dalla Regione Marche

dalla Regione Marche

04 lug 2014
CONVEGNO SUL COMMERCIO, LE LIBERALIZZAZIONI NON HANNO PORTATO I RISULTATI ATTESI .

(SENIGALLIA) – Avviare un percorso di rivisitazione delle liberalizzazioni nel commercio che non hanno portato ai risultati sperati. È la richiesta emersa al Convegno nazionale di Senigallia, promosso dalla Regione Marche, al quale ha partecipato il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso. I rappresentanti delle Regioni e delle associazioni di categoria chiedono un percorso condiviso che sappia compensare le varie esigenze territoriali, sociali ed economiche coinvolte dalla programmazione delle attività commerciali. A due anni dalle liberalizzazioni, è urgente capire quale rotta stia seguendo la spinta al cambiamento introdotta dal decreto “Salva Italia”. Per il vice presidente e assessore al Commercio, Antonio Canzian, l’atteggiamento prevalente sembra essere quello del “Tana libera tutti, rispetto alla reale capacità di governare il cambiamento”. Secondo il presidente della Regione, Gian Mario Spacca, “è necessario un esame approfondito e, se c’è convergenza di opinione, le Regioni possono presentare una proposta di legge che superi le distorsioni registrate. Non è possibile assumere un principio di carattere generale in maniera acritica, senza una verifica delle reali ricadute sui territori”. Spacca ha citato l’esempio della direttiva Bolkestein sulle concessioni demaniali: “Gli altri Paesi hanno trattato con l’Unione europea l’applicazione della norma in funzione delle peculiarità nazionali. L’Italia, invece, si è allineata acriticamente al principio generale, con pesanti ricadute per gli stabilimenti balneari, quando proprio la Ue ha fatto della sussidiarietà la forza che lega gli Stati aderenti, valorizzando il valore della differenza. Le Marche hanno un’organizzazione sociale diversa dalla altre regioni, sono una realtà policentrica, così come le altre regioni hanno le loro peculiarità. Le liberalizzazioni nel commercio devono tener conto delle esigenze legate alle differenze dei territori”. Il vicepresidente Canzian ha parlato di “scarsi riscontri dei confronti avuti con i diversi governi nazionali che si sono succeduti, per quanto riguarda le questioni del commercio, con la sola eccezione per il tavolo aperto sul commercio ambulante. Prima del Salva Italia, a livello regionale, si era giunti a una forte condivisione su vari temi legati alle liberalizzazioni, come le deroghe domenicali e festive, poi l’arrivo del decreto ha spazzato via ogni possibilità di confronto e di condivisione. Il tema delle liberalizzazioni non va banalizzato come semplice confronto tra piccola e grande distribuzione, ma coinvolge altri contesti etici e sociali che vanno presi in considerazione e non ritenuti avulsi dal dibattito sulle politiche commerciali. Le liberalizzazioni possono risultare un bene per il Paese, ma vanno interpretate con le Regioni e con le esigenze territoriali”. Secondo il segretario generale della Cgil (che ha partecipato alla tavola rotonda conclusiva del convegno), “non si può parlare di commercio senza avere idea di quale società vogliamo. Oggi c’è un problema di reddito delle famiglie, la crisi ha posto il tema della qualità e del risparmio. Il nostro Paese continua a navigare nelle difficoltà economiche, mentre nel resto dell’Europa si sta recuperando. Siamo sicuri che l’esigenza dell’Italia sia quella di incrementare la grande distribuzione? Il dato sull’occupazione in questo settore è diminuito negli ultimi due anni. Le aperture domenicali non servono a riequilibrare la crisi e la libertà delle imprese non può scaricarsi tutta sui lavoratori”. Camusso ha quindi rilevato che “le città senza negozi sono un pericolo per le donne, c’è un problema di riqualificazione del tessuto urbano che non può essere ignorato. Va posto con forza il tema della valorizzazione territoriale. Come va sottolineato il problema della dignità del lavoro, perché senza le regole, anche nel commercio, c’è solo il cannibalismo e chi paga sono sempre i più deboli: i lavoratori e i consumatori”.

un momento del convegno
un momento del convegno

CONVEGNO SUL COMMERCIO. GLI EFFETTI DELLA LIBERALIZZAZIONE NELLE MARCHE IN UNA RICERCA DELLA POLITECNICA.

(SENIGALLIA) – Quasi il 70 per cento degli esercizi commerciali tradizionali delle Marche non ha riscontrato un impatto positivo delle liberalizzazioni sui risultati economici della propria attività, mentre l’84 per cento ritiene addirittura che comportino maggiori svantaggi. È quanto emerge da una ricerca condotta dall’Università Politecnica delle Marche, presentata oggi al Convegno nazionale di Senigallia, promosso dalla Regione. I risultati sono stati illustrati dal prorettore Gian Luca Gregori. La rilevazione è stata svolta in collaborazione con l’Osservatorio regionale del commercio e i Centri di assistenza tecnica. Ha coinvolto un campione di 534 titolari di esercizi commerciali al dettaglio (rappresentativo del territorio regionale) per valutare il grado di adesione agli interventi di liberalizzazione del commercio, previsti dal decreto “Salva Italia”, con specifico riferimento agli orari e alle giornate di apertura. A due anni di distanza dall’entrata in vigore della norma, le Marche hanno testato gli effetti ottenuti – sia sotto il profilo economico, che sociale – dagli esercizi che hanno usufruito delle possibilità offerte. Un terzo del campione è composto da persone tra i 41 e 50 anni, due terzi risulta coniugato, il 61per cento in possesso del diploma di scuola superiore. Nella maggioranza dei casi sono soggetti con una significativa esperienza di lavoro nel settore del commercio. L’81 per cento del campione commercializza generi non alimentari e il 67,5 per cento dei negozi è situato nei centri storici. Si tratta di esercizi di piccole dimensioni (quasi la metà ha una superficie di vendita inferiore ai 50mq e con una media stimata di 85 mq), a prevalente conduzione familiare. Le aperture domenicali rappresentano l’intervento maggiormente adottato dal campione, seguito dalla aperture anche in altri giorni festivi, dall’estensione del normale orario di apertura e dall’eliminazione della chiusura infrasettimanale. Il 36,4 per cento del campione non ha adottato alcun intervento previsto dal “Salva Italia” per mancanza di convenienza economica, seguita dalla volontà di preservare il proprio tempo libero e la vita sociale. L’85,9 per cento di questo gruppo evidenzia l’intenzione di non adottare alcun intervento neanche in futuro. In merito agli effetti riscontrati, la ricerca segnala che il 60 per cento degli esercizi commerciali tradizionali non ha registrato l’arrivo di nuovi clienti per effetto della liberalizzazione, il 74 per cento non ha segnalato un aumento degli acquisti (ma, piuttosto, una loro distribuzione temporale), il 65 per cento ha registrato un aumento dei costi non sostenibile a fronte del fatturato realizzato, quasi il 92 per cento ha riscontrato una riduzione del tempo libero o un peggioramento della vita sociale. Complessivamente, la maggior parte del campione ritiene che le liberalizzazioni non rispondano alle esigenze dei consumatori, non migliorino i risultati economici dei negozi e non aumentino l’occupazione, avvantaggiando, invece, le grandi superfici di vendita a discapito dei piccoli esercizi. Inoltre, gli interventi volti a facilitare l’apertura di nuovi esercizi commerciali, per l’82,9 per cento, determina un inasprimento della concorrenza e, per il 75,8 per cento, un peggioramento dei risultati economici delle attività commerciali. Il 66,3 per cento ritiene anche che non si conseguirebbero effetti positivi per la vitalità dei centri storici. Alla pubblica amministrazione viene chiesto di bloccare la costruzione di nuovi centri commerciali, interventi per riqualificare i centri storici e una riduzione della pressione fiscale

PARTE “INFORMATTIVI” CICLO DI INCONTRI SUL TERRITORIO REGIONALE CON L’ASSESSORE GIORGI PER CONOSCERE I BANDI DEL PIANO REGIONALE DELLE POLITICHE GIOVANILI .

 

InformAttiviInformAttivi

Per conoscere i nuovi bandi del Piano regionale delle Politiche Giovanili, l’assessore Paola Giorgi realizzerà, IN COLLABORAZIONE CON LA Consulta Regionale dei Giovani, “ InformAttivi” , una serie di incontri sul territorio marchigiano. Il primo sarà a Urbino il 7 luglio prossimo (ore 18,30 – sala degli Incisori Palazzo Collegio Raffaello) e seguiranno a Osimo il 9 luglio (ore 21,00 – ufficio turistico Grotte del Cantinone), Porto S.Elpidio il 10 luglio (ore 18,30 – ex stazione Sala “la Piccola”), Camerino 11 luglio (ore 18,30 sala dei Priori Palazzo Bongiovanni), per finire a San Benedetto del Tronto il 14 luglio alle ore 18,30 nel Centro Giovani “G. Antonini”. Durante gli incontri l’assessore regionale, illustrerà le modalità di partecipazione ai bandi con l’obiettivo di promuovere la centralità e la trasversalità di specifiche politiche a favore di giovani in una prospettiva di sviluppo culturale, sociale ed economico della collettività.

“Mettiamo in campo risorse per 463mila euro – ha sottolineato la Giorgi – di cui 288mila previste nel bilancio regionale per l’anno 2014 e di quasi 175mila euro quello relativo all’anno 2013 del Fondo nazionale politiche giovanili. Attraverso tali risorse attiviamo il Programma annuale degli interventi che riguardano una pluralità di ambiti a cui afferiscono i bisogni giovanili. Tra gli obiettivi prioritari: promuovere la conoscenza della condizione giovanile nella regione Marche; costruire e valorizzare percorsi di crescita dell’autonomia individuale e dello sviluppo della conoscenza civica; promuovere e sostenere percorsi di autonomia economica a favore di giovani, nonché la loro partecipazione attiva”.
Il Piano regionale per le politiche giovanili ha inoltre dettato le linee di indirizzo per promuovere e garantire l’associazionismo stimolando gli enti locali, in forma singola o associata, a varare interventi a favore dei giovani e nel contempo stimolando la progettazione autonoma dei giovani, soprattutto in forme associative e aggregative. Come previsto dal Piano regionale per le politiche giovanili per la programmazione locale e per la gestione degli interventi viene prevista esclusivamente la forma aggregata degli enti locali, con almeno un comune di popolazione inferiore o uguale a 5mila abitanti oppure Unioni di Comuni, Comunità montane e Ambiti territoriali sociali in forma singola o aggregata. Fondamentale il coinvolgimento delle Associazioni giovanili operanti sul territorio e i gruppi informali dei giovani, per ridare centralità alla loro progettualità attraverso gli strumenti forniti dalla Regione e dagli Enti Locali. Il tetto massimo di costo del progetto ammissibile è pari a 20mila euro e deve individuare in modo chiaro i destinatari che possono essere esclusivamente i giovani nella fascia di età compresa fra i 16 e i 35 anni.

 

 

REGIONE MARCHE E CERN FIRMANO UN ACCORDO QUADRO: PRIMO ATTO CONCRETO 6 BORSE DI STUDIO PER L’ALTA FORMAZIONE .

Si chiama “Che fisico!”, è un progetto di alta formazione per ingegneri, fisici e informatici presso il Cern di Ginevra. Beneficiari saranno sei giovani laureati, residenti nelle Marche, che disporranno di borse di ricerca biennali per specializzarsi e trasferire l’innovazione tecnologica nel sistema delle imprese marchigiane. Rappresenta il primo degli interventi concreti previsti dall’Accordo Quadro tra la Regione Marche e il Cern (Organizzazione europea per la ricerca nucleare) sottoscritto oggi a Palazzo Raffaello. La collaborazione con il Cern si svilupperà lungo tre assi: 1. Il primo riguarda il “Trasferimento tecnologico e industriale”, per dare la possibilità, alle imprese marchigiane, di partecipare a gare e commesse al Cern per la fornitura di beni e servizi. 2. Il secondo filone ha un carattere “Progettuale” e intende avviare possibili progetti di ricerca applicata, di interesse comune, con Consorzi di ricerca e università regionali in ambiti ICT GRID/Cloud, tecniche medicali diagnostiche, materiali innovativi, meccanica. 3. Il terzo coinvolge la “Formazione del capitale umano”, creando opportunità di formazione, nella sede del Cern, per giovani marchigiani neo-laureati, dottorandi e dottorati in Ingegneria, Fisica e Informatica attraverso borse di studio come nel caso del progetto “Che fisico” appunto, oltre a brevi stage formativi estivi per studenti universitari e professori di scuole superiori. “Siamo molto orgogliosi – ha commentato il presidente della Regione Gian Mario Spacca – di questo rapporto di collaborazione con uno dei laboratori più avanzati al mondo sotto il profilo della conoscenza. Tutti e tre gli assi previsti dall’accordo sono importanti. In particolare l’alta formazione del capitale umano e la stretta relazione fra i centri di ricerca d’eccellenza e il mondo produttivo, sono gli asset da privilegiare per favorire l’uscita dalla crisi. Significativa è anche la linea Progettuale: il Cern vanta le migliori conoscenze nel campo del Cloud Computing che possono essere di grande utilità per favorire la creazione di network decisivi per una regione policentrica come le Marche. L’Adriatic Cloud è inoltre uno dei progetti di rilievo della strategia macroregionale adriatico ionica: il contributo del Cern può consentire di realizzarlo nella maniera più evoluta. E’ indispensabile, oltre alle già collaudate collaborazioni con le Università marchigiane, ampliare l’orizzonte dei soggetti altamente qualificati, sia nazionali che internazionali, con i quali instaurare collaborazioni e progetti di ricerca. Tra le nostre aspirazioni – ha aggiunto – c’è anche l’auspicio che il trasferimento delle conoscenze tecnologiche del Cern dia la possibilità alle nostre imprese di realizzazione nuovi strumenti per le applicazioni in campo medico o di diventare fornitrici esse stesse del Cern per la produzione di strumenti o parti di strumenti utili alle loro ricerche”. “La Regione Marche – ha detto il direttore del Cern Sergio Bertolucci – è uno degli esempi di come dovrebbe essere l’Italia. Condividiamo l’idea che il futuro passi attraverso la conoscenza, l’imprenditorialità, la qualità della vita e la voglia di costruire l’avvenire per noi e i nostri figli. Sono le qualità che ho sempre trovato nei miei amici marchigiani e che rispecchiano in pieno le caratteristiche del Cern. Per cui quello tra la Regione Marche e il Cern è un matrimonio di piacere ed interesse. Ci sono già numerosi marchigiani che lavorano con noi e sono sicuro che anche i sei borsisti che arriveranno sapranno fare bene”. Oltre alla collaborazione con le Università marchigiane, dal 2012 la Regione Marche ha stipulato un protocollo di intesa anche con l’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) per realizzare iniziative che concorrano a promuovere alta formazione e attività di ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico. Ora, l’Accordo con il Cern di Ginevra, in vigore per due anni e rinnovabile, rafforza ulteriormente, gli ambiti di collaborazione in questi settori, attingendo dalle opportunità offerte da uno dei più importanti organismi internazionali di ricerca scientifica e tecnologica. Il Cern sviluppa infatti progetti di trasferimento delle conoscenze e di promozione della cultura dell’innovazione, incoraggiando i ricercatori a promuovere le proprie idee e competenze in vari campi quali: le applicazioni della tecnologia di frontiera nel campo della diagnostica e della terapia, l’utilizzo delle tecnologie informatiche nell’innovazione dei settori pubblici e privati, la trasposizione delle conoscenze sviluppate nella fisica delle particelle nel campo delle tecnologie per le energie sostenibili, la diffusione delle conoscenze attraverso i progetti di formazione. Tutte le iniziative descritte rientrano in una preciso disegno della Regione Marche fortemente impegnata nel raggiungimento degli obiettivi posti dalla strategia Europa 2020, in particolare quello di una spesa in Ricerca, Sviluppo e Innovazione pari al 3% del Prodotto Interno Lordo e l’ Accordo sottoscritto oggi è pienamente coerente con l’impostazione che è stata data alla Programmazione dei fondi strutturali europei 2014/2020, dove gli investimenti in innovazione e ricerca rappresentano l’asse portante delle politiche regionali. SCHEDA TECNICA Tipologia Borsa ricerca Numero borse Costi in euro (I annualità) Costi in euro (II annualità) Tipo A: ICT Cloud 3 126.000 126.000 Tipo B: Materiali innovativi e sistemi controllo complessi 2 84.000 84.000 Tipo C: Sistemi di imaging e diagnostica 1 42.000 42.000 Costo totale per annualità 252.000 252.000 Costo totale biennio 504.000 RISORSE: La Regione Marche finanzia l’avvio del progetto “Che fisico!” con 252mila euro oltre a 25mila euro a titolo di rimborso spese al Cern per attività di sviluppo, assistenza e tutoraggio delle borse. La seconda annualità sarà finanziata al termine della prima in coerenza con le risorse stanziate dal Por FES. DESTINATARI BORSE DI STUDIO PROGETTO CHE FISICO: Giovani disoccupati o inoccupati di età non superiore ai 30 anni, con i seguenti requisiti: – residenti nelle Marche con residenza posseduta alla data di scadenza del Bando; – diploma di laurea specialistica o conseguita con il vecchio ordinamento; – adeguata conoscenza linguistica inglese o francese di livello non inferiore a C1; – reddito annuo certificato ISEE del proprio nucleo familiare non superiore a € 20.000,00; – non avere legami di parentela/affinità fino al terzo grado, o coniugio, con gli amministratori, i soci e i dipendenti del soggetto ospitante; – non avere già usufruito di n°2 o più borse con le risorse della programmazione FSE 2007-2013. DURATA: 12 (dodici) Mesi SOGGETTI ATTUATORI: Regione Marche (ITA) – C.E.R.N. Ginevra (CH) TEMPI: Il bando sarà pubblicato sul sito www.europa.marche.it da venerdì prossimo 11 luglio e a seguire sul BUR.

 

BIZZARRI SPA, L’IKEA CONFERMA UNA COMMESSA. RITIRATA LA MOBILITA’, LA PRODUZIONE RIPARTE IN OTTOBRE.

Orizzonte più roseo per la Bizzarri s. p.a di Corinaldo, ad un giorno dalla scadenza della procedura di mobilità per 126 lavoratori. E’ di ieri mattina, infatti, la notizia che l’IKEA ha richiesto all’azienda una nuova, importante commessa per la produzione di un componente da cucina. Una linea produttiva che l’IKEA ha valutato positivamente tanto che ha richiesto nuovamente alla Bizzarri – in rapporto ultraventennale con il colosso svedese ma che negli ultimi tempi non aveva rinnovato ordinativi – di essere fornitore ufficiale. E’ quanto è emerso questa mattina nella programmata riunione presso l’assessorato regionale al Lavoro per fare il punto della situazione. Una notizia annunciata e sperata nella scorso incontro e che con la conferma di oggi ha permesso di arrivare ad un accordo tra Regione , Azienda e Sindacati. A fronte del ritiro della procedura di mobilità da parte dell’Azienda, si utilizzerà la cassa in deroga fino al 31 agosto e per il mese di settembre verrà applicata la CIG ordinaria. Ad ottobre infatti è in programma la ripartenza produttiva. Alla riunione erano presenti , oltre all’assessore regionale al Lavoro, Marco Luchetti , le rappresentanze sindacali FILLEA CGIL, FILCA CISL e FENEAL UIL , alcuni dirigenti dell’azienda e il consulente del lavoro Stefano Carotti. Tutti hanno condiviso la soluzione che permette di evitare la mobilità. “Una buona notizia dunque – ha rimarcato con soddisfazione l’assessore regionale al Lavoro, Marco Luchetti – che ci fa ben sperare: riapre prospettive per dare maggiori certezze ai lavoratori e ci consente di scongiurare in primo luogo la mobilità e traghettare fino ad un ricollocamento ad ottobre, quando lo stabilimento potrà riprendere la produzione effettiva. La conferma da parte di una potenza come IKEA è anche la dimostrazione – ha concluso l’assessore – delle grandi capacità produttive e della cultura imprenditoriale marchigiana che sa esprimere eccellenza, unica strada da percorrere per portarci fuori dalla crisi del manifatturiero. “ Stessa soddisfazione è stata espressa dall’amministrazione comunale di Corinaldo che con il sindaco Matteo Principi ha seguito costantemente le fasi di questa vicenda. Come ha sottolineato, infatti, il dirigente aziendale Battistelli: “ Siamo l’unica azienda in Italia in grado di fornire quel tipo di prodotto finito, in forti quantità e buona qualità. E questo l’IKEA, che vaglia attentamente ogni dettaglio produttivo e di solidità aziendale, evidentemente lo ha riconosciuto valido per il suo mercato internazionale, aprendoci anche nuove strade per la ripresa e l’incremento produttivo. In vista della pausa estiva, periodo in cui le aziende fornitrici di materie prime chiudono per ferie, non sarà possibile andare però a regime subito ma da ottobre prossimo. Le verifiche sugli impianti per consentire la riapertura sono già a buon punto.” La Bizzarri SpA nasce nel 1976 da un progetto dei fratelli Adelelmo e Alfonso Bizzarri che insieme decidono di dar vita ad una realtà in grado di soddisfare le esigenze del mercato del mobile da oltre 35 anni.

 

FORUM DELLE CITTÀ DELL’ADRIATICO E DELLO IONIO, L’ASSESSORE GIORGI HA PARTECIPATO ALLA RIUNIONE DEL DIRETTIVO .

L’assessore alle Politiche Comunitarie, Paola Giorgi, ha partecipato alla riunione del Consiglio direttivo del Forum delle città dell’Adriatico e dello Ionio. L’incontro si è svolto a San Benedetto del Tronto. All’ordine del giorno, la discussione sulle linee d’indirizzo, sulla relazione finanziaria 2013-2014, sulle richieste di nuove adesioni. Giorgi ha portato il saluto della Regione, evidenziando come il meeting si sia svolto in una fase cruciale del lungo percorso per la costruzione della Macroregione adriatico ionica. Lo scorso 26 giugno è stato infatti approvato, all’unanimità, dal Comitato delle Regioni d’Europa, il Parere sulla strategia Eusair. Il via libera al Parere ha seguito di pochi giorni l’altrettanto importante approvazione, da parte della Commissione Europea, della Comunicazione sulla strategia dell’Unione europea Eusair e del Piano di azione e di lavoro, poi presentati al Consiglio Affari Generali a Lussemburgo. Ora non resta che l’ultimo atto formale, previsto per ottobre, da parte del Consiglio europeo. Dopodiché, dal primo gennaio 2015, la Macroregione sarà operativa. “La Macroregione Adriatico Ionica trae nutrimento dal percorso di dialogo, condivisione e confronto che negli anni, grazie anche al lavoro dei network quali il Forum delle Città, è stato costruito – ha detto l’assessore nel suo saluto – Un percorso concreto di sussidiarietà che conferisce solidità alla Strategia e fortemente voluto dal presidente Spacca a cui vanno riconosciute una lungimiranza strategica e una determinazione che posizionano oggi le Marche nel ruolo da protagonista nel contesto Macroregionale. Ivo Andric, scrittore e diplomatico, balcanico, scrive: Di tutto ciò che l’uomo, spinto dal suo istinto vitale, costruisce ed erige, nulla è più bello e prezioso per me dei ponti….appartengono a tutti e sono uguali per tutti, sempre costruito nel punto in cui si incrocia la maggior parte delle necessità umane. È come se in questi anni si fosse costruito un ponte che, dal 2015, con l’approvazione della Macroregione, iniziamo a percorrere”.

 

04 lug 2014 Forum Adriatico Ionico
04 lug 2014 Forum Adriatico Ionico
Ecco i nominativi dei rappresentanti del direttivo del Forum delle Città dell’Adriatico e dello Ionio presenti oggi in Municipio alla conferenza stampa.
Per l’Italia: Giovanni Gaspari – San Benedetto del Tronto
Per la Croazia: Ivo Baldasar  – Spalato e Božidar Kalmeta – Zara
Per il Montenegro: Lazar Ra?enovi? Budva e Marija Maja ?atovi? Kotor.
Nel pomeriggio sono arrivati a San Benedetto anche i componenti italiani Valeria Mancinelli (Ancona), Cosimo Consales (Brindisi) e Luigi Albore Mascia (Pescara) e greco Ioannis Dimaras da Patrasso.
Il direttivo al completo lo potete trovare in questa pagina del Sito del Forum.

 

 

04 lug 2014 Forum Adriatico Ionico
04 lug 2014 Forum Adriatico Ionico
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