Domenica la chiusura dei Concerti di Mezzogiorno

Domenica la chiusura dei Concerti di Mezzogiorno

domenica 15 giugno_ Teatro della Fortuna

il quartetto D’ARCHI dell’Orchestra Rossini

chiude i Concerti di Mezzogiorno 2014

in programma Beethoven e Verdi

 

Fano (PU) – Domenica 15 giugno (inizio alle 12.00) è affidata, come ormai tradizione, alla formazione cameristica principe – il quartetto d’archila chiusura dei Concerti di Mezzogiorno, rassegna organizzata dalla Fondazione Teatro della Fortuna in collaborazione con l’Orchestra Sinfonica G. Rossini (sponsor Xanitalia), coordinazione artistica di Noris Borgogelli, sostegno di Banca Mediolanum.

Il Quartetto d’archi dell’Orchestra G. Rossini propone una nuova tappa del progetto “Beethoven op. 18”. Dei sei quartetti giovanili del compositore tedesco sono stati già eseguiti in questa sede il quarto e il sesto; ora è la volta del primo e al suo fianco sarà accostato l’unico e sorprendente quartetto che il sommo Giuseppe Verdi ha lasciato, rivelando tutta la sua genialità e la sua grandezza, gemma preziosa e troppo poco conosciuta dell’operista più insigne che la storia della musica ricordi, figlio della nostra antica tradizione lirica.

 

Il Quartetto op. 18, n. 1 di L. van Beethoven

Nei sedici quartetti a cui si è dedicato lungo tutta la sua vita, si ritrovano in pieno la genialità creativa di Beethoven e l’evoluzione nel corso del tempo del suo stile e del suo linguaggio. Il quartetto per archi è il genere che il musicista predilesse e coltivò intensamente insieme alla sonata per pianoforte, nel quale racchiuse i suoi pensieri più intimi e riservati. Di questi i primi sono i sei Quartetti dell’op. 18, composizioni giovanili – ma non precoci, avendo l’autore nel 1800 già trent’anni – dove si percepisce l’omaggio a Mozart e Haydn, i due grandi modelli con cui si trova a confrontarsi, ma contemporaneamente si avverte il senso della sua emancipazione stilistica e si riconoscono alcuni tratti della nascente personalità beethoveniana. Tali opere hanno rivoluzionato per sempre la concezione e la scrittura di quella forma musicale.

Con la variabilità significante dell’Allegro iniziale, la pittoricità intensa dell’Adagio, l’energia turbinante e incontenibile dei due ultimi tempi (Scherzo e Allegro), nel Quartetto n. 1 dell’op. 18 vi è già forte l’affermazione di uno spazio sonoro inedito di sperimentazione e di innovazione.

 

Il Quartetto in mi minore di Giuseppe Verdi

Di fronte all’affermazione in Italia della musica camerale d’Oltralpe Verdi reagì componendo un Quartetto per dimostrare che un compositore d’opera non era affatto un compositore di serie B e che anche lui era in grado di creare un quartetto che rispettasse le regole accademiche. Nel 1873 era a Napoli per le prove di Aida, che andava in scena il 30 marzo. In quei giorni lo scrisse e lo fece eseguire, il 1° aprile, in forma privata nel suo appartamento all’Albergo delle Crocelle. Lo stesso Verdi racconta: “Ho scritto proprio nei momenti d’ozio un quartetto. L’ho fatto eseguire una sera in casa mia senza dargli la minima importanza. Se il quartetto sia bello o brutto non so … so però che è un quartetto!”. E così si tolse un bel sassolino dalla scarpa, vista la fortuna che ebbe poi questo quartetto che rimane la sua unica opera cameristica con la quale intese proporre un modello italiano, una voce individuale anche in questo genere senza imitare modelli stranieri, con un ampio ricorso, preciso e quasi virtuosistico, al contrappunto e una fuga a concludere il quarto e ultimo movimento.

 

Inizio concerto ore 12.00.

Info. Botteghino Teatro della Fortuna 0721.800750, botteghino@teatrodellafortuna.it

Biglietti. Posto unico € 8,00;ridotto Fortuna Card € 5,00; ingresso gratuito ai minori di 18 anni. www.teatrodellafortuna.it

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