dall’Amat

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ASCOLI PICENO, MERCOLEDÌ 7 MAGGIO DEBUTTA IN PRIMA ASSOLUTA

AL TEATRO VENTIDIO BASSO LE TRE VECCHIE DI ALESSANDRO MARINELLI

 

 

Volge al termine la stagione del Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno promossa dal Comune e dall’AMAT. L’ultimo appuntamento in cartellone – nella sezione dedicata alla scena contemporanea – è con Le tre vecchie della Compagnia Teatro C.A.S.T. diretta da Alessandro Marinelli in scena mercoledì 7 e giovedì 8 maggio.

Uno speciale allestimento attenderà gli spettatori (massimo 99 a recita) che assisteranno allo spettacolo – nel quale Alessandro Marinelli dirige tre attrici nei panni di tre nobili decadute, create dalla complessa penna di Alejandro Jodorowsky – direttamente sul palcoscenico del Ventidio.

 

“Le vecchie contesse De Felice, nobili gemelle decadute – scrive Marinelli nelle note allo spettacolo del quale cura anche l’elaborazione drammaturgica – sono affette da un grave disturbo psichico: rimuovono sistematicamente il loro misterioso passato, lo distorcono, s’imbellettano come fanciulle in fiore nella speranza di attrarre spasimanti che le salvino dalla miseria e che le rendano madri, senza alcun pensiero alla sterilità anagrafica in cui sono ormai confinate. Paradossalmente, ora che la vecchiaia le ha ormai divorate, nei loro corpi appassiti rinverdiscono le tensioni sessuali della giovinezza, il loro essere brama l’irruenza del corpo maschile, la loro carne risente la morsa d’un piacere malato, consumato anni addietro in modo aberrante, nel perimetro angusto delle mura domestiche. Sono creature che vivono ai margini queste contesse, larve reiette, schernite ed estromesse da un mondo che non sa comprendere. Osservandole, mi tornano alla memoria le parole con cui Pirandello descriveva il sentimento del contrario: “Vorremmo ridere, ma il riso non ci viene alle labbra schietto e facile; sentiamo che qualcosa ce lo turba e ce l’ostacola; è un senso di commiserazione, di pena e anche d’ammirazione”. E infatti, mentre l’intreccio procede in costante bilico tra la pochade e il Grand Guignol, avvertiamo il peso d’un dolore insopportabile, d’uno strazio lacerante e impossibile da cancellare. Avvertiamo l’abisso. Ed è appunto l’abisso ciò che più m’interessa indagare, l’orrore da cui origina una devianza, la genesi d’un comportamento non allineato. Perché oggi – come ieri – ciò che è diverso è spesso demonizzato. Invece, prima d’ogni altra cosa, ciò che è diverso dovrebbe essere compreso.”

 

Il Teatro C.A.S.T. (Cultura Arte Spettacolo Teatro) nasce ad Ascoli Piceno nel 2002 dall’incontro di giovani artisti operanti nel settore teatrale e in quello delle arti visive. Suo obiettivo è coniugare la ricerca di nuove forme espressive con una fruizione che privilegi la comunicazione con il pubblico. Ha all’attivo diverse produzioni tra cui Favola d’ombra (2003) di Alessandro Marinelli, Zio Vanja (2006) di Anton Checov, Metamorphoses (2006) da Ovidio, La Favola del figlio cambiato (2007) da Luigi Pirandello, Fremito (2008) da Luigi Pirandello, Malamore (2009) Monolighi del ‘900, Illusion (2010), tutte per la regia di Alessandro Marinelli.

 

Lo spettacolo è prodotto da Teatro C.A.S.T. in collaborazione con Comune di Folignano, Comune di Ascoli Piceno e AMAT. Le attrici in scena sono Rossana Candellori, Romana Romandini, Silvia Maria Speri, Elisa Maestri. Le scene, le luci e gli effetti video sono di Pietro Cardarelli, i costumi di Marilena Cinciripini, le maschere di Anna Sances, la scenotecnica è curata da Tommaso Tosti, Valter Finocchi è all’aiuto regia.

 

Per informazioni e biglietti: Teatro Ventidio Basso 0736 244970, AMAT 071 2072439.

Inizio spettacolo ore 20.30.

 

 

MERCOLEDÌ 7 MAGGIO AL TEATRO LAURO ROSSI DI MACERATA

PER AL PRESENTE IN SCENA ITALIANS DI ANTONIO MINGARELLI

 

 

Mercoledì 7 maggio proseguono al Teatro Lauro Rossi di Macerata gli appuntamenti di Al Presentericerche_nuovi linguaggi_altri percorsi, la rassegna dedicata alla scena contemporanea realizzata dal Comune di Macerata e dall’AMAT in collaborazione con Nessunteatro, Sperimentale Teatro A e Teatro Rebis. Questo penultimo appuntamento vede in scena il nuovo lavoro della compagnia Vocitinte diretta da Antonio Mingarelli, giovane regista marchigiano che aderisce a Matilde. Piattaforma regionale per la nuova scena marchigiana promossa da Regione Marche e AMAT. Italians – questo il titolo dello spettacolo – è un monologo interpretato da Rosario Lisma e composto da tre frammenti di drammaturgia italiana contemporanea affidata ad autori come Giuseppe Manfridi e Aldo Nove.

 

Nel grande condominio Italia s’alternano le vicende di alcuni personaggi. Le loro parabole laiche costituiscono una storia di ‘commedia umana’ del nostro presente, un racconto alternativo sul “Belpaese”: la solitudine, il disagio, la rabbia, il riscatto di un popolo riassunti nel corpo e nella voce di un solo attore. Italians è il progetto di una Spoon River nostrana. Italians è il sogno di restituire della vituperata figura dell’italiano (e dei suoi stereotipi) un riscatto morale, una catarsi possibile attraverso il teatro. Italians è un omaggio alla tradizione teatrale del “mattatore”, al trasformismo come arte per eccellenza del teatro dei caratteri, un omaggio quindi alla commedia dell’arte.

 

Rosario Lisma, autore e regista siciliano, è socio e animatore della compagnia Ensemble Ludus in Fabula, con la quale ha portato in scena vari fortunati spettacoli. È autore e unico interprete di Che gusti ci sono, spettacolo finalista al Premio Scenario 2007 e attualmente in tournée. Nel ’99 ha vinto il Premio Hystrio alla vocazione. Per il grande schermo invece ha interpretato il ruolo di Achille nel film di Peter Marcias Un attimo sospesi (2007).

 

Antonio Mingarelli, dopo la laurea in Scienze della Comunicazione, si diploma presso la Scuola del Piccolo Teatro di Milano nel 2008. Ha lavorato con Ronconi ne L’Opera seria di De Calzabigi e con i registi Corsetti, Carriglio, De Bosio. Nel 2008 fonda la compagnia teatrale Teatri della Plebe con la quale realizza due spettacoli: Macbeth e Riccardo III di William Shakespeare. Nel 2009 dirige Rifrazioni e Troiane/Lisistrata; nel 2010 Notti Bianche da Dostoevskji e Due fratelli di Fausto Paravidino. Del 2011 L’uomo, la bestia e la virtù di Pirandello e Medea’s dream da Euripide. Del 2013 Tradimenti di Pinter e Ricorda con Rabbia di Osborne. È stato assistente alla regia per Daniele Salvo e Serena Sinigaglia.

 

Per informazioni e biglietti (10 euro, ridotto 8): AMAT 071 2072439; Biglietteria dei Teatri tel. 0733 230735 – 0733 233508. Inizio spettacolo ore 21.

LA NUOVA DANZA ITALIANA DI ANTICORPI EXPLO

IN SCENA AL TEATRO SANZIO DI URBINO GIOVEDÌ 8 MAGGIO

 

 

Giovedì 8 maggio la danza torna protagonista ad Urbinoinscena, ricca ed articolata stagione del Teatro Sanzio promossa da Comune di Urbino Assessorato alla Cultura e AMAT con il sostegno di Regione Marche e Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Il palcoscenico del Teatro Sanzio accoglie l’ormai consueto appuntamento con la nuova danza italiana nella serata Anticorpi Explo tappa anche di TeatrOltre, rassegna provinciale dedicata alla scena contemporanea.

Protagonisti sono gli ultimi lavori di tre promesse della nostra scena – Giovanni Leonarduzzi, Guido Sarli e Tiziana Bolfe – tutti talenti e progetti emersi dalla Vetrina giovane danza d’autore realizzata da network Anticorpi XL del quale è partner per le Marche l’AMAT che testimoniano con la loro originalità qualità ed evoluzioni della nuova coreografia italiana.

 

Prima dello spettacolo alle ore 18 presso la Sala del Maniscalco gli artisti incontreranno il pubblico nell’ambito di Oltre la scena, momenti di approfondimento e riflessione proposti per gli spettacoli di TeatrOltre.

 

Ad apertura di sipario in Senza saper né leggere né scrivere tre tra i migliori breakers e danzatori di capoeira italiani – Giovanni Leonarduzzi, Elia Del Nin e Raffaello Titton – riproducono con i loro corpi l’ingranaggio di un orologio in un interagire continuo nell’ostacolarsi e nell’aiutarsi. Come all’interno dell’orologio nello spettacolo c’è solo l’essenziale quello che ha uno scopo: tre persone, tre corpi che devono girare.

Segue Fifth Corner un brano di grande impatto ed energia prorompente che guarda al corpo come allegorica prigione dell’individuo andando in cerca dell’essenza autentica e primitiva dell’essere umano. Il progetto nasce dalla collaborazione tra Guido Sarli (Umma Umma Dance) e Manuel Rodríguez, uniti in questa occasione dal loro interesse in comune per le arti performative, con lo scopo di trovare nell’azione artistica un linguaggio proprio, autentico ed originale.

Ciliegina sulla torta, a chiudere la serata è Le coltri stanche un brano di rara forza emotiva, un trio ispirato all’opera Le tre grazie di Antonio Canova e messo in scena da tre donne di età e fascini differenti, Tiziana Bolfe, Lucy Briaschi e Vallina Meneghini.

 

Per informazioni e biglietti (da 7 a 10 euro): Teatro Sanzio 0722 2281. Inizio spettacolo ore 21.

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