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Don Giovanni di Mozart al Teatro Pergolesi di Jesi

di | in: Cultura e Spettacoli

Fondazione Pergolesi Spontini

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Una regia di forte denuncia sociale e immagini di grande  impatto per il “Don Giovanni” di Mozart  in scena il 4 e 5 ottobre al Teatro Pergolesi di Jesi per l’inaugurazione della 47^ Stagione Lirica di Tradizione a cura della Fondazione Pergolesi Spontini.  L’inglese Graham Vick, uno dei più importanti e socialmente impegnati registi del panorama lirico internazionale, per la prima volta al Teatro Pergolesi: “Giovanni non è più l’outsider ma l’incarnazione di una società la cui trasgressione è glamour, è vendibile, provoca dipendenza e in cui la corruzione è norma condivisa”.

 

 

Jesi (An), 16 settembre 2014 – Il teatro come verità e provocazione: è sempre una sfida, una regia d’opera dell’inglese Graham Vick, grande firma del teatro contemporaneo, autore di spettacoli fortemente innovativi, che spesso provocano dibattito nel mondo della lirica per la forte carica di denuncia sociale e il grande impatto visivo. Sarà il famoso regista internazionale, vincitore di sei premi Abbiati per l’originalità e l’intensità dei tanti allestimenti curati in Italia, ad inaugurare la 47^ Stagione Lirica di Tradizione del Teatro Pergolesi di Jesi con un  nuovo allestimento del “Don Giovanni” di Mozart in scena sabato 4 ottobre alle ore 20,30 e domenica 5 alle ore 16. L’opera vede la luce grazie alla coproduzione tra otto teatri lirici nazionali, che ha consentito di supportare i costi di oltre sei settimane di prove: collaborano al nuovo allestimento la Fondazione Pergolesi Spontini, i Teatri del Circuito Lombardo con il Teatro Sociale di Como, Teatro Grande di Brescia, Teatro Ponchielli di Cremona, Teatro Fraschini di Pavia, ed inoltre Teatro dell’Aquila di Fermo, Fondazione Teatro Comunale di Bolzano e Fondazione I Teatri di Reggio Emilia.


Con il nuovo allestimento del Don Giovanni, Graham Vick preannuncia una lettura fortemente innovativa rispetto alla tradizione ma in linea con quanto la musica ed il testo raccontano. L’esigenza di generare un senso di responsabilità civile costituisce il fulcro di ogni sua regia, ed anche in quest’opera l’artista intende innescare un dibattito sul nostro modo di vivere, sulla società contemporanea, sul modo in cui ci relazioniamo gli uni agli altri.

“Il nostro senso di essere in vita è definito e amplificato dall’avvicinarsi inevitabile della morte –  spiega Graham Vick a proposito del nuovo allestimento – Di fronte allo scorrere del tempo, Giovanni getta via tutte le leggi, i vincoli e i tabù. Così come il nostro mondo si precipita verso l’autodistruzione, anche noi abbandoniamo sprezzanti le leggi della civiltà. Terrorizzati della morte, ci attacchiamo alla vita e ad una dipendenza dalla giovinezza, attraverso droghe, iniezioni, il bisturi del chirurgo, o – ancor peggio – attraverso la ‘sexualization’ dei bambini trasformati in icone.  Mentre Giovanni si diffonde come un virus, trascinando tutti nella sua tela universale, non è più l’outsider ma l’incarnazione di una società la cui trasgressione è glamour, è vendibile, provoca dipendenza e in cui la corruzione è norma condivisa”.

La nuova produzione si avvale della direzione del venezuelano Josè Luis Gomez Rios, delle scene e costumi di Stuart Nunn, del disegno luci di Giuseppe Di Iorio e delle coreografie di Ron Howell. Suona l’Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano, il Coro del Circuito Lirico Lombardo è diretto da Dario Grandini. Gli interpreti sono stati scelti volutamente tra i giovani e già affermati cantanti tra cui il baritono albanese Gezim Mysketa (Don Giovanni) ed il marchigiano Andrea Concetti (Leporello), e tra i vincitori del 65° Concorso AsLiCo per Giovani Cantanti Lirici d’Europa, quali Giovanni Sebastiano Sala (Don Ottavio), Mariano Buccino (Commendatore), Federica Lombardi (Donna Elvira), Valentina Mastrangelo (Donna Anna), Riccardo Fassi (Masetto); Alessia Nadin è Zerlina. Nel secondo cast, in scena il 5 ottobre, voci di spessore con il giovane baritono greco Dionisos Sourbis (Don Giovanni), Mariateresa Leva (Donna Elvira), Matteo Mezzaro (Don Ottavio), Cristian Saitta (Commendatore), Ekaterina Gaidanskaja (Donna Anna), Leonardo Galeazzi (Leporello), Davide Giangregorio (Masetto), e la vincitrice del Concorso AsLiCo 2014 Alessandra Contaldo (Zerlina).

Le scene dell’opera sono state costruite a Jesi presso il Laboratorio della Fondazione Pergolesi Spontini, impiegando le maestranze tecniche della Fondazione, con esperti in scenografia, decorazione, illuminotecnica, costruzioni in legno e ferro.

Biglietti da 15 a 66 euro.

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16 Settembre 2014 alle 16:26 | Scrivi all'autore | | |

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