Due grandi appuntamenti per “Piceno d’Autore”

Due grandi appuntamenti per “Piceno d’Autore”

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La quinta edizione del festival “Piceno d’autore” , in corso a San Benedetto per iniziativa dell’associazione “I luoghi della scrittura”, prevede per domani, sabato 24 maggio, due grandi appuntamenti con la letteratura, entrambi all’auditorium “Tebaldini”.

 

Alle 17 sarà presentato “English da zero” con la presenza dell’autore John Peter Sloan, vera star mediatica dell’apprendimento della lingua inglese. Presenterà il libro la prof.ssa Spinelli, docente all’IPSAAR.

John Peter Sloan è un’artista eclettico a tutto tondo: attore brillante, autore, cantante rock e stand-up comedian. Ha cantato e suonato fino al 2000, quando si è dedicato all’insegnamento della lingua inglese in Italia sfruttando uno spiccato sense of humour. Ha iniziato con degli show-educativi in inglese a Zelig e in seguito ha scritto diversi spettacoli teatrali che lo vedono protagonista. Sloan insegna divertendo attraverso articoli e lezioni pubblicate da “Speak Up” e dal settimanale “Diva e Donna”.

Pubblica podcast gratuiti tra i più “scaricati”, è l’autore di “Instant English”, attualmente il manuale di inglese più venduto in Italia e Best Seller in Francia, Germania, Spagna, Polonia e Brasile, seguito da altri quattro libri che sono sempre primi in classifica nelle vendite. Contemporaneamente ha ideato una collana di audio-libri e infine ha collaborato con Pearson Longman edizioni scolastiche scrivendo degli ausili didattici per le scuole medie. Il denominatore comune delle sue opere è l’insegnamento con il sorriso. La sua verve non è passata inosservata e difatti appare regolarmente ospite in diversi programmi radiofonici e televisivi nazionali (Amici, Mattino Cinque, La vita in diretta) condividendo le sue opinioni spiritose su varie tematiche tanto che i giornali italiani lo dipingono come ‘L’inglese più amato in Italia’.

Alle 18,30 ospite del festival e della Città sarà il sociologo Marc Augé che presenterà il volume “Le nuove paure”. L’introduzione è affidata al critico Filippo La Porta.

Marc Augé , etnografo e antropologo, dopo aver svolto rumerose ricerche etnografiche in Africa, nella metà degli anni Ottanta ha diversificato i suoi campi di osservazione. Osservando la realtà del mondo contemporaneo ha costruito un’ antropologia della Surmodernità focalizzando alcuni aspetti prioritari della società contemporanea metropolitana, quali il paradossale incremento della solitudine nonostante l’evoluzione dei mezzi di comunicazione. Famosa è la sua definizione di “nonluogo”, ovverosia quello spazio utilizzato per usi molteplici, anonimo e stereotipato, privo di storicità e frequentato da gruppi di persone freneticamente in transito, che non si relazionano, situazione riscontrabile negli aeroporti, negli alberghi, sulle autostrade, nei grandi magazzini.

Con questo saggio, Marc Augé si occupa di paura del futuro che, nella società globalizzata, dove vincono i mercati finanziari e l’aumento delle disuguaglianze, si traduce in una nuova e paralizzante paura della vita che parrebbe aver rimpiazzato la paura della morte. Da molti anni Augè ci aiuta a capire il tempo che stiamo vivendo: ci ha portati a riconoscere i nonluoghi e il nontempo, e ora sembra indirizzarci verso una necessaria analisi delle angosce della modernità, perché solo la consapevolezza di alcuni dati ineludibili, come la rottura dei legami sociali, può aiutare ad allentare la morsa della paura. Come rispondere a un processo ormai irreversibile che esige nuove soluzioni e nuove forme di organizzazione, per esempio del lavoro? Come annientare il “groviglio della paura”? Inclusione e opposizione, queste le parole d’ordine per affrontare le sfide del presente.

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