confronto tra le esperienze internazionali di negoziato, di governance e di dibattito scientifico maturate in ambito alpino e carpatico per esportarle in altri contesti montani come quelli appenninici. Il Convegno si rivolge agli enti territoriali a livello nazionale, regionale e locale, alla comunità scientifica nazionale e internazionale e agli stakeholder ai vari livelli, e prevede la presentazione delle esperienze della Convenzione delle Alpi e dei Carpazi e un approfondimento scientifico sul valore paesaggistico dell’Appennino per cogliere il suo ruolo di catena montuosa europea. Ampio spazio verrà dato alla Programmazione Europea per i territori montani con la presentazione di ricerche di rilievo internazionale e la presentazione degli esiti della ricerca “Access2Mountain – Sustainable mobility and tourism in sensitive areas of the Alps and Carpathians” (South East Europe). La Regione Marche presenterà gli aspetti della Rete Ecologica Regionale (REM) istituita dalla Regione Marche con L.R. 2/2013; il progetto individua sulla base delle valenze botaniche e faunistiche le unità ecosistemiche del territorio marchigiano raggruppate in 7 diverse tipologie di sistemi ambientali: la struttura della REM individua la dorsale appenninica come cerniera di tali contesti territoriali da cui si dipartono le principali direttrici di elevata valenza ecologica verso la costa; Parchi, Riserve naturali, Siti natura 2000 prevalentemente dislocati nell’area montana e bacini idrici che “a pettine” raggiungono la costa, la più importante presenza di biodiversità regionale.

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