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Nasce PlayMarche srl

la prima spin off dell’Università di Macerata 

Il nuovo soggetto economico, costituito dall’Ateneo e da altre 12 aziende private, vuole sviluppare la filiera dei servizi e della produzione legata alla comunicazione e alla valorizzazione dei beni culturali attraverso il linguaggio del gioco

Si è ufficialmente costituita la prima spin-off, ossia la prima società imprenditoriale dell’Università di Macerata. PlayMarche srl, questo il nome, è un vero e proprio soggetto economico costituito dall’Ateneo, unico ente pubblico, e da altre 12 aziende private: Abaco Soc. Coop., DigiTales neo start up, Casa editrice Eli, Ett spa, Feronia Soc. Coop, Gallo Pomi srl, GeoInformatiX di Alberto Antinori, Marche è Cultura, Net cubo informatica, Integra Gestione sistemi per la cultura, Rainbow srl, Studio il Segno.

Il suo scopo è quello di sviluppare la filiera dei servizi e della produzione di beni legati alla comunicazione e valorizzazione della cultura e dei beni culturali, con uno sguardo attento al turismo e alla promozione culturale del territorio in tutte le sue forme. Uno dei filoni privilegiati, a giustificare anche il nome, è il gioco, in ogni sua forma, declinato nella logica dell’edutainement. Le quote della società sono state acquistate da docenti, dottorandi e rappresentanti di ben dodici aziende.

 

Il percorso è iniziato più di un anno fa, quando si cominciò a parlare di un distretto culturale evoluto delle Marche e del bando che la Regione avrebbe emanato con l’obiettivo di finanziare un certo numero di progetti su base territoriale. Unimc è riuscita a creare una partnership di 51 soggetti pubblici e privati e ha presentato un progetto serio e credibile che potrebbe, nei prossimi tre anni, innovare il modo di comunicare i beni culturali nel nostro territorio. La Regione Marche ha apprezzato molto il progetto, concedendo ad esso il massimo del finanziamento. Proprio all’interno di questo più ampio progetto, coordinato da Roberto Perna, si è pensato di far nascere una spin off quale braccio operativo, ma anche come realtà autonoma, banco di prova per la sperimentazione e l’applicazione della ricerca Unimc nel campo delle politiche culturali, dei beni culturali e del turismo.

La nuova società, ospitata dall’incubatore di Unimc, supportato dall’ufficio ILO curato da Paola Bucceroni, sarà amministrata da Michele Spagnuolo in qualità di amministratore delegato, e da un consiglio di amministrazione composto, oltre che dall’amministratore delegato, da Pierluigi Feliciati (presidente); Barbara Fidanza, consigliere nominato dai soci dell’Università di Macerata; Franco Scoppolini e Irene Marini, consiglieri nominati dai soci privati. La spin off ha suscitato l’interesse di grandissimi gruppi dell’industria culturale, come Rainbow o la casa editrice Eli e di soggetti più piccoli.

 

“Questo mix – commenta il rettore Luigi Lacchè – è molto stimolante e siamo sicuri che Unimc, attraverso la sua ricerca specializzata e i suoi giovani, potrà dare un contributo importante. Mai come in questo caso, l’unione fa la forza. Quando ho iniziato a parlare, due anni fa, dell’umanesimo che innova, questo concetto-slogan poteva apparire fumoso e un po’ velleitario. Ma dopo i nostri successi nel Distretto culturale, nel programma regionale Eureka per i dottorati industriali, nei progetti europei, esso appare più chiaro e convincente. L’attivazione del Laboratorio/incubatore d’impresa Luci e ora la nascita dello spin off Playmarche chiudono il cerchio. Yes, we can: altri spin off sono sulla rampa di lancio. Attendiamo con fiducia”.


Roberto Passarella,
laurea in filosofia e concerto in Vaticano

 

Dopo Giovanni Allevi, un altro laureato in Filosofia dell’Università di Macerata conquista la ribalta nazionale della musica

 

Dopo Giovanni Allevi, un altro laureato in Filosofia dell’Università di Macerata conquista la ribalta nazionale della musica: si tratta del venticinquenne Roberto Passarella, laureato con lode nel 2013, che domani, venerdì 6 giugno, eseguirà in prima assoluta la sua composizione “Messa Qoelet” al Palazzo della Cancelleria Vaticana.

“Sono molto contento che una mia opera venga eseguita in una così importante occasione e in una sede così prestigiosa. Forse potremmo addirittura contare sulla presenza di Papa Francesco e questo mi rende ancora più entusiasta”.??

“Mi fa molto piacere apprendere i risultati raggiunti da un nostro laureato – commenta il rettore Luigi Lacchè -. Passarella è riuscito a coniugare la formazione filosofica, acquisita nell’Università di Macerata, alla valorizzazione del proprio talento, trasformandolo in musica”.

La composizione, per bandoneòn, archi, percussioni, voci e narratore, è un omaggio, voluto dall’Ambasciatore dell’Uruguay Daniel Ramada, a Papa Francesco e a José Gervasio Artigas, eroe nazionale dell’Uruguay, per il 250° anniversario della sua nascita.

“La particolarità di quest’opera – spiega il venticinquenne compositore -, dalla durata di 59 minuti, è che il testo della Messa classica (Kirye, Gloria, Credo, Sanctus, Benedictus e Agnus Dei) viene affiancato dalla recitazione di alcuni versetti tratti dal Libro di Qoelet dell’Antico Testamento. Il perché di una tale scelta si trova nella natura fondamentalmente filosofica di questo testo, di questo lungo monologo attraverso il quale il profeta Qoelet espone i suoi dubbi e le sue domande riguardo al rapporto tra le cose del mondo e l’animo umano”.

“Per quanto riguarda la musica – prosegue -, ho cercato di combinare la forma, i ritmi e gli stilemi tipici del Rinascimento e del primo Barocco musicale con sonorità e armonie espressamente contemporanee. Inoltre, il bandoneón che funge da solista e talvolta da strumento concertante, recupera la tecnica classica sull’esempio dei grandi Alejandro Barletta e René Marino Rivero, seguiti da mio padre, Héctor Ulises Passarella, col quale ho studiato il bandoneón fin dall’età di 10 anni”.

Nell’esecuzione, Passarella sarà accompagnato dall’Ensemble del Centro del Bandoneón, “costituito da straordinari musicisti che ormai collaborano con mio padre da anni. Anche i cantanti sono tutti grandi professionisti e voci di alto livello”. Ad interpretare la voce di Qoelet sarà l’attore Maurizio Boldrini, direttore del Minimo Teatro.

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5 Giugno 2014 alle 16:33 | Scrivi all'autore | | |
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