Castelleone di Suasa: Consiglio Comunale del 26 luglio 2014, obblighi di legge e situazione Area Archeologica

Castelleone di Suasa: Consiglio Comunale del 26 luglio 2014, obblighi di legge e situazione Area Archeologica

 

Sabato 26 luglio a Castelleone di Suasa si è tenuto il Consiglio Comunale.

 

Castelleone di Suasa – Pochi i punti all’O.d.G., per la maggior parte relativi a trasferimenti di funzioni e convenzioni per servizi comunali, azioni amministrative formali che siamo stati obbligati ad espletare per legge, a causa della spending review, ma che purtroppo incideranno fortemente sulla autonomia dei piccoli comuni come il nostro.

Estremamente importante il punto n. 7 “Esame della Situazione Archeologica a seguito della caduta della tettoia”; già in data 18 luglio l’Amministrazione Comunale aveva dato risposta scritta all’interrogazione della minoranza sull’argomento, entro il termine di 30 giorni previsto per legge, per cui non aveva alcun obbligo di ulteriori approfondimenti; per l’importanza della tematica però si è scelto di portare questo argomento all’attenzione del Consiglio Comunale.

Il sindaco e i consiglieri incaricati hanno informato dettagliatamente la minoranza sulla situazione che l’Amministrazione ha trovato al suo insediamento, una situazione complessa quella che si è creata nel febbraio 2012 quando, in seguito alla forte nevicata che ha interessato la nostra zona, si è verificato il crollo della tettoia di copertura della domus di epoca repubblicana.

Successivamente ai rilievi effettuati allora, si è riscontrata inoltre una difformità relativa alla tettoia di copertura della domus di epoca imperiale tra il realizzato e il progettato, per la quale è stato interdetto l’accesso al pubblico, ci troviamo quindi con la struttura chiusa da ben 2 anni.

I danni provocati però non sono solo quelli evidenti della tettoia, la chiusura della struttura con conseguente mancato incasso e danno di immagine, purtroppo si sta verificando anche un danneggiamento dei mosaici della domus imperiale a causa dell’acqua che la tettoia crollata sta incanalando sui muretti perimetrali della casa.

Ad oggi si è prospettata una transazione che comporterebbe anche un esborso da parte del Consorzio Città Romana di Suasa, e che pertanto è stata rifiutata dal Consorzio stesso anche in considerazione del parere contrario del revisore dei conti.

Questa Amministrazione, immediatamente dopo l’insediamento, si è attivata con urgenza per prendere conoscenza della situazione e fare fronte nel modo migliore possibile a questa grave problematica; nei due mesi trascorsi si sono svolti numerosi incontri, con gli Amministratori degli altri Comuni aderenti al Consorzio, con i tecnici ed i legali coinvolti nella questione, con i responsabili dell’Università di Bologna e con la funzionaria della Soprintendenza.

Quindi, a differenza di quanto dichiarato dal consigliere Guerra nel suo intervento conclusivo, abbiamo le idee molto chiare sulla situazione, non possiamo però ancora esprimere un giudizio definitivo in merito sia perché non è ancora stato nominato il nuovo Consiglio di Amministrazione del Consorzio, che dovrà effettivamente decidere su un’eventuale transazione o una procedura giudiziaria, sia perché vanno tenuti in considerazioni molti altri fattori quali i pareri della Soprintendenza e della Corte dei Conti; oltre al fatto che dovranno comunque essere valutate tutte le responsabilità, non escluse quelle dei precedenti Consigli di Amministrazione del Consorzio.

Nel prossimo mese si procederà al rinnovo degli organi consortili, crediamo fortemente che sia necessario dare nuovo impulso a questo ente perché possa lavorare in maniera concreta ad una gestione turistico-promozionale del territorio, e sia attivo per fronteggiare immediatamente questa grave problematica.

Come Amministratori Comunali ci siamo attivati e ci muoveremo in tutti i modi che riterremo opportuni perché si possa dare soluzione al problema in tempi brevi così da poter riaprire la struttura e ridare nuova vita ad un Parco Archeologico tra i più importanti non solo della nostra regione ma dell’intero territorio nazionale.

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