Quali doti deve avere un buon giornalista culturale?

Quali doti deve avere un buon giornalista culturale?

Festival del Giornalismo culturale, 2a edizione

Domenica 27

 

 

 

URBINO –Quali doti deve avere un buon giornalista culturale? Passione, generosità, chiarezza”. Ha risposto Beppe Severgnini nella sua Lectio di apertura del Festival di giornalismo culturale e ha proseguito: “Gli insegnanti devono diventare un punto di riferimento e di incoraggiamento. I giornalisti devono guidare i giovani con gli strumenti della cultura ma non solo. Lasciamo che i giovani abbiano paura nel trovare la loro strada, non difendiamoli troppo. Così non confonderanno i mari con i porti”.

 

Grande partecipazione da parte del pubblico alle giornate del Festival per riflettere sulla cultura e sull’informazione, con uno speciale sull’Unione Europea, ma anche musica, spettacoli e premi quelle che si sono avvicendate venerdì e sabato per il Festival del Giornalismo Culturale, 2° edizione: la tre giorni di incontri, lectio, dibattiti e confronti con grandi nomi del giornalismo, celebri studiosi, accademici e scrittori arrivati ieri a Urbino per l’apertura del Festival e che chiuderà il 27 aprile.


 

E’ luogo ricorrente – ha detto il rettore Stefano Pivato nella sua lectio “La cultura consumata” – allorché si tentano di interpretare i motivi della crisi attuale della cultura, attribuirne l’univoca responsabilità alla congiuntura economica. Certo, la rimodulazione degli stili di vita ha via via ridotto e marginalizzato il consumo di cultura. Ma la crisi economica – ha proseguito il rettore – ha intercettato quella che viene concordemente definita una «mutazione antropologica» sulla quale gli osservatori si stanno ancora interrogando e che per brevità di assunto definirei come un mutamento del sentire collettivo, del senso comune nei confronti della cultura. Ed è un mutamento che data a partire  dagli anni Novanta e che marcia all’insegna di quella che, da allora, diviene il «verbo», il dettato di non poche agenzie del sapere: «Tanto più sarai breve, quanto più sarai bravo». Si tratta di una regola che dal mondo dell’informazione transita e investe altri campi del sapere condizionandoli ai ritmi della brevità, della velocità, della sintesi a tutti i costi” ha concluso il rettore.

 

Quando si legge qualcosa su un sito si passa da una cosa all’altra, si transita, si è nomadi. Il testo elettronico tiene le cose fuori di se e proprio in virtù di ciò riesce a espandersi, come se tutto funzionasse come un grande ipertesto: le cose non sono lì, sono altrove”.Marco Belpoliti, scrittore e saggista, direttore della collana Riga, collaboratore a La Stampa e L’Espresso oltre che docente universitario ha aperto sabato mattina 26 con la sua Lectio Il pulviscolo e la cornice. Come fare cultura nel prossimo futuro:

 

Durante il dialogo di sabato mattina tra lo scrittore Christian Raimo e il giornalista del Corriere della Sera Luca Mastrantonio sono emerse riflessioni teoriche sul giornalismo culturale e sui problemi  che questo deve affrontare per colpa della crisi. Una crisi non solo economica ma anche formativa. Infatti secondo Raimo “fare giornalismo culturale significa educare il lettore. Deve esserci un rapporto di tipo pedagogico perché uno dei pochi momenti in cui si fa cultura nel nostro Paese è proprio quando si legge”.

 

Il Festival, domenica 27 aprile, si sposta a Legato Albani (Salone Raffaello) per la terza importante sessione dal titolo: La cultura come motore di sviluppo. Dopo il manifesto de Il Sole 24 Ore. Lectio di Armando Massarenti su Il ruolo degli intellettuali (ore 9.30). Alle 10.15 il dialogo sarà tra Giuseppe Laterza (editore) e Elena Stancanelli (scrittrice e giornalista).

 

Alle ore 11.15 appuntamento con Isabella Donfrancesco (Rai Educational) che incontra Giorgio Zanchini in: Le istituzioni e la cultura.

 

Seguirà, alle 12 “Un millimetro più in là.”Alessandra Tarquini (storica) e Alessandro Zaccuri (Avvenire) a confronto con Marino Sinibaldi (Rai Radio3) e la sua Intervista sulla cultura.

 

L’ingresso a tutte le sessioni è libero fino a esaurimento posti.

 

Il Festival del giornalismo culturale gode del patrocinio del Senato della Repubblica.

 

Tra i media partner dell’evento: il Domenicale de Il Sole 24 Ore, Rai Radio3, Rai Educational, TgR, Radio Città del Capo – Popolare Network, UniurbPost, Corriere Adriatico, Il Messaggero, Il Resto del Carlino.

 

Il Festival del giornalismo culturale è un evento curato dal Dipartimento di Scienze della Comunicazione e Discipline Umanistiche dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo.

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