da Fermo

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Giovanna presenta “Tangoxidado” all’Auditorium San Martino

 

Prima tappa in Italia per la cantante uruguaiana Giovanna. Sabato 1 novembre alle ore 21 all’Auditorium San Martino di Fermo va in scena “Tangoxidado”, uno spettacolo intenso, sia a livello visuale che sul piano della sensibilità musicale, trasmessi non solo tramite la sonorità della composizione, ma anche dalla gestualità. Lo spettatore può così ripercorrere il cammino del tango, della milonga e del candombe accompagnato dalla mano e dalla voce di una esperta ed istrionica referente della musica popolare uruguaiana.

Lo spettacolo, patrocinato dal Comune di Fermo con sponsor unico Steca Energia è ad ingresso libero. Sul palco Alvaro Hagopian, al piano e alla Direzione musicale, Leonel Gasso, al Bandoneon, e Charlie Cardozo al contrabbasso. Patrocinata dal Fondo per la Cultura dell’Uruguay, la cantante uruguaiana presenta il suo primo spettacolo in Italia. Vincitrice nel 1997 del premio Iris, organizzato dal quotidiano Diario El Pais, Giovanna è artista rivelazione del tango. Ha portato il suo talento a New York, Chicago, Miami, Vienna, Lisbona e Recife.

 

Prosecuzione Chiusura di Via Mazzini il giorno 3 novembre 2014

 

 

I lavori di rifacimento della copertura del Palazzo Comunale e il risanamento delle facciate lato Via Mazzini sono in fase di ultimazione. Per consentire il proseguimento dello smontaggio del cantiere situato nei pressi dell’ingresso del Comune, in particolare del basamento in cemento di ancoraggio della gru, è stata disposta la chiusura di Via Mazzini per lunedì 3 novembre 2014 in entrambi i sensi di marcia. Il divieto di transito a tutti i veicoli dalle ore 14,00 alle ore 18,00 consentirà la rimozione del basamento in cemento di ancoraggio della gru di cantiere utilizzata nell’esecuzione dei lavori edili. Sarà garantito un passaggio pedonale lungo Via Mazzini.

Per informazioni contattare l’ufficio della Polizia Municipale allo 0734.284321 o la direzione lavori 0734.284334.

L’ordinanza di riferimento è la numero 330 del 29 ottobre 2014.

Povertà in crescita: i Servizi Sociali comunali in rete con le Associazioni di Volontariato

 

La città di Fermo vive l’emergenza povertà attraverso quotidiane e molteplici richieste di aiuto da parte dei propri cittadini”. Silvana Zechini, assessore ai Servizi sociali, durante l’audizione della III Commissione Consiliare, aperta alle associazioni aderenti al Tavolo della Povertà di Fermo, porta all’attenzione dei consiglieri comunali la situazione relativa all’Emergenza Povertà. “Il Comune accoglie i bisogni e crea una cultura di relazione e vicinanza anche umana – ha sottolineato Zechini – Gli ultimi eventi che hanno colpito la città di Fermo rappresentano un forte monito per tutti, del livello di emergenza sociale raggiunto nel nostro territorio.”

Alla riunione che ha avuto luogo lo scorso 21 ottobre hanno partecipato: Caritas Diocesana, Il Ponte, Amici-Opera di Don Ricci, Auser, Informafamiglia, Centro Di Ascolto della Caritas, Centro di Solidarietà Marche, oltre a consiglieri comunali e alla Dirigente dei Servizi Sociali di Fermo e Coordinatore dell’ATS XIX, Dott.ssa Daniela Alessandrini.

Finalità dell’incontro fotografare la reale entità del problema e la metodologia di lavoro da attivare per ripensare interventi sempre più efficaci rispetto ai bisogni della cittadinanza.

Il Comune di Fermo dal 2003, lavora in rete con le Associazioni, e dal 2005 ha formalizzato il Tavolo delle Povertà a livello territoriale di ATS XIX. Dal 2009, il tavolo è divenuto anche inter-Ambito con la partecipazione dell’ATS XX e dell’ATS XXIV.

Il budget a disposizione negli anni è sempre aumentato ma in modo non sufficiente a rispondere a tutte le richieste. Recentemente, oltre ai fondi del Comune, delle Associazioni di Volontariato e della Regione Marche, anche importanti personalità del mondo imprenditoriale si sono dimostrate sensibili, contribuendo con fondi propri a fornire risposte alle sempre più forti richieste di aiuto provenienti dal nostro territorio .

La Dott.ssa Alessandrini, in particolare, ha presentato il contesto territoriale, i bisogni e le risposte, sottolineando che le richieste di intervento nel 2014 sono raddoppiate rispetto al 2013: il Comune di Fermo spende più di 105 mila euro, con i quali sono state sostenute 193 famiglie. Nei primi sei mesi del 2014 sono state già aiutate 118 famiglie, ai quali vanno aggiunti i contributi statali per i bonus energia elettrica e gas (n. 1251 istanze evase), l’ assegno di maternità al nucleo familiare (n. 271 istanze evase), libri di testo (n. 384), FNA (n. 23 anziani), HOME CARE PREMIUM (n. 93 beneficiari), contributi regionali a famiglie in situazioni di disagio (L.R. 30/98 – n. 287), riduzione o esenzione del pagamento trasporto pubblico, scolastico, mensa, asili nido, e contributi per canoni di locazione (Legge 431/98 – n. 220).

I diversi rappresentanti delle associazioni presenti, nel ribadire l’utilità dell’iniziativa dell’amministrazione comunale di svolgere un audizione sul tema povertà, hanno sottolineato che occasioni di questo tipo fanno comprendere che la povertà sta diventando un problema anche di ordine pubblico proprio per i numeri sempre crescenti della popolazione coinvolta.

L’associazione. IL PONTE ha fornito alcuni dati: Nel 2013, a Fermo, sono stati offerti: 20.000 pasti, 3.119 pernottamenti (393 più del 2012 di cui 303 ad italiani che hanno goduto di lunga accoglienza da 61 gg a 1 anno). Nel 2014 ancora non abbiamo dati precisi ma le richieste si sono moltiplicate non solo come numero ma anche come tipo di bisogni: ad esempio i residenti, a causa del taglio delle utenze, hanno iniziato a fare richiesta del servizio doccia. La fascia d’età che ora più chiede aiuto, è quella di 40 anni.

Il Presidente della III Commissione, Patrizio Cardinali, ha concluso la riunione sostenendo che la commissione è un ottimo strumento per condividere le problematiche emergenti e prendere decisioni insieme (maggioranza ed opposizione). Il tema della Povertà richiede di essere da subito operativi, in particolare indicando tre livelli di intervento, che possiamo così sintetizzare:

Primo quello dell’ EMERGENZA: Il front office, in questo caso, è fondamentale per rispondere all’emergenza, il Comune può mettere in rete i propri dati con quelli in possesso degli sportelli del privato sociale per monitorare il fenomeno;

Secondo INTERVENIRE A LIVELLO STRUTTURALE. Il Comune deve impegnarsi a rimodulare il sistema di imposizione fiscale locale e l’accesso ai servizi a domanda individuale, al fine di agevolare maggiormente le famiglie a basso reddito, gli anziani ed i minori in condizione di fragilità, tenendo conto del fatto che oggi molte persone hanno perso il reddito ed è cambiato lo scenario sociale con l’avvento di nuove forme di povertà.

Terzo, occorre PROGETTARE il futuro: bisogna intervenire sulle politiche attive del lavoro a livello locale, coinvolgendo gli imprenditori sensibili ed attivando programmi di sostegno al mercato del lavoro e alle persone in difficoltà.

In sintesi, per realizzare una politica efficace di contrasto alla povertà, è necessario avere la capacità di costruire una rete di attività che coinvolga le imprese, il mondo del lavoro, le associazioni di volontariato ed i servizi sociali delle amministrazioni, convivendo dati, esperienze e progetti. Oggi la crisi è così profonda che non c’è più spazio per attività di assistenzialismo individuali.

 

“IL CANTICO DELLE API – dall’agroindustria alla scomparsa della biodiversità”

Viaggio di narrazione in musica con Andrea Perdicca e Enzo Monteverde orchestrato da Antonio Tancredi, illuminato da Federico Canibus

 

LO SPETTACOLO SI TERRA’ A

BELMONTE PICENO

LUNEDI’ 3 NOVEMBRE ALLE ORE 18.30

presso la chiesa romanica Santa Maria in Muris

ingresso libero

 

 

Una voce, una fisarmonica e 5 faretti , che ricreano le atmosfere della ribalta di un vecchio teatro, salgono a bordo dei treni regionali con una storia importante da raccontare. Con questo stile antico, “il cantico delle api” si ritrova a ricalcare le orme dei quasi estinti cantastorie, attraversando piccoli spazi, piazze secondarie e ritrovi spontanei. Un teatro “biologico” in cui le api, che “..trasportano parole d’amore da un fiore all’altro….”, rappresentano i fili che legano insieme il passato con il presente indicandoci, con la loro esemplarità, la strada per l’avvenire. L’obiettivo di questo spettacolo è quello di sostenere gli apicoltori nella lotta contro i pesticidi: nemici moderni, intelligenti e letali. La morìa delle api è un “problema” che riguarda tutti. Il loro declino ci avvisa che la vita su questo pianeta è in pericolo. Vita che dipende soprattutto da quel “proletariato invisibile” costituito da piante, insetti, vermi, funghi, muffe, microrganismi e api. E’ ormai accertato che i neonicotinoidi , nuove molecole sistemiche usate in agricoltura, sono la causa principale della morte delle api. L’uso di questi pesticidi rimanda ad un modo di coltivare che è cambiato, soprattutto negli ultimi trent’anni , e che si lega alle nostre scelte alimentari. Ecco perché la morte delle api ci riguarda. Le nostre scelte hanno la capacità di determinare il futuro delle generazioni a venire e della vita di questo pianeta. Questo viaggio prosegue grazie al calore e al sostegno di chi ci accoglie. La narrazione è stata ospitata in piazze, borghi, feste popolari, cascine, castelli, chiese sconsacrate, circoli culturali, sale conferenze.

Locandina
Locandina

 

 

Nota Stampa dei cittadini e residenti della Zona Urbana Via Migliorati

Crediamo che il comunicato stampa inviato dall’amministrazione comunale, ed i molti commenti rilevati a seguito dell’iniziativa di un gruppo di residenti in merito alla vicenda delle case popolari in via Migliorati, debbano essere riportati sui binari di un sereno e franco confronto, che eviti le facili demagogie che purtroppo sembrano aver sobillato l’animo di molti, dividendo la città in paladini dell’antirazzismo e strenui difensori delle italiche virtù.

Ed allora, procedendo per punti:

  1. Rigettiamo qualsiasi accusa di razzismo. Spiace la ricostruzione strumentale e subdolamente virgolettata riportata nel comunicato stampa del Comune in cui si legge: “La costretta convivenza” con “persone di altra etnia” rappresenta un’affermazione grave molto lontana dall’integrazione sociale e dal rispetto dell’altro (citato dal comunicato stampa). Mentre invece il senso della frase originaria, nell’ampia ed organica lettera, è tutt’altro, come si evince da una corretta lettura: “La costretta convivenza, in ogni caso già indiscutibilmente gravosa, potrebbe pur contemplare persone di altra etnia e pertanto risultare potenzialmente ancor più impegnativa” com’è logico che sia, senza però che questo significhi un atteggiamento razzista bensì la consapevolezza della difficoltà di un approccio, questo sì “intelligente”, all’accoglienza. Altro che, per citare ancora il comunicato dell’amministrazione comunale, “timori d’invasioni tipiche della paura dell’estraneo”. Potrebbe anche venire un gruppo di studenti di Oxford, il problema sarebbe esattamente lo stesso.

  2. Rimane assolutamente non considerato il problema posto, che è di natura strettamente pratica. Nella lettera sono elencate una serie di criticità oggettive. Tutte ignorate, stimando forse più conveniente che l’attenzione si focalizzasse su un pregiudizio piuttosto che su una questione concreta. I reali problemi riguardano un’angusta e chiusa via del centro storico, priva di sbocco, con traffico difficoltoso già per gli attuali residenti, con parcheggio pressoché inesistente, con un selciato mai sottoposto ad interventi di manutenzione, con un ascensore finito da anni e mai entrato in funzione, con un palazzo, quello dell’ex Istituto d’Arte, da cui si staccano pezzi d’intonaco e per il quale la supposta funzione ad uso delle associazioni culturali è rimasta lettera morta, la mancanza di servizi ed infrastrutture ad elementare supporto della realizzazione degli alloggi popolari. Stupisce poi leggere, sempre nel comunicato, che eventuali “preoccupazioni relative ai parcheggi, al traffico e al presunto pericolo in termini di sicurezza” verranno risolte “in considerazione degli spazi a disposizione nella zona”, cioè a lavori ultimati, non prima, come vorrebbe una sana, logica e fattuale programmazione.

  3.  Invitiamo l’amministrazione comunale a farsi promotrice di un pubblico dibattito sulla questione per chiarire, alla presenza della cittadinanza, come s’intendono affrontare i problemi posti e confrontarsi sulle possibili soluzioni, a cominciare dall’idea di un unico ingresso su via Ognissanti piuttosto che su via Migliorati.

Rimaniamo pertanto in attesa di conoscere data e luogo del pubblico dibattito, per affrontare in maniera serena e fattiva un problema che riguarda cittadini che meritano rispetto e che si preoccupano piuttosto di garantire un approccio “intelligente” e non demagogico all’accoglienza dell’altro.

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