dalla Cna

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ALLARME CNA: MICRO E PICCOLE IMPRESE SEMPRE PIU’ A RISCHIO DI ESCLUSIONE DAGLI APPALTI PUBBLICI NEL SETTORE DELLE COSTRUZIONI E DELLE INFRASTRUTTURE

 

Ascoli Piceno – Le piccole imprese artigiane dei settori costruzioni e impiantistica rischiano sempre più di essere escluse dagli appalti pubblici. La Cna di Ascoli denuncia di fatto un sistema che porta alla quasi totale esclusione delle microimprese dagli appalti pubblici. “Principalmente – sostiene Giuseppe Castelli, presidente provinciale di Cna Costruzioni – per le complesse procedure informatiche e la mole di documentazione, ovvero centinaia di pagine, da esaminare per iscriversi e da compilare per partecipare”.

Secondo una stima fatta dalla Cna più dell’80 per cento delle imprese che vincono gare d’appalto pubbliche è composto da società di capitali o da cooperative. Le società di persona o le ditte individuali sono presenti con una percentuale irrisoria. “La trasparenza e la pubblicizzazione dei bandi di gara – aggiunge Luigi Passaretti, presidente provinciale della Cna Picena – sono elementi essenziali per la lotta alla corruzione e l’accertamento della congruità dei prezzi in caso di ribassi anomali è elemento basilare per combattere le infiltrazioni della malavita organizzata.

Secondo la Cna occorre rivolgere l’attenzione non solo agli appalti dell’edilizia, ma anche al restante 50 per cento, che riguarda servizi e prodotti: se da un lato l’ente pubblico deve attrezzarsi specializzando il proprio personale per eseguire capitolati d’appalto sempre più chiari, dall’altro lato deve attrezzarsi anche per valutare la congruità dei prezzi in caso di ribassi anomali”.

“Le direttive europee – conclude Francesco Balloni, direttore della Cna – obblighino gli enti appaltanti a giustificarsi nel caso in cui l’affidamento del lavoro non venga suddiviso in lotti, questione cruciale per facilitare la partecipazione delle micro-imprese. Il fatto che i piccoli comuni aderiscano poi alle centrali di acquisto è da un lato garanzia di trasparenza ma dall’altro, per la complessità della partecipazione, rischia di togliere anche quella fetta di mercato locale alle aziende artigiane del territorio. Semplificare significa avere un unico albo dei fornitori e uniformare la modulistica per accedere agli appalti. Il nostro appello agli enti pubblici è quello di creare insieme alle associazioni di categoria un’azione congiunta di formazione e informazione delle imprese per agevolarne le iscrizioni alle centrali d’acquisto”.

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