da Ascoli Piceno

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“Amo chi legge… e gli regalo un libro”

è un progetto nato per riportare i libri nelle mani di tutti. E lo fa coinvolgendo gli editori, i bibliotecari, i librai, scuole e, soprattutto, i cittadini.LA LIBRERIA RINASCITA E LA BIBLIOTECA COMUNALE G. GABRIELLI INSIEME PER PROMUOVERE LA LETTURA!Ascoli Piceno 15 maggio 2014  – Amo chi legge è una proposta a favore delle biblioteche – anche di quelle all’interno delle scuole – la cui situazione negli ultimi anni ha raggiunto livelli di criticità preoccupanti. I fondi destinati all’acquisto di libri da parte delle biblioteche pubbliche si sono infatti ridotti drasticamente e le biblioteche scolastiche si stanno estinguendo, come dimostra anche un’indagine AIE proprio sulle biblioteche scolastiche.

Dall’esigenza di fare qualcosa per migliorare la situazione è nato “Amo chi legge… e gli regalo un libro”, progetto con cui AIE – in collaborazione con AIB (Associazione Italiana Biblioteche) e ALI (Associazione Librai Italiani) – ha voluto coinvolgere tutto il mondo del libro, ma anche, e soprattutto, i cittadini lettori, per rimettere in moto il circolo virtuoso che porta i libri nelle biblioteche e poi da lì nelle case e nelle mani di tutti.

Ecco come funziona: le scuole e le biblioteche pubbliche sono invitate a stilare una lista di libri che desiderano ricevere, in modo da poter arricchire la loro offerta per i visitatori, siano essi giovani studenti o cittadini. Ciascuna scuola e biblioteca poi si “gemella” con la libreria più vicina o con quella con cui è già in contatto. La libreria aderendo al progetto si impegna a promuovere la lista dei libri presso i lettori e i clienti della libreria, invitandoli ad acquistarne i volumi. La libreria, la scuola o la biblioteca possono coinvolgere non solo i loro clienti e i loro visitatori, ma anche le aziende, le istituzioni e le associazioni. Una volta che la lista è completata, i libri sono consegnati alla scuola o alla biblioteca. Il meccanismo è molto simile a quello di una “lista nozze”: un regalo che non solo vuole rifornire le biblioteche, ma creare un circolo virtuoso a beneficio della promozione della lettura.

Presentazione del libro di Paul Ginsborg
Con il patrocinio del Comune di Ascoli Piceno e Dell’ISML (Istituto per la Storia del Movimento di Liberazione nelle Marche).Introduce Prof Sergio Labate (Università di Macerata)
Incontro e dibattito con l’autore Paul GINSBORG
Ascoli Piceno 15 maggio 2014  – Domani, Venerdì 16 maggio, alle ore 18, presso la sala conferenze della “libreria rinascita” in piazza Roma 7 ad Ascoli Piceno, Paul Ginsborg presenterà il libro “Famiglia Novecento”, vita familiare rivoluzione, dittature 100-1950.
IL LIBRO: Secolo di inimmaginabile violenza e di altrettanto straordinarie rivoluzioni, il Novecento è stato oggetto di analisi storiche di ogni tipo, condotte dalle più varie prospettive. Eppure, fino a oggi, mancava un’analisi che avesse al centro le famiglie, condannate a restare – così sembrava – fuori campo, o tutt’al più sullo sfondo, relegate al ruolo di sfocate comparse.
Con questo libro unico e avvincente Paul Ginsborg s’impegna a colmare questo vuoto, e ci consegna un’analisi complessa e stratificata (ma al contempo eccezionalmente chiara) della storia del XX secolo, dei suoi grandi regimi e delle sue grandi rivoluzioni, osservata attraverso la lente della vita delle famiglie.Dedicando ampio spazio non solo alla politica sociale (ossia alle iniziative riguardanti le famiglie intraprese dagli Stati), ma anche alla politica della famiglia, e dunque alla posizione occupata dalle famiglie nella vita sociale e politica dello Stato nazione, Ginsborg fonda il suo studio su un metodo comparativo. A essere presi in esame sono cinque Stati nazione, tutti protagonisti, nella prima metà del Novecento, di una drammatica transizione: la Russia all’epoca del passaggio dall’Impero all’Unione Sovietica; la Turchia nella fase di transizione dall’Impero ottomano in decadenza alla moderna Repubblica; l’Italia nel passaggio dal liberalismo debole al fascismo rampante, la Spagna prima, durante e dopo la guerra civile, la Germania dal fallimento della Repubblica di Weimar allo Stato nazionalsocialista.A fare da sfondo, in questo caso, sono i grandi avvenimenti storici: le guerre mondiali, le rivoluzioni, le dittature. Per raccontarcele, Ginsborg si concentra in ciascun capitolo su una storia individuale, le vicende biografiche di personaggi che abbiano dato voce a riflessioni e proposte originali sul tema della famiglia, o la cui famiglia di origine possegga caratteristiche di particolare interesse.
E dunque, per parlarci della Russia, racconta la storia di Aleksandra Kollontaj, unica donna commissario nel governo rivoluzionario di Lenin; per la Turchia sceglie la scrittrice nazionalista Halide Edib, per l’Italia il futurista Filippo Tommaso Marinetti, la coraggiosa femminista Margarita Nelken per la Spagna, e infine Goebbels, che elevò la propria famiglia ad archetipo nazista, diventa protagonista nella narrazione della Germania. Accanto a loro, Ginsborg ricostruisce e mette a confronto i profili dei grandi dittatori – Stalin, Atatürk, Mussolini, Franco, Hitler – e di altri personaggi dell’epoca che diedero un contributo rilevante alla concezione di famiglia (uno su tutti: Gramsci).

Intorno a queste figure eccezionali, Ginsborg ricompone l’affresco delle famiglie «normali», che si trovarono all’improvviso faccia a faccia con il pericolo. I temi classici della vita famigliare – struttura e dimensione delle famiglie, modelli matrimoniali, credo religioso, quotidianità, differenze di genere – orientano la descrizione e la comparazione delle condizioni di vita delle diverse fasce della popolazione all’interno dei singoli Stati, di cui lo studio non tralascia (grazie alla collaborazione di Giambattista Salinari) gli aspetti prettamente demografici.

Colpisce scoprire che ogni regime, indipendentemente dall’ideologia che ne costituiva l’anima, sembrava agire nei confronti delle famiglie su una storta di doppio binario: da una parte la distruzione, la repressione, lo sterminio di una minoranza di famiglie per motivi etnici, razziali, nazionalisti, di classe, religiosi, politici; dall’altra la tutela di una maggioranza di famiglie riconosciute come parte integrante della comunità nazionale e popolare, appoggiate e sostenute nella loro quotidianità, educate all’igiene, ricompensate per la loro fertilità, alfabetizzate e preparate alla guerra. In realtà, dietro la facciata delle famiglie che celebravano festanti i rituali del regime si nascondeva una profonda vena di sospetto e un’opera costante di sorveglianza e controllo: l’apparente serenità nei rapporti tra Stato e famiglie celava conflitti aspri e perenni.
E se da un lato le grandi dittature necessitavano di famiglie obbedienti, tradizionali e funzionali, dall’altro le spinte rivoluzionarie della prima metà del Novecento diedero vita a forme famigliari alternative (comuni, collettivi, comunità fondate sulla condivisione), tentativi di emancipazione femminile e «libero amore», non certo privi di contraddizioni ma comunque sorprendenti.

Ciò che la densa analisi di Ginsborg lascia emergere, alla fine, è che non solo gli intenti dello Stato contavano, ma anche gli intenti delle famiglie. Accanto alle storie di sterminio lo studioso ci consegna storie di lotta e di sopravvivenza, che ci mostrano una famiglia che è soggetto protagonista, e non meramente oggetto, della storia recente, capace di agire e di far sentire la propria forza anche quando il suo mondo sembra totalmente schiacciato dai regimi dittatoriali.

Arricchito da un imponente apparato iconografico – fotografie di vita quotidiana, ma anche rappresentazioni che della famiglia diedero gli artisti dell’epoca (da Gorky a Picasso a Sironi) – Famiglia Novecento restituisce alla vita famigliare, in tutta la sua ricchezza e complessità, il ruolo che le compete nella storia della prima metà del XX secolo. E ci offre una prospettiva assolutamente inedita (e di grande fascino) su uno dei periodi più convulsi del nostro passato.

SI E’ RIUNITO IL NEO COMITATO PER I FESTEGGIAMENTI IN ONORE DEL PATRONO S. EMIDIO.

 

 

Si è rimessa in moto la macchina organizzativa per le prossime festività di S.Emidio con il neo Comitato per i festeggiamenti in onore del Patrono S.Emidio impegnato nella stesura del programma, ripartendo dalla questua.

“Le festività di S.Emidio – dice il presidente del Comitato, Franco Bruni – sono un momento molto importante per la nostra città che in quei giorni che vanno da S. Anna alla festa del patrono, si riappropria delle sue origini, della propria ascolanità che affonda le sue radici, forti, in quelle sentite tradizioni che si perdono nei secoli passati”.

Notizie dirette sulle festività in onore di S.Emidio si hanno infatti a partire dai documenti del libero Comune, quando il santo ne divenne «patrono», garante dei valori più alti del vivere religioso e civile.

Dal medioevo, la festa patronale di S. Emidio costituisce la «Festa conveniens» di tutta la città con la ricorrenza fissa del 5 agosto, data tradizionale del martirio di S. Emidio. Annunziata dai banditori come l’evento principale dell’anno, dal XIII sec. la festa di S. Emidio si è articolata secondo precisi e complessi riti e cerimoniali, con un succedersi di eventi religiosi, civici (l’offerta dei pali da parte dei Castelli e delle Terre del comitato territoriale e dei ceri da parte delle corporazioni), economici e ludici come le giostre dell’anello e della Quintana.

La festa ha sempre espresso momenti di grande spontaneità, «con solempnità de jochi et de balli, allegramente” e di grande partecipazione popolare.

Di questa sentita tradizione si fa portavoce il Comitato, costituitosi con atto notarile, e che vede vice Presidente, Don Baldassarre Riccitelli, parroco della Cattedrale. Si ripristina così una antica tradizione in quanto il canonico o il parroco curava le feste in onore di S.Emidio d’intesa con l’Amministrazione Comunale.

Gli altri componenti sono: Serafino Castelli (responsabile della Guida ai festeggiamenti), Antonio Feriozzi, Francesco Mancini e Maria Dolores Tempera. Sandra Cantalamessa è la referente per l’Amministrazione Comunale. “Ripartiamo – dice il presidente Bruni – con la questua. Abbiamo individuato dei generosi volontari che muniti di apposito tesserino di riconoscimento gireranno per la città in cerca di fondi. La partecipazione della città a questa questua è sempre stata generosa e ci auguriamo che anche quest’anno non venga meno questa generosità che ci permetterà così di preparare un cartellone d’eventi all’altezza della consueta fama”.

 

Modalità di presentazione delle domande per l’uso degli impianti sportivi scolastici
Ascoli Piceno, 15 maggio 2014 – Entro il 15 giugno 2014 scadranno i termini per la presentazione delle domande per l’uso degli impianti sportivi scolastici in orario extra scolastico per l’anno 2014 – 2015.
Pertanto, tutti gli interessati, dovranno presentare entro tale data, al protocollo generale del Comune di Ascoli Piceno in Piazza Arringo 7, la richiesta che dovrà essere indirizzata all’Assessorato allo Sport del Comune. La richiesta dovrà indicare: l’esatta denominazione dell’Associazione o gruppo con indicazione del legale rappresentante, l’impianto che viene richiesto, i giorni e l’orario di utilizzo, il tipo di attività che si intende svolgere nell’impianto, l’utenza interessata all’attività proposta, l’impegno al rispetto delle prescrizioni dell’amministrazione comunale e del consiglio di circolo o istituto.
Per ogni ulteriore ed eventuale chiarimento è possibile rivolgersi all’ufficio Sport del Comune (tel. 0736.244973 – 079 – 992,  fax 0736.244926; e-mail serv.sport@comune.ascolipiceno.it).
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