E per l’expo 2015 Spacca preferisce le sardelle alla quintana

E per l’expo 2015 Spacca preferisce le sardelle alla quintana

ASCOLI PICENO, 2014-05-20 – Riceviamo e pubblichiamo integralmente una nota dell’ufficio stampa del Comune di Ascoli Piceno e la pronta replica di Orsetti e Gaspari

 

Sono allibito. Nonostante conosca da tempo, per averlo verificato nella mia esperienza amministrativa, il profondo pregiudizio antiascolano che pervade l’ente Regione continuo ad allibirmi di fronte a comportamenti e decisioni come quelli riportati nella Delibera di Giunta Regionale n.431 dello scorso 14 aprile 2014. L’esecutivo guidato da Spacca, dovendo individuare per ciascuna provincia delle Marche, una manifestazione di prestigio utile a promuovere l’expo 2015 ha scelto il Rossini Opera Festival per Pesaro, la cavalcata endurance per Ancona, il Macerata Opera per Macerata e Tipicità per Fermo.

Costo dell’operazione: 648.000 euro che andranno a sostenere i comuni che ospitano le citate manifestazioni

E per la nostra Provincia quale manifestazione – vi chiederete – è stata individuata ?

La Quintana ? no.

Fritto Misto ? no

La grande mostra di Giuliano Giuliani al Malatesta ? no

Niente di tutto questo: per la nostra provincia la manifestazione più prestigiosa della provincia è niente di meno che ANGHIO’, la fiera del pesce azzurro di San Benedetto.

Che dire ?

Da un lato l’ENIT, e soprattutto il suo Direttore Babbi, scelgono la piazza di Ascoli per promuovere l’expo 2015 in tutto il mondo. A Parigi, Londra e Hong Kong. Dall’altro Gian Mario Spacca che preferisce le sardine ad una delle più belle città del mondo.

Ogni commento è superfluo: la convenienza politica obnubila il cervello anche del più scaltro degli amministratori.

Ascoli Piceno e l’Expo.
Orsetti replica alla nota del Comune: “Ecco perché la città non sarà penalizzata”

“Ascoli non è stata  dimenticata , né penalizzata dalla Regione in vista dell’Expo 2015. Le cinque iniziative programmate in accompagnamento, per il periodo che va da ora al 30 aprile 2015, sono state discusse e concordate con l’ANCI Marche, in base a un’intesa che fa riferimento a precisi criteri posti dal Dipartimento della Coesione Territoriale che finanzierà la maggior parte della spesa”. Lo chiarisce  il responsabile del Coordinamento della Regione Marche per l’Expo 2015, Raimondo Orsetti.

“Ritengo che le scelte operate finora per l’Expo, in questa delicata prima fase di impostazione e di avvicinamento al grande appuntamento di Milano, sono state coerenti e realmente oggettive.

Non ho timore di difenderle, anche pubblicamente, e lo faccio con la stessa convinzione e determinazione con la quale, solo pochi anni fa, difesi la scelta di far girare lo spot di Dustin Hoffman “Marche, le scoprirai all’infinito”  al Teatro Ventidio Basso… ed all’epoca – ricordo – c’erano ben altre 71 opportunità, tante quanti erano e sono i teatri storici delle Marche! E il sindaco di Ascoli non si era certo lamentato!”

Orsetti rimarca, in particolare, che “Ascoli Piceno,  non è stata affatto dimenticata dalla Regione Marche in quanto è stata indicata dalla stessa Regione tra gli unici tre soggetti regionali che rappresenteranno le Marche e segnalati alla direzione artistica della mostra permanente che occuperà i tre piani del Padiglione Italia all’Expo di Milano (periodo maggio – ottobre 2015, visitatori previsti 21 milioni); è stata indicata, sempre come soggetto dalla Regione Marche al MiSE, per il catalogo che sarà realizzato dal Ministero sull’Italia e sui luoghi significativi del Paese; è stata poi inserita dall’Enit, previa intesa con le regioni, tra le piazze italiane utilizzate per promuovere l’Expò all’estero”.

Orsetti evidenzia inoltre, che “i criteri di scelta posti dal Ministero, sinteticamente, sono stati i seguenti: bacino di utenza di massimo 200 mila abitanti, presenza di tipicità alimentari da valorizzare, possibilità di creare un’offerta non solo agroalimentare (il tema dell’Expo, ricordiamolo, è Nutrire il pianeta, energia per la vita), ma anche di livello turistico culturale, rilevante presenza di turisti stranieri agli eventi culturali. Dei cinque avvenimenti, due sono stati scontati sin dall’inizio ed erano: il Forum economico Internazionale Italia-Emirati Arabi Uniti, da realizzare nel corso dell’Endurance Life Style 2014, sul tema “From Milano 2015 to Dubai 2020 – our vision, our future”, deciso dal Primo Ministro Letta in accordo con lo Sceicco Al Maktoum in occasione della visita di febbraio scorso a Dubai, stante il memorandum di cooperazione sottoscritto in quella sede tra Expo Milano ed Expo Dubai; l’edizione di Tipicità (marzo 2015), da 25 anni vetrina dei prodotti agroalimentari regionali, collocata quasi a ridosso dell’inaugurazione dell’Expo (1 maggio 2015). Di concerto con l’ANCI, si è deciso di optare anche per i due Festival Lirici (Sferisterio e Rossini Opera), in quanto più di ogni altro evento culturale sono rappresentativi della cultura musicale ed artistica e della qualità della offerta culturale regionale. Inoltre, in entrambe i casi, rilevantissima è la presenza di spettatori stranieri.

Per la quinta iniziativa è stato scelto il Festival del Pesce Azzurro “Anghiò” di San Benedetto del Tronto, in quanto, tra i prodotti per la nutrizione anche il pesce e l’attività ittica ad esso legata ha una sua particolare rilevanza. La flotta peschereccia del luogo è una delle più importanti del Mediterraneo, la seconda d’Italia. Il pesce azzurro è un prodotto tipico dell’Adriatico. Inoltre, c’è stata anche una decisione amministrativa che ha fatto propendere la decisione per San Benedetto del Tronto anziché Ascoli Piceno (Fritto misto all’Italiana), quella che quest’ultima, collocata tra il 25 aprile ed il 4 maggio, era antecedente ai tempi dell’Accordo di Programma Regione-Dipartimento Coesione Territoriale, ancora oggi in discussione e rischiava pertanto di venire esclusa a priori. Anghiò si realizzerà invece a luglio e per, tale data, l’Accordo di Programma sarà senz’altro definito”.

Inoltre, continua Orsetti, “nel progetto presentato dalla Regione Marche, l’iniziativa di valorizzazione del prodotto tipico (in questo caso il pesce azzurro) è soltanto un riferimento gastronomico, mentre l’offerta culturale è tutta incentrata su Ascoli Piceno e sui suoi contenitori culturali, a iniziare dalla Pinacoteca Civica e le risorse che saranno destinate a questa, come alle altre tre iniziative, serviranno solo in parte a potenziare l’evento di riferimento, ma saranno utilizzate soprattutto per promuovere l’offerta dei territori e l’Expo stessa. Questa impostazione, ripeto, oltre che condivisa da ANCI Marche, è stata approvata alla unanimità dal Coordinamento regionale Expo, dove siedono anche i rappresentanti delle istituzioni e delle rappresentanze economiche, nella seduta di ieri, 19 maggio”.

La città di Ascoli Piceno ed il suo territorio, conclude Orsetti, “non sono stati finora assolutamente penalizzati dalle scelte operate in ottica Expo, e qualora qualcuno lo si sentisse, c’è tanto spazio e moltissime opportunità ancora, che non riguardano solo le istituzioni pubbliche, ma il tessuto socio economico e culturale del luogo”.

 

La replica di Giovanni Gaspari 

 

E’ sconfortante leggere le dichiarazioni sprezzanti del sindaco Guido Castelli sulla scelta della Regione Marche di promuovere all’Expo 2015 il festival del pesce azzurro “Anghiò” che si svolge a San Benedetto del Tronto, piuttosto che un’iniziativa promossa ad Ascoli.

 

Castelli ha perso un’occasione per evitare che il più bieco campanilismo incentrato sulla trita rivalità “Ascoli – San Benedetto” prendesse il sopravvento, imbastendo una polemica che va nella direzione esattamente opposta a quella che tutti vogliamo perseguire, alcuni evidentemente a parole, cioè quella di una promozione del territorio nella sua complessità, perché l’offerta di paesaggi, architetture, benessere non può che essere integrata su scala intercomunale.

 

Seguendo il ragionamento del sindaco di Ascoli, San Benedetto del Tronto e i Comuni della costa si sarebbero potuti lamentare quando nello spot di promozione regionale con testimonial Dustin Hoffman non sono comparse immagini della Riviera delle Palme. Abbiamo compreso infatti che l’obiettivo era esaltare il “valore Marche” nel suo insieme e per la stessa ragione abbiamo plaudito alla scelta di organizzare la mostra “La città ideale” alla Galleria Nazionale delle Marche di Urbino e appoggiato la scelta di candidare Urbino capitale europea della cultura 2019.

 

In ogni occasione che l’ha vista protagonista, San Benedetto non ha mai mancato di valorizzare l’intero Piceno: è successo coinvolgendo la città di Ascoli quando si è svolto il test match di rugby “Italia – Isole Samoa” o quando mi sono battuto perché la città partner di San Benedetto nei campionati del mondo di pattinaggio fosse Ascoli quando erano in ballottaggio Senigallia e Roseto o quando organizziamo escursioni per far conoscere tutto il territorio alle tante delegazioni nostre ospiti.

 

In tutti gli strumenti di comunicazione e promozione turistica di San Benedetto, dalle brochure ai video che diffondiamo nelle missioni all’estero, non manchiamo mai di promuovere la città di Ascoli e il Piceno, dal mare alla montagna. Questo perché condividiamo la politica turistica della Regione, che siamo certi si confermerà vincente anche nelle scelte fatte per l’Expo 2015, di promuovere i “turismi” delle Marche.

 

 

Per fare un altro esempio, mi sono battuto per avere a San Benedetto la “Grande Opera” ma quando, per un’incomprensibile decisione, la Fondazione Carisap ha deciso realizzarla a Grottammare, non ho esitato a schierarmi al fianco dell’allora sindaco Luigi Merli. Oggi riconfermo la mia solidarietà a Enrico Piergallini dinanzi alle ultime notizie che sembrano mettere in discussione la veloce esecuzione dell’opera.

 

 

 

Evidentemente ragionare in un’ottica di apertura del territorio non è l’opzione scelta da Castelli, che preferisce arroccarsi nel proprio “borgo” utilizzando toni sprezzanti che, oltretutto, denotano scarsa conoscenza del tema (quello del pesce azzurro è un mondo vasto, ancora da esplorare, fonte di cultura: altro che “sardelle”…)

 

Mi auguro che si sia trattato solo di una caduta di stile dettata dalla foga degli ultimi giorni di campagna elettorale e dal desiderio di catturare la benevolenza di frange estremiste e retrograde dell’elettorato.

 

Auguro alla Città di Ascoli Piceno che chiunque vinca le elezioni sappia essere amministratore autorevole e non autoreferenziale, aperto al territorio e lungimirante perché insieme dobbiamo affrontare sfide grandi che richiedono apertura mentale e culturale. Solo ragionando e operando con questi criteri si può uscire, tutti insieme, dal momento di difficoltà che stiamo vivendo.

 

 

Giovanni Gaspari

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