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Paola Giorgi in un momento della cerimonia

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26 giu 2014 

PROTEZIONE CIVILE, CERIMONIA CONCLUSIVA DEL CORSO DI FORMAZIONE ‘GESTIONE DELL’EMERGENZA’

 

Giorgi: “La cultura della prevenzione sta prendendo fortemente campo e le azioni sinergiche che la Protezione Civile Regionale conduce con gli attori territoriali ne sono la qualificante conferma”

 

 

 

E’ stata celebrata questa mattina, alla presenza dell’assessore alla Protezione civile, Paola Giorgi, la cerimonia conclusiva con consegna degli attestati del Corso di formazione “Gestione dell’emergenza, rilievo del danno e valutazione dell’agibilità” organizzato dalla Federazione Ordini Ingegneri Marche e dagli Ordini Ingegneri delle Marche, in collaborazione con il Consiglio nazionale Ingegneri e il Dipartimento di Protezione Civile.

 

Alla Loggia dei Mercanti di Ancona, i relatori e i tutors presenti hanno illustrato, anche con la proiezione di immagini video, le peculiarità dei corsi per formare tecnici esperti nella gestione dell’emergenza e il rilievo dei danni secondo quanto previsto dal protocollo siglato un anno fa tra la Regione e la Federazione Ordini degli ingegneri Marche.

 

“Siamo un modello di riferimento per le politiche legate alla prevenzione e alla gestione dell’emergenza – ha puntualizzato l’assessore Giorgi – grazie all’efficienza di un sistema che funziona per una serie di buone pratiche tra cui primeggia il lavoro di prevenzione e di formazione. La cultura della prevenzione, fortemente latitante nei decenni scorsi, nell’intero sistema Paese, sta prendendo fortemente campo, principalmente nella nostra Regione e le azioni sinergiche che la Protezione Civile conduce con gli attori territoriali ne sono la conferma. Negli ultimi mesi la tematica del governo del territorio, della difesa del suolo e dell’assetto idrogeologico hanno avuto un forte imput normativo supportato anche da scelte strategiche operate dalla Giunta regionale, come la scelta di destinare specifiche risorse della nuova programmazione europea 14/20 al tema. Riguardo alla formazione, i percorsi didattici sono validissimi e fanno sintesi tra la professionalità e la capacità di agire in situazione di emergenza in cui il contesto d’azione muta notevolmente. I professionisti sono così all’altezza di fornire un ausilio altamente qualificato alle squadre di tecnici e di integrarsi con il loro lavoro offrendo un servizio utile alla comunità in caso di calamità”.

 

Secondo il protocollo d’intesa, spetta al Dipartimento per le Politiche integrate di Sicurezza e per la Protezione civile fornire indirizzi e criteri generali, garantire una supervisione complessiva delle attività, collaborare nell’individuazione, all’interno del personale dipendente, dei docenti più idonei. Si impegna inoltre a rendere disponibili le pubblicazioni sull’argomento, promuovere l’utilizzo degli ingegneri nelle squadre di rilevamento danni e agibilità post-evento, e nelle funzioni di supporto alle autorità locali per la gestione dell’emergenza con il conseguente ripristino dell’ordinarietà. Il Dipartimento conserva inoltre un elenco regionale dei tecnici specialisti che hanno frequentato i corsi. La Federazione dell’Ordine degli Ingegneri Marche, da parte sua, contribuisce alla formazione dei propri iscritti per offrire alle istituzioni, e all’insieme del corpo sociale e civile, professionisti competenti al servizio della comunità in caso di eventi calamitosi. Il percorso formativo è a totale carico delle Federazione. Il Dipartimento non deve assumersi oneri né spese, unico obbligo specifico è quello di formulare e aggiornare l’elenco regionale dei partecipanti ai corsi e mettere a disposizione personale docente, informazioni e cartografie.

 


UMBRIA E MARCHE DA TRENITALIA: RITARDI DIMINUITI SULL’ANCONA-ROMA CON IL MIGLIORMANETO DEL SISTEMA LOGISTICO.

Gli assessori ai trasporti della Regione Marche, Luigi Viventi, e della Regione Umbria, Silvano Rometti, hanno incontrato, nei giorni scorsi, a Roma, l’amministratore delegato di Trenitalia, Vincenzo Soprano e il direttore della divisione passeggeri, Gianfranco Battisti, per fare il punto sull’andamento e sulle prospettive dei servizi ferroviari nelle due regioni, soprattutto in relazione ad alcune criticità (ritardi e necessità di potenziamento del servizio) che costantemente si verificano sulla tratta Ancona-Roma. All’incontro hanno partecipato anche i dirigenti dei settori interessati di Trenitalia e di RFI, i quali hanno riferito che è stato possibile migliorare i livelli di puntualità di alcuni treni, grazie ad alcuni interventi congiunti di riorganizzazione, sia a livello di trasporto regionale, sia nella lunga percorrenza. È stata riconfermata, inoltre, nel corso dell’incontro, l’esigenza di rivedere i servizi regionali Ancona-Roma di competenza dell’Umbria, con il fine di velocizzarli, in modo che alcuni di questi possano svolgere una funzione effettivamente complementare rispetto ai servizi di lunga percorrenza. Su questo punto si è registrata la disponibilità delle due Regioni a concordare le modalità operative dell’intervento, con l’assistenza di Trenitalia. Marche e Umbria hanno inoltre chiesto un miglioramento del materiale rotabile in servizio sulla stessa linea e Trenitalia, impossibilitata al momento a procedere con eventuali sostituzioni, si è impegnata a ottimizzare l’uso dei materiali sull’intera rete non appena saranno entrati in funzione, come da programma, nuovi mezzi su alcuni percorsi nazionali


Macroregione Adriatico Ionica, il Comitato delle Regioni lancia ufficialmente la strategia

 

 

Macroregione, Gian Mario Spacca a BruxellesMacroregione, Gian Mario Spacca a Bruxelles

Approvato il parere, relatore il presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca

 

 

 

Bruxelles, 2014-06-26 – Lancio ufficiale, oggi, della Macroregione Adriatico Ionica da parte del Comitato delle Regioni europee. E’ stato infatti approvato solennemente questa mattina, all’unanimità, nella sede del Parlamento europeo a Bruxelles, il parere sulla strategia Ue per la Macroregione, di cui il presidente della Regione Marche e dell’Intergruppo adriatico ionico del CdR, Gian Mario Spacca, è stato relatore. Un’altra giornata importante, dunque, dopo l’approvazione, da parte della Commissione Europea lo scorso 17 giugno, della Comunicazione sulla strategia dell’Unione europea Eusair unitamente al Piano di azione e di lavoro, che sono stati poi presentati il 24 giugno al Consiglio Affari Generali a Lussemburgo. Ora non resta che l’ultimo atto formale, previsto per ottobre, da parte del Consiglio europeo. Dopodiché, dal primo gennaio 2015, la Macroregione sarà operativa.

“L’approvazione di oggi del parere Eusair da parte del CdR – dice il presidente Spacca – rappresenta la piena e convinta condivisione di tutte le Regioni europee della necessità della strategia adriatico ionica, la prima che vede protagonista gran parte del territorio italiano. È stato un lavoro lungo e complesso. E’ grazie al contributo di tutti gli attori che si sono spesi per la nascita della Macroregione che l’Eusair raccoglie consensi così ampi e trasversali. E’ questa la forza della strategia che oggi ha definito un altro tema fondamentale di comune impegno nella gestione dei rischi derivanti dalle calamità naturali. Un tema vivissimo considerando quanto accaduto recentemente in Serbia, Bosnia e anche in Italia, soprattutto a Senigallia nelle Marche”.

Brussels - Belgium - June  26th, 2014 - Committee of the Regions - 107th Plenary - Election of a new president and first vice-president - Spacca© Committee of the Regions / Tim De Backer

Brussels – Belgium – June 26th, 2014 – Committee of the Regions – 107th Plenary – Election of a new president and first vice-president – Spacca© Committee of the Regions / Tim De Backer

Tra gli elementi di punta del parere illustrato oggi da Spacca, il ruolo che la Macroregione dovrà giocare per promuovere la prosperità sostenibile, economica e sociale dell’area, rafforzando l’identità comune della regione adriatico-ionica e migliorandone l’attrattività, la competitività e la connettività nel rispetto degli ecosistemi marittimi ed ambientali. Temi di particolare importanza, la migrazione, da interpretare come possibile fattore di integrazione e inclusione sociale; l’economia blu, con la necessità di definire regole e protocolli comuni per la pesca e la preservazione degli stock ittici, la standardizzazione dei sistemi e delle procedure di management. Fondamentale, ha poi rimarcato Spacca, il miglioramento dell’accessibilità dell’Europa sud-orientale al resto del mondo. In questo senso è necessario estendere il corridoio Baltico-Adriatico lungo la dorsale adriatica. “I sistemi di trasporto intermodali di quest’area – ha detto Spacca – devono essere potenziati, per favorire il posizionamento dell’hub regionale nel quadro internazionale. Le Ict sono fondamentali per il raggiungimento di questi obiettivi e la Cloud adriatico-ionica rappresenta lo strumento per connettere le piattaforme esistenti”.

La Macroregione deve inoltre preservare gli habitat e gli ecosistemi ed affrontare le sfide del cambiamento climatico attraverso una governance multilivello integrata che coinvolga tutti gli stakeholder in un processo condiviso. Altro punto di forza, il turismo: sulla base dei comuni tesori naturali, culturali e storici, prodotti agroalimentari di alta qualità, tradizioni di ospitalità professionale, paesaggi attrattivi da comunicare attraverso un marchio adriatico-ionico, questo settore può rappresentare un’importante leva per la crescita sostenibile, occasioni di occupazione giovanile ed inclusione sociale. “La grande opportunità dell’Eusair – ha concluso il presidente – è data dalla coincidenza della nuova programmazione 2014-2020 con la definizione della strategia. Un’intensa attività è stata condotta in ognuno degli otto Paesi al fine di assicurare che la strategia sia integrata nella nuova generazione di documenti di pianificazione e programmazione 2014-2020, Accordi di partenariato, programmi operativi e programmi Ipa, così come nei fondi strutturali e d’investimento Ue e nei fondi Ipa. E’ importante che le interrelazioni tra le esigenze dei territori da evidenziare nel piano d’azione ed i possibili finanziamenti dei programmi che ricadono nella regione adriatico ionica emergano chiaramente nella nuova programmazione. Abbiamo lavorato e stiamo lavorando in questo senso nei rispettivi territori”. Spacca ha infine ricordato l’importante appuntamento con la Conferenza Eusair organizzata congiuntamente dalla Commissione Coter del Comitato delle Regioni e dalla Regione Marche a Fabriano l’11 luglio prossimo.

Macroregione, Gian Mario Spacca a Bruxelles

Macroregione, Gian Mario Spacca a Bruxelles

 

Marche prima regione per occupati dovuti alla cultura: Symbola e Unioncamere presentano i dati di ‘Io sono cultura’, studio che ‘pesa’ cultura e creatività nell’economia nazionale.

Le Marche sono la prima regione italiana per incidenza dell’occupazione dovuta a cultura e creatività e sono la seconda regione del Paese per valore aggiunto del medesimo comparto. Le Marche sono inoltre la quarta regione italiana per propensione all’export culturale. Passando dal livello regionale a quello provinciale, Pesaro e Urbino è seconda nella classifica delle migliori dieci province italiane per ricchezza prodotta dal sistema produttivo culturale. Bene anche Macerata: settima. Le Marche sono quindi ben rappresentate, con 2 province nelle prime 10, nella graduatoria di Fondazione Symbola e Uniocamere della ricchezza prodotta in Italia dalla cultura. La classifica è contenuta nello studio “Io sono cultura – L’Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi” elaborato da Symbola e Unioncamere con la collaborazione e il sostegno dell’Assessorato alla Cultura della Regione Marche e presentato oggi a Macerata nell’ambito del Festival della Soft Economy. L’unico studio in Italia che annualmente quantifica il peso della cultura nell’economia nazionale. Con risultati eloquenti: l’intera filiera culturale italiana ha mosso nel 2013 il 15,3% del valore aggiunto nazionale, equivalente a 214 miliardi di euro. Un dato comprensivo del valore prodotto dalle industrie culturali e creative, ma anche da quella parte dell’economia nazionale che viene attivata dalla cultura, il turismo innanzitutto. Le industrie culturali e creative si confermano un pilastro del made in Italy. Tanto che durante la crisi l’export legato a cultura e creatività è cresciuto del 35%. E così mentre la crisi imperversa e un pezzo consistente dell’economia nazionale fatica e arretra, il valore aggiunto prodotto dalle in-dustrie culturali e creative tiene, fa da volano al resto dell’economia e cresce anche la capacità attrattiva del settore rispetto alle donazioni dei privati. Nonostante il calo generalizzato del complesso delle ‘sponsorizzazioni’ registrato negli ultimi anni, infatti, quelle destinate alla cultura sono cresciute tra il 2012 e il 2013 del 6,3% arrivando a quota 159 milioni. Entrando nel dettaglio dello studio – una sorta di annuario, per numeri e storie, realizzato anche grazie al contributo di circa 40 personalità di punta nei diversi settori, alla partnership di Fondazione Fitzcarraldo e Si.Camera e con il patrocinio dei ministeri dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e dello Sviluppo Economico – emerge che dalle 443.458 imprese del si-stema produttivo culturale, che rappresentano il 7,3% delle imprese nazionali, arriva il 5,4% del-la ricchezza prodotta in Italia: 74,9 miliardi di euro. Che arrivano ad 80 circa, equivalenti al 5,7% dell’economia nazionale, se includiamo anche istituzioni pubbliche e realtà del non profit attive nel settore della cultura. Ma la forza della cultura va ben oltre, grazie ad un effetto mol-tiplicatore pari a 1,67 sul resto dell’economia: così per ogni euro prodotto dalla cultura, se ne attivano 1,67 in altri settori. Gli 80 miliardi, quindi, ne ‘stimolano’ altri 134. Cifre che complessivamente arrivano, come anticipato, alla soglia di 214 miliardi di euro. Una ricchezza che ha effetti positivi anche sul fronte occupazione: le sole imprese del sistema produttivo culturale – ovvero industrie culturali, industrie creative, patrimonio storico artistico e architettonico, performing arts e arti visive – danno lavoro a 1,4 milioni di persone, il 5,8% del totale degli occupati in Italia. Che diventano 1,5 milioni, il 6,2% del totale, se includiamo anche le realtà del pubblico e del non profit. “Si rinnova la partnership tra Regione Marche, Fondazione Symbola, Unioncamere e la Camera di Commercio di Macerata in occasione del Festival della Soft Economy e del Seminario Estivo, che oggi vede la presentazione del Rapporto Cultura 2014 a Macerata, il primo momento di confronto e dibattito sull’unico Rapporto in Italia che annualmente quantifica il peso della cultura nell’economia nazionale”. A spiegarlo l’Assessore alla Cultura della Regione Marche, Pietro Marcolini. “Le Marche si confermano anche quest’anno tra le regioni italiane dove l’incidenza del sistema produttivo culturale è più alta sul complesso dell’economia con dati straordinari che confermano il nostro trend positivo regionale su scala nazionale: per incidenza del valore aggiunto di cultura e creatività sul totale dell’economia, le Marche sono di poco seconde solo al Lazio; considerando, invece, l’incidenza dell’occupazione delle industrie culturali sul totale dell’economia regionale, le Marche sono la regione italiana che esprime la migliore performance. I risultati che emergono dal Rapporto quindi valorizzano l’azione della Giunta regionale che crede nella cultura come risposta alla crisi, come leva di nuovo sviluppo, come qualificazione del tessuto produttivo, concetti che sono al centro dell’azione amministrativa regionale con progettualità innovative come quella del Distretto Culturale Evoluto Marche”.

 

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26 Giugno 2014 alle 14:44 | Scrivi all'autore | | |

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