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BOCCATA DI OSSIGENO PER GLI AUTOTRASPORTATORI DEL PICENO CON LA PROROGA DELLE AGEVOLAZIONI PER IL 2014

 

Una buona notizia per gli autotrasportatori, una delle categorie più penalizzate dalla crisi. Sono state prorogate infatti anche per il 2014 le agevolazioni per il settore. “Le imprese di autotrasporto merci conto terzi e conto proprio – spiega di Cna-FITA di Ascoli Piceno, Roberto Grazioli – possono recuperare nel 2014 fino ad un massimo di 300 euro per ciascun veicolo (tramite compensazione in F24) le somme versate nel 2013 come contributo al Servizio Sanitario Nazionale sui premi di assicurazione per la responsabilità civile, per i danni derivanti dalla circolazione dei veicoli a motore adibiti a trasporto merci di massa complessiva a pieno carico non inferiore a 11,5 tonnellate”.

Inoltre, per i trasporti effettuati personalmente dall’imprenditore oltre il Comune in cui ha sede l’impresa (autotrasporto merci per conto di terzi), è prevista una deduzione forfetaria di spese non documentate (articolo 66, comma 5, primo periodo, del TUIR), per il periodo d’imposta 2013, nelle seguenti misure: 56,00 euro per i trasporti all’interno della Regione e delle Regioni confinanti; 92,00 euro per i trasporti effettuati oltre tale ambito. La deduzione spetta anche per i trasporti personalmente effettuati dall’imprenditore all’interno del Comune in cui ha sede l’impresa, per un importo pari al 35 per cento di quello spettante per i medesimi trasporti nell’ambito della Regione o delle Regioni confinanti.

“Di certo – conclude il presidente Grazioli – non basta questa proroga a risolvere i problemi di una categoria che qui nel Piceno è più che mai in ginocchio, e per la quale occorrerà pensare semmai a misure di tipo strutturale e ad una vera riforma di regolamentazione del settore, ma di certo poter recuperare parte delle spese costituisce una forma di agevolazione indispensabile alla sopravvivenza delle imprese dell’autotrasporto”.


L’ANALISI DI CNA ASCOLI: NEL PICENO 8 IMPRESE SU 100 HANNO UN TITOLARE STRANIERO E QUESTE IMPRESE CONTRIBUISCONO A FORMARE IL 12 PER CENTO DEL PIL DEL NOSTRO TERRITORIO

 

In provincia di Ascoli Piceno otto imprese su cento parlano straniero. E’ quanto emerge da una recente analisi del centro studi della Cna delle Marche che evidenzia anche come l’apporto degli stranieri all’economia in quanto nel 2013 a concorso a formare circa il dodici per cento del Pil del nostro territorio.

Commercio e costruzioni sono i settori con il maggior numero di imprenditori stranieri, seguiti dai servizi di alloggio e ristorazione. “La provincia con il maggior numero di imprenditori stranieri – spiega Luigi Passaretti, presidente della Cna di Ascoli – è quella di Pesaro e Urbino con 5.430 unità. Ma anche noi, con i nostri 2.534 imprenditori stranieri, facciamo la nostra parte e come associazione di categoria siamo impegnati da tempo in un’azione che favorisca al massimo l’integrazione e l’inserimento armonioso e produttivo di queste comunità. Il tutto nella consapevolezza di poter far conto su nuove risorse e non certo su una concorrenza sleale”.

“Sempre il nostro Centro studi – aggiunge Francesco Balloni, direttore della Cna di Ascoli – ci dice che gli stranieri che hanno un’attività nel Piceno sono soprattutto imprenditori uomini e che provengono principalmente da Marocco, Romania, Cina e Albania. Tra le donne imprenditrici, prevale invece la nazionalità cinese seguita ancora da Romania e Marocco. In particolare al commercio al dettaglio si dedicano prevalentemente le comunità provenienti dal Sud Est asiatico (Bangladesh, Pakistan India). Nell’edilizia sono predominanti gli imprenditori dell’Est Europa mentre i cinesi coprono quasi tutti gli spazi (dal commercio al manifatturiero, dalla ristorazione ai servizi).

“Si tratta nella stragrande maggioranza dei casi – commenta il presidente di Cna Marche Gino Sabatini e – di imprenditori giovani, che scelgono la via del lavoro autonomo per integrarsi nella nostra società. Vanno valorizzati perché hanno grandi motivazioni e possono aiutarci a contrastare la crisi occupazionale. Valorizzare ed aiutare imprenditori e lavoratori stranieri significa anche impegnarsi per far emergere quelle sacche di illegalità che rischiano di penalizzare i tanti stranieri che onestamente e con passione concorrono allo sviluppo del nostro sistema produttivo”.

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6 Giugno 2014 alle 21:31 | Scrivi all'autore | | |
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