Bruno Osimo, Disperato erotico fox – Manuale di ballo liscio

Bruno Osimo, Disperato erotico fox – Manuale di ballo liscio

Martedì 15 luglio ore 20,30 allo Chalet La Conchiglia Bruno Osimo presenta

 

 

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una storia d’amore che insegna a danzare. Evento organizzato dallo Chalet La Conchiglia in collaborazione con La Bibliofila. Conversa con l’Autore il giornalista Franco Cameli. Durante la serata Esibizione dei Maestri di ballo Giovanni Andrenacci e Laura Francia

 

Bruno Osimo è nato a Milano e ha cominciato a orientarsi nella vita quando ha finalmente scoperto che la lingua parlata da sua madre – e spacciata per italiano corrente – era in realtà mammese, o tamponico, una lingua che non descrive la realtà come appare, ma come apparirebbe se non facesse paura. Questa scoperta gli ha spalancato le porte della traduzione, che gradualmente è diventata per lui, da strategia di sopravvivenza, una vera professione. Ora traduce dall’inglese e dal russo, insegna traduzione, pubblica manuali sulla traduzione e studia l’ebraico perché è la lingua dei nonni dei nonni dei suoi nonni.

Bruno Osimo va a correre all’alba ogni mattina, poi si ferma a scrivere al bar Atlantic, ma le affinità con Adàm, precario della vita e dell’amore, e protagonista del suo secondo romanzo, si fermano qui.

Della sua storia privata e deprivata parla a lungo nel Dizionario affettivo della lingua ebraica. In Disperato erotico fox, invece, fa volare la fantasia sull’onda di una danza.

IL LIBRO

Pessima idea tornare a casa prima del previsto, inaspettati.

Il giovane senegalese aitante che Arturo trova con la moglie inevitabilmente cambia la giornata, e la prospettiva di un matrimonio duraturo.

Così una nuova vita si spalanca.

All’inizio è una via crucis di bicchieri abbandonati nella notte, di alimenti da pagare alla moglie Alberta, fisioterapista in nero, di libri da traslocare a centinaia nei sacchetti della Coop.

Ma appena Arturo prende fiato e alza la testa, incontra il fascino acerbo di Teresa, i suoi primi tentativi di volare; incontra Emma che ha il profumo dell’orto quando piove a primavera, e la stessa capacità di accogliere e nutrire.

In questa terra inesplorata e vasta, Arturo scopre mosse e passi nuovi, celebra il rito antico della danza.

Rimescolando frammenti di un’indimenticabile canzone di Lucio Dalla, impara a rispondere e a domandare, a muoversi come un tutt’uno ma senza pestare i piedi, a guidare e lasciarsi guidare.

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