Paolo D’Erasmo, “Cambiamento e innovazione per il rilancio del Piceno”

Paolo D’Erasmo, “Cambiamento e innovazione per il rilancio del Piceno”

D’Erasmo: «Fermati Celani. Basta con operazione dell’ultima ora»

 

 

STELLA DI MONSAMPOLO – Nella mattinata del 27 settembre si è tenuta, nella Sala Consiliare di Stella di Monsampolo, una conferenza programmatica in cui Paolo D’Erasmo si è confrontato i sindaci, assessori e consiglieri della provincia di Ascoli Piceno.

Un primo successo per Paolo D’Erasmo, che ha potuto contare sull’appoggio della maggioranza degli amministratori locali del territorio.

Dal palco dopo aver presentato candidati della lista “Cambiamento e innovazione per il rilancio del Piceno” e aver ribadito che tutti insieme intendono «riaccendere di nuovo la luce sulla provincia», facendole abbandonare il ruolo di fanalino di coda che ha assunto, da qualche anno, in ambito regionale, per colpa degli ultimi 5 anni di mal governo d parte del centrodestra, ha inviato un monito a Celani. Proprio nelle ultime ore è stato reso noto l’aumento per il conferimento dei rifiuti in discarica da parte della Provincia e a carico dei Comuni.

«Fermati Celani – ammonisce D’Erasmo – basta con queste operazioni dell’ultima ora, la vita politica deve andare avanti. La macchina provinciale non si conclude con il 12 ottobre. Fermati. Aspettiamo quella data e poi pensiamo al da farsi – e continua – Nel giro di qualche mese vogliamo svoltare e portare la provincia di Ascoli Piceno in cima alle classifiche marchigiane. A costo di andare tutti in piazza».

Ecco di seguito il susseguirsi degli interventi, tra candidati e amministratori presenti alla conferenza:

Paolo D’Erasmo: «Ringrazio le forze politiche che hanno condiviso il progetto di un centrosinistra unito e le liste civiche che hanno dato l’assenso a questa lista.
Un progetto politico chiaro che si proponga come una sfida politico-culturale rispetto a un governo di centrodestra assente nei territorio, nei confronti dei Comuni e incapace di programmare, di affrontare la crisi e i problemi. Parliamo di un progetto che cambi a livello culturale, che ponga una idea nuova. Ringrazio i consiglieri Mandozzi, D’Angelo e Travaglini, che hanno dato un contributo importante tra i banchi dell’opposizione senza ricandidarsi.
La provincia è vicina al dissesto finanziario, i soldi non ci sono e non c’è possibilità di contrarre mutui. Celani, per contrastare l’emorragia di bilancio, in ultima istanza ha istallato autovelox. Il centrodestra si caratterizza perlopiù da scelte non fatte. Tutto è rimasto fino a 15 anni fa. Oggi la Provincia non più sostenere 10 dirigenti, ma al massimo 3. Celani invece è partito tagliando i dipendenti, le piccole indennità accessorie, senza tentare di riorganizzare l’ente. La provincia va riorganizzata rispetto a uno schema rimasto cristallizzato a quando c’erano grandi flussi economici.
La viabilità della provincia è la peggiore delle Marche. La situazione inaccettabile e dalla Regione pensiamo debba arrivare un finanziamento extra per il Piceno, per mettere in sicurezza le strade provinciale. Contiamo oltre 50 frane attive, un sistema così non possiamo più permettercelo.
La politica del centrodestra, in questi anni, ha mortificato il rapporto con gli enti locali
Ulteriori oneri del conferimento in discarica a carico dei comuni, è stato deciso da Castelli e Celani, è senza notificare la cosa agli enti locali.
C’è voglia di lavorare insieme, ma questo non deve finire il 12 ottobre, perché se venissimo lasciati da soli i risultati non arriverebbero. Le problematiche sono enormi e le situazioni sono difficilissime. Il coraggio però ce l’abbiamo. La nostra missione è riaccendere la luce sulla provincia, valorizzando sia l’ente che il nostro territorio».

Il candidato Sergio Corradetti (Udc): Protestammo per come era stata divisa la provincia e che con quella di fermo saremmo dovuti rimanere in rete. Condivido pienamente l’ idea di una politica che parta da una identità territoriale forte, possa far sì che la Provincia si apra a mercati esteri e si ponga al centro della Macroregione Adriatico-Ionica. Ciò avverrà se metteremo in rete le iniziative che enti e cittadini sono in grado di creare, per valorizzare tutte le risorse del territorio, le tante eccellenze che non sono evidenziate. Si potrebbe realizzare un “vademecum dell’ospite del piceno”.

Luciano Agostini: «Eravamo in questa sala 5 anni fa, quando per alcuni di noi si tentò una sorta di processo, perché, a causa della divisione, perdemmo la provincia. Anche allora il centrosinistra tentò di portare un slancio nuovo e su quello slancio di modernizzazione si consumò la rottura e molti di noi, il sottoscritto tra i primi, furono accusati. Il territorio ha pagato quella scelta ma oggi penso possa iniziare una fase nuova.
La provincia sarà dopo il 12 ottobre ancora questa, e aggiungo che è eticamente immorale che il centrodestra si sia tirato fuori, Celani è come schettino e Castelli mette avanti la sua personale ambizione e non si assume la responsabilità perché non potrebbe candidarsi altrove.
La grande sfida è rimettere l’ente nel giusto binario. Abbiamo bisogno di una classe dirigente complessivamente intesa. Si prevede una modalità diversa di votazioni perché diversa sarà la Provincia. I Comuni non saranno più mortificati: l’ente sarà da costruire e potrebbe essere delegato dai comuni in questo senso. Il territorio deve uscire dal provincialismo e toccare gli interessi forti. Con modestia e rigore, esprimiamo la voglia di far qualcosa di nuovo.
Si aiuti a risanare la provincia dai tanti Schettino».

Giovanni Gaspari: «Nel manifesto mancano le marine, ma poi ho capito che è la metafora del lavoro che si andrà a fare: in salita. Noi abbiamo avuto la percezione di avere la provincia, che si comportava come la Sovrintendenza. Loro non lasciano solo le maceria, ma anche un clima di rottura: è mancata la coesione sociale. Ieri è arrivata la assurda richiesta di un aumento per il conferimento dei rifiuti, perché devono risanare il Comune di Ascoli e devono pensare alla 6 vasca. Hanno tenuto fuori il 33% della Start dal consiglio e San Benedetto non ha un rappresentante. Aggiungo che i dirigenti hanno responsibilità del dissesto, accettando soluzioni come i 2 milioni e mezzo che provengono dall’autovelox. A San Benedetto hanno chiuso anche “l’ufficio Europa”».

Pietro Colonnella:«Avere l’assillo della salvezza dell’ente, ma anche continuare con il progetto. La gestione quotidiana e clientelare del territorio è stata fatta dal centrodestra. Bisogna pensare a un nuovo patto piceno per il lavoro e lo sviluppo dei territori e per questo ci vuole l’infrastruttura politica istituzionale per trovare i finanziamenti. Un Piceno che fa della digitalizzazione della innovazione la sua bandiera dovrebbe trattare con la Telecom per far sì che la banda larga, che arriverà fino a Rimini, giunga fino a noi. La progettazione deve essere in cima ai nostri pensieri».

Stefano Novelli « La nuova Provincia non deve essere autoreferenziale, inadembiente e incapace di costituire nessi tra i territori, ma un organismo vivente, un’istanza delle comunità. Queste sono le coordinate ideali secondo le quali dovremo muoverci. Sinergia tra la linea di costa e le zone montanare, la cultura e tutte le tipicità. Foà parlava del piceno come di un “Metalmezzadro” una sinergia tra le tradizioni della mezzadria e l’industria.

Antonio Canzian: «Celani lo conoscevamo 5 anni fa, l’insegnamento che ne dobbiamo avere è che se il centrosinistra si divide, il centrodestra va al governo. Tutti noi sappiamo che il campo da gioco odierno è temporaneo, rispetto al fatto che la provincia poi verrà abolita. Oltre alle difficoltà nostre del piceno ci sono quelle generali, di cui la Regione si deve far carico, ma anche questa è in crisi. L’osservatorio regionale sarà approvato a breve e l’input del Ministero è chiaro: svuotare sempre più le provincie di funzioni. Spero per questo che verrà istituito un rapporto serio tra regione e nuove aree vaste».

Il candidato Riccardo Morelli (socialista): «Tra le funzioni di questa nuova Provincia c’è l’amministrazione di servizio alle comunità locali. Inoltre, grazie alla predisposizione di una raccolta e elaborazione dei dati, si permetterebbe una maggior conoscenza del territorio. La Provincia potrà svolgere la funzione di stazione appaltante, predisponendo la documentazione di gara».

Luigi Merli: «Quando si candida Paolo non ce n’è per nessuno. Ma in questo caso la mancanza di concorrenza è legata al compito arduo. Si va verso l’abolizione della Provincia, si pensa all’area vasta che non si sa quando durerà e se avrà delle risorse. La destra si dilegua come ha tentato di fare con il Piceno Consind dove la Provincia non paga la quota e ha deliberato di uscirne quando non può. Lo sforzo è grande si può fare tanto, ma la domanda è come faremo a tenere in vita l’ente, anche se di secondo grado, visto che troverete le casse vuote? Al Consind, dove Celani governò per due anni, era tutto pignorato. Il problema di questo territorio, al di là di tutto, è occupazionale ed è spaventoso, quasi doppio rispetto ad altre province marchigiane. Le grandi aziende sono sparite tutte. Il tessuto industriale stenta a tenersi in piedi, con un sistema creditizio che strozza. Ci tengo a precisare che senza stipendio non ci può essere alcuna coesione sociale».

Il candidato Silvano Evangelisti: «Mettersi a disposizione senza riserva per il ruolo a cui si viene chiamati. Dal 13 ottobre la Provincia deve continuare a svolgere il suo ruolo e, in qualche maniera, trovare soluzione e sintesi ai problemi».

Valerio Lucciarini: «A volte si è fieri di appartenere al Pd, e questa è il caso. Anna Casini ha garantito tutto questo, con un gran lavoro in tutto il territorio. Il presidente della Provincia è stato il competitore del territorio, questo ha fatto Celani con un atteggiamento eccessivo, al limite del conflitto d’interressi per quanto riguarda l’edilizia. Dalla notizia di default sui giornali all’organizzazione di palchi estivi, si è allontanato dai cittadini e dai loro veri problemi. Organismo Ata non è stato convocato per interessi plasticamente visibili e con delibere retroattive, che partono dal 1 settembre ha aumentato il costo di conferimento rifiuti. Grazie al lavoro di Merli, su cui i sindaci hanno creduto, siamo riusciti a conseguire risultati straordinari al Consind, dovremmo però essere più bravi a sottolinearle certe cose. La gestione dell’ente da parte di Celani, ma anche di Rossi, dobbiamo essere oggettivi, non sono state virtuose. Si supera la provincia come ente istituzionale, ma area vasta non è a tempo, dovrà prendere corpo, e potrebbe alleggerire il compito delle Regioni, in maniera orizzontale ai Comuni, non più verticali. Auspico un coordinamento decisivo sul Turismo Cultura e Sport, e sull’Edilizia da ripensare. Dobbiamo contare un po’ di più, rispetto al finanziamento delle aree interne: si sono formate 3 aree, Ascoli, Macerata e Pesaro, l’unica certezza, alla presenza solo dei funzionari in Regione, è che quella di Ascoli sicuramente non verrà finanziata. Non ce la facciamo più a essere gli ultima ruota del carro e in questo l’ Area Vasta deve fare qualcosa».
Il candidato Valentina Bellini: «Sfida. Questa è la parola giusta, Un eccessivo reaslismo potrebbe diventare bloccante e scoraggiante, se non fosse unito a delle azioni concrete. Peggio di quello che è stato combinato non penso che saremmo capaci. Bisogna riguadagnare autorevolezza sul piano regionale e non solo. Celani ha Portato e esportato in tutto il territorio solo la sua autoreferenzialità. Il nostro territorio deve diventare un’attrattiva riconoscibile all’interno dei mercati delle realtà estere, emergenti. Il turismo scolastico è da intendere come una possibilità».

Massimo Romani: «Noto la presenza degli ingranaggi nella locandina, anche di uno piccolo.Questo è importante. Vorrei sapere come ci si muoverà per la associazione dei comuni e per la centrale texon che ci preoccupa tanto».

Il candidato Alberto Antognozzi: «Tra tanta confusione 2 certezze: lo stato finanziario della provincia e il gruppo coeso di D’Erasmo. Chi siamo? Una lista territoriale, la mia candidatura rappresenta uno dei tasselli, quello montanaro. Sull’aspetto della viabilità, la sicurazza stradale e le condizioni ambientali, ci aspettiamo delle opportunità finanziare per sopperire ai problemi, e la chiave di svolta potrebbe essere fare progetti che riguardino più ambiti. Propongo la costituzione di un ufficio per le politiche comunitarie».

Sergio Fabiani: «La montagna regge lo spopolamento, questo dipende dagli amministratori. Per gli effetti della neve e del disastro idrogeologico, la provincia di Ascoli la Cenerentola della regione per quanto riguarda i finanziamenti. Non hanno mai pensato ai un progetto comune che unisse i due parchi, della Laga e dei Sibillini. Ricordo, riguardo alla squadra di Celani, che un asssesore della costa non sapeva che Comunanza fosse ascolana. Speriamo che 12, si cambi verso».

Il candidato Bruno Menzietti: «La provincia ha un piano di riequilibrio che non sa se potrà essere mantenuto. Con la dismissione del patrimonio e gli autovelox vogliono solo far cassa».

Lucio D’Angelo:«Porto testimonianza dei consiglieri estinti. Non mi unisco al coro, di chi ritiene che la nuova Provincia sia un ente di serie B rispetto a quelli eletti dai cittadini. Siamo in attesa che si delinei qualcos’altro. La provincia ci sarà e l’ unità che viene richiesta è già dimostrata dalla maggioranza dei sindaci del territorio presenti in questa sala. Ci troviamo una Provincia spaccata, si poteva fare di meglio che una lacerazione così netta e profonda. La separazione da Fermo richiedeva una attenzione diversa che non c’è stata».

Antimo Di Francesco: «Un format innovativo è stato scelto per questa conferenza programmatica che parte dall’ascolto di chi poi ha dato un contributo al dibattito. C’è necessità di dare una impronta pragmatica. Il presidente Celani, delegittimando gli assessori, ha svolto un ruolo effimero e la rete dei territori ha subito una incrinatura. Questa è una squadra forte, valida e rappresentativa, penso che si possa fare un lavoro importante per la Provincia e per il territorio con un radicale cambiamento delle politiche. Dobbiamo lavorare portando avanti il discorso di prossimità: l’unità si sostanzia sulla politica. Si deve cominciare da una ricognizione finanziaria e rivolgersi alle autorità competenti se si appurassero le responsabilità.

Daniel Ficcadenti:«Se un amministratore non ha coraggio e non dà speranza ai cittadini non può fare l’amministratore».

Conclusioni di D’Erasmo: «Fermsti Celani! Basta con queste operazioni dell’ultima ora, la vita politica deve andare avanti. La macchina provinciale non si conclude con il 12 ottobre. Fermati. Aspettiamo quella data e poi pensiamo a come procedere. Per quanto concerne il risanamento, lo ribadisco, dovremmo comunque rivolgerci agli esterni.

Per i passaggi delle funzioni, saremo amministratori nel breve periodo, ma ogni giorno dobbiamo lavorare, per fare l’interesse del territorio piceno. Senza perdere d occhio la situazione più drammatica del risanamento dei conti. Io tengo molto a delegare chiederemo anche ai sindaci di lavorare in sinergia e di lavorare con gli assessori di competenza.

Per quanto riguarda il problema Texon, prendiamo un impegno, fin da ora, di mettere una centralina di controllo per l’aria e, in base ai risultati, vedremo il daffarsi.

La Regione regola di meno e eroga troppo, e invece dovrebbe fare le leggi, ci sono materie in discussione in ambito territoriale che devono essere definite. Nel giro di qualche mese vogliamo svoltare e portare la provincia di Ascoli Piceno in cima alle classifiche marchigiane. A costo di andare tutti in piazza».

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com