dalla Città

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Seminario Formar sulla fatturazione elettronica15 luglio 2014

Seminario Formar sulla fatturazione elettronica

Nuovo appuntamento promosso dalla scuola di formazione del Comune

 

La FORMAR, la Scuola di Formazione per la Pubblica Amministrazione del Comune di San Benedetto del Tronto, ha organizzato nella giornata di giovedì 10 luglio, nell’auditorium comunale “Tebaldini”, un corso sul tema della “fatturazione elettronica della pubblica amministrazione”.

 

Vista l’importanza del tema, sono stati diversi i funzionari e dirigenti degli Enti del comprensorio, oltre a quelli del Comune di San Benedetto, che hanno preso parte al seminari. La fatturazione elettronica (cioè la possibilità di emettere e conservare le fatture nel solo formato digitale) era prevista già nella Finanziaria 2008 ma solo ora, con il decreto legge 66/2014 “Misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale” del governo Renzi, il sistema ha precise scadenze per la sua entrata in vigore.

 

Dal 6 giugno scorso, infatti, c’è l’obbligo per tutte le pubbliche amministrazioni centrali di emettere e ricevere fatture soltanto in formato elettronico, un obbligo che scatterà per gli enti locali a partire dal 31 marzo del prossimo anno. Decorsi tre mesi da tale data, le pubbliche amministrazioni non potranno procedere ad alcun pagamento, nemmeno parziale, sino all’invio delle fatture nel formato elettronico.

 

E’ evidente come questa rivoluzione, finalizzata ad un risparmio di costi, ad una velocizzazione delle procedure e a un monitoraggio costante della spesa pubblica, comporterà rilevanti cambiamenti organizzativi sia per gli enti pubblici sia per i loro fornitori.

 

Il corso è stato tenuto da esperti della EasyGov Solutions Srl, una start up del Politecnico di Milano

nata dall’esperienza di un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Ingegneria Gestionale che vantano un’esperienza decennale nella conduzione di progetti di innovazione gestionale ed organizzativa della Pubblica Amministrazione.

 

FORMAR è parte integrante della struttura organizzativa comunale ed eroga corsi, seminari e convegni di alta formazione rivolti ad Enti, Regioni, ASL, revisori dei conti e commercialisti, professionisti, amministratori, associazioni di categoria, giovani e cittadini.

 

FORMAR si pone i seguenti obiettivi:

– diffondere l’associazionismo e lo scambio di esperienze tra gli enti della P.A.

– diffondere la cultura giuridico -amministrativa al fine di potenziare l’efficacia e l’efficienza dell’azione amministrativa, contribuendo all’introduzione di elementi di modernità e stimolando l’adozione di misure organizzative innovative

– accrescere la professionalità dei dipendenti pubblici e degli amministratori

– diffondere una più approfondita conoscenza della Pubblica Amministrazione e delle proprie iniziative da parte dei cittadini.

Gli agenti della Polizia Municipale impegnati in un'azione anti - abusivismo commerciale15 luglio 2014

Gli agenti della Polizia Municipale impegnati in un’azione anti – abusivismo commerciale

E’ il primo di una serie di controlli che si svolgeranno durante i mercati settimanali 

 

Nella mattinata di martedì 15 luglio, durante il mercato settimanale, gli agenti della Polizia Municipale (tre in borghese e quattro in divisa, di cui due addetti alle attività dei mercati), supportati da un’unità mobile per il prelievo merci, hanno condotto un’operazione per contrastare il fenomeno dell’abusivismo.

 

L’azione è stata effettuata in viale Secondo Moretti e nelle piazze San Giovanni Battista e Garibaldi. Otto in tutto i venditori abusivi che, non appena hanno visto gli agenti della Polizia Municipale, si sono dati alla fuga abbandonando la mercanzia.

 

In totale sono state sequestrate sessantanove borse di svariate marche, otto borse da donna non di marca, otto portamonete, ventidue racchette anti-zanzare, dieci coppie di federe e quattro tovaglie.

 

Gli agenti hanno presidiato l’area di mercato per l’intera mattinata e la loro presenza è stata utile a scoraggiare gli abusivi dal proseguire la loro attività. La Polizia Municipale assicura che questo tipo di servizi sarà riproposto con analoghe modalità anche in futuro.

 

DOMANI SERA ANCHE A SAN BENEDETTO PRESIDIO PER LA PACE IN PALESTINA

 

Contestualmente alle fiaccolate organizzate in tutta Italia per la giornata di Mercoledì 16 Luglio dalla Rete della Pace, rete nazionale di associazioni attive per la promozione di temi sociali legati alla risoluzione dei conflitti e alla promozione di una cultura di pace, anche a San Benedetto la cittadinanza, insieme ad una rete di organizzazioni del territorio, si mobiliterà per chiedere un futuro di pace la Palestina. Il presidio si terrà presso Piazza Giorgini, Mercoledì 16 alle ore 21.

 

Il testo integrale dell’appello della Rete della Pace:

 

Basta morti, basta violenza, basta impunità, basta silenzio su quanto accade in Palestina!!!!

Di fronte alla tragica sequenza di delitti che si sono consumati in queste settimane in Palestina, non basta l’indignazione e la ferma condanna per i responsabili dell’assassinio dei tre giovani coloni israeliani così come di chi ha rapito e ucciso per ritorsione un ragazzo palestinese e di chi marcia inneggiando morte agli arabi.
Noi, la comunità internazionale dobbiamo assumerci la responsabilità di una iniziativa per rimuovere la causa prima di questa spirale di odio e di violenza, che ha le sue profonde radici nella occupazione e colonizzazione israeliana dei territori palestinesi, in spregio a qualunque principio di legalità internazionale e di rispetto dei diritti umani.

Ogni morte, palestinese o israeliana che sia, pesa sulle nostre coscienze, e pesa soprattutto sulla responsabilità della comunità internazionale che, per troppo tempo non ha chiesto conto con la dovuta fermezza al governo israeliano delle persistenti violazioni della legalità internazionale, delle risoluzione delle Nazioni Unite e dei diritti umani, ma si limita a rivolgere semplici richiami peraltro ignorati e irrisi da Israele.
La ingiustificabile e inutile violenza delle rappresaglie messe in atto dal governo israeliano così come le parole di Nethanyau e di vari ministri esprimono una inquietante volontà distruttiva verso la popolazione palestinese tutta, che viene punita collettivamente per un crimine commesso da singole persone, senza alcuna responsabilità dell’Autorità palestinese. Si dice di voler distruggere Hamas, che per altro nega di aver effettuato il rapimento e l’assassinio dei tre giovani coloni, ma così facendo si distrugge ogni speranza di soluzione politica, e negoziata tra le parti, del conflitto.
Avere deciso di attaccare e distruggere in queste azioni di rappresaglia centri culturali, luoghi di comunicazione, case editrici, archivi, mostra il disprezzo e la volontà di distruzione della società, della cultura palestinese da parte della leadership israeliana e, temiamo, di molta parte della popolazione Israeliana.
Ben dieci persone, tra cui bambini, e tutte disarmate, sono state uccise nel corso delle incursioni dei soldati israeliani. Oltre 500 le persone che sono state sequestrate ed incarcerate.
Tutto questo nel silenzio generale dei governi e delle istituzioni internazionali, che non hanno mosso un dito né hanno chiesto ad Israele di fermare questa punizione collettiva di un intero popolo.
Come Rete della pace intendiamo promuovere una iniziativa di tutto il movimento pacifista per chiedere all’Unione Europea, al nostro governo e a tutte le istituzioni internazionali di non considerare più Israele al di sopra della legge; di pretendere che cessi immediatamente il processo di colonizzazione a partire dalla demolizione del Muro con cui Israele ha realizzato una annessione di fatto di una parte rilevante di territori palestinesi. Muro la cui costruzione è stata dichiarata illegittima da una sentenza della corte di giustizia dell’Aia il 9 luglio di dieci anni fa ma che è proseguita impunemente tanto che oggi il governo israeliano può mettere in cantiere un altro muro
che completerebbe il programma di annessione territoriale e segregazione in aree circoscritte della popolazione palestinese; chiediamo che si mettano al bando le attività economiche e relativi investimenti nei territori occupati, attività illegali in base al diritto internazionale; di investire risorse per la creazione di posti di lavoro nei territori palestinesi alternativi a quelli generati illegalmente nelle colonie in condizioni di discriminazione e di violazione delle stesse leggi israeliane; di cessare ogni vendita o acquisti di armi israeliane e di ascoltare e sostenere chi, anche in Israele chiede di porre fine alla violenza e all’ingiustizia.
Come Rete della pace rilanciamo l’appello di palestinesi e israeliani che ritengono che la pace sia possibile e necessaria ai due popoli, ma noi come loro siamo consapevoli che non potrà esserci nessuna pace se la comunità internazionale non interverrà e opererà coerentemente, concretamente e urgentemente per la fine dell’occupazione e della colonizzazione della terra di Palestina.

 

 

Comitato Rete della Pace San Benedetto

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